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Asterisk Disegno: talento, ispirazione e… pazienza
29/01/2019 Morena Forza in Creatività / 8 responses

Qualche settimana fa mi è stata inviata una mini-intervista. Una delle domande mi chiedeva quale fosse secondo me, la dote che non può mancare a un disegnatore.

Mi sono sorpresa a rispondere di getto: la pazienza.
E non ci ho ripensato.

In un mondo che valorizza il talento come se fosse una sorta di potere magico, che insiste col dare una data di scadenza alla capacità creativa delle persone focalizzandosi sulla giovinezza, che crede all’ispirazione come unico modo per mettersi a disegnare, la pazienza non è mai nominata fra le caratteristiche imprescindibili.

Fighi e... sfigati

Una cosa è certa: la pazienza è meno cool del talento. E anche di tutti gli altri.
E’ un po’ la sfigata del liceo nei film americani, che mangia da sola all’intervallo col naso immerso in qualche libro impopolare.
Indossa un brutto paio di occhiali fuori moda.

Il talento viene come un dono ricevuto per intercessione divina al momento della nascita, più forte di qualunque cosa. E’ il figo della scuola. Spetta a pochi avere a che fare con lui.
L’ispirazione è la sua migliore amica: è quel momento magico in cui sei pervaso da un soffio mistico che ti fa alzare nel cuore della notte per produrre qualcosa di geniale.
La giovinezza poi, è ricca di possibilità infinite e di energie.

Non saranno tutte scuse?

In questo calderone di luoghi comuni, sembra che la maggior parte di noi cerchi in realtà una scusa: la scusa per non fare e soprattutto, per non mettersi in gioco.
Ormai sono troppo vecchio”, oppure “Non sono mai abbastanza ispirato”.

E’ vero, i giovanissimi scoppiano di energie: ma sono ancora da incanalare. Infatti, è assai raro che abbiano abbastanza consapevolezza, esperienza e metodo da farne buon uso.
Ti fanno credere che se a 21 anni non hai sfondato in qualche mostra famosa devi appendere la matita al chiodo, perché a qualcuno è accaduto. Ma non è poi così vero.
E poi, essere selezionato per qualche prestigioso concorso non è garanzia di durevolezza nell’attività artistica o nella professione. Le meteore sono numerose, non dimentichiamolo. Per andare avanti ci vogliono altri ingredienti.

Miti da ridimensionare

Cosa non viene mai detto del talento?
Beh, dietro di esso posso nascondersi i pigri e gli autocompiaciuti: quando ci si fa troppo affidamento si finisce con lo smettere di migliorare per tecnica e messaggio.
Ci si nascondono anche coloro che ritengono di non averne: la scusa perfetta per non mettersi a imparare (con fatica). O per giustificare risultati scarsi rispetto alle proprie aspettative in campo artistico o anche professionale.

“Non ho molto rispetto per il talento. Il talento è genetico.
Quello che conta è ciò che ne fai.”
Martin Ritt

Anche l’ispirazione è decisamente sopravvalutata.
Non so tu, me l’avessi attesa per disegnare, in questi ultimi 10 anni io avrei prodotto due tavole in tutto. Non per modo di dire: so quali sono, con esattezza.
Mi ricordo che ero entrata in uno stato di alterazione mentale mentre ci lavoravo, era come essere in un sogno. Bellissimo, certo, ma non può essere l’unico modo per creare.
Perché l’ispirazione vera è rara. Anzi, rarissima.
E se arriva e non siamo allenati (perché non disegniamo mai) i risultati non tarderanno a deluderci.

L’ispirazione esiste,
ma deve trovarti al lavoro.”
Pablo Picasso

E allora, è qui che entra in gioco la pazienza.
E’ meno glamour, ma coltivarla è rivoluzionario.

Questo bel piatto di ceramica mi è stato fatto da Paola di Ideamondo.
Ho sognato qualche mese fa quelle due parole in un periodo molto difficile.
Nel sogno, affrontavo diversi ostacoli per pescarle in una grossa vasca luminosa.

Mi sono svegliata particolarmente energica e ne ho indagato il significato: Wizardry è “stregoneria” ma anche ciò in cui si è molto bravi e per cui si è portati. Persistence è la capacità di tenere duro anche di fronte alle difficoltà, è la tenacia.
Mi sono piaciute così tanto che ho deciso di tenerle a portata di mano! :)

Un'insostituibile alleata

La pazienza ti permette di sbagliare e rimetterti in gioco; di insistere!
Ti spinge a rifare un disegno che non ti soddisfa.
A frequentare corsi, a leggere manuali, a non arrenderti se la prima volta che provi le tempere è tutto grigio e marrone perché non sai mischiare i colori.
A incominciare un altro acquarello, anche se i primi dieci si sono tutti imbarcati perché non sapevi dosare l’acqua.

Nel campo della professione poi, è quella che fa la differenza tra chi coltiva un sogno e chi ha un piano. Perché i piani richiedono pazienza.
Se ti sei messo in testa di disegnare perché sia il tuo lavoro, senza pazienza non andrai lontano.
Ci sarà quella volta che manderai email a tappeto per proporre il tuo portfolio, ma non risponderà nessuno.
La volta in cui ti chiederanno per la terza volta una modifica che se non vuoi perdere il progetto dovrai affrontare.
Succederà quella volta in cui qualcuno di meno creativo, che vuole lavorare in fretta e senza sacrifici, copierà i tuoi disegni per raccogliere parte dei tuoi possibili (o passati) clienti.
E quella in cui verrai fregato e ti chiederai chi te l’ha fatto fare di provare a fare del disegno il tuo lavoro.
Per non parlare di quando qualcuno che stimi o meno, avrà da dire sul tuo operato e dovrai fartene una ragione. E continuare comunque.

Andare avanti, nonostante tutto

Cosa ti farà andare avanti nonostante tutto?
La giovinezza è effimera, il talento è fragile, l’ispirazione è volubile.
Ma la pazienza, ti dicevo, è come la sfigata del liceo nei film americani: si toglie gli occhiali fuori moda, e diventa fighissima.

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