Storia dell'Illustrazione
Asterisk Storia dell’Illustrazione: Cicely Mary Barker
23/11/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 6 responses

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Fra gli artisti che hanno disegnato e raccontato la vita delle fate, Cicely Mary Barker è sicuramente una dei più celebri. Molto spesso, ancora oggi, le sue illustrazioni vengono utilizzate per cartoline, oggetti per la casa, articoli di cartoleria, o incorniciate per abbellire le stanze dei più piccini, superando la prova del tempo: alcune hanno già compiuto cento anni!

Cliccate sulle immagini per ingrandire.

Un talento precoce

Cicely Mary Barker nacque a Croydon, borgo a sud di Londra, il 28 giugno del 1895, in una famiglia della media borghesia inglese. Affetta dalla nascita da una forma di epilessia, la piccola Cicely Mary passò gran parte della sua infanzia e prima giovinezza in un ambiente molto protettivo e purtroppo, spesso a letto: una governante ed una tata si occupavano delle sue cure. Impossibilitata a frequentare la scuola, ricevette un’istruzione casalinga, dove poté però nutrire pienamente la sua particolare abilità nel disegno e nella scrittura.
Fra gli autori che più la ispiravano, niente meno che Randolph Caldecott e Kate Greenaway, due giganti della Golden Age of Illustration.

Come nascono le fate

L’amore per le piante ed i fiori, e l’ispirazione quotidiana dei bambini che frequentavano l’asilo casalingo della sorella maggiore Dorothy, portarono l’illustratrice a disegnare folletti e fate in abiti e accessori floreali, con la delicatezza e la freschezza dell’acquarello. Cicely Mary Barker, infatti, allestiva spesso il suo studio nel giardino della casa di famiglia.

Divenuta ormai celebre, l’autrice riceveva spesso visite dal personale dei Kew Gardens, che le procurava nuove specie di piante e fiori da dipingere.

Alcuni libri, come questo, raccontano i dietro le quinte e gli studi su sketchbook legati alle fate della Barker; molti degli studi originali invece (come quello nell’immagine sopra) sono introvabili!

Il successo

A differenza di alcuni illustratori che sono stati conosciuti o rivalutati solo in tempi recenti, Cicely Mary Barker conobbe il successo durante la sua vita, che però rimase piuttosto semplice e riservata.
Nel 1911 vendette i suoi primi disegni ad uno dei più grandi produttori di biglietti d’auguri di tutta l’Inghilterra, la Raphael Tuck & Sons.
A soli 13 anni faceva già parte della Croydon Art Society, dopo aver vinto la poster competition; a 16 venne eletta membro a vita, la persona più giovane a ricevere un tale onore.

Questo evento le aprì le porte del grande mercato editoriale: diversi editori di libri e riviste la contattarono infatti per nuovi progetti e questo fu provvidenziale, dato che dal 1912, anno in cui il padre morì, la famiglia Barker si trovò ad affrontare gravi difficoltà economiche.

Cicely Mary Barker era l’illustratrice giusta al momento giusto.
Nel 1923 venne pubblicato il libro che la consacrò come illustratrice storica: “Flower Fairies of the Spring”, destinato ad essere ciò per cui ancora oggi è conosciuta, sia fra gli addetti ai lavori che dal grande pubblico.

La sua popolarità crebbe a tal punto che in breve tempo i suoi acquarelli fatati divennero i preferiti della Regina Maria (nonna dell’attuale Regina Elisabetta), che usava inviarne cartoline ai propri contatti, in particolar modo dalla pubblicazione di “Elves and Fairies” del 1918.

Non molto tempo dopo l’uscita del primo libro sulle fate della primavera, vennero pubblicati anche i libri delle fate dell’estate e dell’autunno.

Dopo la giovinezza, l’autrice si dedicò anche all’illustrazione sacra, essendo molto religiosa; ma questo tipo di immagini rimase meno memorabile nell’immaginario comune legato al suo nome.

La placca sulla casa dove Cicely Mary Barker visse per gran parte della sua vita a Croydon.
Le fate, oggi

I “libri delle fate” vengono ristampati con una certa regolarità: nel 2014 la Warne (storica casa editrice di Beatrix Potter oggi assorbita da Penguin) ha presentato per la collana Gift Books una raffinatissima versione con copertina papercut.
Sono state pubblicate anche delle raccolte dei tre libri in volume unico, questa per esempio è un’edizione italiana.
Un po’ di anni fa invece, nel 1998, il Telegraph ha raccontato di come gli acquarelli della prima edizione di “Flower Fairies of the Spring” abbiano fatto parlare di sé per essere a quanto pare svaniti nel nulla, costringendo la Warne a “piratarne” le stampe già esistenti nelle precedenti edizioni. Questo ha purtroppo alterato la qualità delle tavole originali nella loro freschezza.
Nei primi mesi del 2017 è stato invece pubblicato un vivace coloring book , anche se non certo il primo.

Particolarmente amati dal pubblico femminile, nel corso degli anni i prodotti ispirati alle fate della Barker hanno conosciuto un certo revival, soprattutto con l’avvento del Fantasy: tazzine, agende, calendari, ma anche set di cartoline, e perfino articoli per il découpage.

Letture

Flower fairies of the Winter
Warne (2013)
Le fate dell’inverno

Flower fairies of the Spring
Warne (2013)
Le fate della primavera. Il primo della serie delle fate delle stagioni.

Flower fairies of the Summer
Warne (2013)
Le fate dell’estate

Flower fairies of the Autumn
Warne (2013)
Le fate dell’autunno

Il libro delle fate dei fiori
Fabbri (2012)
Raccolta dei 4 volumi delle fate di Cicely Mary Barker, poesie tradotte da Roberto Piumini

Fairyopolis
Frederick Warne & Co (2005)
Come sono nate le fate di C.M. Barker nell’estate del 1920

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6 comments on “Storia dell’Illustrazione: Cicely Mary Barker

  1. Mia zia, quand'ero piccola, mi ha regalato piatti di finissima porcellana che riproducono alcuni dei disegni più noti dell'artista. Erano piatti da parete. Quelli che si usavano un tempo per decorare le stanze dei bambini.
    Le figure non sono mai statiche. Racchiudono il senso del movimento e risentono, probabilmente, dello studio della pittura rinascimentale italiana.
    Grande artista!

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