Cercare ispirazione sui social non è una buona idea

I numeri forniti dai diversi studi parlano chiaro: passiamo un’infinità di tempo connessi.

Noi creativi non facciamo eccezione, anzi!
Ci sentiamo spesso e volentieri nel giusto perché abbiamo la percezione di stare “lavorando” alle nostre idee (e quindi ai nostri disegni). Ma è proprio vero?

Col tempo mi sono convinta, sia per esperienza diretta sia parlandone con altri creativi, che cercare ispirazione sui social non è generalmente una buona idea.
Ecco perché la penso così.

Una strana "roulette"

Immagino abbiate già avuto un bell’assaggio di ciò che l’algoritmo (soprattutto su Meta) produce sulla nostra fruizione di contenuti.
Tantissimi sono sponsorizzate (appaiono da account paganti che non seguiamo) e, in compenso, finiamo col perderci tantissimi post di chi ci interessa.

Questo significa che, al momento per come stanno le cose, cercare ispirazione sui social non è più un’operazione mirata (come dovrebbe essere una ricerca) ma guidata.

Non certo da noi.

Perciò, anche se la serendipità può essere un concetto affascinante (spoiler: qui non si tratta di questa, purtroppo), non dovremmo dimenticarci che basare la nostra ispirazione sullo scrolling indiscriminato di Instagram o di Pinterest, ci rende passivi e non “pensatori” attivi.

In parole povere, non cerchiamo più reference precise perché vogliamo fare una data cosa, ma facciamo una data cosa perché, fondamentalmente, siamo stati manovrati dall’algoritmo.
Non so voi, ma a me mette i brividi.

Fonti "di seconda mano"

Un’euforia istantanea ma fuggevole!  E’ bello sentirsi motivati a mettersi al tavolo da disegno, dopo aver visto quello che ha pubblicato un artista o un artigiano in un reel o in un post.
Ma a mio avviso, qui dovrebbe fermarsi la cosa. Dovremmo tenere solo la scintilla, la voglia di fare. Ma di fare tutt’altro; solo che cercare ispirazione sui social lo rende molto difficile. Influenza troppo.
Non si riesce a ragionare con la mente e con il cuore oltre che con gli occhi.

Personalmente, sento l’esigenza di andare in profondità con il mio percorso di disegno e guardare altre illustrazioni (sopratutto solo quelle) non mi permette di farlo.

E non è così strano, se consideriamo che ogni illustrazione o tavola a fumetti che vediamo è l’elaborazione di tanti imput, di un’altra persona, che li ha “digeriti” prima di metterli sul web.

Abbiamo bisogno di imput “puri”, di altissima qualità, che siano concetti, colori, composizioni, che siano film, scenografie di balletto, libri o colonne sonore…
Il piacere di combinarli, senza partire da una elaborazione altrui, educa il nostro sguardo e l’artista o l’artigiano che è in noi.

Lo racconta anche Austin Kleon nel libro “Ruba come un Artista”: l’artista è un collezionista.
Non mette assieme fra loro cose a caso, ma dei componenti ben scelti.

“L’accaparratore raccatta in maniera indiscriminata, mentre l’artista raccoglie in modo selettivo, scegliendo esclusivamente ciò che ama davvero.”

Austin Kleon, “Ruba come un Artista

Trend e temi ricorsivi

Forse influencer e social media manager devono effettivamente stare dietro agli ultimi trend social: per quanto riguarda noi, sono abbastanza convinta che non solo non ne valga la pena, ma che questa dinamica porti a produrre immagini tutte uguali, ripetitive e ruffiane.

Cercare ispirazione sulle piattaforme social alimenta questo meccanismo: non ci fa bene e non valorizza la nostra creatività.

Il confronto è sempre dietro l'angolo

Chi di noi si metterebbe a paragone con John Williams ascoltando la colonna sonora di Harry Potter mentre disegna? O con Wes Anderson mentre cura le inquadrature delle proprie tavole?Nessuno: che senso avrebbe?

Invece è impossibile cercare ispirazione sui social senza cadere nella tentazione di fare o di sentire il confronto con gli altri artisti.

Ora, finché questo ci sprona e davvero non percepiamo il minimo senso di inadeguatezza, tutto bene. Ma siamo sinceri: è un evento più raro di un’aurora boreale in Italia.

Tra l’altro, è spesso un confronto basato non tanto sul disegno in sé, ma su tutto ciò che c’è intorno e che vizia terribilmente le nostre intenzioni in fatto di disegno! Pensiamo a tutti i vanity numbers (followers, mi piace, iscritti raggiunti ecc ), agli obbiettivi personali e professionali raggiunti dall’artista da cui pensiamo di ispirarci, allo stile di vita, al luogo dove vive, lo studio dove lavora… Ne parlavo in questo post.
Non dico dovremmo vivere col paraocchi, ma per ispirarsi ci sono modi infinitamente più sani e meno disfunzionali.

Troppe distrazioni

D’accordo, la ricerca è sempre un’attività potenzialmente molto ricca di distrazioni, ma sui social questo aspetto è davvero esasperato.

Mi sono messa lì con l’idea di farmi balenare un’idea: il colmo!
Mi siedo lì, apro “Esplora” su Instagram o su Pinterest per cercare immagini sui dinosauri per delle tavole e un’ora dopo mi rendo conto di essere stata fagocitata e soprattutto, di non avere trovato nulla di quel che cercavo.

Non so come, sto leggendo uno stralcio della biografia di Maria Teresa d’Austria.
Bello eh, ma lei come me non ha mai visto un dinosauro dal vivo.

I social sono sfibranti

L’ispirazione dovrebbe essere una scintilla, un impulso, qualcosa che ci fa sentire energizzati e rinvigoriti, pieni di vita e pensieri da esprimere!

Quand’è stata l’ultima volta che mi sono sentita così dopo un’ora di scrolling su Instagram?
Non me la ricordo, perché non esiste sul mio calendario.

Come posso sentirmi ispirata, se i social sono letteralmente studiati per tenermi incollata allo schermo il più possibile e favorire chi paga le inserzioni, finché non ne esco inebetita?

Qualche alternativa

Non nego che i social possano essere utili: pensiamo al networking e alle risorse che ci permettono di raggiungere.
O allo svago che ci forniscono: va benissimo.

L’ispirazione però, passa da processi mentali ed emotivi diversi e secondo me vale la pena di pensare a qualche alternativa per stimolarla.

Pensiamo a cosa possa essere visitare un museo o un orto botanico, fare un picnic all’aria aperta, visitare una reggia storica, una mostra tematica (non necessariamente artistica!). Oppure semplicemente sfogliare vecchie riviste o libri d’epoca, visitare un mercatino dell’usato o dell’antiquariato, un negozio a cui non siamo abituati, guardare foto antiche, sfilate di moda, video di opera e balletto con delle scenografie spettacolari.
Chiudere gli occhi con la musica in cuffia, guardare il cielo, abbandonarci ai nostri sensi.

data-mobile="1"
Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Previous Article

Cosa ho imparato rendendo il mio hobby un lavoro

Related Posts