Una delle tematiche che emergono sempre più spesso durante i miei corsi e le consulenze è quella legata al pagamento in royalties. Vediamo allora di fare un po’ di chiarezza.
In un mercato editoriale sempre più complesso siamo arrivati ad assistere, nel corso degli ultimi due decenni, a una sorta di paradosso.
Da un lato, numerose case editrici che propongono contratti che prevedono unicamente un forfait, escludendo qualunque royalty (il cosidetto work for hire, in cui non si è autori ma fornitori); dall’altro, editori che intendono pagare i propri autori con le sole royalties e che lo fanno passare come la normalità.
In questo articolo parlo del secondo caso.
Qualche premessa sui diritti d'autore
E’ comprensibile che si faccia spesso confusione fra “royalties”, “diritto d’autore” e “diritti di pubblicazione”, ma non sono la stessa cosa.
Per fare chiarezza, consiglio la lettura di queste distinzioni sul sito SIAE, per la precisione qui.
Inoltre, non tutto ciò che viene disegnato dà diritto a royalties. In campo editoriale per esempio, sarebbe opportuno sempre, ma nella pubblicità non avviene praticamente mai.
Per il come, quando e soprattutto quanto, vi rimando a questo articolo dello studio legale Canella Camaiora.
Svantaggi del pagamento unico in royalties
Soprattutto all’inizio, ma purtroppo non solo, autori e illustratori spesso si accontentano della remunerazione di sole royalties, senza prevedere anticipi.
In parte per un sentimento di vanità (“L’importante è pubblicare!” “Ci sarà il mio nome in copertina!”), in parte per una sorta di investimento professionale (“Così mi faccio conoscere!”) e in gran parte perché convinti dalle case editrici che portano avanti questa scelta, che non dovrebbe essere così allettante.
Scegliere di essere pagati esclusivamente tramite royalties, senza prevedere alcun anticipo, comporta degli svantaggi che vanno considerati molto attentamente, magari tenendo a fianco una calcolatrice, che non fa mai male per mantenere un minimo di concretezza.
1. Guadagni spesso inadeguati o irrisori
Concettualmente, le royalties sono pensate per premiare l’autore sulla base del successo commerciale del suo lavoro. In parole povere, il libro vende di più, guadagniamo di più. Ma anche viceversa: se il libro vende poco (e con gli editori piccoli è praticamente sicuro) le royalties saranno bassissime.
Così basse che spesso non coprono nemmeno il lavoro svolto.
Il successo di un libro illustrato non dipende solo dalla qualità dei suoi testi e delle sue illustrazioni: non vi siete mai chiesti come mai alcuni libri non particolarmente significativi o innovativi o con delle illustrazioni eccellenti sono sulla bocca di tutti? Non dico sia immeritato, ma quando succede è probabile che ad essere buona sia la strategia di marketing dell’editore, la distribuzione, i contatti, l’ufficio stampa. Specularmente, ci sono dei piccoli gioielli nascosti sconosciuti ai più, perché alla base della pubblicazione non ci sono il pensiero o i mezzi per farli conoscere (ma questo succede anche in altri ambiti artistici, naturalmente!).
Non dico questo per deprimere nessuno, credere nel proprio lavoro va bene, è giusto. Ma bisogna essere realisti e, quando un editore vuole farci smerciare in prima persona 100 copie del nostro libro, capire che qualcosa non torna. Probabilmente non ha mezzi sufficienti per garantire delle buone vendite e per questo non avrà previsto nessun anticipo sul libro che ci pubblica. Sa che andrebbe in pari o, peggio, in perdita, nonostante una piccola tiratura.
Non molto tempo fa ho parlato con l’autrice (scontenta) di un libro che, dai suoi testi e dalle sue illustrazioni aveva guadagnato meno di 300 euro a fronte di un anno di lavoro, modifiche, lavoro promozionale. Purtroppo con le royalties parliamo spesso di cifre simili, perciò pensiamoci bene: è il caso?
2. Tempistiche e pazienza
Altro punto critico dei pagamenti in royalties: ci vuole tempo per vedere i frutti delle vendite.
Autori e illustratori a volte aspettano mesi o addirittura anni prima di vedere entrare dei compensi decenti. Alla lunga diventa non sostenibile a livello economico.
E dirò una cosa antipatica: non ha senso accettare di essere pagati in sole royalties e poi lamentarsi che “con il disegno non ci si campa”. Beh, a queste condizioni vorrei vedere come sarebbe possibile il contrario!
3. Scarsa trasparenza sulle vendite
In Italia non esiste uno strumento economico o giuridico che ci dia la possibilità di consultare dei prospetti di vendita verificati, super partes.
Il volume di vendita ci viene riferito dalla casa editrice. Ciò che riceviamo si basa su… nientemento che la fiducia che riponiamo nell’azienda!
Ecco il motivo principale per cui io non ho mai accettato pagamenti in sole royalties.
Ipotizzando il caso in cui il mio libro abbia venduto 700 copie, l’editore può decidere di riferirne 500 e sulle 200 rimanenti guadagna unicamente lui.
E’ possibile falsificare i prospetti di vendita, perciò non lavorate senza anticipi, mai.