5 domande sull’Anatomia per Artisti, con Ilaria Urbinati

Quando nel 2010 ho deciso di mollare tutto e tuffarmi nella folle impresa di fare illustrazione, mi sono trovata faccia a faccia col Mostro dei Mostri del disegnatore: l’anatomia.

La difficoltà per me non era poca, tanto che avevo deciso di frequentare un corso medio-lungo di anatomia serale per colmare le mie lacune.

Lo studio di questa che è a tutti gli effetti una disciplina è a volte noioso, altre direttamente spaventoso, ma dona la possibilità di far fare cose ai propri personaggi: mica poco!

Oggi sul blog rivolgo 5 domande a Ilaria Urbinati, che un corso di anatomia per artisti lo porta avanti ormai da anni.
La prossima edizione sta per partire nei prossimi giorni (tutte le informazioni sono in calce a questo post), ma lei ci ha anticipato qualche dettaglio saliente del suo approccio all’anatomia per artisti, su come l’ha formulato nel tempo e ci ha anche consigliato qualche preziosa lettura.

Ciao Ilaria! In un panorama ricco di workshop di tecniche pittoriche, tu hai scelto da qualche anno di insegnare anatomia per artisti per far conoscere la struttura del corpo umano.
Come mai questa scelta?

Ciao Morena! Credo che le motivazioni della mia scelta siano da ricercare un po’ nella mia vecchia passione per la rappresentazione dei personaggi! Mi ha sempre affascinata riuscire a disegnare gli esseri umani e sopratutto la loro personalità.
In fondo è il corso che avrei sempre voluto fare.

Internet ci ha abituato alle più disparate fonti di reference per disegnare.
Perché è comunque importante studiare per disegnare bene il corpo umano secondo te?

Perché ci rende molto più liberi, senza la schiavitù di dover per forza copiare una foto senza conoscere davvero quello si sta facendo, ma dipendendo comunque dalla rappresentazione di qualcun’altro e dalla sua visione. Conoscere la struttura permette di rappresentare non solo le posizioni e le prospettive più complicate, ma di creare al meglio il nostro mondo personale andando anche oltre la realtà percepita.

A volte sento dire “Non ho voglia di studiare anatomia, tanto il mio stile non lo richiede”. Ma sarà poi così vero che la stilizzazione permette di infischiarsene delle regole dell’anatomia? Cosa ne pensi?

Io penso di no: se qualcosa “non torna” all’interno di un certo tipo di formalizzazione lo si percepisce subito. Se qualcosa è debole, magari non lo notano tutti (io sì) ma nel complesso rende debole il disegno.
Anche “l’omino dell’uscita di sicurezza” ha un senso e il suo ginocchio non si piega a caso perché “tanto è il mio stile”.

Quali sono gli errori di anatomia più comuni nel disegno e secondo te perché?

Secondo me sono:

  • Evitare di disegnare mani e piedi.
  • Disegnare le orecchie nei punti sbagliati
  • Difficoltà a gestire le scene di folla in maniera naturale o non disegnarle mai.

Fondamentalmente si evitano le rappresentazioni “faticose”, quelle che richiedono uno sforzo in più e credo sia proprio un po’ di pigrizia che ci frena, a volte: perché si fa tanta fatica ai imparare anatomia e prospettiva? Perché sono difficili.

Credo anche che le persone osservino poco, se stessi e gli altri.
Molti errori sono evitabilissimi osservando con un po’ di attenzione le  proprie mani e piedi e guardandosi allo specchio in mutande :)

La freschezza e la scioltezza della tua mano riflette senz’altro la conoscenza che hai della figura umana. Cosa ti ha formata nel percorso di questo apprendimento?

In questo campo sono una pura autodidatta!
Ho studiato da piccola su delle vecchie dispense della “Leonardo” (sì, sottoscrivo! Io ho queste: 1 e  N.d.R.) e su qualche raccolta di lezioni di Andrew Loomis (disponibile gratuitamente qui!).

Su Pinterest ci sono moltissime risorse, ma attenzione a quelle troppo “semplificate” che spesso contengono qualche piccolo errore o delle ingenuità.

In generale i testi “vecchi” sono ottimi (l’anatomia non cambia col tempo), così come tutte le risorse per chi fa animazione.

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