Leggiamo “Drawing for Illustration” di M.Salisbury

Il professor Martin Salisbury studia e racconta la pratica del disegno per l’illustrazione in un libro di straordinaria profondità: “Drawing for Illustration” è molto più che un semplice manuale per imparare a disegnare o a illustrare.

E’ stata una bellissima scoperta, che non vedevo l’ora di condividere qui sul blog!

L'idea dietro al libro

L’autore ha voluto riproporre un titolo uscito nel 1962 (questo, scritto da Lynton Lamb) che per lui è stato lo spunto prezioso per indagare il rapporto fra disegno e illustrazione.

Come spiega Salisbury nell’introduzione, il motivo principale che lo ha spinto a scrivere un suo “Drawing for Illustration” è l’evoluzione di questo rapporto e di quello fra testo e immagine.

Nel ’62 infatti, Lamb cerca di definire l’illustrazione come “piccoli disegni progettati  per essere stampati nei libri come commento alla storia dell’autore”.

Come sappiamo e abbiamo visto in particolar modo negli ultimi decenni, questa definizione è ormai datata, perché il concetto di illustrazione e il modo in cui viene svolta e percepita evolve costantemente.

In questo libro allora, Martin Salisbury percorre le varie tappe dell’illustrazione e della sua storia, dalla sua nascita all’avvento di Photoshop, per arrivare alle app e a quella che lui stesso definisce una “nuova Golden Age dell’illustrazione per libri e del design”.

Disegno e Illustrazione

Oggi sono molti gli illustratori che non si occupano più di “commentare” il testo di un autore, ma che vivono l’illustrazione come un vero e proprio mezzo espressivo per veicolare interi concetti, emozioni o più semplicemente un tipo di estetica.

Negli stessi libri illustrati, per esempio, si cerca sempre di più di evitare immagini didascaliche (che cioè riportano pedissequamente il contenuto del testo) e di creare invece una ulteriore narrazione.
Siamo del resto nell’epoca dei silent books, in cui le illustrazioni costituiscono la storia stessa. E nei magazine, le illustrazioni continuano a presentare elementi simbolici o addirittura archetipici, quasi mai rappresentando realisticamente il contenuto degli articoli.

In un contesto del genere, vale quindi la pena di indagare cosa sia il disegno per l’illustrazione, per formare una propria consapevolezza, avere nuove chiavi di lettura, per farsi domande sempre nuove sul proprio percorso artistico in cui poter crescere, anche ideando obiettivi sempre nuovi.

Argomenti trattati

Martin Salisbury crea un vero percorso di lettura, prendendo in esame il disegno per l’illustrazione dalla A alla Z. Si parte infatti dalle basi: osservazione (come dice l’autore, “imparare a vedere”), passando per gli strumenti di disegno, per approdare a tutti gli elementi di composizione della tavola (linea, toni/chiaroscuri, la linea usata per i chiaroscuri, vari tipi di stampa, inquadratura, struttura e prospettiva e così via) .

All’inizio del post avevo chiarito però che questo non è un manuale in senso stretto: lo dico perché tutti gli argomenti che ho appena elencato non sono trattati come viene fatto nei classici manuali di tecnica di disegno o pittorica. L’approccio non è così accademico e si esamina piuttosto qual è la relazione di queste tecniche con l’illustrazione, a cosa si adattano a trasmettere e come si usano.

L’autore dà la possibilità a chi si avvicina all’illustrazione o a chi se ne occupa da tempo, di decifrare e leggere in modo diverso le proprie preferenze in fatto di strumenti e di elementi di composizione, dando vita ad un piccolo ed affascinante viaggio interiore.

Io per esempio, mi sono trovata a capire perché amo così tanto la linea rispetto ai blocchi di colore e perché mi piace mischiare fra loro elementi a forte contrasto (tinte piatte con linea modulata, colori complementari e a forte contrasto) e perché tendo a preferire i media secchi come pastelli, carboncini e altri che permettono una resa ruvida.
Ma ho anche deciso di provare a dare un’altra possibilità alle gouache, alla fine della lettura.

Nel corso del libro, Martin Salisbury attraversa anche argomenti più specifici, come il disegnare animali o  la resa degli ambienti e del rapporto fra questi e i personaggi.

Una delle parti che ho preferito però, è stata quella dedicata ai journal illustrati e agli sketchbook, che a dispetto di come vediamo spesso mostrato sui social (come raccontavo in questo post), il professor Salisbury riporta ad una dimensione di “un luogo personale e riservato dove i disegni nati dall’osservazione diretta si mischiano a voli di fantasia, scarabocchi, annotazioni, materiale creato senza inibizioni”.

Insomma, un laboratorio di sperimentazione non inquinato dalla sete di performance; e mi piace particolarmente come specifichi che ogni disegnatore dovrebbe utilizzare lo sketchbook a modo suo, senza farsi troppe domande su come lo usano gli altri artisti o addirittura su come lui stesso possa usare quei disegni.

<<In questo mondo segreto possiamo assumerci rischi, fare “errori”, fare “brutti” disegni e disordine, esplorare le proprietà dei diversi strumenti e materiali senza paura di alcun giudizio.>>
Analisi e "case studies"

Uno dei punti forti del libro è senz’altro la presenza di diversi case studies, in cui Salisbury prende in esame i lavori e la carriera di diversi illustratori di successo, storici e contemporanei. Per i secondi, crea uno spazio di dialogo davvero prezioso.
Sono numerosissimi poi gli esempi di tavole preparatorie e definitive, sapientemente analizzate dall’autore; a me che non ho seguito un percorso accademico o “tradizionale”, molte delle sue osservazioni hanno permesso di accedere ad un nuovo modo di guardare e capire le immagini e, soprattutto, cogliere determinate scelte e trucchi del mestiere.

Punti forti

1. L’imbattibile esperienza dell’autore: il professor Martin Salisbury è una garanzia e la sua preparazione viene esaltata dalla sua apertura mentale che gli permette di essere sempre aggiornato, senza creare visioni divisive sul disegno o sull’illustrazione.
2. Un approccio chiaro e diretto agli argomenti trattati.
3. Tanti approfondimenti e tanti spunti per scoprire nuovi autori e anche nuove letture sull’Arte e sull’illustrazione.
4. Il libro è adatto sia per l’appassionato che per il professionista.
5. Numerosi esempi di tavole in lavorazione e definitive.

Punti deboli

  1. Purtroppo al momento, non esiste un’edizione italiana. Chi non mastica abbastanza bene l’inglese potrebbe incontrare diverse difficoltà.
  2. Mi sarebbe piaciuto un maggior approfondimento sulla parte dedicata agli strumenti e ai materiali, che invece è appena accennata.
  3. Il volume è di medio-grande dimensione e bello pesante: perciò non è proprio una lettura comodissima da portare al parco o sui mezzi pubblici.
A chi consiglio particolarmente questo libro
  • A chi non cerca un manuale in senso stretto, ma un approccio più olistico alla conoscenza di disegno e illustrazione.
  • A chi sa disegnare ma non si è ancora avvicinato in modo consapevole all’illustrazione.
  • Agli appassionati di illustrazione: è una lettura scorrevole e piena di aneddoti storici e contemporanei e curiosità, un po’ come Cromorama di Riccardo Falcinelli, se avete in mente com’è!
  • A chi sta studiando illustrazione e vuole approfondire il proprio bagaglio di conoscenza.

Drawing for Illustration è un saggio che amplia la propria conoscenza dell’illustrazione in diverse direzioni, ma non è un manuale sulla professione di illustratore, o almeno ne analizza solo alcune dinamiche (per lo più tramite i case studies e interviste ad artisti contemporanei) senza entrare nel merito di aspetti più tecnici legati al lavoro freelance.

Se state cercando un manuale sulla professione, ne ho indicati diversi qui e ho accuratamente recensito uno in italiano scritto da Anna Castagnoli.

Sei alla ricerca di un manuale sul disegno come professione? Clicca qui!

Drawing for Illustration
di Martin Salisbury
2022 Thames&Hudson
239 pagine | Copertina rigida

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