5 metodi anti-blocco che ho trovato inutili e dannosi – Roba da Disegnatori

5 metodi anti-blocco che ho trovato inutili e dannosi

Sperimentare un blocco creativo non è semplice: ci mette davanti all’auto giudizio, alle nostre aspettative disattese e a volte mina perfino l’autostima.
Ci passano anche i migliori, questo è ciò che mi è stato detto. E più o meno tutti cerchiamo delle soluzioni che ci tolgano dell’impasse.
Ma il bandolo della matassa non è lo stesso per tutti: ecco 5 metodi anti-blocco creativo che mi sono stati consigliati o che ho trovato in alcuni manuali, che non mi hanno aiutata. Anzi, alcuni hanno perfino peggiorato la situazione.

1. Guardare Pinterest

Pinterest, profili social artistici, pubblicazioni. Sfogliarli freneticamente in cerca della scintilla dell’ispirazione che ci farà di nuovo sentire vivi e “in moto”.
Non sempre funziona: per me lo fa quando cerco una combinazione di idee o voglio solleticare l’immaginazione. Nel caso di un blocco creativo (o emotivo, come racconterò dopo questo elenco) guardare altre illustrazioni, in qualunque forma, mi ha solo stancata di più e ha mandato la mia mente in sovraccarico.

Invece mi ha aiutata: guardare oggetti, giocattoli, libri, cartoni animati e film di quando ero bambina. Ascoltare canzoni “svuota mente” (per me la musica strumentale, senza nessun tipo di testo o di voce). Tutte cose che non devono necessariamente riflettersi in modo diretto in ciò che faccio, ma che lo nutrono, perché mi hanno formata nei miei gusti e nella mia storia personale, che in modo inevitabile plasma ciò che voglio dire e come voglio dirlo.

2. Comprare nuovi materiali

Entrare in un colorificio o sollazzarmi guardando negozi di Belle Arti online mi ha dato il piacere dell’acquisto, ma… La cosa finiva lì.
Una volta da sola con il mio nuovo sketchbook o i nuovi costosi pastelli, non è successo nulla. Anzi, sono stata ben presto sommersa da un’ondata di senso di colpa.
“Ho speso dei soldi per qualcosa che non userò come si deve.” “L’ho pagato tantissimo, non ci posso disegnare male sopra.” . Il che si tramuta ben presto in “Meglio non usarlo affatto.”

Invece mi ha aiutata: frugare nella cassettiera delle carte che non uso mai, magari vecchie o di riciclo, sfuse e se grandi, dividerle in fogli piccoli. Comprare uno sketchbook piccolo che costa pochissimo, usare matite e pastelli non professionali. Perché in quel caso so già che non disegno “per lavoro”. E’ un modo di vivere il disegno più leggero  e giocoso, senza pretese eccessive.

3. Provare una tecnica molto diversa

Uno dei metodi anti-blocco più famosi e consigliati ovunque: provare una tecnica completamente diversa da quella usata di solito.
Per me non solo non ha funzionato, mi sono addirittura arrabbiata. Ho comprato materiali che probabilmente non userò mai più.
Ma soprattutto so esattamente cosa mi piace ottenere quando disegno e una tecnica che produce effetti opposti mi crea insoddisfazione istantanea, soprattutto per le texture: “Troppo liscio”, “Troppo troppo frammentato”, “Troppo preciso”, “La linea è troppo morta”.
Il che si traduce in fretta in una non-voglia di disegnare.

Invece mi ha aiutato: utilizzare gli stessi medium che amo, per disegnare cose che per lavoro non mi fanno disegnare mai, cambiare soggetto.
Utilizzare la stessa tecnica ma con palette colore diverse e darmi un limite nel numero di colori che potevo utilizzare; evitare di disegnare tavole complete.
Avere la pretesa di farlo durante un blocco è come pretendere di andare a fare una corsa a ostacoli appena tolto il gesso al piede.

4. Seguire tutorial o studiare opere d'Arte

Anche questo viene consigliato ovunque e in parte capisco anche perché. Ma a me non solo non è di aiuto: mi toglie qualunque voglia di disegnare.
Chiunque mi conosca un minimo sa quanto sia curiosa quando si tratta di disegno e di Arte; in ogni caso, cercare di capire come funziona il metodo di un altro artista (storico o contemporaneo non cambia) non mi aiuta in caso di blocco. Mi annoia a morte, perché ho sempre detestato disegnare a modello e copiare.
E se mi annoio non c’è verso.

Invece mi ha aiutato: rifare mie vecchie tavole, soprattutto quelle personali. In quel caso si avvia un vero e proprio dialogo interiore con me stessa e rielaborare ciò che ho visto anni fa in quello che sono e voglio raccontare oggi, è un processo molto stimolante.

5. Impormi challenge e routine rigide

E’ un ottimo metodo per contrastare la procrastinazione che deriva da pigrizia vera o autosabotaggio.
Ma personalmente non mi sento di consigliarla a chi attraversa un blocco creativo: in un contesto del genere, cercare di stare dietro ai ritmi delle challenge sui social o fare di tutto per disegnare almeno una cosa al giorno o disegnare un tot di tempo, diventa solo una violenza auto-inflitta.
I blocchi hanno bisogno di gentilezza, sopratutto se derivano da un burnout come nel mio caso.

Cosa invece mi ha aiutata: fare doodles senza troppa progettazione, tenere fogli e foglietti a portata di mano per appuntare idee, concetti e piccoli sketch senza un’immediata direzione, solo perché mi va di farlo. E ogni volta che mi va di farlo.

Disciplina e gentilezza

Ho notato che molti tipi di “soluzione anti-blocco” si fondano sull’autodisciplina, ma la mia esperienza mi dice che non è un approccio efficace se il blocco deriva da un burnout e dall’aver applicato fin troppa disciplina fino a quel momento.
Nel mio caso, io sono stata disciplinata per anni: mi sono occupata di commissioni in cui il mio lavoro è stato per lo più non usare la mia immaginazione e ho disimparato a fidarmi della mia creatività. Ho soddisfatto le richieste in modo diligente, cambiato il mio disegno, rispettato scadenze e condizioni, ho dovuto accogliere correzioni che snaturavano completamente la mia concezione di illustrazione per l’infanzia e il risultato è un blocco dovuto non all’assenza di idee, ma di istinto e di gesto.
Capire il proprio tipo di blocco è vitale per aggirarlo o per lavorarci sopra e per non cadere nell’autocommiserazione e in pensieri autodistruttivi.

Non posso dire di essere uscita dal mio blocco. Solo di recente però, individuata la causa, ho potuto iniziare a muovermi in modo più naturale e paziente verso una direzione e senza andare alla cieca.
Di questo parlerò meglio nel prossimo post.

Per ora vorrei dire che bisogna portare pazienza, essere gentili con noi stessi e mettere in conto che alcune soluzioni che funzionano bene per altre persone potrebbero non farlo per noi: cerchiamo di perdonarci per questo.

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