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Asterisk Tre libri per disegnare tutto l’anno
03/01/2019 Morena Forza in Varie / 2 responses

Il disegno si sa, è una questione di allenamento.
Non c’è niente di più facile che rimanere arrugginiti per pigrizia o per mancanza di tempo o ispirazione.

Smettere di disegnare a lungo è rischioso, perché si innesca quel circolo vizioso per cui non ci soddisfa ciò che disegniamo e lo facciamo ancora meno; e la volta ancora dopo la nostra mano sarà peggiorata ancora di più e rimarremo ancora più delusi… Disegnare ci darà sempre meno soddisfazione. Finirà con il frustrarci.

Se pensi che disegnando per professione questo non succeda, sei fuori strada; ci sono giorni che anche noi disegnatori professionisti “non sappiamo disegnare”.
Ma più spesso accade che siamo talmente carichi di lavoro che non abbiamo tempo per disegnare per noi stessi; e se è vero che la mano non arrugginisce per noi molto facilmente, sperimentare e disegnare per il piacere di farlo diventa davvero complesso in alcuni momenti.

Ho comprato tre libri per aiutarmi a disegnare e fare ricerca, tenere freschi mente e segno.
Ti racconto quali sono e perché secondo me sono preziosi per chiunque voglia mantenersi ben allenato a disegnare.

di Matilda Tristram

Particolarmente consigliato per:
Disegnare con costanza, ma senza troppo impegno.

E’ un libriccino bello compatto, facilmente maneggevole e trasportabile in uno zainetto o in borsa, per questo l’ho voluto subito.
La carta è di buona qualità, non facile alla stropicciatura.
Funziona come un taccuino per gli appunti, ma disegnati. In parole povere è un diario da illustrare e disegnare, diviso in piccoli quadranti tematici e divisi per stagione.
Ci sono anche dei box di approfondimento con degli interessanti spunti di ispirazione e riflessione sul disegno stesso, sull’osservazione e sulla creatività.
Lo trovo molto stimolante!

Fa per te se:

  • Vuoi usare media di disegno semplici
  • Vuoi sperimentare più oggetti e soggetti
  • Vuoi ritrovare lo sguardo di meraviglia per le piccole cose della quotidianità
  • Stai partendo per un viaggio di almeno una settimana: sarà molto meglio del solito centinaio di fotografie sullo smartphone da dimenticare appena tornato!
  • Il tuo desiderio per l’anno nuovo è ritrovare il piacere di disegnare senza grandi “mire”. I disegni da fare sono piccoli e veloci.
  • Stai affrontando un recupero creativo.
  • Stai studiando un nuovo stile di illustrazione.

Non fa per te se:

  • Ami disegnare in grandi spazi

My year in small drawings
di Matilda Tristram – mmaattiillddaa.com
2017 Leaping Hare Press
240 pagine

di Jennifer Orkin Lewis

E’ un bel librone!
Di sicuro in un formato più impegnativo da portare con sé; e in più richiede l’uso di vari media, quindi secondo me si presta nella maggior parte dei casi ad essere impiegato a casa, sulla nostra comoda scrivania.

Rispetto al primo libro, inoltre, dà più spazio per disegnare e tipi di carta (e quindi fondo) diversi per ogni progetto suggerito da quello che diventa quasi un manuale.
I soggetti suggeriti non fanno necessariamente parte di ciò che può circondarci nella vita di tutti i giorni. Per questo si può utilizzare anche disegnando con la forza della propria immaginazione o, perché no, con delle fotografie di riferimento.

Particolarmente consigliato per:
Sperimentare in allegria!

Fa per te se:

  • Hai bisogno di ricevere uno spunto abbastanza dettagliato sul cosa disegnare e sul come
  • Vuoi sperimentare diversi trattamenti immagine, stili e media
  • Vuoi disegnare cose che non disegneresti mai col semplice disegno dal vivo o scegliendo i soliti soggetti a cui sei affezionato;
  • Hai deciso di dedicare del tempo a fare un po’ di ricerca stilistica.
  • Vuoi organizzare un circolo di disegno (Wow!)
  • Vuoi riscoprire il piacere del disegno.

Non fa per te se:

  • I colori non ti interessano
  • Non possiedi e non hai intenzione di possedere nuovi media da sperimentare
  • Hai meno di mezz’ora da dedicare al disegno giornalmente.
  • Non capisci una sola parola di inglese

Draw Everyday Draw Every Way
di Jennifer Orkin Lewis – augustwren.com
2016 Abrams Noterie
240 pagine

di Cathy Johnson

Particolarmente consigliato per:
Un intenso percorso di recupero creativo

Il terzo libro che ti propongo è un vero e proprio manuale che ti insegna a tenere un Art Journal, cioè un diario della tua vita o dei tuoi viaggi, disegnato. E’ un libro studiato per riprendere le energie dopo un blocco artistico, perché affronta in più punti tematiche come la paura di sbagliare, il perfezionismo, le origini dei blocchi creativi.

Perché creare un Art Journal?
Per celebrare: la nascita di un figlio, il trasferimento in una nuova città o un nuovo Paese, l’arrivo del primo animale domestico, i preparativi del Natale, una nuova storia d’amore…
In poche parole, lo portano avanti come un modo per celebrare quell’avvenimento, perché disegnare ci invita ad un’osservazione profonda e un po’ incantata.

E’ un progetto sicuramente più ambizioso dei primi due, in quanto richiede più tempo e più impegno per mantenere con costanza l’abitudine di esercitarsi e magari anche creare un journal bello e interessante da sfogliare e guardare col passare degli anni; ma è anche molto gratificante!
Io ho tenuto un piccolo Art Journal nel 2010 quando sono partita per un viaggio a tappe per la Gran Bretagna, scritto e disegnato quotidianamente. E anche oggi che lo guardo, pur notando i miei disegni immaturi e incerti, ricordo il giorno che li ho fatti, e mi riportano alla mente i luoghi che ho visitato e le cose che ho visto, molto più che le centinaia di fotografie che avevo scattato!

Fa per te se:

  • Non sai come tenere un Art Journal efficace e bello da conservare
  • Stai cercando una guarigione creativa
  • Vuoi ritrovare la gioia di disegnare
  • Vuoi celebrare le piccole grandi cose della vita
  • Desideri qualcosa da sfogliare con malinconia e meraviglia tra qualche anno
  • Ti serve tanto spazio per sperimentare
  • Uno dei tuoi buoni propositi è quello di ritrovare tempo per te e la tua creatività

Non fa per te se:

  • I soggetti del quotidiano non ti interessano

Artist’s Journal Workshop
di Cathy Johnson
2011 North Light Books
144 pagine
Versione digitale Kindle disponibile

Allora, ti  è venuto un solletichino alla punta delle dita?
E’ il momento di disegnare!
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Asterisk Quella volta che una band mi salvò dal blocco creativo
21/02/2018 Morena Forza in Creatività / No comments
Oasis blocco creativo

Sappiamo quanto possa essere facile fidarci ad occhi chiusi del parere di qualcuno che stimiamo e che ci ispira. Proprio come accade coi personaggi famosi, vero?
Si tratta però di un gioco di equilibri: ci serve l’apertura necessaria ad accogliere i consigli e la chiusura sufficiente a non farci appiattire come uno scoiattolo sotto a un TIR.
Il mio ti sembra un discorso nebuloso? Allora ti racconto una cosa…

Un inizio col botto

Qualche anno fa avevo messo da parte dei risparmi per l’imperdibile workshop di illustrazione con uno dei professionisti del mio Olimpo Personale.
Mi ero seduta in prima fila.
L’illustrissimo illustratore camminò al centro della stanza, sospirò con molta enfasi e annunciò:

“E’ un vero peccato che fra voi, nessuno farà mai un libro illustrato.”

 

Nell’aula cadde un silenzio raggelante, spezzato da qualche risatina nervosa e sommessa.
Io alzai la mano a mezz’aria e intervenni timidamente “Ehmmm… ne ho già fatto qualcuno.”
Non perché pensassi di essere un caso speciale, ma perché le previsioni lapidarie non mi piacciono e mi era sembrata un’uscita fuori luogo.

“Ah sì?” mi rispose quasi fra sé e sé.
Poi continuò.
“Il mercato è morto. L’editoria è in declino. E’ una nave da cui i topi stanno già scappando da un bel pezzo. Poveri voi che dovete ancora cominciare…”

 

Avevamo davvero pagato il corrispettivo di un affitto a Milano per scoprire che era inutile? Mentre tutti si avvilivano, io mi stavo indispettendo.

ll giorno seguente, come richiesto, portai i miei libri illustrati preferiti.
Il responso era: brutto. Ruffiano. Commerciale.
In soldoni, mi disse che i miei gusti erano orientati a un genere di editoria che per lui dovrebbe sparire per sempre.

“La vera illustrazione non è questa.”

Boom.

Tornai a casa a pezzi e la testa mi ronzava. I miei gusti erano sbagliati? La mia stessa concezione di illustrazione era sbagliata?

L’ultimo giorno mi guardava colorare a Photoshop.
“Senti, non so cosa dirti di questa… cosa. Perché il disegno su un computer non esiste. Vedi? E’ lì, nello schermo. Non è reale. Non so consigliarti. Non è una vera illustrazione.”

Stavolta stranamente, non mi sentivo offesa o colpita. Risposi un allegro “Ok!” e tornai a colorare.

All’improvviso, mi era tutto chiaro

Per quanto l’esperienza di questo super talentoso illustratore potesse darmi delle informazioni interessanti, non potevo portarmi via il pacchetto completo delle sue affermazioni. Non potevo cioè affidarmi totalmente alla sua personale e soggettiva verità.
Accecata dall’ammirazione, non avevo considerato che era una persona come tutti, con le sue mancanze e le sue idiosincrasie.

Si trattava di un illustratore tradizionale, di una certa età, molto “artista”, che faceva ritoccare i suoi errori a un paio di addetti al ritocco digitale. Non utilizza l’email e per questo prende accordi via telefono o fax come si faceva il giorno della caduta del Muro.

Come potevo pretendere che una persona con un background così definito e “classico” potesse apprezzare l’impronta delle mie scelte artistiche e professionali?
Mi sentivo come quelle persone che si lamentano perché il loro gatto non fa le feste.
Una completa babbea. Però, che sollievo!

La chiave è contestualizzare

“Non mettere la tua vita nelle mani di una rock ’n roll band”

Hai riconosciuto queste parole?
Va bene, se così non fosse, ti perdono perché gli Oasis sono un po’ démodé,  io li amo ancora come quando mettevo l’ombretto coi glitter in crema e non riuscivo più a chiudere le palpebre.

Ho sbagliato tutto? O sono sbagliata io?

Decisi di tenere nel bagaglio del corso tutte le nozioni sul colore e sulla narrazione (stimolanti e preziose) e di gettare tutto il resto. Non perché non fosse valido, ma perché non si adattava alle esigenze del mio percorso creativo e professionale. E alla mia idea di illustrazione.
Insomma, avevo deciso di non mettere la mia vita nelle mani di una rock ’n roll band, e di non farmi trascinare da una musica che non era la mia.

Forse per quell’illustratore, quello che disegno “Non è vera illustrazione”, eppure sono anni che numerosi editori ed altri clienti lo comprano.
Semplicemente, non si tratta degli stessi che comprano il suo lavoro.

Quando partecipi a un incontro, a un corso, a una portfolio review, ricordati di questo post e scegli quali consigli tenere e quali lasciare andare. Scegli su quale musica ballare.

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