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Asterisk L’ABC Assurdo di Walter Crane
23/08/2016 Morena Forza in Illustrazione / one comment

Pubblicato per la prima volta nel 1874, l’ABC Assurdo disegnato da Walter Crane fu ideato per aiutare i bambini ad imparare le lettere dell’alfabeto divertendosi; per questo è costituito da disegni luminosi e filastrocche buffe.

Essendo scritto solamente in inglese, queste se tradotte in italiano (probabilmente anche in quasi tutte le altre lingue) perdono molto di significato e scopo.

Da un po’ di tempo il volumetto non viene ristampato e non è facile reperirlo in formato cartaceo. Per fortuna però, grazie all’avvento degli ebook reader (io ho questo a colori) che hanno abbattuto i costi di produzione ed eliminato quelli di distribuzione, entrare in possesso di un libro antico e spesso introvabile non è più impossibile. Infatti, anche l’ABC Assurdo di Walter Crane si può trovare facilmente in edizione digitale (per di più a prezzi davvero irrisori).

Le immagini e i testi provengono dal sito di Project Gutemberg, che mette a disposizione gratuitamente diversi tipi di materiale fra testi, immagini ed altri media. Aggiungetelo ai Preferiti! :-)

Cliccare sulle anteprime per visualizzare le immagini intere.

The ABSURD ABC
John Lane
The Bodley Head
London&New York

A for the APPLE
or Alphabet pie,
Which all get a slice of.
Come taste it & try.
B is the BABY
who gave Mr Bunting
Full many a long day’s
rabbit skin hunting.
C for the CAT
that played on the fiddle,
When cows jumped higher than
‘Heigh Diddle Diddle!’
D for the DAME
with her pig at the stile,
‘Tis said they got over,
but not yet a while.

E for the Englishman,
ready to make fast
The giant who wanted to
have him for breakfast.
F for the Frog in the story
you know,
Begun with a wooing but
ending in woe.
G for Goosey Gander
who wandered upstairs,
And met the old man
who objected to prayers.

H for poor Humpty who
after his fall,
Felt obliged to resign his
seat on the wall.
I for the Inn where they
wouldn’t give beer,
To one with too much
and no money, I fear.
J does for poor Jack and
also for Jill,
Who had so disastrous
a tumble down hill.

K for calm Kitty, at dinner
who sat,
While all the good folks
watched the dog & the cat.
L for Little man, gun and
bullets complete,
Who shot the poor duck, and
was proud of the feat.
M for Miss Muffet, with
that horrid spider,
Just dropped into tea and
a chat beside her.

N for the Numerous children
they who
Were often too much for
their mother in Shoe.
O the Old person that
cobwebs did spy,
And went up to sweep ‘em
Oh ever so high!
P for the Pie made of
blackbirds to sing,
A song fit for supper
a dish for a king.

Q for Queen Anne
who sat in the sun
Till she, more than the lily
resembled the bun
R stands for Richard &
Robert, those men
Who didn’t get up one
fine morning till ten!
S for the Snail that showed
wonderful fight,
Putting no less than twenty-four
tailors to flight!

T stands for Tom, the son of
the piper,
May his principles change
as his years grow riper.
U for the Unicorn, keeping
his eye on
The coveted crown, and
‘ts counsel the Lion.
V for the Victuals, including
the drink,
The old woman lived on
surprising to think!

W for the WOMAN
who not over nice,
Made very short work
of the three blind mice.
X is the X
that is found upon buns,
Which, daughters not liking,
may come in for sons.
Y for Yankee Doodle
of ancient renown,
Both he & his pony
that took him to town.
Z for the Zany who
looked like a fool,
For when he was young
he neglected his school.

Approfondimenti

Pittore, illustratore, innovatore: la vita e la carriera di Walter Crane

Walter Crane era un disegnatore eclettico e credeva nell’Arte come l’essenza del bello non esclusiva ma possibile per tutte le classi sociali. Illustrò quindi libri, ma anche tessuti, tappezzerie, piastrelle, packaging. Gli ho dedicato un ampio articolo ricco di gallery e consigli di lettura, nel 2011.

Per consultare l'Indice di Storia dell'Illustrazione cliccare qui.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Sydney Sime
03/03/2014 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

A differenza di molti suoi colleghi, Sydney Sime (1867-1941) non solo nacque in una situazione di forte povertà, ma non ebbe scorciatoie e facilitazioni che potessero dare un impulso alla sua attività artistica fino all’età adulta.
Infatti le sue mani furono impiegate per anni in lavori umili e manuali: fu minatore, panettiere, calzolaio, tra gli altri mestieri di cui si occupò.
Quando nel 1898 uno zio gli lasciò in eredità una cospicua somma, Sydney Sime ne impiegò una parte per avviare un’attività commerciale (che fallì in meno di due anni) e l’altra per studiare alla Liverpool School of Art. Aveva già 31 anni, che per quell’epoca costituivano un’età piuttosto avanzata per intraprendere un’attività artistica dal nulla.

Il suo immaginario, ricco di figure spettrali o grottesche, colpì il pubblico in tempo relativamente breve.
A renderlo celebre fu la collaborazione con l’autore irlandese Lord Dunsany che divenne proficua e continuativa.
Più tardi divenne uno degli artisti preferiti di H.P Lovecraft, che condivideva gran parte delle sue visioni.

 

 

 

 

 

 

Alcune delle sue tavole sono custodite ed esibite alla Sidney Sime Gallery di Worplesdon, nel Surrey, ma la maggior parte di esse erano proprietà di Lord Dunsany e molte andarono distrutte in un incendio divampato nella sua proprietà.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Jennie Harbour
17/04/2011 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

Colori vibranti oppure un elegante bianco e nero; atmosfere magiche e fatate, figure aggraziate, leggere e a volte impalpabili. Quando ci si imbatte nelle tavole di Jennie Harbour si resta un po’ spaesati dalla varietà della sua produzione artistica; ora più pittorica, ora più sintetica e grafica.

Jennie Harbour è stata un’illustratrice della prima metà del ‘900 con particolare gusto Art Déco, alcune sue opere editoriali sono andate in ristampa negli ultimi 10 anni.

Cliccare sulle anteprime per visualizzare le immagini della gallery intere:

Non si sa molto di questa autrice; ha illustrato dei libri di favole che ora sono di grande valore (gli appassionati garantiscono che la sua calligrafia rispecchia pienamente il suo gusto estetico nel disegnare, emerge proprio da questo genere di libri) ma soprattutto un numero elevato di cartoline di quell’epoca.

Per quanto riguarda la sua vita e la sua scomparsa, restano un vero mistero; ma negli anni, grazie anche alle nuove possibilità date dagli archivi in internet, si sta assistendo ad una sorta di revival della sua produzione artistica ed alcuni esperti ed appassionati stanno iniziando delle ricerche per mettere insieme i pezzetti della sua storia… e di questa parte della Storia dell’illustrazione.

Per osservare altre gallery tematiche su Jennie Harbour (anche in bianco e nero) rimando a questo sito, in cui un appassionato ha raccolto molte sue immagini da libri, cartoline e stampe, archiviandole con una gradevole perizia.

Letture

Negli ultimi anni, diverse piccole case editrici si stanno dedicando alla raccolta e ristampa delle fiabe illustrate da Jennie Harbour.
Quelli che segnalo in questo post sono Le favole di Mamma Oca, Fiabe popolari e Fiabe di Andersen. Non male, per un’illustratrice che era stata dimenticata!

Fonti immagini: 1

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Walter Crane
02/02/2011 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 4 responses

Walter Crane (1845-1915) è stato uno dei pilastri storici dell’illustrazione inglese del diciannovesimo secolo.
Il padre, Thomas Crane, era un apprezzato miniaturista e gli trasmise la passione per il dettaglio.
A soli 13 anni il piccolo Walter cominciava a lavorare da Linton, una delle migliori botteghe di incisione di Liverpool.
Per tutta la sua carriera si mosse con grazia dalle Belle Arti all’illustrazione, senza mai tradire il suo gusto ed il suo immaginario.

"Summer" 1895

Infatti era sia pittore (molto influenzato dalla pittura Preraffaelita ed allievo di John Ruskin) sia illustratore, anche se maggiormente conosciuto per la seconda attività; i suoi disegni venivano ammirati su libri, piastrelle in ceramica e altri tipi di prodotti decorativi. Era infatti membro dell’Arts and Crafts Movement (qui una board su Pinterest dedicata che ho trovato molto interessante da consultare).

La passione per lo studio delle stampe giapponesi fu essenziale per lo sviluppo del suo stile; le sue tavole ne riprendevano la complessità ed il trattamento del colore.

Crane diede inizio ad una vera e propria moda nell’ambito del disegno decorativo.
Le linee sinuose e definite, i colori vibranti, erano il suo marchio di fabbrica.

La scelta di disegnare tessuti, piastrelle e tappezzerie, non fu solo commerciale.
L’idea di Crane era quella di portare l’Arte nella vita delle persone a prescindere dalla loro estrazione sociale.

Gallery di tessuti e tapezzerie: cliccare sulle anteprime per ingrandire

Libri illustrati

Walter Crane illustrò molte fiabe della tradizione europea, tra cui le favole di Esopo, La bella e la Bestia, Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali, La bella Addormentata nel bosco. In tutto arrivò ad illustrare circa 40 titoli.

Concentrarsi a scrivere un elenco però, sarebbe un gesto limitato verso un artista di questo spessore. Crane fece molto di più che disegnare libri illustrati: diede il via ad un meccanismo reazionario che in qualche modo, portò il libro illustrato commerciale ad un nuovo livello.

Quando nel 1863 lasciò il suo posto in bottega per diventare illustratore indipendente, lo stampatore ed incisore Edmund Evans gli propose di lavorare ad una collana di libri per bambini.

Doppia pagina di "ABC Assurdo" del 1874

A quei tempi, quelli più economici erano detti “toy books”, libri giocattolo; si trattava di pubblicazioni un po’ scadenti, non solo per il trattamento di rilegatura e stampa, ma anche per la stessa qualità richiesta sulle illustrazioni.
Venivano venduti a sei penny (in seguito uno scellino); potremmo dire fossero l’equivalente dei libri che oggi troviamo al supermercato o nelle grandi catene.

Crane sosteneva che i toy books mancassero di immaginazione e di cura nel design: il fatto che si trattasse di un prodotto destinato all’infanzia non giustificava la mancanza di dedizione ed esigenza verso il disegno che accompagnava le storie.

Evans decise di ascoltare le sue richieste e di mantenere lo stesso prezzo (nonostante la qualità più alta) per ogni libro aumentando il numero di libri stampati e distribuiti.
Fu così che, come scrisse J. Hutton, il toy book si trasformò in una sofisticata forma d’arte, spesso ricca di significato.

L’avanzata tecnica di incisione per la stampa a colori rese possibile ottenere dei colori più sofisticati per i libri illustrati da Crane, che apparvero nella collana Sixpenny Toybooks di Frederick Warne, l’editore conosciuto per aver pubblicato i libri di Beatrix Potter, di cui avevo scritto in questo post.

Walter Crane ispirò quindi ad un approccio più curato e dedicato al prodotto editoriale commerciale per l’infanzia. Dimostrò che anche un prodotto economico poteva essere pensato per essere bello oltre che funzionale.
Pensò fuori dagli schemi invece che accettarli passivamente, suggerendo nuove soluzioni.

Nel corso della sua brillante carriera, gli venne offerta prima la posizione di direttore del design alla Manchester School of Art, poi nel 1897 al Dipartimento d’Arte dell’università di Reading.
L’anno seguente divenne preside al Royal College of Art.

Gallery dei libri illustrati. Cliccare sulle anteprime per ingrandire.

Approfondimenti

Un ABC assurdo illustrato da Walter Crane

“The absurd A.B.C” venne pubblicato nel 1874 da Routledge & Sons, casa editrice di Londra.
Walter Crane disegnò l’abbecedario spiegato ai bambini per mezzo di filastrocche e sgargianti illustrazioni.
Si può leggere e navigare con gallery complete in questo post.

Oggi anche le ristampe non sono semplicissime da reperire.
In compenso, online si trovano diverse edizioni digitali in ebook.

Letture

Walter Crane: The Arts and Crafts, Painting, and Politics
Paul Mellon Centre for Studies in British Art (2010)

Ideals in Art: Papers, Theoretical, Practical, Critical
Leopold Classic Library (2016)

V&A Pattern: Walter Crane / Owen Jones / William Morris / C. F. A. Voysey
Con CD e pattern alta risoluzione
Victoria&Albert Museum (2013)

W&A Pattern: Walter Crane
Victoria&Albert Museum (2011)

Ukiyo-e
The Art of Japanese Print

Tuttle Publishing (2012)

La bella e la Bestia
Create Space I.P. (2015)

Grimm’s Fairy Tales
The Planet (2014)

Il gatto con gli stivali
Multilingue (2016)

Fonti immagini: 1|2|3|4|5

Per consultare l'Indice di Storia dell'Illustrazione cliccare qui.

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Asterisk Storia dell’illustrazione: Kate Greenaway
Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

Kate Greenaway è un’illustratrice che ha fatto parte della Golden Age (come Rackham, Dulac, Nielsen e molti altri) e ha fatto la storia dell’illustrazione per l’infanzia.
I suoi libri sono ancora oggi in ristampa e regalano momenti magici ai bambini di tutto il mondo. A lei è persino intestato un premio, la Kate Greenaway Medal, istituita nel 1955.
Kate Greenaway era di estrazione sociale medio bassa; la madre era una sarta e i modelli che disegnava venivano spesso raffigurati nelle illustrazioni della figlia.
Le scene bucoliche ricorrenti nelle immagini da lei disegnate sono invece riconducibili alle vacanze estive della sua famiglia nella campagna inglese, che amava molto.
A questo link sono visibili molti dei suoi libri illustrati, con tutto il fascino dei tempi passati.
Qui invece potete vedere delle cartoline (inizialmente infatti illustrò cartoline e biglietti di auguri)

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: A. Duncan Carse
20/12/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Andreas Duncan Carse è stato uno dei più famosi illustratori di fate dell’Epoca D’oro (Golden Age) dell’illustrazione, tanto che dal punto di vista tematico i suoi lavori erano correlati alla British Fairy School.
Nonostante la fama, sembra abbia lavorato solo a due interi libri illustrati, nel 1912, mentre ha lavorato a diverse locandine e cartoline.

 

“Il re delle fate”

 

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Asterisk Storia dell’illustrazione: Virginia Sterrett
22/10/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

Virginia Frances Sterrett (americana) ha avuto una carriera brevissima. Ammalatasi a 19 anni di tubercolosi, morì per la stessa malattia solo 12 anni più tardi.
Non vide mai l’Oriente che sognava fin da bambina, ma seppe idealizzarlo e imprimerlo nei suoi bellissimi lavori, tanto delicati da sembrare evanescenti. Le stampe giapponesi sono chiaramente evocate da tratto e colore.
Illustrò fiabe ma si dedicò anche a pezzi propri.
Nel 1928 divenne celebre per aver illustrato “Le mille e una notte”.

Vi consiglio di non perdervi le sue visioni fresche e di sicuri impatto e ispirazione. :)

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Edmund Dulac
18/08/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Edmund Dulac (Francia 1882 – 1953) fu un illustratore francese naturalizzato inglese, uno degli esponenti della cosìdetta “Epoca d’oro dell’illustrazione” ed illlustrò moltissime fiabe, ma anche narrativa per adulti, tra cui le opere delle sorelle Bronte. Il suo tratto è elegantissimo, raffinato, la scelta del colore decisamente sofisticata e perfetta nel rendere atmosfere magiche e misteriose. Nonostante, come ovvio, lavorasse unicamente a mano, la sua maestria nel rendere ombre, luci e bagliori, è praticamente unica.
Trovate due bellissime gallery molto complete qui.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Warwick Goble
Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

Nato e cresciuto a Londra, Warwick Goble (1862-1943) lavorò dal 1909 per la grandissima Mc Millan. Illustrò spesso fiabe ed atmosfere d’ambientazione giapponese e indiana. Alcuni suoi lavori ricordano molto Mucha.

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