Quando si tratta di disegno, si parla (giustamente) tanto di tecniche, di materiali e di ispirazioni.
Eppure dimentichiamo troppo spesso di pensare a “come” disegniamo, in quanto esseri con un corpo, oltre che con una mente.
La questione non è banale: il mio fisioterapista mi spiegava che la schiena non è “disegnata” per stare sempre nella stessa posizione e men che meno seduta. La fissità posturale sconvolge tutti i suoi equilibri e crea delle pressioni innaturali e prolungate alla colonna vertebrale, a prescindere da quanto possa essere di buona qualità una seduta (e io ci avevo investito centinaia di euro).
Nonostante yoga e pilates, non trovavo modo di sbarazzarmi di un fastidioso e a volte bruciante dolore alla zona lombare; col tempo, dall’inizio dell’anno, anche il collo aveva iniziato a darmi problemi.
Così, confrontandomi proprio col mio fisioterapista, ho deciso di provare a fare qualcosa di diverso: lavorare (anche) in piedi, come raccontavo nell’ultima newsletter.
Sono sempre stata scettica verso le mode e i trend del momento, proprio perché solitamente sono “del momento” e infondati. Così, quando ho visto un proliferare di post e articoli sul lavorare in piedi negli scorsi anni, mi è sembrata l’ennesima scemenza da performance e iper-produttività. Una tortura, per farla breve.
Comunque, la schiena continuava più o meno sempre a dolere, e così mi sono arresa al tentativo.
E mi sono dovuta ricredere: lavorare e disegnare in piedi, è stata una svolta.
Dopo quasi due mesi da quando ho iniziato, ecco quali sono i benefici che ho riscontrato alternando le fasi di scrittura e di disegno in piedi e seduta.
1. Riduce sensibilmente il dolore a lombari, collo, spalle e polsi
Regolando la scrivania in modo da avere le spalle rilassate e lo schermo di modo da non avere il collo piegato, il dolore si è affievolito di molto o addirittura sparito nel giro di un paio di settimane. A riprova del fatto che nel mio caso, il cambiamento è dovuto proprio a questa scelta di lavorare in piedi, gli unici giorni in cui ho mal di schiena sono quelli in cui mi trovo a lavorare fuori casa, per ovvie ragioni sempre seduta.
2. La circolazione ringrazia
Col caldo (ma non solo!) stare seduta diverse ore alla scrivania mi faceva gonfiare piedi e caviglie: ridurre il tempo seduta, più volte al giorno, ha ridotto drasticamente anche questo fastidio.
Variare la posizione di lavoro aiuta molto, soprattutto se si soffre di insufficienza venosa o ristagno di liquidi.
3. Maggiore concentrazione, meno spazio per le distrazioni
Questo è il beneficio di cui mi sono accorta prima di qualunque altra cosa: è stato immediato.
Non mi annoio né mi viene sonnolenza. Resto vigile e attiva, perciò non ho lo stimolo di distrarmi di continuo con tab o cellulare. Se sto scrivendo, la mia mente è completamente immersa nelle parole e nel pensiero; se sto disegnando sono concentrata sulla fine di un elemento o di una tavola. In certi casi sperimento anche la cosidetta “iperfocalizzazione” (hyperfocus): tutto ciò che accade attorno a me o quasi è “annullato” dalla mia mente.
Il che non è male, soprattutto se si lavora su scadenze strette e se come me, si hanno problemi di concentrazione! :-)
Bonus: Più energia e buon umore
Di questo mi sono resa conto col passare dei giorni: oltre a farmi guadagnare una maggiore lucidità, lavorare in piedi mi rende più di buon umore ed energica, soprattutto a livello mentale.
Ho scoperto che potermi muovere quando lavoro mi aiuta tantissimo, soprattutto quando scrivo. Questo me lo avevano consigliato per evitare problemi alle ginocchia, alle caviglie e alle piante dei piedi: bisogna muoversi, distribuire bene il peso, ondeggiare un po’, sollevare i piedi e così via. Ma anche a livello di pensiero, gli effetti si sentono.
E’ davvero strano, è come se mettendo in moto il corpo succedesse lo stesso per la mente e come dicevo al punto precedente, i pensieri intrusivi e le “popup distraenti” stanno alla larga. Riprendono puntualmente dopo un po’ che sono seduta.
Disegnare o dipingere in piedi
L’aspetto che mi lasciava più dubbi sul lavorare in piedi era proprio quello legato al disegno: ci sarei riuscita? Sarebbe stato possibile mantenere un buon controllo sul tratto e sulla visione d’insieme sulla tavola?
Per quanto mi riguarda, la mia risposta è sì.
D’altra parte, ero già abituata a lavorare quasi “in verticale”: la mia tavoletta grafica (una Cintiq 22″) l’ho sempre tenuta al massimo della sua inclinazione verticale. Ora sto cercando un cavalletto di legno per disegnare a mano allo stesso modo, perché mi rendo conto che aiuta molto a contenere l’infiammazione di muscoli e legamenti cervicali.
Non solo: la gestione del tratto, delle forme e la visione d’insieme dei personaggi e delle composizioni mi riesce meglio con una visione frontale.
Lavorare in piedi in giusta misura
E’ stato comprovato da diversi studi che lavorare in piedi fa bene, ma è chiaro che non può essere la panacea di tutti i mali.
Bisogna fare attenzione soprattutto alla proporzione “tempo seduto/tempo in piedi”. Come dicevo all’inizio di questo articolo, la schiena e in generale il nostro corpo, non sono fatti per mantenere a lungo posizioni fisse: quindi, anche lavorare 8 ore in piedi non fa certo bene (come sa chiunque lavori in un negozio, per esempio) soprattutto alle ginocchia.
Se state pensando di provare a lavorare in piedi, sappiate che è un’abitudine che seppure sana, va introdotta gradualmente. E in ogni caso, andrà trovato un proprio equilibrio perché ogni corpo è a sè.
In genere io lavoro due ore in piedi per ogni ora seduta e faccio questa alternanza. Per poterlo fare, ho acquistato una scrivania regolabile motorizzata. La mia è una Idasen di Ikea, ma ce ne sono in commercio diverse e so che qualcuno si è assemblato la propria.
Anche lavorando in piedi bisogna comunque fare pause e muoversi: se come me andate in hyperfocus impostate dei timer che vi ricordino di staccare, fare due passi, un workout (magari con dello yoga per collo e spalle, a me aiuta molto questa routine di La Scimmia Yoga) o bere un bicchiere d’acqua.
Un’altra buona abitudine per non stare troppo fermi alla scrivania è provare una ball chair, come quegli enormi palloni da pilates che ci sono in palestra, che ci costringono a tenere la postura e rimanere vigili.
Come sempre, la cosa migliore è variare!
Avete già provato?