Quando si parla di “studio”, molti di noi si riferiscono a spazi molto diversi fra loro, nati da vicissitudini, stili di vita ed esigenze soggettivi.
C’è chi ha una stanza interamente dedicata, chi come me ha allestito il proprio studio in soggiorno, chi lo allestisce ogni giorno in cucina e lo “sparecchia” e chi non ne ha affatto bisogno perché ama lavorare in modo itinerante, oggi in biblioteca e domani in caffetteria.
Forse, negli ultimi dieci anni, ci siamo un po’ abituati ad un ideale stereotipato di studio (qualcuno ha detto pothos e piante pendenti?) e molti di noi, a volte io per prima, tendono a pensare che il proprio sia inadeguato non per le proprie esigenze, ma per quello che ne penseranno gli altri.
Ma se ci fermiamo a pensarci, non è ridicolo? In fondo, lo spazio di uno studio è il nostro e deve essere funzionale per noi.

Ecco cinque soluzioni che ho trovato per il mio e che potrebbero essere di aiuto, o magari anche no, perché abbiamo tutti esigenze diverse!
1. Illuminazione
Nella mia prima casa da sola (esposta ad est, il top), ero abituata ad avere il tavolo sotto finestra; cosa che adoravo e, una volta in questa casa, ho cercato di replicare.
Sbagliandomi di grosso: con l’esposizione a sud, e nessun edificio davanti, è una scelta abbastanza terribile.
Il sole è davvero troppo forte e accecante, si rifletteva anche sugli schermi e lavoravo sempre con le tende tirate. Un controsenso e, oltretutto, mi alienava completamente, con una certa ricaduta sulla mia salute mentale.
Quindi, per me la prima soluzione per lavorare bene in questa casa è stata allontanarmi dalla finestra, contro i consigli di tutti coloro che mi dicevano quanto è bello lavorarci davanti. Ci sto solo per disegnare a mano, e nemmeno sempre, con grande gioia per i miei poveri occhi.
Per le giornate più buie ho installato una buona lampada reclinabile, rigorosamente con lampadina a luce naturale.
2. Sedia ergonomica
Il fatto è questo: ogni volta che vedo una sedia vintage, uno sgabello aesthetic, pieni di personalità negli studi su Pinterest rosico forte.
Ma poi mi ricordo della mia schiena (o me lo ricorda lei) e sono più che felice di avere la mia sedia ergonomica da “ufficio del dentista”.
La salute e la postura sono una cosa seria, molto seria.
E lo so bene, visto che soffro di schiena e soprattutto di collo da ormai un paio di anni.
Meglio una sedia meno d’atmosfera ma che rimanda la fisioterapia più in là, sopratutto se come me iniziate a soffrire di dolorini e torcicolli.
Tra l’altro, ho scoperto solo all’inizio di quest’anno che alcuni illustratori non usano veramente le sedie che postano su Pinterest e che quelle a volte sono solo sedie “di rappresentanza”, perché oggettivamente fanno più scena. Lo raccontava un’illustratrice durante una diretta.
Sarà stupido, ma da allora sono più serena e non mi sento la bambina con le scarpe ortopediche. E io sono stata una bambina con le scarpe ortopediche.
Le cose spesso non sono come sembrano sui social, come raccontavo in questo articolo.
3. Scrivania elettrica
Quest’anno, grazie a una gift card di Ikea, mi sono decisa a comprare una scrivania elettrica.
Lo raccontavo in questo post: durante la giornata alterno il lavorare seduta con il lavorare in piedi. Non ho mai più avuto problemi lombari.
La schiena, mi spiegavano, non è fatta per mantenere la stessa posizione tutto il giorno, quindi variare fa molto bene.
Ho visto davvero un miglioramento notevole, già nel giro di un mese.
Per prevenire tendiniti e mal di piedi vari ho aggiunto un tappetino imbottito apposito, un accorgimento semplice ma prezioso!
4. Pochi colori

Un altro must delle riviste di arredamento e degli studi su Pinterest sono le stanze coloratissime: adoro guardare entrambe le cose, ma mi sono resa conto che i muri colorati mi stufano molto in fretta e, ancora più in fretta, mi stufano le immagini alle pareti dello studio.
Il fatto è che, quando disegno o scrivo ricerco un mood e non è sempre lo stesso, perciò trovo più funzionale un ambiente relativamente neutro.
Il bianco è un “vuoto” prezioso per me ed è lo spazio per la mia immaginazione.
E infatti, quando disegno, tutto il colore viene fuori in maniera esplosiva!
Da qualche mese ho optato per una bacheca (anzi due, attigue) che uso un po’ come una moodboard, dove appendo cartoline, calamite, piccoli oggetti che mi ispirano e poi li cambio quando mi gira. Lo trovo meno vincolante e invadente delle stampe incorniciate e mi distrae decisamente meno.
Le immagini alle pareti, o le decorazioni murarie, per me sono come voci che “mi parlano sopra” mentre cerco di pensare e di esprimermi.
5. Materiali ben visibili

Per me che disegno anche e soprattutto in digitale, non avrebbe senso lasciare la scrivania piena di tubetti, barattoli di matite e pastelli e fogli. Certo, l’ideale sarebbe avere due scrivanie dedicate, una per il disegno a mano e l’altra per il computer, ma in questa casa non è fattibile e ho trovato un’altra soluzione: la definirei un compromesso.
Quando tutti i materiali erano all’interno di scatole bianche nelle scaffalature non disegnavo mai in tradizionale: la pigrizia è il mio peggior difetto e mettermi a cercare tutto e allestire (per poi riporre tutto meticolosamente, una volta finita la sessione) mi stanca solo a pensarci.
Perciò, una buona soluzione per questo è stata tenere le carte e gli album in bella vista, in una cesta sulla cassettiera. E gran parte dei miei materiali preferiti in un carrellino, sempre a portata di occhi e mani: mettersi a disegnare in quattro e quattr’otto è molto più immediato e anche far tornare la postazione pulita e vuota come piace a me altrettanto in poco tempo.
Attenzione a proposito, a dove tenete carte e album: sempre ben lontani dalle finestre! Umidità e luce solare ne alterano le qualità.
