Studiare illustrazione da autodidatti: la mia esperienza

Nei primi due post dedicati allo studio dell’Illustrazione (qui il primo e qui il secondo) mi sono soffermata sulle scuole e sulla loro scelta, elencando i vantaggi e gli svantaggi di un percorso di studi “classico” o accademico.

Alcuni illustratori, invece, sono autodidatti: non sono, anzi non siamo tantissimi, ma esistiamo! In questo post racconto la mia esperienza e vi dò qualche dritta per studiare in autonomia. Buona lettura!

Perché sono autodidatta

Nel 2008 mi ero iscritta ad un corso serale di illustrazione a Milano, dopo essere uscita da una ragioneria e aver cambiato idea sul mio corso di laurea. Ho sempre avuto un buon istinto nel colore, ma ero abbastanza scarsa nel disegno.

Appena due mesi dopo aver iniziato a frequentare il corso, ho iniziato a stare molto male.
Disegnare era impossibile. Non avevo ricevuto alcun rimborso dalla scuola; decisi perciò che avrei studiato da autodidatta e coi miei tempi.

Nei giorni buoni, tutto il mio tempo era focalizzato sull’illustrazione. I giorni che riuscivo ad alzarmi da letto, li passavo a studiare oppure per biblioteche e librerie. Ogni volta, non sapevo quando sarei stata meglio, perciò quei giorni raggiungevo un livello di concentrazione tale che potevo dimenticarmi di mangiare e di dormire.

Come ho studiato da autodidatta

Il mio sogno sarebbe sempre stato quello di iscrivermi alla mia scuola di illustrazione preferita, in Inghilterra, ma non c’è stato modo di farlo e così mi sono fatta una domanda: in che modo volevo studiare illustrazione?

Il mio enorme vantaggio è stato avere le idee molto chiare sul tipo di illustrazione che mi interessava, ma…

sapevo che, prima ancora di studiare illustrazione, avrei dovuto studiare disegno.

Per fare questo, ho comprato diversi libri di disegno, altri li ho presi in prestito in biblioteca. Mi segnavo dai gruppi Facebook tutti gli eventi gratuiti di disegno dal vivo e, se stavo abbastanza bene, ci andavo.

Questo mi ha aiutata a tenere la mano allenata e a dover disegnare in un tempo prestabilito; ma anche a capire che tipo di disegno mi piaceva. Infatti, ho scoperto presto che attenermi a ciò che vedevo mi annoiava molto.

In più, sapevo di volermi occupare per lo più di editoria; perciò dedicavo interi pomeriggi a librerie e biblioteche o a sfogliare cataloghi online, per capire come funzionavano i diversi mercati (nostrano ed esteri).

L'importanza della community

Per me, ha giocato un ruolo fondamentale il fatto di frequentare delle community online e confrontarmi con altre persone che disegnavano. Alcune di loro in maniera amatoriale, come facevo io; altre invece si erano regolarmente diplomate in scuole di illustrazione più o meno prestigiose. E poi, c’erano gli illustratori già professionisti: alcuni di loro mi hanno dato dei consigli davvero preziosi. Per tutte queste persone nutro una grande gratitudine.

Un'ottima palestra: il lavoro

Come molti illustratori autodidatti, ho covato a lungo l’ansia di non essere all’altezza perché non avevo diplomi, anche molto tempo dopo aver iniziato a lavorare come illustratrice. Una collega (a cui sarò sempre grata) mi fece notare che anche lo stesso lavorare come illustratrice era una formazione e io avevo iniziato relativamente presto a farlo: meno di un anno dopo aver iniziato a studiare per conto mio.

A differenza di alcuni illustratori in erba, non ho mai voluto entrare in contatto con il vanity publishing, cioè l’editoria a pagamento: io volevo lavorare, perciò ho sempre visto queste realtà come immense perdite di tempo, e io non ne avevo da perdere. Per me l’illustrazione, è sempre stata una cosa molto seria.

CONSIGLI PER STUDIARE ILLUSTRAZIONE IN AUTONOMIA

Molti confondono l’essere autodidatti con l’essere degli improvvisati: ma non è affatto così.

Non ci si può improvvisare illustratori, se non si ha una formazione solida di disegno e Arti Visive. Quindi, il mio consiglio principale è quello di studiare.

  1. Imparate a disegnare. Non c’è stile che regga: l’anatomia va saputa, la composizione anche, l’uso del colore pure, qualche principio di prospettiva ci vuole e prima di ogni cosa, bisogna imparare a guardare. Perché il disegno è proprio questo. E’ un cambio di approccio verso ciò che ci circonda. Armatevi di tanta pazienza, procuratevi qualche buon libro di disegno e qualcuno di illustrazione (io ne ho segnalato qualcuno) e tuffatevi in questo mondo.
  2. Sciogliete la mano: sbarazzatevi della pretesa che ogni disegno sia bello e importante perché non sarà così. La maggior parte dei vostri disegni dovrano essere imperfetti e tanti. Solo questo rende la mano morbida e disinvolta. Disegnate dal vivo e partecipate a delle serate dedicate: in molte città ce ne sono anche di gratuite.
  3. Studiate le tecniche vi ispirano di più: anche qui, i manuali aiutano. E anche i corsi brevi online e di persona, naturalmente! Sono sempre un buon investimento.
  4. Studiate altri artisti, storici e contemporanei: questo è fondamentale per imparare a leggere le immagini, ma anche i mercati se vi interessano.
  5. Gestite al meglio il tempo: è normale che studiando da soli, non si avrà un programma rigido e codificato, ma datevi degli obbiettivi di studio per non andare troppo alla cieca. Se questo vi risulta particolarmente difficile, sappiate che ci sono dei servizi di tutoring per essere seguiti da un insegnante o un illustratore, anche online. Io per esempio offro questo servizio in alcuni momenti dell’anno, e non sono l’unica. Vengono dati degli esercizi e fornite delle correzioni. Costa meno di una scuola di illustrazione, ma aiuta a non perdersi strada facendo! Molti anni fa, mi sono fatta seguire da un’illustratrice americana proprio in questo e mi è servito molto.
  6. Se avete qualche soldino da parte, investite in qualche buon corso, online oppure offline. Ma scegliete saggiamente quali fare, perché alcuni sono grandi perdite di tempo. Quando mi capita, mi arrabbio tantissimo!
  7. Online c’è davvero di tutto: se posso dare un consiglio un po’ vecchio stampo, state meno sui social e più su sui siti e sui blog. Internet ha tantissimo da offrire, purché si cerchi nei posti giusti.
  8. Non vi isolate: so che internet spinge a chiuderci in casa per studiare, ma l’esperienza fatta con altre persone arricchisce molto e permette di confrontarsi. Visitate piccoli e grandi festival e fiere, incontrate gli altri illustratori e trovate “la vostra tribù”. Dalle persone giuste si può trovare affinità, informazioni preziose, supporto.
E la Sindrome dell'Impostore?

La Sindrome dell’Impostore ce l’abbiamo un po’ tutti, a fasi alterne; perfino chi ha studiato.

Va da sè, quindi, che noi autodidatti siamo ancora più esposti. Nessuno ci ha mai detto che siamo pronti a fare illustrazione, o che possiamo farlo. E’ un argomento delicato, ed è da un po’ che preparo un post a riguardo. Ci tornerò sopra.

Per ora, sappiate solo che quasi nessuno ne è esente.

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