Perché il mio portfolio viene rifiutato? – Roba da Disegnatori

Perché il mio portfolio viene rifiutato?

Diciamocelo chiaro e tondo: a nessuno piacciono i “no”; tutti vorremmo sempre risposte positive, e questo è perfettamente umano.

Con il tempo si impara a gestire meglio il rifiuto; è importante sfruttare questa occasione per imparare cosa non funziona e cosa si può migliorare, piuttosto che avvilirsi inutilmente e magari creare dei veri e propri blocchi creativi.

Ecco i motivi più comuni per i quali un portfolio non riceve una risposta positiva (o non ne riceve affatto).

1. La qualità delle immagini non è professionale

Il motivo più frequente di rigetto di un portfolio è che le immagini in esso contenuto non sono ancora di qualità professionale. I punti deboli possono essere diversi, anche a seconda delle finalità con cui disegniamo.
Ci possono essere problemi con l’anatomia e i personaggi, con la colorazione o le tecniche utilizzate; oppure con la costruzione delle scene (composizione e narrazione).
O ancora, ci possono essere carenze nella gestione dei layout e nel gusto grafico.
Raggiungere un livello professionale non è immediato: non bisogna avvilirsi, ci si arriva col tempo e tantissima dedizione.

Consiglio onesto
Trincerarsi dietro “Ma io disegno così/ Questo è il mio stile” per non affrontare le proprie lacune tecniche o stilistiche non solo non è utile, ma è controproducente.

2. Il portfolio non ha un'identità solida e omogenea

Il secondo problema più diffuso dei portfolio è la scarsa omogeneità: la personalità del disegnatore non è ben delineata, ci sono disegni di qualunque tipo, tematica e realizzati con qualunque tecnica. Non si capisce bene dove vada a parare, è un portfolio di ricerca.
Tipicamente si ha questo tipo di portfolio alla fine di una formazione accademica, in cui si è sperimentato un po’ di tutto senza un senso di continuità e di direzione.

La soluzione? Darsi il tempo di scegliere tematiche, tecniche e linguaggi da approfondire.
Poi si può cambiare idea nel corso degli anni, naturalmente.

3. Portfolio giusto, destinatario sbagliato

Può succedere che il portfolio non abbia nulla che non vada (hai già letto questo post sugli errori più comuni?) , eppure non riceva risposte positive.
Forse è stato sottoposto a chi non è interessato.
Magari quel potenziale cliente non è poi così potenziale per noi: non pubblica o produce il genere o le tematiche che trattiamo. Che sia troppo commerciale o troppo di nicchia poco importa: a meno che non vogliamo rivedere le nostre scelte pur di lavorarci, meglio orientarsi verso nuovi contatti.

Grazie per la foto a Bologna Fiere

4. Le immagini del portfolio sono obsolete

Può capitare che ci si ritrovi a non essere più “sul pezzo”.
Svecchiare il portfolio diventa a quel punto prioritario, perché molti dei clienti sul mercato vogliono qualcosa di fresco e contemporaneo.
Mi è rimasto impresso quando un agente davanti a una tavola sul Muro della Fiera di Bologna, mi disse “E’ così primi anni Duemila” , con tono non proprio lusinghiero.

5. Le modalità di invio non sono state rispettate

Alcuni clienti hanno deciso di predisporre delle regole per l’invio del materiale: c’è chi ha aperto una casella apposita, chi ha impostato dei limiti di peso per i file, chi richiede un numero di file preciso e perfino chi accetta solo invii cartacei.
Perciò, vale la pena indagare sul sito di riferimento per capire come organizzarsi.
La cosa peggiore da fare è inviare email a tappeto tutte uguali a diversi potenziali clienti.

6. Cattivo tempismo

A volte c’è tutto quello che ci deve essere: il portfolio è oggettivamente professionale, abbiamo rispettato tutte le regole di invio e il destinatario era perfetto.
Eppure, nulla di fatto. Quando ci viene risposto che al momento non hanno nulla di adatto a noi, probabilmente è vero.
A me è già capitato di essere richiamata più avanti (o molto più avanti) dopo l’invio di un portfolio. Quanta pazienza ci vuole? Tanta.

Perché gli editori non rispondono?

E’ frustrante, ma ormai da diversi anni gli editori rispondono solo in caso di effettivo interesse nel materiale inviato; in caso di risposta negativa noi illustratori non otteniamo risposta. Questo succede perché le redazioni ricevono centinaia di email a settimana e rispondere a tutti è effettivamente impossibile.
Qualcuno mi ha detto che gli piacerebbe ricevere un rifiuto motivato, ricevere un feedback puntuale su cosa può essere migliorato, ma questo accade ancora più di rado e non è insensato, anche se posso capire la delusione.
Per avere dei riscontri e dei consigli sul proprio portfolio ci sono portfolio review dedicate (come quelle organizzate da Autori di Immagini),  corsi e consulenze con illustratori di lunga esperienza. Io stessa sono disponibile per questo tipo di attività.

Si tratta di un lavoro capillare e scrupoloso, e aspettarselo in modo del tutto gratuito non è particolarmente giusto verso chi fa un’analisi mirata del materiale.

No al disfattismo

“Non mi chiamano perché non ho i contatti giusti” “Vengono chiamati sempre gli stessi”.

Questo tipo di commenti risentiti sono estremamente comuni (e in parte, comprensibili) ma abbastanza infondati.
E’ vero, nel campo di fumetto e illustrazione i contatti possono aiutare, ma non sono tutto. Essere simpatici o “amici di” non ha nulla a che vedere col mercato.
I clienti vogliono vendere, perciò cercano chi può aiutarli a farlo bene.
Un portfolio di alta qualità e con tutte le caratteristiche ricercate da chi lo riceve non passa inosservato né ignorato.

Se non riceviamo risposte positive, piuttosto, chiediamoci cosa non ha funzionato per contenuto o modalità, nel nostro invio.
Solo così potremo migliorare e metterci davvero in gioco.

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