Categoria: Illustrazione

Separator
Asterisk Illustrazioni: come possono essere disposte all’interno della pagina?
07/03/2017 Morena Forza in Illustrazione / 8 responses
Toon Tellegen|Marc Boutavant "Non sarai mica arrabbiato?" - Rizzoli
Si fa presto a dire “illustrazione”!

Avendo seguito una formazione quasi al cento per cento autodidatta, i primi tempi era un vero problema capire cosa i clienti (ed in particolar modo gli editori) mi stessero chiedendo a livello concreto: tutti quei termini sconosciuti mi confondevano le idee.
La maggior parte delle redazioni, infatti, non richiede genericamente “delle illustrazioni” per un progetto, ma  per esempio “12 illustrazioni di cui 4 passanti, 5 spot e 3 doppie”.

Sono sincera: mi vergognavo da morire a chiedere cosa intendessero, non volevo passare da novellina (anche se lo ero in tutto e per tutto!); quindi fingevo di capire, per poi chiamare di fretta un collega per uscire dall’imbarazzante situazione in cui mi ero cacciata.

Incertezza ai minimi termini

Mi sarebbe piaciuto avere un rapido specchietto da consultare di volta in volta; così ho pensato di farne uno per i miei studenti (sto temporaneamente insegnando illustrazione per l’infanzia) e di condividere sul blog le slide che ho preparato, sperando possano essere utili anche a voi.

Questo è importante, sia per padroneggiare i termini della professione, sia perché va ricordato che diversi tipi di illustrazione vogliono diverse tariffe da applicare: uno spot non può certo essere pagato quanto un doppio spread. Conoscendo queste formule possiamo solidificare la nostra consapevolezza come professionisti, imparare a formulare dei preventivi corretti per l’occasione e comportarci di conseguenza.

Allora buona lettura… e niente paura! :-)

Insegnanti e blogger: avete bisogno di utilizzare questi materiali per una lezione o un post? Preferirei saperlo, c’è tanto lavoro dietro. Parliamone! :-)

Per capire come possono essere disposte le illustrazioni all’interno delle pagine, utilizzeremo una sommaria stilizzazione dell’apertura di un libro.

Questa è facile: nella “doppia“, detta anche double spread o doppio spread, un’illustrazione riempie nella sua interezza lo spazio dell’apertura, quindi le due pagine affiancate.
Un modello molto comune nell’albo illustrato.

Cosa sapere sul doppio spread

L’illustrazione può comprendere delle zone sfumate che accolgono il testo; oppure può essere sovrapposto direttamente sul disegno.

Con le dovute eccezioni, l’illustrazione doppia è fra quelle meglio retribuite, perché comprende una composizione più ricca di elementi.

In ambito di illustrazione di testi scolastici è il tipo di richiesta meno frequente.

Esempi di illustrazione doppia
Octavia Monaco "La nascita delle stagioni" - Arka Edizioni
Francesca Sanna "Il viaggio" - Emme Edizioni
Una doppia utilizzata sui risguardi: Nika Goltz "Il principe felice"

L’illustrazione singola riempie nella sua interezza (o quasi) la pagina, con o senza la sovrapposizione del testo sull’immagine.
Scelta spesso presente nel libro illustrato.

Attenzione però: se abbiamo due diverse illustrazioni nella stessa apertura non siamo in presenza di un’illustrazione doppia, ma di due singole!

Esempi di illustrazione singola
Nika Goltz "Il principe felice" (edizione russa)
Toon Tollegen| Marc Boutavant "Non sarai mica arrabbiato?" - Rizzoli

L’illustrazione passante è una tavola che si dispone su due pagine, ma non nella loro interezza. Questo la differenzia dalla doppia. Particolarmente utilizzata nell’ambito dell’illustrazione di testi scolastici a stampo narrativo, come le antologie.

L’immagine può riempire una pagina e una porzione dell’altra; oppure riempire solo due porzioni di entrambe le pagine interrompendo il testo in determinati punti. Si tratta comunque di tipi di passanti.

Esempi di passante
Può capitare che nei libri illustrati narrativi, tavole come questa vengano trattate a livello contrattuale come "doppia", ma tecnicamente è una passante. Da "Allora, litighiamo?" di Béatrice Fontanel e Marc Boutavant - Sinnos

Lo spot è un’illustrazione o un disegno di dimensioni ridotte; può precedere il testo, seguirlo, interromperlo in alcuni punti . Molto utilizzato sia nei libri illustrati che nell’illustrazione scolastica.

Esempi di spot
Uno spot di dimensioni più tipiche. Marc Boutavant "Non sarai mica arrabbiato?" - Rizzoli

La cornice è una decorazione composta da uno o molteplici piccoli disegni che circondano interamente o parzialmente un testo o una porzione di testo.

Esempi di cornice
Una colorata cornice che Mary Blair disegnò per "I can fly" - Little Golden Book

L’intervento fotografico consiste in una o più illustrazioni sovrapposte e interagenti con una fotografia. Solitamente viene utilizzato nell’ambito della pubblicità o nei packaging, oppure nell’illustrazione di testi scolastici.
Ma ci sono anche casi di intervento fotografico in alcuni albi illustrati, come nel caso di “Sonno gigante, sonno piccino” di Giusi Quarenghi e Giulia Sagramola (Topipittori).

Esempi di intervento fotografico
Intervento fotografico in "A scuola si legge!" - Giunti Scuola

Sono abbastanza sicura di avere dimenticato qualcosa, ma a grandi linee dovrebbero esserci le tipologie più diffuse di illustrazioni richieste.
Ah, ovviamente in uno stesso libro possono essere presenti più combinazioni!
Non mi resta che augurarvi una pioggia di doppie: buon lavoro. :-)

E… non abbiate paura di chiedere cosa non sapete, meglio fare la figura dei novellini che affogare nell’incertezza!

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk I corsi online di Pixar su animazione, colore e narrazione sono davvero fantastici. E completamente gratis!
22/02/2017 Morena Forza in Animazione / No comments

Alcuni giorni dell’anno sembrano proprio Natale, senza 25 dicembre sul calendario, senza carole, dispute pandoro-panettone e cenoni ipercalorici con i parenti.
Oggi infatti mi sento come se avessi aperto un grosso regalo inaspettato sotto l’albero: ho appena scoperto che un colosso come Pixar mette a disposizione gratuitamente, fra gli altri, un intero corso sullo Storytelling, riprendendo a quanto leggo, i contenuti di “Pixar Storytelling: Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films“, libro di Dean Movshovitz del 2015.
Il progetto “Pixar in a Box”, in collaborazione con Khan Academy ha reso pubblici diversi tutorial e guide che sembrano uno più irresistibile dell’altro.
Guardate qui, c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Alla scoperta di animazione e narrazione

Quasi tutte le lezioni online sono a video, e in sola lingua inglese, ma sono disponibili sottotitoli in inglese attivabili tramite le impostazioni YouTube, sembra tutto molto intuitivo.
Non occorre essere registrati al sito per seguire le lezioni, ma farlo è l’unico modo di memorizzare nel sistema i nostri progressi e sapere fino dove siamo arrivati a seguire ogni singola videolezione, quindi secondo me è consigliabile.
C’è di più: sul sito di Khan Academy è possibile seguire ogni video visualizzando in scorrimento lo script (quindi tutto il discorso per iscritto) nella parte inferiore della schermata.
Questo permette a chi non ha l’orecchio allenato all’inglese di premere stop e recuperare il significato delle parole che sfuggono alla comprensione; ma anche di prendere appunti copiando eventualmente le informazioni riportate nel testo senza dover riascoltare a nastro ciò che viene detto nel video. Questa attenzione mi è piaciuta da subito.

I corsi nascono da un’impostazione americana di formazione, mescolando lezioni vere e proprie a curiosi dietro le quinte in cui disegnatori, animatori, scienziati, sviluppatori, scultori e altre figure cardine del mercato dell’animazione spiegano i procedimenti alla base del loro processo di lavoro.
Come raccontano presentando il corso di Storytelling, “Tutto parte da un’idea”, ma quello che poi fa la differenza è un meticoloso lavoro di équipe nella produzione di un film di animazione in cui Arte, scienza e matematica si fondono in armonia.

Come sono stati strutturati i corsi Pixar
Il programma di "The Art of Storytelling"

Oltre ai video, ogni corso comprende dei testi che possono essere consultati in qualsiasi momento. Sono guide, ma anche approfondimenti ed esercizi.

Pixar e Khan Academy hanno idealmente frammentato le fasi di lavorazione di alcuni progetti classificandole in “Animation”, “Character Modeling”, “Patterns” e “Effects”. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato in due lezioni, una di introduzione e l’altra più avanzata.
Per dare un’occhiata più da vicino alle lezioni che sono state preparate per noi avidi utenti, vi consiglio la lettura introduttiva che si trova qui.  Una seconda guida è invece dedicata a chi fa formazione e quindi insegna, non male davvero!

Domande e commenti

Come me vi fate domande del tipo “Quella che sto pensando di fare è una domanda scema?” ad ogni corso che frequentate? Ottimo! Sarete felici di sapere che in calce ad ogni lezione è possibile commentare o leggere le domande di chi ha seguito il corso, aggiungendo così informazioni molto interessanti a ciò che abbiamo appena imparato o che non abbiamo osato chiedere.

Proprio come mi è appena successo, scoprirete che a volte le domande che ci facciamo sono più che lecite, e condivise da molte persone. Rincuorante! :-)

Letture

Pixar Storytelling 
Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films”
di Dean Movshovitz (2015)
Dieci capitoli per scoprire le regole della magica narrazione Pixar

The Animator’s Sketchbook
Pixar (2015)
Un’esplorazione completa delle fasi di sviluppo di un film di animazione

Funny!: Twenty-five Years of Laughter from the Pixar Story Room
di John Lasseter
Chronicle Books (2015)
Un libro dedicato agli appassionati Pixar, con molti concept e scene tagliati che non hanno raggiunto il grande schermo

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Il Manuale dell’illustratore di Anna Castagnoli è diverso da tutti gli altri
01/02/2017 Morena Forza in Illustrazione / 10 responses

Manuale dell’illustratore
di Anna Castagnoli – annacastagnoli.com
2016 Editrice Bibliografica
10 capitoli; 238 pagine

Qualche settimana fa, poco prima di Natale, sono uscita sotto una fitta pioggerellina milanese per ritirare il “Manuale dell’illustratore” di Anna Castagnoli da Editrice Bibliografica.
Dopo una lunga attesa lo volevo a tutti i costi prima delle feste, per sfruttare un’improvvisa e generosa manciata di tempo che queste mi avevano regalato e poterlo leggere in santa pace senza troppe interruzioni.
L’ho centellinato pagina per pagina e sono stata molto soddisfatta dell’acquisto.

Ho avuto la sensazione di continuare in profondità una lettura già avviata negli anni seguendo Le figure dei Libri; questo è stato da subito uno dei punti a favore di questo manuale, che si propone di presentare l’illustrazione come mestiere a chi non lo conosce oppure non ne ha ancora toccato con mano i risvolti più pratici.

Nonostante da qualche anno l’illustrazione sia la mia professione sulla carta e nella vita, non ho mai smesso di leggere pubblicazioni dedicate a questo argomento; mi piace aggiornarmi, ma anche conoscere l’approccio di diversi illustratori nell’affrontare le sfide quotidiane che un mestiere creativo (ed in proprio) porta ad affrontare.

Quando ho cominciato a fare illustrazione nel 2009, questa non godeva a livello nazionale di tutta l’attenzione che ora le viene riservata e a cui siamo abituati; perciò ho dovuto ordinare diversi manuali dagli Stati Uniti.
Pur trovandoli quasi tutti scritti e strutturati bene, ho sempre riscontrato delle inevitabili divergenze fra la realtà americana e quella del nostro Paese; perciò sezioni come quelle dedicate a legge, burocrazia, fisco e contabilità le ho sempre percepite fin troppo vaghe per le mie esigenze (molto concrete).

Sono numerosi i motivi per cui considero questo uno dei manuali più utili che mi sia capitato di leggere sul mestiere di illustratore. Io ve ne elenco alcuni. Gli altri, potrete scoprirli da voi! :-)

  • Il “Manuale dell’illustratore” è il primo manuale per illustratori che si concentra sull’illustrazione per l’infanzia.
    Tutti gli altri che ho letto in questi anni hanno trattato l’argomento in modo più generico, soffermandosi per qualche pagina sui diversi mercati, ma senza dare indicazioni specifiche per questo particolare settore.
  • E’ presente un enorme capitolo, molto istruttivo, dedicato all’albo illustrato e anche all’oggetto libro nella sua struttura.
  • Finalmente un libro nato dall’esperienza tangibile di un illustratore: Anna ci regala pagine ricche di studi personali, storyboard, esperimenti ed esercizi, anche illustrati con la sua mano. Molti manuali, ad oggi, non sembrano davvero pensati da un illustratore: me ne sono resa conto solo sfogliando questo!
  • La voce di Anna Castagnoli è spesso presente nella spiegazione dei contenuti, una scelta che ho molto apprezzato. Un perfetto equilibrio fra contenuto-nozione e contenuto-emozione.
  • Troviamo un intero capitolo dedicato al contratto di edizione.
  • Un altro punto di forza del Manuale dell’illustratore è che, riferendosi per lo più alla realtà italiana, permette a chi si avvicina all’illustrazione solo ora di capire in modo più immediato le dinamiche dell’editoria nel nostro Paese.
  • Il tono del manuale non è mai lapidario, come capita per alcune letture di questo genere. Anna Castagnoli invita il lettore ad essere creativo nel vero senso del termine: aperto a nuove soluzioni, curioso e propositivo. Spiega le regole, che vanno conosciute bene prima di poter essere eluse o infrante.

L’autrice ha confezionato un bel libro , ricco di consigli e soluzioni, ma anche di spunti e considerazioni personali che stimolano ad una riflessione sul concetto di albo, illustrazione e soprattutto di etica professionale .

Inoltre, numerosi box di glossario ed approfondimento arricchiscono la lettura.

Il “Manuale dell’illustratore” è un bel volumetto da custodire gelosamente nella propria libreria e da prestare con parsimonia: bisognerebbe sempre averlo a portata di mano perché può essere provvidenziale!
Segnalo che è disponibile anche una versione digitale per Kindle e tablet

Pro

1. L’autrice si è premurata di inserire elenchi di scuole, concorsi e siti interessanti per chi si avvicina o approfondisce l’illustrazione per l’infanzia, mettendo insieme un consistente prontuario di cui sarà difficile fare a meno. Questo è un libro da aprire e sfogliare spesso.
2. Molte immagini portate ad esempio rendono la lettura pratica, sempre chiara.
3. Capitolo dedicato agli aspetti legali davvero approfondito, con degli esempi di contratto e relative parti che lo costituiscono.
4. Le informazioni riportate nel libro sono aggiornatissime.
5. Un manuale che restituisce un senso di dignità all’illustrazione come mestiere, in un mercato inquinato dalla crisi economica e soprattutto da atteggiamenti amatoriali di incuria ed approssimazione, sia da parte di alcuni editori che di tanti illustratori.

Contro

Non un vero e proprio aspetto negativo: le informazioni che oggi sono super aggiornate, tra qualche anno potrebbero non esserlo più, soprattutto per quanto riguarda internet, i social media e ancor di più gli aspetti legati e legge e contabilità. Attenzione quindi a tenerne conto nel tempo: nell’epoca che viviamo, tutto cambia piuttosto velocemente!

Manuale dell’illustratore
di Anna Castagnoli – annacastagnoli.com
2016 Editrice Bibliografica
10 capitoli; 238 pagine

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Un libro di fiabe illustrato da Walter Crane (e sfogliabile online!)
24/10/2016 Morena Forza in Illustrati / No comments

Quando qualche mese fa ho iniziato a mettere mano agli articoli di Storia dell’Illustrazione, arricchendo le gallery e approfondendo le biografie, mi sono resa conto di un fatto che mi ha davvero illuminato gli occhi: rispetto al 2010, il materiale online sull’illustrazione, la sua storia ed i suoi autori si è davvero triplicato.
Sono nati progetti e database dedicati unicamente alla consultazione gratuita ed alla condivisione, sia da parte di enti e musei che di appassionati. Qualcuno ha pubblicato interi libri messi a disposizione gratuitamente per la consultazione online (ne avevo parlato qui , qui e qui).

Si moltiliplicano anche gli account di venditori di libri antichi e rari,  che prima o dopo aver venduto i volumi si sono fatti lo scrupolo di pubblicare alcune scansioni; in alcuni caso perfino ad alta risoluzione.
Insomma, si è diffusa maggiormente una voglia di condividere senza secondi fini che non si può che apprezzare con tanta gratitudine, soprattutto quando il libro che vorremmo tanto sfogliare si trova in una sperduta biblioteca di Vancouver.

Per consultare l'Indice di Storia dell'Illustrazione cliccare qui.

Volete rimanere aggiornati sulla sezione Storia dell’Illustrazione? Iscrivetevi alla newsletter gratuita e mensile di Roba da Disegnatori! Oppure seguite la Pagina Facebook.

Uno dei volumi di cui mi sono messa alla ricerca per la pagina “autori storici” dedicata a Walter Crane è sfogliabile online: si tratta del libro di fiabe illustrato da lui nel 1911, che contiene Cenerentola, Il gatto con gli stivali, Valentine and Orson.

Qui una piccola gallery (cliccate sulle anteprime per ingrandire) e sotto l’intero libro sfogliabile. Buona lettura e buona visione :-)

Un intero libro di fiabe che si può sfogliare online

Il libro è ospitato dalla New York Public Library. I loro archivi sono davvero ricchi di scansioni e testi utili per ricerche e tesi.

Cliccando sul link in blu sotto al visualizzatore, si può sfogliare il libro a tutto schermo e guardare da vicino le illustrazioni. Wow!

Avete utilizzato un archivio online per le vostre tesi, ricerche o anche solo post? Non dimenticate mai di citare le fonti: dietro la scansione e la messa online di testi ed immagini c’è tanto lavoro!

Sfogliando indietro ci sono anche copertina e colophon!

Approfondimenti

waltercrane1880

Walter Crane è stato un pittore ed un illustratore eclettico, che ha voluto portare l’Arte in ogni classe sociale e migliorare la qualità del libro illustrato commerciale per l’infanzia. Nel 2011 gli ho dedicato questo post, aggiornato nel 2016 con nuove gallery ed informazioni.

crane_abc_cover

Nel 1874, Walter Crane illustrò “The absurd A.B.C.”
Ho riportato testo integrale (in inglese) e gallery completa in questo post.

Fonti immagini: 1|2|

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Intervista ad Aurora Cacciapuoti per “Baking with Dad”
22/09/2016 Morena Forza in Illustrazione / No comments

In occasione dell’uscita dell’ultimo libro scritto ed illustrato da Aurora Cacciapuoti, il bassotto ha organizzato un’iniziativa insieme all’editore britannico di Baking with Dad, Child’s Play.

Ecco un’intervista in cui Aurora ci racconta come nasce una storia illustrata e condivide le sue esperienze con noi. Ma non è finita qui: l’iniziativa di cui parlavo due righe fa è nientemeno che un giveaway per vincere una copia autografata di Baking with dad. Alla fine dell’articolo è spiegato tutto.

Il libro è davvero molto bello, spassoso ma con un pizzico di riflessione in più. Ops, non posso aggiungere altro! Intanto buona lettura. :-)

[easyazon_link identifier=”1846437547″ locale=”US” nw=”y” tag=”robad20-20″ cart=”y”]bakingwithdad_aurora_cacciapuoti[/easyazon_link]

Ciao Aurora! Come accennavo all’inizio del post, ti sei formata presso l’Anglia Ruskin University di Cambridge: in che modo trasferirti e studiare nel Regno Unito ti ha plasmato come illustratrice e poi autrice? Com’è stato il tuo percorso?

Il Master e’ stata una bellissima esperienza in generale, non solo per quello che mi ha dato come illustratrice e autrice.
Essere ogni giorno a contatto con delle persone così talentuose e avere la possibilità di confrontarmi e chiedere consiglio a dei tutor di questo livello (Martin Salisbury, Pam Smy, Paula Metcaf, Marta Altés, Alexis Deacon, Hannah Webb per citarne solo alcuni) è un grandissimo stimolo.
Inoltre il corso offre delle attrezzature non da poco; un bellissimo studio di printmaking, letterpress printing, 3D workshops, una biblioteca stupenda ecc.
Ogni settimana ci sono dei talk interessantissimi, di illustratori, grafici, autori. In un ambiente del genere ti viene costantemente voglia di creare, di trovare nuove idee, di sperimentare.
Gli studenti sono incoraggiati a lavorare su nuovi progetti, non solo picture books, si possono provare anche altre strade: concertina books, serie di immagini, lavori in 3D e varie.
Ogni modo di lavorare, ogni progetto è curato e guidato sia attraverso i tutorial con gli insegnanti, che dal confronto con gli studenti stessi.
Io ho trovato questo modo di lavorare davvero utile, mi ha aperto la mente e mi ha portata a sperimentare moltissimo, anche cose che prima non mi sarei mai sognata di tentare.
Il processo di creazione di nuove idee e progetti e’ molto agevolato in un ambiente del genere.

Parliamo di [easyazon_link identifier=”1846437547″ locale=”US” nw=”y” nf=”n” tag=”robad20-20″ cart=”n” popups=”y”]Baking with Dad[/easyazon_link]: è il tuo primo progetto da autrice? Da un po’ illustri per mestiere, ma cosa ti ha spinta a pensare <<E’ ora di scrivere e disegnare un libro tutto mio>>?

In realtà avevo già scritto e illustrato un picture book, nel 2014, “Abbracciami”, per Emme Edizioni (collana Ullallà), ma era un progetto un poco diverso, per bambini più piccoli, un cartonato con un testo molto semplice.
[easyazon_link identifier=”1846437547″ locale=”US” nw=”y” nf=”n” tag=”robad20-20″ cart=”n” popups=”y”]Baking with Dad[/easyazon_link] è nato in modo spontaneo, come uno dei progetti creati durante il secondo modulo del master, due anni fa.

Il primo modulo del master è tutto incentrato sul disegno dal vivo sullo sketchbook.
Ognuno di noi sceglieva un tema, e io avevo scelto “Food and Drinks” quindi andavo a disegnare nei café o a casa di amici, durante le cene e così via.
Per il secondo modulo volevo creare dei progetti sempre legati al cibo, uno di questi volevo che fosse allegro, divertente.

Ho iniziato a fare dei doodle e sono venuti fuori questi due personaggi, che mi sono stati subito simpatici. Da lì l’idea di creare un libro su un papà e sua figlia che passano un pomeriggio a cucinare, combinandone di tutti i colori, passando del tempo di qualità insieme.
E’ bello passare il tempo insieme in cucina, anche se non si e’ dei cuochi perfetti, preparare un dolce, un qualsiasi piatto insieme, è un gioco bellissimo.

Trovi che scrivere per bambini sia più difficile che illustrare? Hai trovato più impegnativo trovare un ritmo per la storia oppure è stato molto spontaneo, e magari avevi in mente già come lo volevi a livello di immagine?

Ogni volta è diverso.
Può capitare che abbia in testa solo l’idea per la storia e non i personaggi, o il contrario.
Parto sempre da un’idea molto generica, grezza, e poi ci lavoro attraverso tanti dummie books, tolgo qui, aggiungo là.
In questo caso durante il master è stato utilissimo avere tanti pareri diversi, punti di vista che mi hanno aiutato ad affinare l’idea, che poi è passata al vaglio della casa editrice con ancora più cura al dettaglio. E’ stato bello lavorare con Child’s Play, perché è stato un vero e proprio lavoro di squadra!

Come si trova il buon ritmo narrativo per una storia, secondo te?

Con tanta pazienza, ma non conosco la ricetta definitiva.
Per me è stato fondamentale tentare tante volte e anche ascoltare tanti pareri e punti di vista, rielaborarli, metabolizzarli.
Un’altra cosa che aiuta, secondo me, è prendersi delle pause. Nello specifico, mentre lavoravo su Baking with Dad avevo altri due progetti in corso, di natura totalmente diversa, una scatola illustrata in 3D e un concertina book serigrafato.
Non so come spiegarlo meglio di così, ma lavorare su progetti diversi li nutre l’un l’altro, trovo che a volte sia controproducente avere la testa impegnata solo ed esclusivamente su un solo progetto. A volte la soluzione a un problema arriva quando meno te lo aspetti, magari mentre stai facendo tutt’altro.

I colori che hai usato per trasmettere la freschezza e l’attualità della storia nelle sue scene buffe e dinamiche mi sono piaciuti molto. Di solito parti da una palette che ti sei preparata oppure improvvisi? Insomma, come nasce una tua tavola, in particolare per un progetto libro?

Questo è un altro grande regalo che mi ha fatto il master. Imparare a utilizzare una palette limitata, dare una grande importanza al colore.
Sono diventata una vera e propria “nerd” del colore, prima di iniziare un progetto faccio mille prove palette, cerco, sperimento. Per me è fondamentale iniziare sapendo già che colori userò, altrimenti non sono contenta, non riesco a lavorare bene.
Di solito mi fermo a un max di 5 o 6 colori.
Anche quando vado fuori a disegnare con lo sketchbook spesso porto solo una selezione limitata di colori.

Cosa ti ha messa più alla prova nel lavorare a questo libro? Cosa ti ha insegnato?

All’inizio la storia: avevo aggiunto troppo, mischiato elementi di realtà e fantasia in modo innaturale.
Sono dovuta tornare indietro molte volte e togliere, togliere, togliere. Ogni settimana arrivavo al master con un nuovo dummy book.
E’ stato un processo molto interessante per me, ha cambiato il mio modo di pensare, di creare delle storie.

Che tipo di tecnica hai scelto per [easyazon_link identifier=”1846437547″ locale=”US” nw=”y” nf=”n” tag=”robad20-20″ cart=”n” popups=”y”]Baking with Dad[/easyazon_link], e perché?

I disegni sono fatti a matita, inchiostro e pennino, poi scansiono e successivamente coloro in digitale.
Ho fatto molte prove e, per questo tipo di storia e personaggi, funzionava meglio questa tecnica.
Per ogni progetto di solito cambio un poco, a seconda di quello che mi sembra più fresco, in questo caso mi è piaciuto lavorare con i colori piatti.
In particolare in questo libro mi sono divertita tantissimo a disegnare gli sfondi, amo disegnare le cucine, ingredienti, packaging.

Sono curiosa: cosa puoi dirmi del personaggio che arriva alla fine della storia?

La tematica del libro è il grande legame tra la bambina e il papà, questo è al centro della storia.
Chi è il personaggio che arriva alla fine del libro non è rilevante. La bambina o il bambino che legge il libro deciderà chi è.
Ho aggiunto anche la scena finale della festa perché ho pensato che per un bimbo potesse essere divertente pensare: chi sono questi personaggi? Come si chiamano?
Potrebbe essere un bel gioco da fare insieme a chi legge il libro con lui o lei!

Quanto tempo è intercorso dalla tua ideazione della storia e del progetto alla sua pubblicazione?

Il primo dummie book (prototipo ndr) e’ del 2014, in estate ho mandato il progetto all’editore e il lavoro vero e proprio sul libro è iniziato in autunno dello stesso anno.
Il libro è stato pubblicato nel giugno di quest’anno.

Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare una propria storia e magari ne ha già illustrate scritte da altri autori?

Sarò ripetitiva ma: abbiate pazienza, non mollate alle prime difficoltà.
Chiedete consiglio ai colleghi, confrontatevi, andate a fare dei corsi, anche brevi, leggete tanto, andate alle fiere e poi prendetevi del tempo per voi, per metabolizzare, cercate di capire quello che può essere utile a voi personalmente.
Ogni percorso è diverso, l’importante è non perdere l’entusiasmo.

Approfondimenti

Aurora Cacciapuoti

Aurora Cacciapuoti è nata in Sardegna, ma vive in Abruzzo.
Ha studiato psicologia e arte terapia, per poi frequentare il master Children’s Book Illustration presso l’Anglia Ruskin University di Cambridge.

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Le istantanee nostalgiche dal Giappone di Taeko Koba
08/09/2016 Morena Forza in Illustrazione / No comments

Taeko Koba

Innocenza, delicatezza ed un tocco nostalgico quasi impalpabile, nelle istantanee illustrate di Taeko Koba.

L’illustratrice giapponese ama raccontare i momenti spensierati e freschi dell’infanzia: corse a perdifiato, castelli di sabbia, risate con gli amici, l’inizio della scuola; e non mancano gli attimi di riflessione o dei momenti di relax delle persone più anziane.

Taeko Koba sembra essere uno sguardo silenzioso e discreto nelle vite dei suoi personaggi, come se in punta di piedi si mettesse in un angolo, all’ombra, a fotografarli. Anche i paesaggi, più rari nel suo portfolio, parlano di un’atmosfera un po’ sospesa nella loro tranquilla quotidianità.

taeko_koba_landscape

taeko koba

Galleria di immagini – click per ingrandire

Altre immagini possono essere reperite nel suo profilo Getty Images

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk I giardini interiori (e animati) di Ivy Berces
02/09/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

plantare1

Si chiama Ivy Berces, vive nelle Filippine, e anima i suoi giardini interiori. Letteralmente: infatti le sue tavole diventano per suo desiderio GIF animate, che disegna con Paint Tool SAI e mette in movimento in Photoshop CS6 (come spiega nelle sue FAQ).

L’ho scoperta per caso qualche giorno fa, come spesso capita trovando casualmente una sua GIF dove come al solito non veniva indicato l’autore. Comunque, dopo qualche minuto di ricerca per vie traverse, ce l’ho fatta: questi sono rispettivamente il suo account Behance e il suo Tumblr.

Buona visione, e non dimenticate di tenerla d’occhio!

pantare4

plantare2

 

plantare_middle2

 

plantare3

 

plantare5

 

 

plantare_middle1

 

plantare6

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk L’ABC Assurdo di Walter Crane
23/08/2016 Morena Forza in Illustrazione / one comment

Pubblicato per la prima volta nel 1874, l’ABC Assurdo disegnato da Walter Crane fu ideato per aiutare i bambini ad imparare le lettere dell’alfabeto divertendosi; per questo è costituito da disegni luminosi e filastrocche buffe.

Essendo scritto solamente in inglese, queste se tradotte in italiano (probabilmente anche in quasi tutte le altre lingue) perdono molto di significato e scopo.

Da un po’ di tempo il volumetto non viene ristampato e non è facile reperirlo in formato cartaceo. Per fortuna però, grazie all’avvento degli ebook reader (io ho questo a colori) che hanno abbattuto i costi di produzione ed eliminato quelli di distribuzione, entrare in possesso di un libro antico e spesso introvabile non è più impossibile. Infatti, anche l’ABC Assurdo di Walter Crane si può trovare facilmente in edizione digitale (per di più a prezzi davvero irrisori).

Le immagini e i testi provengono dal sito di Project Gutemberg, che mette a disposizione gratuitamente diversi tipi di materiale fra testi, immagini ed altri media. Aggiungetelo ai Preferiti! :-)

Cliccare sulle anteprime per visualizzare le immagini intere.

The ABSURD ABC
John Lane
The Bodley Head
London&New York

A for the APPLE
or Alphabet pie,
Which all get a slice of.
Come taste it & try.
B is the BABY
who gave Mr Bunting
Full many a long day’s
rabbit skin hunting.
C for the CAT
that played on the fiddle,
When cows jumped higher than
‘Heigh Diddle Diddle!’
D for the DAME
with her pig at the stile,
‘Tis said they got over,
but not yet a while.

E for the Englishman,
ready to make fast
The giant who wanted to
have him for breakfast.
F for the Frog in the story
you know,
Begun with a wooing but
ending in woe.
G for Goosey Gander
who wandered upstairs,
And met the old man
who objected to prayers.

H for poor Humpty who
after his fall,
Felt obliged to resign his
seat on the wall.
I for the Inn where they
wouldn’t give beer,
To one with too much
and no money, I fear.
J does for poor Jack and
also for Jill,
Who had so disastrous
a tumble down hill.

K for calm Kitty, at dinner
who sat,
While all the good folks
watched the dog & the cat.
L for Little man, gun and
bullets complete,
Who shot the poor duck, and
was proud of the feat.
M for Miss Muffet, with
that horrid spider,
Just dropped into tea and
a chat beside her.

N for the Numerous children
they who
Were often too much for
their mother in Shoe.
O the Old person that
cobwebs did spy,
And went up to sweep ‘em
Oh ever so high!
P for the Pie made of
blackbirds to sing,
A song fit for supper
a dish for a king.

Q for Queen Anne
who sat in the sun
Till she, more than the lily
resembled the bun
R stands for Richard &
Robert, those men
Who didn’t get up one
fine morning till ten!
S for the Snail that showed
wonderful fight,
Putting no less than twenty-four
tailors to flight!

T stands for Tom, the son of
the piper,
May his principles change
as his years grow riper.
U for the Unicorn, keeping
his eye on
The coveted crown, and
‘ts counsel the Lion.
V for the Victuals, including
the drink,
The old woman lived on
surprising to think!

W for the WOMAN
who not over nice,
Made very short work
of the three blind mice.
X is the X
that is found upon buns,
Which, daughters not liking,
may come in for sons.
Y for Yankee Doodle
of ancient renown,
Both he & his pony
that took him to town.
Z for the Zany who
looked like a fool,
For when he was young
he neglected his school.

Approfondimenti

Pittore, illustratore, innovatore: la vita e la carriera di Walter Crane

Walter Crane era un disegnatore eclettico e credeva nell’Arte come l’essenza del bello non esclusiva ma possibile per tutte le classi sociali. Illustrò quindi libri, ma anche tessuti, tappezzerie, piastrelle, packaging. Gli ho dedicato un ampio articolo ricco di gallery e consigli di lettura, nel 2011.

Per consultare l'Indice di Storia dell'Illustrazione cliccare qui.

Volete rimanere aggiornati sulla sezione Storia dell’Illustrazione? Iscrivetevi alla newsletter gratuita e mensile di Roba da Disegnatori! Oppure seguite la Pagina Facebook.

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Fra Storia e Fiaba: i quadri di Andrey Remnev
29/07/2016 Morena Forza in Illustrazione / No comments

Nato e cresciuto nei pressi di Mosca, da sempre immerso in un paesaggio che l’ha per sua stessa ammissione suggestionato molto negli anni più sensibili della sua infanzia, Andrey Remnev ha preso delle decisioni ben precise riguardo ai suoi quadri.

"Dune" un trittico molto celebre di Remnev. Cliccare sull'immagine per i dettagli
“Dune” un trittico molto celebre di Remnev. Cliccare sull’immagine per i dettagli

 

andrey_remnev08

Come i pittori del passato, utilizza pigmenti naturali miscelati a tuorlo d’uovo. Non c’è digitale, non c’è ritocco: la brillantezza dei suoi quadri è il frutto di una scrupolosa attenzione al colore e ai chiaroscuri.

andrey_remnev01 andrey_remnev04 Andrey-Remnev2

In gioventù ha copiato, esercitandosi e forgiando le proprie capacità pittoriche, quadri russi del Seicento e Settecento, per poi evolvere il proprio stile partendo da quelli Ottocenteschi del Costruttivismo Russo.

Come accade per molti artisti russi e dell’Est Europa, la ricerca del dettaglio e la teatralità dei personaggi, sospesi fra atmosfere da fiaba o rimandi folcloristici, sono fra i suoi tratti distintivi.

andrey_remnev_0 andrey_remnev06 andrey_remnev07

Se volete approfondire questo tipo di lavori, ci sono tre artiste che mi sento di consigliare: Olga Suvorova , Anna Berezovskaya, e Pam Hawkes che pur non essendo della stessa scuola affronta spesso la pittura con una nota di fiaba nelle sue atmosfere.

 

Condividi su:
Continua a leggere
Asterisk Sogni e ricordi d’infanzia, illustrati da Sveta Dorosheva
26/06/2016 Morena Forza in Disegno / 2 responses

Come molti di noi, si è innamorata del disegno fin da bambina.

Non è un caso infatti, se una delle prime immagini del suo progetto, legato ai ricordi e ai sogni della sua infanzia, la ritrae proprio mentre disegna con aria sognante, un po’ come se fosse appena riemersa dalle sue visioni fantastiche.
Sveta Dorosheva, illustratrice di origine ucraina ma ora residente in Israele, sta lavorando con passione affinché questo suo progetto diventi un libro.

Mi colpisce particolarmente come queste tavole, nonostante in bianco e nero con un solo tocco di rosso, contengano così tanti colori: sembra quasi di vederli fare capolino fra i mille dettagli!
L’idea di illustrare i miei ricordi e i miei sogni di bambina, alcuni ancora davvero molto nitidi nella memoria, la coccolo da parecchio tempo. Certo con uno stile completamente differente, com’è giusto che sia. Chissà che un giorno non trovi anche io il tempo e il modo di farlo!
Ecco alcune delle immagini che faranno parte del libro di Sveta Dorosheva. Qui invece, il progetto completo sul suo profilo Behance.

svetadorosheva1
svetadorosheva2
svetadorosheva3
svetadorosheva4
svetadorosheva5
svetadorosheva6

 

Condividi su:
Continua a leggere
Post più recenti
Post meno recenti