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Asterisk Mamma, ho perso l’aereo… E sono finito in un libro!
24/03/2016 Morena Forza in Illustrati / No comments

In questi giorni di pre e post operatorio mi sto perdendo nei meandri delle mie memorie d’infanzia.
Se non credete che si tratti di una grave ricaduta, allora vi racconto che da una settimana mi guardo delle puntate di Giochi senza Frontiere, sospirando e gioendo come se i miei nove anni fossero prepotentemente tornati nella mia vita.

Ci sono anche modi più sani di rivivere i cult di noi figli degli anni Ottanta e Novanta, però, e ne ho appena trovato uno: il libro illustrato di “Mamma ho perso l’aereo” (“Home alone”), ispirato al film di Chris Columbus del 1990.

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La cover di “Home Alone” scritto da John Hughes e illustrato da Kim Smith

Come si può non ricordarlo con una soffice nota di malinconia? Soprattutto richiamando la colonna sonora composta da John Williams, che solo qualche anno più tardi ci avrebbe nuovamente stregati e coccolati con quella di Harry Potter.
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Devo dire la verità, vorrei tanto aver trovato questo libro sotto Natale; comunque è finito nel mio carrello Amazon alla velocità della luce, perché Kim Smith ha fatto un lavoro fantastico, riuscendo a disegnare una sua interpretazione dei personaggi, pur mantenendoli fedeli agli originali.

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Joe Pesci e Daniel Stern sono perfetti!

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Non vedo l’ora di sfogliarlo con Carol of the bells in sottofondo e la mia annuale scatola di shortbreads da sgranocchiare in compagnia di un bicchiere di latte caldo.

Solo una curiosità mi rende davvero impaziente, comunque: ma Fuller ci sarà, VERO?

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Carl Larsson
10/02/2014 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Nelle mete dei miei prossimi viaggi c’è Sundborn, Svezia, dove vivevano Carl Larsson (1853-1919) e sua moglie Karin.
Proprio nel villaggio di Sundborn infatti si trova la casa-museo dei Larsson, dove sono ambientate molte delle tavole ad acquarello più apprezzate di questo illustratore; la casa fu decorata secondo il gusto dei due artisti (anche la moglie era pittrice) ed è quindi molto visitata dai turisti.

La moglie di Carl Larsson intenta a leggere. Sullo sfondo si nota bene come i due
avessero decorato in modo molto personale la casa. Sulla vetrata ci sono l’artista e la moglie ritratti,
le pareti erano finemente dipinte e sullo stipite della porta figura un motto che dice “Bien faire et laisser dire”
(in francese “Fare bene e lasciare dire”)

Ma facciamo qualche passo indietro.

Ho scelto Carl Larsson per il post di Storia dell’Illustrazione di oggi perchè è l’esempio più eclatante di come a volte le cose che ci riescono più semplici in quanto spontanee, sono quelle che arrivano maggiormente a chi guarda un disegno.
Per Larsson l’attività di pittore era il modo di riscattare la propria posizione sociale, in una realtà che era l’Accademia Reale Svedese delle Arti di Stoccolma all’interno della quale lui inizialmente, per via della sua timidezza e delle sue origini molto povere, faticava ad ambientarsi.
Aveva riposto nella pittura tutte le sue speranze di una vita migliore e iniziò a dedicarsi all’illustrazione (un’Arte “minore” per qualunque pittore dell’epoca) con intenti meno ambiziosi, senza sapere che sarebbe stato ricordato proprio per le sue tavole ad acquarello, un medium che è sempre stato visto inferiore alla tecnica ad olio, in quanto utilizzato da molti principianti e, appunto, illustratori.

La svolta artistica di Carl Larsson ebbe luogo dopo aver sposato felicemente sua moglie Karin.
Fu allora che iniziò ad utilizzare gli acquarelli dopo anni di insuccessi come pittore a Parigi e a dipingere scene di quotidianità della sua famiglia; con la moglie ebbe otto figli che riempivano interamente le loro giornate di genitori e di persone.

Carl Larsson e la moglie Karin con due delle loro bambine.
Anche Karin appare in molti quadri e illustrazioni dell’autore, spesso sua musa ispiratrice
e sempre molto supportiva nella sua attività di pittore e illustratore.

Non era inusuale che Larsson dipingesse i giochi dei loro bambini e i momenti di intimità quotidiana con una straordinaria delicatezza, portando su carta il calore casalingo di una vita tranquilla e colma di piccoli attimi; piccoli ma significativi nella propria semplicità.

 

 

Nonostante cercò fino all’ultimo di essere riconosciuto come pittore tramite la realizzazione di affreschi, che riteneva fossero il suo risultato più “alto”, ambizioso e più personale, riconobbe nello scrivere le proprie memorie, che le immagini realizzate ispirandosi alla sua famiglia restavano la parte della propria produzione artistica che il pubblico apprezzò di più, perchè più spontanee e sentite.

Le immagini ispirate al Natale sono tra le più celebri di Carl Larsson

Mi piace la storia di Carl Larsson perchè mi ricorda che a volte le cose che ci vengono meglio non sono quelle che rispondono alle nostre ambizioni, ma quelle che contengono un messaggio per chi legge e guarda.
E cos’è il disegno se non l’espressione di qualcosa che sentiamo e viviamo?

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