Tag: Arte

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Asterisk La fotografia di Inge Prader incontra la pittura di Gustav Klimt
16/10/2015 Morena Forza in Varie / No comments

Qualche tempo fa avevo visto di sfuggita, dal telefono, la home di Facebook ed avevo trovato questo photoshoot ispirato alle opere di Klimt.

Non l’ho più trovato fino ad oggi e, indagando, finalmente sono risalita all’autrice, la fotografa viennese Inge Prader.

ingeprader3


Qui trovate la pagina Facebook della bravissima artista di bodypainting che ha truccato e dipinto i protagonisti delle “tavole”.

Non volevo perderla più di vista, “Immortalando” questo bellissimo servizio fotografico sul blog. O almeno, per correttezza, solo parte di esso.

P.S. Mi piace molto anche come tratta alcuni servizi per i matrimoni.

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Asterisk 10 anni, 4000 pagine di appunti di Paul Klee liberamente consultabili
21/09/2015 Morena Forza in Arte / 8 responses

Benedico l’esistenza di internet ogni volta che dei documenti preziosi vengono rispolverati e messi a disposizione di chiunque, proprio utilizzando la tecnologia.

Una delle ultime e più preziose aggiunte riguarda quasi quattromila pagine dai taccuini del famoso pittore tedesco Paul Klee. Quasi l’intera totalità dei taccuini è conservata a Berna, al Zentrum Paul Klee.

La raccolta riguarda i taccuini che vanno dal 1921 al 1931. Teoria del colore, composizione, geometrie… E’ proprio affascinante sfogliare i pensieri  e le annotazioni di artisti che hanno fatto la Storia.

Spero resterete meravigliati quanto me. Li trovate a questo indirizzo, buona consultazione (e non dimenticate di condividere questa risorsa così curiosa e arricchente: 4000 pagine di appunti di Paul Klee online per tutti )!

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Asterisk Artista oppure Illustratore? La provocatoria soluzione di John Howe
09/09/2015 Morena Forza in Illustrazione / one comment

“Ma è Arte?” si chiede qualcuno davanti ad una tavola illustrata.
La dicotomia Arte-Illustrazione è uno dei temi più scottanti di sempre; non importa quanti manuali di illustrazione si possano acquistare, la tematica è sempre presente. E ci sarà un motivo: all’essere umano piace poter etichettare ciò che ha davanti. Non importa se lo fa scavalcando il buon senso, senza tenere conto che l’Arte come la vita è fatta di milioni di sfumature.

L’eterna domanda ha trovato una risposta molto provocatoria da parte del geniale illustratore (o Artista?) John Howe. Sulla sua pagina Facebook rilascia queste fotografie e il post che ho tradotto al volo, fra le mie stesse risate.

“”Mi si chiede spesso della differenza fra illustrazione e Arte. Quindi, ci ho pensato un po’ e me ne sono saltato fuori con un concetto rivoluzionario.

INFINE, BUONE NOTIZIE PER GLI ILLUSTRATORI!

Ora anche gli illustratori possono essere Artisti e la buona notizia è che non costa nulla!

Osservate la prima immagine: l’individuo è chino sulla sua immagine, che è più o meno piatta sul tavolo. Seconda: l’immagine è posizionata verticalmente. Ora è un quadro, non un’illustrazione! Quell’individuo è chiaramente un Artista!

E si possono usare gli stessi pennelli e colori! Si può stare in piedi (stare in piedi mentre si lavora è molto popolare ora, quindi si partecipa ad un ampio cambiamento sociale, senza costi extra!)

E ciò che è meglio, è che si può anche lavorare alla STESSA tavola!

Ora, se questa non è una buona notizia non so cosa sia.”

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Asterisk Il vento gentile nelle pennellate di Gary Bunt
10/12/2014 Morena Forza in Arte / No comments

Qualche tempo fa ho trovato questa immagine nella grafica di un sito web.

“The Harbour Wall”

Non sapevo nulla della sua provenienza e non sapevo chi fosse l’autore, ma avevo una certezza, una certezza che non avevo provato nemmeno guardando delle fotografie: quell’immagine raffigurava il Sud della Gran Bretagna.
Non avevo bisogno di nessuna didascalia, lo sapevo e basta.
Oggi ho cercato di acquistarne la stampa (scoprendo che non è facilissimo) e ho scoperto che l’autore è Gary Bunt, che amo praticamente tutti i suoi quadri naif che si avvicinano molto all’illustrazione, come questi:

 

E ho scoperto che dipingere l’ha sostenuto fortemente durante la chemioterapia; attualmente cura dei corsi di arteterapia per pazienti oncologici.
Mi ha colpito molto ascoltare una sua intervista, durante la quale afferma che il cancro ha cambiato il suo approccio stilistico al disegno e alla pittura: se prima si preoccupava di dipingere immagini per le persone cercando di incontrare cioè le loro richieste ed aspettative, ora il suo stile si forma solo sulle sue preferenze e su ciò che vuole trasmettere, qualunque emozione sia. Proprio quando ha deciso questo è riuscito a vivere della sua Arte, contro molte previsioni.

Come alcuni di voi sapranno seguendo il blog, sono appassionata da quasi vent’anni (cioè da quando ero poco più che una bambina) di Cornovaglia e del Sud della Gran Bretagna in generale.
Le emozioni che mi trasmettono questi quadri sono ineguagliabili: non c’è parete tappezzata delle fotografie dei miei viaggi nel Regno Unito in grado di riflettere lo stesso senso di vicinanza che mi danno i quadri di Bunt.

E’ come se riuscisse ad essere più vero di una fotografia scattata su una scogliera, al porto, in aperta campagna, sulla passeggiata e sul lungomare. Il tutto rimanendo naif, semplificando, stilizzando, sottintendendo… 

Credo che, crescendo nel Kent, Gary Bunt abbia assorbito i colori di quelle colline, i cieli nuvolosi, le foschie del mattino, ma soprattutto il colore della luce che illumina i prati e le brughiere, l’Atlantico e le spiagge sassose, le pietre delle case, le staccionate di legno scuro in campagna e l’ardesia dei tetti. Per me è magia come riesce a mettere il vento nei suoi quadri, lo sento come se fossi lì, come a settembre. Cerco di carpire ogni dettaglio dei suoi olii, come se potessi entrarci dentro.

 

 

 

Mi fa sorridere quando vedo sulle sue tele gli anziani britannici dipinti, coi capelli color argento o candidi, ma anche gli Scottish Terrier bianchi o neri, le barche colorate del porto, le finestre a ghigliottina, la pioggia sulle strade.

Nessuno come lui rende i mattoni degli edifici, siano essi quelli di città o quelli di campagna, oppure quelli dei muretti e degli orti.
Guardo i suoi quadri e sono di nuovo lì, cosa che non riesco a fare nemmeno guardando le più di 200 foto scattate durante la mia settimana a Penzance lo scorso settembre.

 

Il disegno e la pittura sono davvero magia, non riesco a dar loro un altro nome. I colori parlano all’anima, soprattutto quando si tratta di paesaggi, di scorci, di dipingere la quotidianità di un porto visto dalla finestra o di una passeggiata col cane sulla spiaggia ciottolosa.
Cerco di capire qual è il segreto del saper trasmettere un intero territorio tramite un solo quadro (inizialmente io vidi solo quella tela del porto) ma forse davvero, mi piace credere che sia semplicemente un po’ magia.

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Asterisk Pittore e illusionista: Riosuke Fukahori
16/12/2013 Morena Forza in Varie / No comments

Riosuke Fukahori ha sperimentato questo modo per dipingere con una resina particolare; in questo modo i soggetti dei suoi dipinti divengono 3D.

 

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