Una sognatrice, un’artista, una studiosa, o un’imprenditrice? Potremmo essere portati a pensare queste “identità” come incompatibili fra loro; eppure, Beatrix Potter le incarnò tutte, nella sua vita, senza apparenti contraddizioni.
Oggi è conosciuta soprattutto per avere scritto e illustrato le proprie storie, come quelle di Peter Rabbit, Benjamin Bunny e Tom Kitten.
Ma come arrivò a farlo e a diventare famosa e influente già nella sua epoca?
Nata il 28 luglio 1866 , fu istruita da una governante, proprio come si usava nell’alta borghesia vittoriana. Non era abituata a stare a stretto contatto coi propri genitori, ma neppure con gli altri bambini; lei e il fratello minore Walter passavano molto tempo ad osservare i propri animali domestici e soprattutto quelli selvatici. Fu proprio questo a renderli degli abili osservatori e ad avvicinarli al disegno e all’acquarello, incoraggiati dalla famiglia.
La passione per l’Arte e per le immagini infatti venne ereditata dal padre, che era un bravo fotografo amatoriale, e procurò alla figlia un’insegnante privata di disegno.
Passatempi o ambizioni?
Nonostante la famiglia l’avesse sempre spinta ad approfondire i suoi studi, le risorse per un’istruzione vera e propria andarono al fratello Walter, che si trasferì prima nel Sussex e poi a Oxford. Beatrix Potter trovava nello studio, nella scrittura e nel disegno la sua dimensione personale e il modo per creare un proprio mondo e cercare le proprie soddisfazioni.
Probabilmente, la famiglia non aveva pensato per lei a grandi ambizioni: a quell’epoca si sperava per una figlia femmina in un buon matrimonio, perciò in attesa che questo avvenisse anche per lei, le sue passioni venivano viste più comi innocui passatempi piuttosto che come veri e propri investimenti.
Rimasta da sola a casa coi genitori, Beatrix Potter si concentrò nello studio dei funghi, producendo diverse tavole preziose per la micologia dell’epoca. Era appassionata anche di archeologia, fossili e agricoltura.

Il suo apporto alla micologia fu riconosciuto solo molti anni più tardi; purtroppo, quando Beatrix Potter presentò i suoi studi alla Linnean Society non fu presa sul serio e inoltre non poteva partecipare ad alcun consiglio, in quanto donna.
Le tavole a tema micologico che possiamo ammirare oggi sono il suo lascito all’Armitt Museum and Library di Ambleside.
Un'amicizia preziosa
Durante il lungo periodo a casa dei genitori, Beatrix Potter scrisse un diario, più o meno per 15 anni. Non voleva essere un esercizio di scrittura, ma piuttosto un modo per annotare quello che accadeva intorno a lei, comprese mostre ed altri eventi interessanti. Curiosamente però, lo scrisse utilizzando un proprio codice segreto, in cui era davvero sciolta e fluente. Fu decifrato solo nel 1958, diversi anni dopo la sua morte, da un collezionista appassionato delle sue opere.
Il fatto che il diario fosse scritto sotto forma di questo intricato codice, è riconducibile al fatto che Beatrix Potter aveva un rapporto teso con la madre, con cui non amava confidarsi e che, per via della sua mentalità vecchio stampo, le faceva molta pressione affinché la figlia si attenesse maggiormente a comportamenti, abbigliamento e interessi più consoni al suo “status” e alla società dell’epoca.

Quando qualche anno più tardi l’ultima governante Annie Carter, si sposò, le due ragazze continuarono a lungo a scriversi; e proprio in queste lettere una giovane Beatrix prese l’abitudine di inserire alcuni disegni di certi suoi personaggi per divertire Noel, il figlioletto dell’amica.
In un certo senso, se oggi possiamo ancora ammirare le tavole e i libri di Beatrix Potter lo dobbiamo proprio ad Annie: fu lei infatti, ad incoraggiarla a creare delle raccolte di questi disegni e farne dei libri per bambini.
Vi suona famigliare? Anche oggi chi disegna se lo sente dire spesso “Dovresti farne un libro!” Nel suo caso, andò proprio così.
Dobbiamo pensare che l’epoca di Beatrix Potter è proprio quella che corrisponde alla nascita dell’editoria come la conosciamo oggi: era in piena Golden Age, con le nuove tecniche di stampa e un mercato in continua espansione. Perciò, quello fu davvero un consiglio d’oro!
Soprattutto per una giovane donna (ma per l’epoca, non più giovanissima) che cercava un proprio posto nel mondo, una possibilità per rendersi autonoma dalla famiglia d’origine.
Il successo nell'editoria
Se seguendo l’articolo potrebbe sembrare che, in quattro e quattr’otto la giovane autrice e illustratrice iniziò a pubblicare un libro dopo l’altro, così non è.
Da quella famosa lettera ad Annie nel 1893 al primo libro pubblicato “The Tale of Peter Rabbit” passarono ben sette anni!
E non è tutto: sempre parlando di numeri, ben sei editori rifiutarono il manoscritto e le immagini. Beatrix Potter però, non era una che si arrendeva facilmente e decise di optare per quella che oggi chiamiamo autoproduzione. Pubblicò autonomamente 250 copie del libro, che nel giro di un anno divenne ben conosciuto.
Fu proprio per questo che la Frederick Warne & Company le propose di pubblicarlo nel 1902, stavolta con le tavole a colori.

Nonostante fosse una sorta di esperimento, il libro presentava diverse novità rispetto agli altri libri illustrati sul mercato. Per cominciare, il formato permetteva di essere tenuto in mano dal bambino, senza l’aiuto di un adulto; l’autrice aveva deciso fermamente di evitare parole semplificate, o di usarne di complesse per muovere la curiosità e favorire l’apprendimento di un linguaggio meno lezioso, di solito riservato ai piccoli lettori.
Mentre stampa in proprio 500 copie di The Tailor of Gloucester, The Tale of Peter Rabbit raggiunge le 50.000 copie vendute; straordinario, per l’epoca!

Come spesso accade per autori e artisti, la vita stessa e il corso degli eventi sono ciò che dà ispirazione e direzione alle scelte artistiche: Beatrix Potter e Norman Warne, figlio del proprietario della casa editrice che aveva pubblicato The tale of Peter Rabbit, si innamorarono e progettarono di acquistare una casa nell’evocativa area del Lake District.
La relazione fu duramente osteggiata dalla famiglia Potter, e purtroppo fu molto breve, poiché Norman Warne mancò dopo appena un mese.
Qualcosa però, era cambiato in Beatrix Potter: decise di trasfrirsi comunque nella casa che doveva essere sua e dell’uomo di cui era stata innamorata, a Hill Top Farm. Da sola: per l’epoca era qualcosa di quasi impensabile.

Miss Potter, inoltre, era diventata imprenditrice: l’anno precedente aveva commercializzato un pupazzo di Peter Coniglio che ebbe molto successo.
Era la nascita di un fenomeno che oggi è molto più frequente, quello dei prodotti merchandising.
Hill Top fu il luogo che la ispirò per alcuni libri a venire, tra cui The tale of Jemima Puddleduck e The Tale of Tom Kitten, ancora oggi ben conosciuti!
La scelta di lasciare la famiglia d’origine e pensare a sè stessa, i suoi interessi e le sue aspirazioni fu decisivo per Beatrix Potter: nel giro di sette anni divenne una donna ricca, e indipendente. A differenza di alcuni autori e artisti diventati celebri dopo la loro morte, Beatrix Potter era già stimata e rispettata in vita e questo fu una grande conquista, per una donna che come volevano società ed epoca, avrebbe dovuto limitarsi a cercare un buon partito e mettere su famiglia.
Nonostante ciò, i più romantici saranno felici di sapere che qualche anno più tardi, sposò l’avvocato che curava i suoi interessi e le sue proprietà nel Lake District e che rimasero felicemente insieme per oltre trent’anni, portando avanti diversi progetti artistici, agricoli e naturalistici. Ancora oggi, Top Hill Farm è ancora visitata da migliaia di persone ogni anno ed è universalmente riconosciuta come “la casa di Beatrix Potter”, che la lasciò al National Trust: qui trovate qualche informazione in più.

ma come è possibile che questo post non ha nessun commento???? non ci credo!
la meravigliosa , grandiosa, geniale Beatrix!!! io la amo alla follia! <3
potrei definirla la mia guida spirituale! :D
Ciao!
Ti dò subito ragione, non si può non commentare una pioniera come la Potter.
Amo molto il suo lavoro e la seguo da quando ero bambina…ora la venero! :D
Ha una delicatezza nei tratti meravigliosa e la capacità di evocare anche gli odori della campagna inglese, delle cucine zeppe di piatti invitanti e fieno :) (il fieno lo conosco bene visto che i gerbilli di casa mia lo sparano da tutte le parti)
Complimenti anche a voi per il sito;vi seguivo su FB da tempo ma stò esplorando solo ora questo bel Blog! Lo trovo molto professionale e pieno di passione.
Penso che Beatrix Potter sia la santa patrona di noi illustratori :D
Valentina sono contentissima ti piaccia il blog :)
Vorrei farlo conoscere di più perchè lo seguono molte meno persone che gli utenti sulla pagina.Dovrò pensare a qualcosa :)
Comunque è vero Beatrix Potter è molto evocativa, è uno dei motivi per cui la adoro, essendo poi io una grandissima appassionata della campagna inglese… non potevo che adorarla!
Allora siamo in due ad essere appassionate delle atmosfere da Shire!
Molto carini anche i personaggi di Angusine MacGregor(1940 circa). Poi c'è Jill Barklem che ha preso moltissimo dalla Potter con risultati splendidi come Bosco di Rovo. Potrebbero piacerti :)
Mi fà molto piacere seguirvi, spero che aumenti l'attenzione dei lettori; io rimarrò di certo vostra follower.
Non posso che esserne felicissima :)
Grazie per i consigli, vado prontamente a cercarli!
Aaaah come mi manca l'atmosfera britannica, le grosse nuvole e l'erica ovunque, per non parlare delle scogliere.
Ciao, ho visto per caso questo post, adoro Beatrix Potter(non sapevo fosse appassionata di scienze) e Jill Barklem (di cui ho il libro Bosco di Rovo) trovo che le loro illustrazioni siano di una delicatezza unica.
Un altro illustratore che secondo me dipinge gli animali stupendamente è Rien Poortvliet, un disegnatore olandese(Il Cartone animato David Gnomo è stato tratto dai suoi lavori)Io ed il mio compagno stiamo costruendo la casa degli gnomi riprodotta fedelmente come nel suo libro, con tanto di luce ed acqua,se vuoi dare un'occhiata quì trovi qualche foto :) è in continua evoluzione, ma il bello è proprio arricchirla di tanti piccoli particolari, che anche nelle illustrazioni fanno la differenza :D
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.138161552915079.27301.100001637068453&type=3
Ieri dopo aver letto questo post ho subito guardato il film e mi è piaciuto moltissimo! Oltre a essere molto incoraggiante per chi insegue un sogno è molto commovente…disegni , paesaggi e colonna sonora davvero incantevoli..sigh
grazie mille!!!