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Asterisk La fotografia di Inge Prader incontra la pittura di Gustav Klimt
16/10/2015 Morena Forza in Varie / No comments

Qualche tempo fa avevo visto di sfuggita, dal telefono, la home di Facebook ed avevo trovato questo photoshoot ispirato alle opere di Klimt.

Non l’ho più trovato fino ad oggi e, indagando, finalmente sono risalita all’autrice, la fotografa viennese Inge Prader.

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Qui trovate la pagina Facebook della bravissima artista di bodypainting che ha truccato e dipinto i protagonisti delle “tavole”.

Non volevo perderla più di vista, “Immortalando” questo bellissimo servizio fotografico sul blog. O almeno, per correttezza, solo parte di esso.

P.S. Mi piace molto anche come tratta alcuni servizi per i matrimoni.

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Asterisk Il vento gentile nelle pennellate di Gary Bunt
10/12/2014 Morena Forza in Arte / No comments

Qualche tempo fa ho trovato questa immagine nella grafica di un sito web.

“The Harbour Wall”

Non sapevo nulla della sua provenienza e non sapevo chi fosse l’autore, ma avevo una certezza, una certezza che non avevo provato nemmeno guardando delle fotografie: quell’immagine raffigurava il Sud della Gran Bretagna.
Non avevo bisogno di nessuna didascalia, lo sapevo e basta.
Oggi ho cercato di acquistarne la stampa (scoprendo che non è facilissimo) e ho scoperto che l’autore è Gary Bunt, che amo praticamente tutti i suoi quadri naif che si avvicinano molto all’illustrazione, come questi:

 

E ho scoperto che dipingere l’ha sostenuto fortemente durante la chemioterapia; attualmente cura dei corsi di arteterapia per pazienti oncologici.
Mi ha colpito molto ascoltare una sua intervista, durante la quale afferma che il cancro ha cambiato il suo approccio stilistico al disegno e alla pittura: se prima si preoccupava di dipingere immagini per le persone cercando di incontrare cioè le loro richieste ed aspettative, ora il suo stile si forma solo sulle sue preferenze e su ciò che vuole trasmettere, qualunque emozione sia. Proprio quando ha deciso questo è riuscito a vivere della sua Arte, contro molte previsioni.

Come alcuni di voi sapranno seguendo il blog, sono appassionata da quasi vent’anni (cioè da quando ero poco più che una bambina) di Cornovaglia e del Sud della Gran Bretagna in generale.
Le emozioni che mi trasmettono questi quadri sono ineguagliabili: non c’è parete tappezzata delle fotografie dei miei viaggi nel Regno Unito in grado di riflettere lo stesso senso di vicinanza che mi danno i quadri di Bunt.

E’ come se riuscisse ad essere più vero di una fotografia scattata su una scogliera, al porto, in aperta campagna, sulla passeggiata e sul lungomare. Il tutto rimanendo naif, semplificando, stilizzando, sottintendendo… 

Credo che, crescendo nel Kent, Gary Bunt abbia assorbito i colori di quelle colline, i cieli nuvolosi, le foschie del mattino, ma soprattutto il colore della luce che illumina i prati e le brughiere, l’Atlantico e le spiagge sassose, le pietre delle case, le staccionate di legno scuro in campagna e l’ardesia dei tetti. Per me è magia come riesce a mettere il vento nei suoi quadri, lo sento come se fossi lì, come a settembre. Cerco di carpire ogni dettaglio dei suoi olii, come se potessi entrarci dentro.

 

 

 

Mi fa sorridere quando vedo sulle sue tele gli anziani britannici dipinti, coi capelli color argento o candidi, ma anche gli Scottish Terrier bianchi o neri, le barche colorate del porto, le finestre a ghigliottina, la pioggia sulle strade.

Nessuno come lui rende i mattoni degli edifici, siano essi quelli di città o quelli di campagna, oppure quelli dei muretti e degli orti.
Guardo i suoi quadri e sono di nuovo lì, cosa che non riesco a fare nemmeno guardando le più di 200 foto scattate durante la mia settimana a Penzance lo scorso settembre.

 

Il disegno e la pittura sono davvero magia, non riesco a dar loro un altro nome. I colori parlano all’anima, soprattutto quando si tratta di paesaggi, di scorci, di dipingere la quotidianità di un porto visto dalla finestra o di una passeggiata col cane sulla spiaggia ciottolosa.
Cerco di capire qual è il segreto del saper trasmettere un intero territorio tramite un solo quadro (inizialmente io vidi solo quella tela del porto) ma forse davvero, mi piace credere che sia semplicemente un po’ magia.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Eyvind Earle
24/02/2014 Morena Forza in Animazione / 2 responses

I colori non avevano segreti per Eyvind Earle (New York 1916-2000) autore, illustratore e pittore statunitense diventato poi celebre per aver realizzato i concept di alcuni classici Disney negli anni Cinquanta.

 

 

C’è una bella differenza fra dipingere un paesaggio e fra sintetizzarlo e rendere le atmosfere che lo caratterizzano; Earle lo sapeva bene, tanto che gli alberi disegnati da lui sono ancora oggi inconfondibili, ricorrenti nelle sue tavole e sempre molto importanti come elementi narrativi oltre che decorativi.

 

 

 

 

Eyvind Earle divenne famoso già durante la sua giovinezza; a soli 14 anni tenette la sua prima mostra personale a Parigi e a 21 si vide acquistare un suo dipinto nientemeno che dal Metropolitan Museum di New York.
Per quanto riguarda la sua carriera in Disney, il suo capolavoro per styling, sfondi e colori fu “La bella addormentata nel bosco” (1959)

 

 

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Carl Larsson
10/02/2014 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Nelle mete dei miei prossimi viaggi c’è Sundborn, Svezia, dove vivevano Carl Larsson (1853-1919) e sua moglie Karin.
Proprio nel villaggio di Sundborn infatti si trova la casa-museo dei Larsson, dove sono ambientate molte delle tavole ad acquarello più apprezzate di questo illustratore; la casa fu decorata secondo il gusto dei due artisti (anche la moglie era pittrice) ed è quindi molto visitata dai turisti.

La moglie di Carl Larsson intenta a leggere. Sullo sfondo si nota bene come i due
avessero decorato in modo molto personale la casa. Sulla vetrata ci sono l’artista e la moglie ritratti,
le pareti erano finemente dipinte e sullo stipite della porta figura un motto che dice “Bien faire et laisser dire”
(in francese “Fare bene e lasciare dire”)

Ma facciamo qualche passo indietro.

Ho scelto Carl Larsson per il post di Storia dell’Illustrazione di oggi perchè è l’esempio più eclatante di come a volte le cose che ci riescono più semplici in quanto spontanee, sono quelle che arrivano maggiormente a chi guarda un disegno.
Per Larsson l’attività di pittore era il modo di riscattare la propria posizione sociale, in una realtà che era l’Accademia Reale Svedese delle Arti di Stoccolma all’interno della quale lui inizialmente, per via della sua timidezza e delle sue origini molto povere, faticava ad ambientarsi.
Aveva riposto nella pittura tutte le sue speranze di una vita migliore e iniziò a dedicarsi all’illustrazione (un’Arte “minore” per qualunque pittore dell’epoca) con intenti meno ambiziosi, senza sapere che sarebbe stato ricordato proprio per le sue tavole ad acquarello, un medium che è sempre stato visto inferiore alla tecnica ad olio, in quanto utilizzato da molti principianti e, appunto, illustratori.

La svolta artistica di Carl Larsson ebbe luogo dopo aver sposato felicemente sua moglie Karin.
Fu allora che iniziò ad utilizzare gli acquarelli dopo anni di insuccessi come pittore a Parigi e a dipingere scene di quotidianità della sua famiglia; con la moglie ebbe otto figli che riempivano interamente le loro giornate di genitori e di persone.

Carl Larsson e la moglie Karin con due delle loro bambine.
Anche Karin appare in molti quadri e illustrazioni dell’autore, spesso sua musa ispiratrice
e sempre molto supportiva nella sua attività di pittore e illustratore.

Non era inusuale che Larsson dipingesse i giochi dei loro bambini e i momenti di intimità quotidiana con una straordinaria delicatezza, portando su carta il calore casalingo di una vita tranquilla e colma di piccoli attimi; piccoli ma significativi nella propria semplicità.

 

 

Nonostante cercò fino all’ultimo di essere riconosciuto come pittore tramite la realizzazione di affreschi, che riteneva fossero il suo risultato più “alto”, ambizioso e più personale, riconobbe nello scrivere le proprie memorie, che le immagini realizzate ispirandosi alla sua famiglia restavano la parte della propria produzione artistica che il pubblico apprezzò di più, perchè più spontanee e sentite.

Le immagini ispirate al Natale sono tra le più celebri di Carl Larsson

Mi piace la storia di Carl Larsson perchè mi ricorda che a volte le cose che ci vengono meglio non sono quelle che rispondono alle nostre ambizioni, ma quelle che contengono un messaggio per chi legge e guarda.
E cos’è il disegno se non l’espressione di qualcosa che sentiamo e viviamo?

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Asterisk Pittore e illusionista: Riosuke Fukahori
16/12/2013 Morena Forza in Varie / No comments

Riosuke Fukahori ha sperimentato questo modo per dipingere con una resina particolare; in questo modo i soggetti dei suoi dipinti divengono 3D.

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Walter Crane
02/02/2011 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 4 responses

Walter Crane (1845-1915) è stato uno dei pilastri storici dell’illustrazione inglese del diciannovesimo secolo.
Il padre, Thomas Crane, era un apprezzato miniaturista e gli trasmise la passione per il dettaglio.
A soli 13 anni il piccolo Walter cominciava a lavorare da Linton, una delle migliori botteghe di incisione di Liverpool.
Per tutta la sua carriera si mosse con grazia dalle Belle Arti all’illustrazione, senza mai tradire il suo gusto ed il suo immaginario.

"Summer" 1895

Infatti era sia pittore (molto influenzato dalla pittura Preraffaelita ed allievo di John Ruskin) sia illustratore, anche se maggiormente conosciuto per la seconda attività; i suoi disegni venivano ammirati su libri, piastrelle in ceramica e altri tipi di prodotti decorativi. Era infatti membro dell’Arts and Crafts Movement (qui una board su Pinterest dedicata che ho trovato molto interessante da consultare).

La passione per lo studio delle stampe giapponesi fu essenziale per lo sviluppo del suo stile; le sue tavole ne riprendevano la complessità ed il trattamento del colore.

Crane diede inizio ad una vera e propria moda nell’ambito del disegno decorativo.
Le linee sinuose e definite, i colori vibranti, erano il suo marchio di fabbrica.

La scelta di disegnare tessuti, piastrelle e tappezzerie, non fu solo commerciale.
L’idea di Crane era quella di portare l’Arte nella vita delle persone a prescindere dalla loro estrazione sociale.

Gallery di tessuti e tapezzerie: cliccare sulle anteprime per ingrandire

Libri illustrati

Walter Crane illustrò molte fiabe della tradizione europea, tra cui le favole di Esopo, La bella e la Bestia, Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali, La bella Addormentata nel bosco. In tutto arrivò ad illustrare circa 40 titoli.

Concentrarsi a scrivere un elenco però, sarebbe un gesto limitato verso un artista di questo spessore. Crane fece molto di più che disegnare libri illustrati: diede il via ad un meccanismo reazionario che in qualche modo, portò il libro illustrato commerciale ad un nuovo livello.

Quando nel 1863 lasciò il suo posto in bottega per diventare illustratore indipendente, lo stampatore ed incisore Edmund Evans gli propose di lavorare ad una collana di libri per bambini.

Doppia pagina di "ABC Assurdo" del 1874

A quei tempi, quelli più economici erano detti “toy books”, libri giocattolo; si trattava di pubblicazioni un po’ scadenti, non solo per il trattamento di rilegatura e stampa, ma anche per la stessa qualità richiesta sulle illustrazioni.
Venivano venduti a sei penny (in seguito uno scellino); potremmo dire fossero l’equivalente dei libri che oggi troviamo al supermercato o nelle grandi catene.

Crane sosteneva che i toy books mancassero di immaginazione e di cura nel design: il fatto che si trattasse di un prodotto destinato all’infanzia non giustificava la mancanza di dedizione ed esigenza verso il disegno che accompagnava le storie.

Evans decise di ascoltare le sue richieste e di mantenere lo stesso prezzo (nonostante la qualità più alta) per ogni libro aumentando il numero di libri stampati e distribuiti.
Fu così che, come scrisse J. Hutton, il toy book si trasformò in una sofisticata forma d’arte, spesso ricca di significato.

L’avanzata tecnica di incisione per la stampa a colori rese possibile ottenere dei colori più sofisticati per i libri illustrati da Crane, che apparvero nella collana Sixpenny Toybooks di Frederick Warne, l’editore conosciuto per aver pubblicato i libri di Beatrix Potter, di cui avevo scritto in questo post.

Walter Crane ispirò quindi ad un approccio più curato e dedicato al prodotto editoriale commerciale per l’infanzia. Dimostrò che anche un prodotto economico poteva essere pensato per essere bello oltre che funzionale.
Pensò fuori dagli schemi invece che accettarli passivamente, suggerendo nuove soluzioni.

Nel corso della sua brillante carriera, gli venne offerta prima la posizione di direttore del design alla Manchester School of Art, poi nel 1897 al Dipartimento d’Arte dell’università di Reading.
L’anno seguente divenne preside al Royal College of Art.

Gallery dei libri illustrati. Cliccare sulle anteprime per ingrandire.

Approfondimenti

Un ABC assurdo illustrato da Walter Crane

“The absurd A.B.C” venne pubblicato nel 1874 da Routledge & Sons, casa editrice di Londra.
Walter Crane disegnò l’abbecedario spiegato ai bambini per mezzo di filastrocche e sgargianti illustrazioni.
Si può leggere e navigare con gallery complete in questo post.

Oggi anche le ristampe non sono semplicissime da reperire.
In compenso, online si trovano diverse edizioni digitali in ebook.

Letture

Walter Crane: The Arts and Crafts, Painting, and Politics
Paul Mellon Centre for Studies in British Art (2010)

Ideals in Art: Papers, Theoretical, Practical, Critical
Leopold Classic Library (2016)

V&A Pattern: Walter Crane / Owen Jones / William Morris / C. F. A. Voysey
Con CD e pattern alta risoluzione
Victoria&Albert Museum (2013)

W&A Pattern: Walter Crane
Victoria&Albert Museum (2011)

Ukiyo-e
The Art of Japanese Print

Tuttle Publishing (2012)

La bella e la Bestia
Create Space I.P. (2015)

Grimm’s Fairy Tales
The Planet (2014)

Il gatto con gli stivali
Multilingue (2016)

Fonti immagini: 1|2|3|4|5

Per consultare l'Indice di Storia dell'Illustrazione cliccare qui.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: John Anster Fitzgerald
20/12/2010 Morena Forza in Arte / 3 responses
“La materia di cui sono fatti i sogni”
Ingrandire!!!

John Anster Fitzgerald (1819 – 1906) era pittore ed illustratore. Le atmosfere oniriche emanate dalle sue illustrazioni di fate,fiabe e folklore non sono casuali; erano infatti frutto di una vera e propria scelta di vita. Amava vivere nella fantasia e andare oltre la realtà in cui viveva, per evadere in uno spazio immaginario sconfinato.
Era infatto noto per far riferimento all’uso di droghe e ai loro effetti. Le atmosfere a volte sono fatate, a volte si fanno cupe come incubi o visioni.
I colori sono spesso nitidi e brillanti anche quando cupi, e leggere donne fatate si mischiano a creature anche molto grottesche.

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Duilio Cambellotti
02/11/2010 Morena Forza in Arte / 2 responses

Duilio Cambellotti ( Roma 1876-1960) è stato uno di quegli artisti che ha saputo essere versatile, tra i primi nella storia.
Non era solo illustratore infatti; era anche pittore, xilografo,scenografo,decoratore,designer e cartellonista.
Per questa ragione le sue opere sono esposte, ma anche rintracciabili su molte locandine Art Nouveau.
Purtroppo però in internet si trova poco a livello artistico . Piuttosto se ne trovano molte tracce di stampo politico legate al fascismo; io sono dell’idea che del resto a quell’epoca,l’Arte non era che un modo di rendere fruibile al popolo l’ideologia, ma anche che a così tanti anni di distanza, è meglio prendere in considerazione più l’Arte in sè che non il messaggio. Insomma, nonostante molti parlino di “arte fascista” io mi sentirei di parlare di Arte e basta e prendere il suo operato per ciò che era. L’operato di un ottimo disegnatore.

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