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Asterisk Il Manuale dell’illustratore di Anna Castagnoli è diverso da tutti gli altri
01/02/2017 Morena Forza in Illustrazione / 10 responses

Manuale dell’illustratore
di Anna Castagnoli – annacastagnoli.com
2016 Editrice Bibliografica
10 capitoli; 238 pagine

Qualche settimana fa, poco prima di Natale, sono uscita sotto una fitta pioggerellina milanese per ritirare il “Manuale dell’illustratore” di Anna Castagnoli da Editrice Bibliografica.
Dopo una lunga attesa lo volevo a tutti i costi prima delle feste, per sfruttare un’improvvisa e generosa manciata di tempo che queste mi avevano regalato e poterlo leggere in santa pace senza troppe interruzioni.
L’ho centellinato pagina per pagina e sono stata molto soddisfatta dell’acquisto.

Ho avuto la sensazione di continuare in profondità una lettura già avviata negli anni seguendo Le figure dei Libri; questo è stato da subito uno dei punti a favore di questo manuale, che si propone di presentare l’illustrazione come mestiere a chi non lo conosce oppure non ne ha ancora toccato con mano i risvolti più pratici.

Nonostante da qualche anno l’illustrazione sia la mia professione sulla carta e nella vita, non ho mai smesso di leggere pubblicazioni dedicate a questo argomento; mi piace aggiornarmi, ma anche conoscere l’approccio di diversi illustratori nell’affrontare le sfide quotidiane che un mestiere creativo (ed in proprio) porta ad affrontare.

Quando ho cominciato a fare illustrazione nel 2009, questa non godeva a livello nazionale di tutta l’attenzione che ora le viene riservata e a cui siamo abituati; perciò ho dovuto ordinare diversi manuali dagli Stati Uniti.
Pur trovandoli quasi tutti scritti e strutturati bene, ho sempre riscontrato delle inevitabili divergenze fra la realtà americana e quella del nostro Paese; perciò sezioni come quelle dedicate a legge, burocrazia, fisco e contabilità le ho sempre percepite fin troppo vaghe per le mie esigenze (molto concrete).

Sono numerosi i motivi per cui considero questo uno dei manuali più utili che mi sia capitato di leggere sul mestiere di illustratore. Io ve ne elenco alcuni. Gli altri, potrete scoprirli da voi! :-)

  • Il “Manuale dell’illustratore” è il primo manuale per illustratori che si concentra sull’illustrazione per l’infanzia.
    Tutti gli altri che ho letto in questi anni hanno trattato l’argomento in modo più generico, soffermandosi per qualche pagina sui diversi mercati, ma senza dare indicazioni specifiche per questo particolare settore.
  • E’ presente un enorme capitolo, molto istruttivo, dedicato all’albo illustrato e anche all’oggetto libro nella sua struttura.
  • Finalmente un libro nato dall’esperienza tangibile di un illustratore: Anna ci regala pagine ricche di studi personali, storyboard, esperimenti ed esercizi, anche illustrati con la sua mano. Molti manuali, ad oggi, non sembrano davvero pensati da un illustratore: me ne sono resa conto solo sfogliando questo!
  • La voce di Anna Castagnoli è spesso presente nella spiegazione dei contenuti, una scelta che ho molto apprezzato. Un perfetto equilibrio fra contenuto-nozione e contenuto-emozione.
  • Troviamo un intero capitolo dedicato al contratto di edizione.
  • Un altro punto di forza del Manuale dell’illustratore è che, riferendosi per lo più alla realtà italiana, permette a chi si avvicina all’illustrazione solo ora di capire in modo più immediato le dinamiche dell’editoria nel nostro Paese.
  • Il tono del manuale non è mai lapidario, come capita per alcune letture di questo genere. Anna Castagnoli invita il lettore ad essere creativo nel vero senso del termine: aperto a nuove soluzioni, curioso e propositivo. Spiega le regole, che vanno conosciute bene prima di poter essere eluse o infrante.

L’autrice ha confezionato un bel libro , ricco di consigli e soluzioni, ma anche di spunti e considerazioni personali che stimolano ad una riflessione sul concetto di albo, illustrazione e soprattutto di etica professionale .

Inoltre, numerosi box di glossario ed approfondimento arricchiscono la lettura.

Il “Manuale dell’illustratore” è un bel volumetto da custodire gelosamente nella propria libreria e da prestare con parsimonia: bisognerebbe sempre averlo a portata di mano perché può essere provvidenziale!
Segnalo che è disponibile anche una versione digitale per Kindle e tablet

Pro

1. L’autrice si è premurata di inserire elenchi di scuole, concorsi e siti interessanti per chi si avvicina o approfondisce l’illustrazione per l’infanzia, mettendo insieme un consistente prontuario di cui sarà difficile fare a meno. Questo è un libro da aprire e sfogliare spesso.
2. Molte immagini portate ad esempio rendono la lettura pratica, sempre chiara.
3. Capitolo dedicato agli aspetti legali davvero approfondito, con degli esempi di contratto e relative parti che lo costituiscono.
4. Le informazioni riportate nel libro sono aggiornatissime.
5. Un manuale che restituisce un senso di dignità all’illustrazione come mestiere, in un mercato inquinato dalla crisi economica e soprattutto da atteggiamenti amatoriali di incuria ed approssimazione, sia da parte di alcuni editori che di tanti illustratori.

Contro

Non un vero e proprio aspetto negativo: le informazioni che oggi sono super aggiornate, tra qualche anno potrebbero non esserlo più, soprattutto per quanto riguarda internet, i social media e ancor di più gli aspetti legati e legge e contabilità. Attenzione quindi a tenerne conto nel tempo: nell’epoca che viviamo, tutto cambia piuttosto velocemente!

Manuale dell’illustratore
di Anna Castagnoli – annacastagnoli.com
2016 Editrice Bibliografica
10 capitoli; 238 pagine

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Asterisk Guida alle tavolette grafiche – Parte II: La scelta e l’acquisto
17/06/2015 Morena Forza in Disegno / 82 responses

In questa seconda parte di guida alle tavolette grafiche (qui la prima parte) andiamo a vedere come sceglierne una e con che modalità acquistarla, valutando l’uso che ne facciamo e quindi cosa ci serve.
Ho raccolto qualche informazione circa le recensioni in rete e ho raggruppato per ogni fascia di prezzo dei modelli, non solo Wacom.

Cosa ci offre il mercato

Quando si tratta di scegliere oggetti di alta tecnologia bisogna sempre tenere presente che vanno a collocarsi in quelle che vengono definite “fasce di mercato”. In parole povere, lo stesso prodotto viene pensato in più versioni per delle esigenze specifiche, dalla più elementare alla più avanzata. Per questo, per esempio, ci sono cellulari da 50 euro e altri da 800. Tutti telefonano e mandano sms, ma ogni modello è indirizzato ad un tipo diverso di utenza.
Le tavolette grafiche non fanno eccezione; così, anche all’interno di una stessa marca, troviamo modelli base e modelli comprensivi di ogni tipo di optional, anche se tutte fanno la stessa cosa: permetterci di disegnare in digitale. Divertendoci! :-)

Premessa: Le fasce di prezzo possono cambiare da marca a marca; per esempio, per avere una tavoletta con display Wacom bisogna spendere almeno 800 euro, mentre con Huion è possibile acquistarne già con meno di metà. Valutate sempre i fattori dell’acquisto e controllate le recensioni online. Già su Amazon si possono consultare.

A grandi linee, basandoci su una distinzione di prezzo e di prestazioni, possiamo individuare tre categorie per le tavolette: amatoriale, professionale e rockstar (brillante termine liberamente preso in prestito da qui).
Attenzione: queste categorie non fanno riferimento all’abilità o alla fama di chi le usa ma, come detto, alle prestazioni della tavoletta, alle necessità, all’uso concreto e alle disponibilità economiche dell’acquirente.

Graphic tablet amatoriale
Budget massimo: 150 euro

E’ la tavoletta che costituisce una sorta di starter kit. E’ indispensabile averne una prima o poi, tra poco vi racconto perché.

La tavoletta amatoriale è perfetta in molti casi, per:

1. Chi disegna saltuariamente o per hobby;
2. Chi non ha mai disegnato o colorato in digitale e non sa se gli piacerà;
3. Chi studia fumetto o illustrazione e sta affrontando le basi della colorazione e del disegno digitale;
4. Chi disegna, anche professionalmente, solo in vettoriale (ad esempio con Illustrator);
5. Chi fa il colorista e si occupa unicamente di basi (selezioni e secchiello), con la priorità di non spendere troppo.
6. Chi si limita a ritoccare fotograficamente alcuni punti delle proprie tavole tradizionali scansionate.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(click sul nome per più info)

huion_fascia1_150
Huion 580
circa 45 euro
Wacom CTL 490DB- S –
circa 63-67 euro*
Huion H610 Pro
circa 77 euro
Wacom Intuos Art S
circa 95 euro
Alternative: H58L Alternative:
CTL 490DW
Alternative: — Alternative:
Wacom One
Caratteristiche: basica, solo penna, no touch, no wireless Caratteristiche: modello base di Wacom + Predisposta wi-fi + penna con o senza comandi touch, tasti personalizzabili Caratteristiche: penna, no wi-fi, no comandi touch Caratteristiche: Predisposta wi-fi + penna (3 punte opzionali)+ comandi touch + Corel Painter Essentials, tasti personalizzabili

* Il prezzo nella prima riga si riferisce alla misura S senza comandi touch
Attenzione: se non sapete come funziona un comando touch è possibile vederlo in atto a questo link, al minuto 4:50.

Graphic tablet professionale
Budget massimo: 600 euro

La differenza di budget massimo rispetto alla tavoletta amatoriale è considerevole. E’ dovuto al fatto che le tavolette professionali hanno dei livelli di pressione molto elevati, più del doppio di quelli presenti nelle tablet amatoriali. Per esempio, una Intuos può avere fino a 1024 livelli di pressione ed una Intuos Pro fino a 2048.
Non è cosa da poco: la penna risponde meglio ai comandi e la superficie risponde con più efficienza alla pressione esercitata dalla penna, con un tratto sensibilmente più preciso ed armonico. Oltre a questo, sono presenti punte alternative all’interno del kit. Come avevo descritto nel primo post, si tratta di punte che permettono un trattamento più vario del segno al momento di disegnare.

Sono perfette per:

1. Chi ha deciso di avviare la propria professione di illustratore o fumettista e di fare un’investimento economico per la propria carriera;
2. Chi è già disegnatore professionista e vuole aumentare la qualità e la resa delle proprie tavole;
3. Chi vuole migliorarsi nella resa pittorica della pittura digitale grazie ai sopracitati livelli di pressione avanzati e alle penne e punte personalizzate per effetti speciali.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(Click sul nome per più info)

Wacom Intuos Pro – S
circa 185 euro*
Huion GT-190S
459euro
Alternative: misura Mmisura LIntuos 4 XL Alternative: —
Caratteristiche: penna, comandi touch, touchring, punte alternative, kit wireless incluso Caratteristiche: display interattivo, penna cavo USB, comandi tattili non specificati

* Il prezzo indicato nella prima riga si riferisce alla misura S

Graphic tablet da rockstar
Budget massimo: oltre 2000 euro

In questa fascia di offerta troviamo quelli che dalla casa produttrice Wacom vengono definiti “display interattivi”. La serie CintiQ che, come spiegavo nella prima parte di questa guida, a differenza delle altre serie offre la possibilità di disegnare direttamente su uno schermo HD (alta definizione). Sono veri e propri schermi aggiuntivi per il nostro computer.

Anche all’interno della categoria troviamo prodotti per diverse esigenze. Dalla Wacom 13HD, come quella che ho acquistato io, alla CintiQ 27 touch, fino ad ora la più grande mai prodotta. Negli ultimi tempi poi è stata aggiunta un’interessante innovazione: la Companion, che permette di disegnare senza il supporto di un computer collegato e quindi di produrre tavole ovunque ci troviamo (dal divano al sedile di un treno!).

Questa linea di tavolette è adatta per:

1. Chi ha alle spalle una certa esperienza nel digitale a livello professionale e ha deciso di fare un investimento nel migliorare esponenzialmente la qualità delle proprie tavole.
2. Chi si focalizza sul digital painting (pittura digitale) e usa molto rese pittoriche e disegni al tratto. Il modo in cui la linea e la texture di un pennello digitale vengono resi da una CintiQ non ha eguali, neppure all’interno della fascia delle tavolette professionali.
3. Chi vuole tornare a disegnare sotto le proprie mani seppure in modo digitale perché trova freddo o disagevole l’approccio “occhi allo schermo”. Oppure migliorare la propria postura: decisamente più comodo per braccia e polsi, collo e occhi durante il disegno.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(Click sul nome per più info)

Huion GT – 220
circa 630 euro
Wacom CintiQ 13HD
709 euro
CintiQ Companion2
da 1.550 euro
Wacom CintiQ 22HD
da 1.630 euro
Alternative: — Alternative: versione Touch Alternative: processore superiore , versione Notebook Alternative: misura 24HD, 24HD Touch, misura 27 HD Touch
Caratteristiche: Schermo 16:9, penna a batteria, inclinazione schermo regolabile Caratteristiche: Risoluzione Full HD, con o senza comandi touch, penna Pro Pen, pannello di supporto regolabile a 3 altezze Caratteristiche: utilizzabile senza pc o collegato (uso ibrido), processore intel Core i5 o i7, penna Pro Pen, pannello di supporto regolabile a 3 altezze Caratteristiche: Schermo HD, 16 tasti personalizzabili (express keys), schermo con sistema di rotazione

 

Una dovuta riflessione

So bene che quando si è all’inizio di un percorso, qualunque esso sia, si può tendere ad una certa megalomania, ma è comunque bene andare per gradi.

Per alcuni acquisti, in particolar modo quelli tecnologici, potrebbe non essere il momento giusto della nostra vita e della nostra carriera. Pensiamo ad un illustratore o grafico che utilizza solo il vettoriale: in un programma in cui il tratto è quasi zero, i livelli di pressione non hanno praticamente nessuna importanza, vive di tinte piatte. Buon per lui che può stare nei 150 euro di spesa per una tavoletta grafica, oppure entro i 700 se decide di avere un grande kit di punte alternative. Prendiamo ad esempio poi una persona che utilizza la tavoletta per hobby, per pasticciare di tanto in tanto: di certo, nessuno le vieta di comperare la tavoletta con schermo multi accessoriato e spendere quasi tremila euro, soprattutto se può permetterselo.
Ma ammettetelo, non sembra uno spreco? E’ come guidare una Lamborghini per andare a fare la spesa del venerdì, magari indossando un Elie Saab con vere perle, che nemmeno alla notte degli Oscar.
Mi rivolgo soprattutto a quelle persone che si scoraggiano perché hanno appena cominciato a fare disegno digitale e pensano che senza una spesa dagli 800 euro in su non potranno permettersi una tavoletta “come si deve”. Relax. Col tempo farete esperienza e se sarà il caso e vi servirà potrete prendere la tavoletta pro e poi quella rockstar.
Nel frattempo, sappiate che una tavoletta professionale (e anche quella amatoriale, in molti casi) vi dà grandi possibilità per fare delle tavole più che valide.
Conosco illustratori e fumettisti che hanno già pubblicato di tutto e lavorano ancora su una Graphire 3 con Windows XP. Ve la ricordate? Quella uscita nei primi anni del Duemila.


Ognuno investe quanto può e soprattutto cosa gli conviene investire per le sue attuali esigenze.
Attuali: non quelle che verranno nei prossimi due anni. Quelle di ora, di questo esatto momento del proprio percorso artistico ed eventualmente professionale.
Certo anche io volevo la CintiQ già nei primi anni di carriera di pixel artist. In cui non solo non avrei mai potuto permettermela, ma mi sarebbe stata altamente inutile. Ora lo so.

Per scegliere la propria tavoletta , o le proprie tavolette, meglio fare una lista delle proprie esigenze. Per esempio:

  • Voglio che abbia le punte intercambiabili già nel kit base
  • Ho bisogno di avere dei bottoni a cui abbinare delle azioni
  • Mi serve solo che disegni perché devo fare unicamente dei semplici rough/sketch
  • Ho bisogno di una tavoletta senza l’impiccio dei cavi USB

Imprescindibile: decidete da subito il vostro budget massimo. Tenete presente che, qualora stiate prendendo in considerazione l’idea di comprare usato, sullo shop di Wacom ci sono ottimi prodotti. Così come su Ebay o Amazon. Consiglio extra: periodicamente vengono messe in vendita le tavolette che sono state usate per saloni e fiere. Sono come nuove e viene loro applicato un prezzo di usato, quando magari sono state toccate per non più di 5 ore. Però vanno via come il pane, non pensiate di trovarle lì dopo giorni e giorni (esperienza più che diretta!).
Stabilire un budget massimo non è così soffocante come sembra, anzi vi dà più libertà. Infatti potrete scartare senza stare lì a sospirare per un prodotto che tanto in questo momento non potreste acquistare. Le analogie fra comprare una tavoletta ed un appartamento sono tantissime. Budget massimo fissato, tanta sofferenza in meno. ;-) garantito!

Valutate tutto in modo accurato. E’ un acquisto che va ponderato bene per non trovarvi a rivendere tutto in poche settimane.
Non dimenticate poi che con gli accessori venduti separatamente potete migliorare la vostra esperienza di disegno anche con una tavoletta non proprio deluxe. Ne avevo parlato nella prima parte di questa guida.

Una tavoletta…su misura

Un altro luogo comune sulle tavolette grafiche è quello secondo cui, come dicono gli anglosassoni “the bigger, the better”. Più è grande (e costoso) e meglio è.
Attenzione perché a volte una tavoletta super-mega-giga è affascinante e ci sembra la cosa più entusiasmante da acquistare, ma non è matematico sia così.
Per quella che è la mia esperienza per esempio, le tavolette più piccole sono le più comode. Ho sempre avuto tavolette S perché sono sempre stata in qualche modo immersa nelle piccole lavorazioni: il miniaturismo prima e la pixel art poi.
Anche quando disegno su carta non mi piace espandermi più di tanto: faccio degli sketch di dimensioni modeste, che poi scandisco ad altissima risoluzione. Il nostro background parla di noi e delle nostre probabili esigenze.

Vi piace disegnare o dipingere su formati A3 o maggiori? Magari una tavoletta S non fa al caso vostro.
E vale anche al contrario: se come me siete soliti trovare già un A4 una grande superficie su cui disegnare, difficilmente vi sentirete a vostro agio con una tavoletta sconfinata.

Mi è capitato più volte di provare delle graphic tablet in diversi contesti: fiere/saloni, ma anche a casa di amici e colleghi, negli studi di agenzie.  Ogni volta mi trovavo a disagio davanti a tavolette grandi. Ricordo ancora con un certo senso di colpa la delusione sul volto di una mia amica grafica quando, facendomi provare una CintiQ 22HD in preda al più cieco entusiasmo, dovette scorgere in me un labbrino inorridito. No, non mi piaceva. Per me era grande, ingombrante e scomoda, tanto quanto per lei era eccezionale. Ma infatti, lei prima di fare la grafica si occupava di murales infiniti di metrature assurde!
Potreste scoprire, al contrario di me, che lavorare in grande vi piace anche se fino ad ora vi siete contenuti in spazi ridotti. Ma siccome appunto, stiamo parlando di prodotti oggettivamente costosi, datevi il beneficio del dubbio e trovate modo di fare una prova. Almeno completate uno sketch per intero.  Osservate come reagisce il vostro corpo: vi fanno male gli occhi? Vi si affaticano le spalle e il collo? Il polso tira? Il braccio pesa nell’arrivare dall’altra parte della superficie? Sono tutti pessimi segnali: in tutta probabilità non vi ci abituerete.
Lo stesso vale se vi affaticate mentalmente o fisicamente con una tavoletta di taglia ridotta rispetto al vostro approccio.
Insomma, non ci sono un giusto e uno sbagliato in assoluto, ma solo un giusto e uno sbagliato per noi stessi come disegnatori col proprio background personale.

Spendo due parole anche per il rapporto tavoletta-schermo. Se avete uno schermo 27 pollici, lavorare con una tavoletta S può essere davvero gravoso perché la mano dovrà faticare molto per raggiungere i punti più estremi dell’area di lavoro. Cercate di abbinare bene queste due periferiche.
Il discorso diventa diverso nel momento in cui utilizzate un display interattivo: visto che avete il software e la vostra tavola all’interno del vostro display sulla tavoletta, la misura dello schermo principale non sarà importante.

Ricapitolando, per comprare una tavoletta consideriamo questi fattori:

  • Il nostro budget massimo
  • Le funzioni che ci interessano
  • La misura più adatta a noi

Dall’intersezione di questi fattori troveremo i prodotti che meglio possono venire incontro al nostro modo di lavorare, di conseguenza più difficilmente ci pentiremo dell’acquisto.

Consigli e s-consigli per quanto riguarda la scelta di tavolette? Scrivete nei commenti, che possono costituire una preziosa risorsa per chi legge! :-)

Nel prossimo post vedremo come affrontare diverse problematiche relative alla manutenzione, all’installazione e ai problemi che possono insorgere con driver e software.

PRIMA PARTE DELLA GUIDA

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Asterisk Ruba come un Artista: il libro che insegna l’ispirazione
02/02/2013 Morena Forza in Creatività / 20 responses
Più di due anni fa il creativo
americano Austin Kleon scrisse sul suo blog personale un articolo intitolato “Ruba come un
Artista”, un titolo quasi provocatorio che prometteva grandi contenuti, e così in
effetti faceva.
Lo tradussi nell’ottobre 2010 e
recentemente sono venuta al corrente del fatto che quell’articolo, di ispirazione a
chiunque vuole lavorare con la propria creatività, è divenuto un libro e non solo;
bestseller del New York Times.
Nel Bel Paese è edito da Vallardi, che
ha avuto l’immensa gentilezza di contattarmi e propormi una recensione del volume.
Così mi appresto a farlo.
“Ruba come un Artista” edito da Vallardi, 160 pagine, Euro 10,00, dal 31 gennaio 2013 nelle librerie
Cominciamo col definire l’area di
interesse che Kleon prende in considerazione con questo volume: è sicuramente vasta,
poiché la creatività non si concretizza unicamente nel disegno ma in molte
attività che hanno più punti di contatto di
quanto possiamo immaginare.
Non è un caso se molti autori (lui compreso, ma posso fare anche l’esempio di Davide Calì, che ha più
volte collaborato con la stesura di articoli per questo blog) hanno bisogno di
maneggiare un basso o una chitarra; se alcuni miei colleghi fanno anche teatro o se alcuni
illustratori come la sottoscritta, dopo aver illustrato testi ad opera di altri mettono mano
alla penna per raccontare le proprie storie.
© Vallardi Editore
La creatività più si esercita e più
si spande; e le dieci regole che Kleon ha “stilato” si applicano quindi ad ogni attività
creativa e artistica, abbracciando molti aspetti controversi sulla questione
dell’ispirazione.

 

Andiamo ad elencarle:

 

© Vallardi Editore
Questi sono i “10 punti cardine” che Kleon va a spiegare con il suo piglio brillante e scanzonato, senza mai perdere accuratezza e sincerità.
Nonostante il titolo si avvalga della parola molto forte “rubare”, Kleon ci dice che

L’artista è un raccoglitore, ma – si badi – non è di quelli che si limitano ad accaparrare; la differenza è che l’accaparratore raccatta in maniera indiscriminata, mentre l’artista raccoglie in modo selettivo, scegliendo esclusivamente ciò che ama davvero.

L’autore in questo libro spiega come avviene il procedimento di ispirazione e assimilazione, nonché di creazione di un prodotto “originale” solo tra virgolette; che originale non è, ma è piuttosto la somma di ciò che ci influenza e ci influenza perchè lo amiamo.
Nell’ambiente creativo spesso è quasi labile il confine che si crea tra ispirazione e plagio; ma dopo la lettura di questo libro le nostre idee ne usciranno limpide, come se fossero state setacciate e ripulite.
Sapremo riconoscere un plagio da un’ispirazione e sapremo “rubare” dopo aver assimilato in modo selettivo ciò che amiamo, senza rischi e senza comportamenti poco etici verso gli artisti e le fonti che più ci suscitano ammirazione e stupore.

Nel dubbio di non essere abbastanza incisivo (ma lo è, credetemi) Austin Kleon riporta svariate citazioni di artisti di ogni tipo a sostegno dell’idea secondo la quale l’artista è una spugna con due grandi occhi, che dopo aver guardato attentamente quello che capita al suo cospetto, decide cosa assorbire.

© Vallardi Editore

Ai creativi che si chiamano fuori da questo discorso per eccesso di ego, Kleon può risultare provocatorio. C’è qualcosa nelle sue parole di diretto e spiazzante, che scuote la coscienza.
Niente è originale, ma questo non significa che non possa essere di ottima qualità e trasmettere dei messaggi che recano impressa la nostra personalità.
Il suo è un approccio molto sereno verso la creatività e colpisce molto.

Inoltre l’autore non si limita a farci sapere come si esercita quella che è a tutti gli effetti una forma di collezionismo, perchè se così fosse, questo sarebbe un manuale e  invece non lo è.

E’ un libro per scoprire e per riscoprirsi, che riporta il creativo in una dimensione carica di entusiasmo e di voglia di mettersi in discussione.

Kleon stesso afferma che i consigli che diamo sono quelli che avremmo dato a noi stessi tempo prima; non c’è cosa più vera.
E forse proprio per questo il libro costituisce una lettura preziosa per ritrovare spunti e voglia di fare.
Quando lessi l’articolo che generò “Ruba come un artista” mi sentii pervadere da una sorta di scossa elettrica nella gola, nelle mani; una sorta di frenesia e di impazienza.Dopo le 160 pagine di questo volume posso affermare con assoluta certezza che quell’articolo si è dispiegato in qualcosa di più ricco e complesso, non perdendo mai di incisività e funzionalità.
Kleon non è mai noioso, il suo modo di scrivere è così scorrevole e accattivante che terminata la lettura sarete indecisi se riprenderla da capo o fiondarvi al tavolo da disegno!
E in effetti una cosa non esclude l’altra: “Ruba come un artista” si presta molto ad essere letto, riletto e riletto ancora.
E’ un libro fatto per essere messo sui nostri scaffali non per prendere la polvere, ma per essere sfogliato speranzosamente nei momenti di scoramento (e tutti sappiamo che capita prima o poi in ambito creativo) e persino di più in quelli di frenesia in cui cerchiamo quel “di più” in termini di entusiasmo ed idee che ci servono per portare avanti una tavola o un progetto creativo.
Un altro dei motivi per cui mi è piaciuto: è un inno alla condivisione e in fondo il piacere della condivisione è sempre stata una delle mission di questo blog. Austin Kleon vuole risvegliare dalla gelosia per le proprie fonti e capacità  molti creativi e portarli a gioire di ciò che li appassiona col prossimo. Questo crea un circolo di informazioni ma anche di passioni ricambiate, di scambio e di partecipazione!Provare per credere!In libreria dal 31 gennaio 2013 e disponibile su Amazon.
Buona lettura!

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