Clienti da paura… e come evitarli! – Roba da Disegnatori

Clienti da paura… e come evitarli!

Halloween è alle porte: per noi illustratori, però, certe “entità” si aggirano tutto l’anno!
Ecco quelle che ho incontrato nel mio percorso da illustratrice freelance nell’arco di questi 15 anni, con qualche idea su come gestire o, meglio, evitare certe situazioni.

1. Il fantasma

E’ da subito riconoscibile perché, dopo essersi manifestato per inondarti di dettagli e voli pindarici di vario livello, sparisce non appena gli presenti il preventivo.
Ti fa perdere tempo, ma è per lo più innocuo, se lasciato stare.

Si rivela così:

  • Dettagli eccessivi e idee confuse, già dalle prime email o dalla primissima. Allarme rosso!

Cosa fare:
Dopo la sparizione, non evocarlo ulteriormente, ti farà solo perdere altro tempo.
In più, rincorrere chi non è convinto di collaborare con te o non capisce perché il preventivo sia troppo alto non è costruttivo né conveniente.

2. Lo stregone

Il suo superpotere è rendere visibile l’invisibile, a cominciare da te.
Infatti, quanta visibilità avrai grazie al suo progetto! E sarà anche l’unica modalità di pagamento che vedrai, ammesso che ci sia davvero.

Si rivela così:

  • A quanto pare, potevano chiamare un’altra persona e invece sei proprio tu quello perfetto per il progetto!
  • Ci tiene a sciorinare il suo numero di follower e premi, “un’imperdibile occasione di crescita” per te.

Cosa fare:
Meglio chiarire fin da subito che si lavora solo dietro retribuzione.
Se proprio vuoi lavorare in cambio di visibilità, metti nero su bianco quali condizioni vuoi rispettate; tieni conto del fatto che è molto raro che la visibilità sia davvero una moneta di scambio efficace e vantaggiosa.

3. Lo scheletro

Te lo dice subito, che non c’è budget.
O ti chiede il preventivo, specificando che deve essere basso. Quanto? Dipende. Anche ai limiti del ridicolo, a volte.
E’ il caso di dirlo: ridotto all’osso. Ma se stai pensando che le richieste saranno di conseguenza modeste, sappi che non è affatto detto.
Il cliente Scheletro può essere molto esigente, a volte paradossalmente più di chi paga bene.

Si rivela così:

  • “E’ un progetto ambizioso, ma per ora non ci sono guadagni , almeno nell’immediato.”
  • Si stizzisce a parlare di denaro; con lui hai la costante sensazione di toccare un argomento sporco, non dignitoso.

Cosa fare:

Evita di svendere il tuo lavoro!
Se il budget non è negoziabile, prova a proporre entrando nello specifico, quello che puoi fare a fronte di quel compenso.

4. Il licantropo

Le cause dei suoi repentini e continui cambi di idea restano imperscrutabili: ad ogni fase lunare corrispondono nuove richieste, cambi di budget (quasi mai in positivo), vuole un nuovo stile o stravolge il concept iniziale. Guai a fargli notare che ti sta facendo perdere tempo!

Si rivela così:

  • “Tutto bellissimo, ma se provassimo a cambiare il protagonista e l’ambientazione?.”
  • Arrivati alla versione numero 14 di un file, ti chiede di tornare alla numero 6, di almeno tre mesi prima.

Cosa fare:

Conserva tutte le versioni dei file: non si sa mai! Evita di foraggiare la sua indecisione, niente “versioni alternative” di una stessa tavola, non c’è niente di più probabile che chieda una via di mezzo fra una versione e l’altra.

Prevedi dall’inizio della collaborazione delle tariffe extra dopo un numero limite di modifiche.

5. Il poltergeist

E’ un nome vago inserito fra i vari partecipanti alla conversazione e nelle email. Non risponde mai direttamente.
Si fa vivo, se così possiamo dire, solo per stravolgere tutto, preferibilmente quando il progetto volge al termine.
E’ come il 4+1 che ti danno quando giochi a Uno e stai per vincere.

Come si rivela:

  • Quando per la prima volta risponde all’email collettiva ti chiedi “E questo chi è?
  • Chiede modifiche a suo dire “minime” ma che in realtà stravolgono intere porzioni di lavoro.

Cosa fare:

Fai presente , se gli artwork sono stati precedentemente approvati, che le modifiche da quel momento in poi sono soggette a una tariffa extra.

Spiega che anche se le modifiche vengono presentate come minime, in realtà dilatano sensibilimente i tempi di consegna.

6. La mummia

Solo apparentemente innocuo, non sottovalutare mai questo tipo di cliente.
Lentissimo a rispondere alle email, il contratto non arriva mai, i feedback arrivano a singhiozzo o sono incompleti, fa scadere puntualmente i download quando invii i file. A dir poco esasperante.
All’improvviso (di solito prima delle vacanze o il venerdì sera) scopre che siete tutti in ritardo e vuole tutto. E lo vuole subito!

Si rivela così:

  • Se è in malattia o partito per le vacanze non avvisa, ma è da subito irreperibile.
  • I link di download dei file vengono fatti continuamente scadere.
  • Il risponditore automatico della sua casella è in funzione da settimane o mesi.

Cosa fare:

Comunica: durante il periodo di inattività, scrivi delle email in cui di volta in volta stabilisci lo slittamento della deadline. Cerca di essere specifico sulla nuova data, non ha nessuna utilità dire “Siamo in ritardo”. Il cliente Mummia lo sa bene, ma spera o crede fermamente che sia compito tuo recuperare il tempo perduto.

Non lasciarti trascinare dalla fretta che si crea per un ritardo non causato da te. Spiega gentilmente che purtroppo non puoi farci nulla: esistono dei tempi tecnici necessari a consegnare i materiali.

7. Lo zombie

Sembrava fosse filato tutto liscio: a progetto concluso, cartella archiviata, a volte perfino ad avvenuto pagamento, il cliente Zombie si fa vivo per un’ulteriore modifica, o per chiedere materiali aggiuntivi. A volte ritornano.

Si rivela così:

  • Dice di aver dimenticato delle richieste, come se fosse un tuo problema.
  • “Questa è l’ultima, giuro!!”

Cosa fare:

Fai in modo che nel contratto venga previsto un numero massimo di revisioni comprese nel prezzo, e il costo di eventuali modifiche e aggiunte non previste nel numero iniziale. Solitamente, questo limita molto il cliente Zombie.

Conserva bene le email con gli accordi iniziali e fai in modo che siano sempre scritti. Perché a volte è un attimo che un cliente Zombie e uno Vampiro diventino la stessa cosa. E con questo, passiamo al prossimo punto…

8. Il vampiro

Che abbia previsto un budget interessante o meno, sono i suoi modi a contraddistinguerlo: ora gentili e affabili, ora autoritari o addirittura offensivi.
In ogni caso, ha solo un fine: spremerti il più possibile, mantenendo inalterato il budget e possibilmente anche la data di consegna.
Il suo superpotere è il senso di colpa che cerca di utilizzare per renderti docile e collaborativo. Non di rado mistifica la realtà e arrivi a dubitare della tua stessa professionalità o del valore del tuo lavoro.

Si rivela così:

  • I suoi contratti sono fra i più lesivi in assoluto.
  • Nega di aver detto o fatto qualcosa. Si rimangia le approvazioni delle tavole, perché non vuole pagare gli extra; tira fuori dal cilindro nuovi materiali di cui non ti aveva parlato (ma giura di averlo fatto, di solito al telefono) ti dice che gli accordi non erano questi, e così via.
  • Minimizza il carico di lavoro. “Che ci vuole?”
  • Quando non lo accontenti o cerchi di trovare un compromesso, si risente e va sul personale. “Si tratta sempre e solo di soldi, meno male dovresti essere un creativo…”
  • Ti mette al corrente del fatto che il problema che sta avendo con te non lo ha mai avuto con nessun altro. (Certo, certo…)

Cosa fare:

Abbi cura di fare in modo che tutta la comunicazione avvenga per iscritto, meglio se in email. Non lasciarti provocare da osservazioni personali e non informarlo della tua vita privata: è lavoro.
In ultimo: valuta se davvero vale la pena di continuare la collaborazione.

9. Il clown

Ahah ma che simpatico! Grazie a quella battuta sempre pronta e l’entusiasmo al massimo sembra il cliente perfetto. Spoiler: non lo è.
Dietro quella facciata da “grande famiglia” e amicalità si nasconde una gran furbizia.
Pensaci bene: gli amici si pagano poco o nulla e con loro ci si può permettere una serie di libertà che in un contesto professionale sono del tutto fuori luogo o addirittura impensabili.

Si rivela così:

  • Sposta e cambia le date salienti del progetto secondo il proprio calendario personale. “Guarda, scusa ma ho comprato un last minute per Bali quindi gentilmente mi dovresti fare avere tutto con dieci giorni di anticipo, perché poi parto. Dài dài, che ce la facciamo!” (In realtà quello che ce la deve fare sei solo tu.)
  • La sua simpatia da amicone svanisce non appena gli fai notare che non ti ha ancora pagato. 

Cosa fare:

Mantenere dei rapporti sereni e cordiali con i clienti è l’ideale, a volte quasi “rilassati”, ma non lasciarti coinvolgere da conversazioni troppo personali, perché il rispetto per il tuo tempo e il tuo lavoro va sempre a farsi benedire. Ricorda che certi amici è meglio perderli che trovarli.

In definitiva, alcuni “mostri” sono più simpatici e affabili di altri, ma bisogna comunque fare attenzione, anche perché ogni tanto tendono a diventare ora l’una, ora l’altra cosa.
Occhi aperti! :)

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