Tag: disegno digitale

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Asterisk Tavolette grafiche: i 10 problemi più diffusi (e come risolverli)
04/02/2017 Morena Forza in Guide e Tutorial / 5 responses

Benedetta tecnologia, ormai come faremmo senza?
Telefoni con cui non telefoniamo ma facciamo tutto il resto, orologi che riportano notifiche social che vorremmo non dover vedere, biglietti elettronici con cui ci sentiamo nel futuro vero, ma che per sicurezza finiamo comunque con lo stampare.

Ma soprattutto, il disegno digitale: le infinite possibilità di essere veloci, modificare senza limiti… e di prenderci una gastrite da record.

Eh sì, anche per disegnare a computer occorre una buona dose di pazienza, perché i problemi non mancano.
Ma l’importante è avere una pratica guida sottomano: eccone una che ci permette di risolvere i guai più comuni quando si tratta di tavolette grafiche!

Attenzione

Non posso occuparmi di assistenza in quanto non sono un tecnico, ma un’illustratrice.
Non garantisco quindi di saper rispondere alle domande che potreste fare nei commenti.

Tipologie di problemi

Alimentazione

Legati a cavi, spinotti e prese.

Hardware

Graffiature, rotture, parti mancanti.

Software

Driver, sistema operativo, programmi.

PROBLEMA NUMERO 1 : Il computer non rileva la tavoletta grafica

Non a caso è il problema numero uno: il più comune.
E può avere origini di diverso tipo. Le soluzioni variano a seconda della natura del problema, vediamone alcune.

  • Soluzione 1 (alimentazione) : la tavoletta è spenta o collegata male all’alimentazione. Accendetela: problema banale ma non impossibile!  :-P
  • Soluzione 2 (alimentazione e hardware): un cavo USB potrebbe non essere ben collegato oppure la presa USB in cui è inserito potrebbe avere dei problemi tecnici o di compatibilità. Provate a collegare la tavoletta in un’altra presa USB del computer.
  • Soluzione 3 (hardware): la tavoletta è danneggiata. Ha subìto cadute o schiacciamenti? Provate a collegarla ad un altro computer su cui sono installati i suoi driver e verificate se riuscite a farla funzionare. Questo è importante per capire se il problema è della tavoletta o del computer (problema software).
Tutto bene coi driver?

I driver costituiscono la causa più diffusa di problemi con la tavoletta grafica, in particolar modo perché il loro funzionamento è molto delicato e suscettibile ai cambiamenti.

Sono programmini strani e capricciosi alle volte, dobbiamo munirci di pazienza e se danno problemi andare per tentativi. Possibilmente senza defenestrare computer e tavoletta!
Ecco alcuni spunti in ordine sparso.

  • I driver sono vecchi: vanno aggiornati.
    I driver vengono aggiornati nel tempo. Quelli che troviamo nel CD d’acquisto probabilmente sono già vecchissimi. Meglio prediligere i driver rilasciati dalla casa madre in tempi recenti consultando il suo sito  e scaricandoli (per Wacom il supporto driver si trova qui.)
  • I driver sono nuovi… ma il vostro computer preferisce quelli vecchi. Eh sì, in questo matto matto mondo può succedere anche questo; e l’ho scoperto solo negli ultimi due anni grazie alla mia CintiQ 13HD che non gradisce affatto gli ultimi driver rilasciati da Wacom e predilige quelli vecchi di 3 anni fa. Mi trovo su Mac e ho dovuto scartabellare il vasto archivio del supporto, provare diversi driver finché non ho trovato quello che permetteva alla mia tavoletta di essere rilevata. E’ stato un estenuante pomeriggio, provarli uno a uno escludendoli e cestinandoli; disinstallandoli e reinstallandoli. Se questo è il vostro caso, il mio consiglio più accorato è quello di salvare questi driver funzionanti su una chiavetta o un disco esterno. Non fate l’errore di non conservarli esternamente al computer, o se dovrete formattare e reinstallare la tavoletta, vi troverete davanti alla disgrazia di dover provare ancora tutti i driver: e per allora, l’elenco sul sito potrebbe essere molto più lungo di come lo ricordavate!
  • Avete installato i driver di un modello sbagliato. Attenzione, nella fretta può succedere. Controllate molto bene il modello, anche perché alcuni hanno nomi simili.
  • Non avete disinstallato i driver precedenti. Questo è un grande classico, soprattutto su Mac. Vi vedo già che sospirate. “Ma come, anche se sto andando per tentativi, ogni volta devo cancellare i driver vecchi prima di installare quelli nuovi?” La vita può essere crudele: la risposta è sì.
  • In particolar modo se la tavoletta ha sempre funzionato e all’improvviso non viene più rilevata, è probabile si tratti di un conflitto fra i driver della tavoletta e un programma che è stato installato di recente. Verificate qual è l’ultimo programma che avete installato, disinstallatelo, collegate la tavoletta e riavviate il computer. Se ora funziona, c’è un problema (purtroppo non risolvibile nel 99% dei casi) fra quel software e i driver della tavoletta. Potete provare driver diversi (per tentativi, di nuovo) o rinunciare al programma in favore di un altro che magari non dà problemi.
  • State usando a turno più di due modelli di tavoletta sullo stesso computer. Purtroppo come dicevo poco fa, la vita è dura. Quando volete usare una tavoletta dovete disinstallare ogni volta i driver dell’altra e caricare i suoi. Questo è particolarmente valido per Mac.
PROBLEMA NUMERO 2 :
Ho cambiato sistema operativo e ora la tavoletta non va più

Questo è al cento per cento un problema di driver.
Ed è anche abbastanza controverso, perché la soluzione non è sempre la stessa per tutti, purtroppo.

  • Soluzione 1: disinstallare i driver fino ad ora usati e scaricarne di più recenti nella speranza che la casa produttrice abbia provveduto a rilasciare nuovi driver per il nuovo sistema operativo. E non è detto. Ma vale la pena provare, tanto la tavoletta già non va.
  • Soluzione 2: disinstallare i driver fino ad ora usati e provarne di più vecchi (succede anche questo nel bizzarro mondo dei driver).
  • Soluzione 3: downgrade del sistema operativo. Per i non pratici, il downgrade è un’operazione sofferta e me ne rendo conto, ma consiste nel tornare al sistema operativo precedente. Io ho dovuto farlo perché le altre due soluzioni che ho riportato, per me non avevano funzionato.
Driver e assistenza: una scomoda situazione

Negli ultimi anni ho notato una certa incuria nella gestione degli aggiornamenti dei driver da parte delle case madri. E si creano anche situazioni in cui, contattata l’assistenza, passano settimane e mesi per capire come si può risolvere il tutto.

Il mio consiglio spassionato è: se avete urgenza di disegnare, non è il momento di aggiornare ad un nuovo sistema operativo. Come dicono gli inglesi “Hold your horses!” Aspettate di aver fatto tutto! O per i professionisti, di aver consegnato le tavole al cliente.

PROBLEMA NUMERO 3:
La tavoletta viene rilevata, ma il cursore del mouse non si muove o non appare

Questo si può verificare in due situazioni, ciascuna prevede una soluzione diversa. Vediamole.

  1. La tavoletta è nuova ed è stata appena installata. 
    Soluzione: qualcosa non va coi driver, ma niente panico. Per prima cosa, disinstallate e reinstallate i driver che avete già installato prima. Riavviate. 
    Se il problema persiste, provate altri driver, questi non sono adatti a creare la connessione fra il vostro computer e la vostra tavoletta. Pazienza: morto un driver se ne fa un altro! :-)
  2. La tavoletta funzionava, ma all’improvviso il cursore non si muove.
    Soluzione: questo succede soprattutto quando lasciamo il computer in stand-by per troppo tempo. I driver si “addormentano” (così mi piace definire questa cosa). Niente paura, riavviate il computer avendo cura di lasciare la tavoletta collegata.
PROBLEMA NUMERO 4:
Non trovo l’attacco per collegare la tavoletta al computer

La maggior parte delle tavolette grafiche necessita solamente di un’entrata USB.

Così non è invece per le tavolette come le CintiQ (display interattivo) che vengono collegate al computer sia tramite USB che tramite cavo HDMI.
Ora, se è vero che il collegamento HDMI viene fornito dalla casa produttrice in un cavo 3 in 1, è possibile in caso di computer molto vecchio che non si disponga di un’entrata valida in cui inserire questo cavo. A me è capitato col mio vecchio PC fisso: se la vostra macchina ha diversi anni, attenzione a questo aspetto. Potrebbe anche disporre di un HDMI ma in una posizione troppo scomoda per il collegamento alla tavoletta.

PROBLEMA NUMERO 5:
I comandi touch non funzionano

Ormai da un po’ di tempo i comandi touch sono diventati onnipresenti nei modelli di ogni fascia di prezzo.

A volte, però, possono dare qualche grattacapo: comunque, facilmente risolvibile!

  1. Il touch ring non funziona se insieme uso la penna premendola sulla superficie.
    Soluzione: tutto regolare, il touch ring e la penna non funzionano premuti assieme. O uno o l’altro.
  2. Il modello supporta i comandi touch, ma non funzionano.
    Soluzione: i comandi touch non sono “automatici”, ma vanno attivati, perché non tutti gli utenti li vogliono attivi. Io, per esempio, li detesto abbastanza.
    In alcuni modelli si possono attivare da un tasto fisico (controllate le specifiche sul sito, se non avete più scatola e manuale) ma nella maggior parte dei modelli ormai si attivano tramite una sorta di pannello di controllo nella finestra delle impostazioni della tavoletta, come quello nell’immagine.
  3. I comandi touch non funzionano del tutto: alcune cose sì, altre no.
    Soluzione: il driver non è ben installato, si è rovinato o non è pienamente compatibile. A seconda dei casi, disinstallare/reinstallare, o cambiare driver.
PROBLEMA NUMERO 6:
C’è un ritardo fra penna e schermo quando traccio qualcosa

Questo è uno dei problemi più fastidiosi, particolarmente sulle tavolette grafiche con schermo interattivo. In gergo tecnico (e anglosassone) viene definito “lag” o “lagging“. Se lo cercate su Google, scoprirete un mondo fatto di disperazione e soluzioni più o meno casalinghe.

Succede questo: il movimento della mano (o meglio, della penna) viene percepito in ritardo sullo schermo, perciò il tratto non segue fedelmente il nostro movimento e il disegno digitale diventa molto innaturale.

  1. La prima soluzione è brutale e casereccia, ma a volte funziona, per fortuna. Chiudete Photoshop, Corel Draw, Art Rage, qualunque sia il software che state usando per disegnare. E poi riapritelo: potreste avere già risolto.
  2. Sembrava troppo facile, vero? Va bene, allora se avete Windows, il prossimo consiglio è quello di cercare la voce Servizi dal menu Start e cercare “Wacom Professional Services o una voce simile. Con un click destro, riavviate quella voce e verificate se il lag è cessato. Una versione di questo tipo è spiegata in questo video.
  3. In alcuni modelli di Intuos, e su Mac, questa può essere una soluzione. Dal pannello di controllo dei Servizi Wacom, disattivare la voce “Click Double Tap Distance”
  4. Probabilmente la situazione più irritante: il lag sulla CintiQ, una tavoletta che costa dagli 800 euro in su che dà un problema simile fa venire voglia di urlare affacciandosi alla finestra. Ma calma, la soluzione potrebbe essere più semplice del previsto! Sembra infatti che sulle CintiQ, il lag sia quasi sempre un problema di driver. Meglio provarne di più nuovi o di più vecchi. Certo, come si diceva qualche paragrafo prima, si va a tentativi. In questo topic per esempio trattano la 13HD, menzionando dei driver perfettamente funzionanti.
(Non) Entriamo nello specifico

Il problema del lag può essere di difficile gestione. Non tanto perché risolverlo sia impossibile, quanto per il fatto che ogni fenomeno di ritardo è causato da diversi fattori a seconda del modello della tavoletta.
Così, mi è impossibile riportare tutte le casistiche. Se non avete trovato la soluzione fra queste 4, vietato disperarsi: probabilmente altre persone hanno già avuto problemi di ritardo col vostro stesso modello. Digitate il suo nome + “Lag” o “lagging” e armatevi di una pazienza di livello Dalai Lama.
La spunterete!

PROBLEMA NUMERO 7:
Si è rotta la tavoletta o una sua parte

Tavolette consumate, tavolette distrutte, tavolette reduci da qualunque tipo di trattamento. Prima di tutto: povere tavolette, un minimo di cura!
Fatta questa necessaria paternale, vi rassicuro: come dicono gli anglosassoni, “shit happens“. E io che ho due gatti che si inseguono sulla mia scrivania lo so bene. Più di una volta ho recuperato con tuffi degni di un portiere di serie A la mia CintiQ in procinto di cadere da un metro di altezza.
Se il fattaccio è già successo, vediamo che fare.

  1. Si è rotta la penna. 
    Soluzione: niente paura, la penna è il male minore. Non solo alcuni spiegano come ripararla (McGyver è niente a confronto di certe persone che ho scovato su alcuni blog!) ma è facilmente reperibile sullo shop Wacom e perfino su Amazon. Fra l’altro, potreste perfino approfittarne per acquistare una penna più bella, magari con delle punte aggiuntive per effetti speciali (facendo attenzione alla compatibilità del modello). Se invece l’opzione McGyver vi diverte e alletta, cercate il modello della vostra tavoletta + “pen repair“, vi si aprirà un mondo!
  2. La punta della penna è consumata
    Soluzione: il male minore! Le punte sono regolarmente in vendita e facilissime da sostituire (e non solo, ma quasi vanno bene per ogni modello) e anche qui esiste l’Opzione McGyver. Ci sono persone che smontano la penna, e utilizzano altri materiali per sostituire la punta. Attenzione, in questo caso, alla scelta dei materiali: se non fate un lavoro più che accurato, rischiate che andiate a graffiare indelebilmente la superficie della tavoletta. Insomma, se non siete avvezzi a lavori manuali lasciate perdere e non rischiate.
  3. Si è rovinato un cavo o l’alimentatore. 
    Soluzione: anche qui, si trovano facilmente sullo shop Wacom oppure su Amazon, ma attenzione al voltaggio e alle caratteristiche del vostro modello, leggete le specifiche per non avere brutte sorprese.
  4. Si è rotta, bucata, schiacciata o rovinata la superficie.
    Soluzione: ahimè, qui non ci sono buone notizie. La superficie è la parte più cruciale della tavoletta. Contattate l’assistenza, per valutare se il vostro caso vi costringe a comprare una nuova tavoletta o se optare per una riparazione alla casa madre. Tenete conto che, qualora possibile, potrebbero passare settimane prima della restituzione.
    Nota: Per i graffi si può giocare d’anticipo e optare per una pellicola protettiva. E’ un buon investimento, soprattutto se avete la mano pesante nel disegnare.
PROBLEMA NUMERO 8:
Menu personalizzati, lazo e scorciatoie non funzionano
mentre uso la tavoletta grafica in Photoshop

Cosa c’è di più bello di personalizzare le scorciatoie ed i menu su Photoshop a nostro piacimento e secondo le nostre esigenze?
Eppure, la tavoletta grafica può metterci i bastoni fra le ruote… anche in questo caso, su Mac.

Se ci capitano schermi bianchi, freezing e scorciatoie non funzionanti, può trattarsi di un problema di aggiornamenti. Adobe consiglia di aggiornare quindi, e in caso di malfunzionamento persistente, applicare un plugin. Viene spiegato come, qui.

Non sempre è colpa della tavoletta grafica

E’ facile pensare che la tavoletta sia responsabile di ogni problema di incompatibilità o malfunzionamento; ma a volte abbiamo una soluzione sotto gli occhi e non la vediamo.
Nel caso di alcuni strani episodi con lo strumento lazo, il problema potrebbe essere solamente Photoshop, in particolar modo fino alla versione CS6: dopo di questa, Adobe ha preso provvedimenti.
Se notate che non riuscite a chiudere o deselezionare dei tracciati, e la vostra versione è proprio la CS6, sappiate che si tratta di un bug del programma e non di un problema di driver della tavoletta.

PROBLEMA NUMERO 9:
Mentre disegno, il tratto va “a scatti”

E’ ciò che all’estero chiamano “jittering“. Le soluzioni possono essere molteplici a seconda del modello (per questo ve l’ho segnalato, se aveste bisogno di rintracciare il fenomeno sui motori di ricerca). Io ho testato solo la soluzione che segue e su Mac ha funzionato bene:

  • Disinstallare i driver e reinstallarli. Provare altri driver (più nuovi o più spesso, più vecchi. Andare a ritroso provando)

Su Windows, potrebbe essere un problema di impostazioni, questo utente l’ha spiegato molto bene e passo passo, controllate le spunte da attivare e disattivare e dovrebbe tornare tutto in condizioni ottimali!

PROBLEMA NUMERO 10:
Il tratto è di uno spessore insufficiente o eccessivo
A sinistra, vediamo il tratto correttamente modulato, mentre a destra il tratto è diventato uniforme e non riproduce correttamente la texture del pennello, che è diventato praticamente inutilizzabile perdendo la sua unicità.

Questo è un tipico problema dei livelli di pressione e mi capita spesso: lo spessore del pennello o la qualità del tratto non sono come dovrebbero essere.
I livelli di pressione differiscono da modello a modello, ma in certe circostanze possono cambiare anche nella stessa tavoletta e senza il nostro controllo, dando vita a episodi fastidiosi: linee troppo spesse, o troppo sottili (più spesso le prime).

In rete si trovano delle soluzioni drastiche, ma per fortuna a me è sempre bastato chiudere e riaprire Photoshop o Art Rage per risolvere il problema. Ecco invece cosa consigliano in rete:

  • Installare e reinstallare i driver
  • Cambiare driver
  • Aggiornare i driver della propria scheda video
  • Disattivare e riattivare subito i livelli di pressione della penna dall’interfaccia di controllo della tavoletta
  • Tenere i comandi touch della tavoletta completamente disattivati
  • In ultimo, assicurarsi che la punta della penna non sia usurata, piatta e quindi propensa ad ingrandire il tratto o stortarlo.
Consigli sempre validi
  • Nell’installazione dei driver, sempre attenzione a quando si attacca e stacca la tavoletta. Di solito per essere caricati correttamente, i driver devono “trovare” la tavoletta collegata al computer. Se per esempio avvio il computer e collego la tavoletta solo in un secondo momento, è probabile dovrò riavviare per usare la tavoletta.
  • Niente panico: nel dubbio chiedete o cercate. Migliaia di persone sono (state) nella vostra situazione ed è probabile che il problema che avete sia già stato risolto mesi o perfino anni fa. Non è rassicurante?
  • Se non avete più la confezione, vi basta capovolgere la tavoletta per sapere esattamente di che modello si tratta. Leggete l’etichetta che vi troverete.
  • E’ possibile utilizzare la penna di una tavoletta su un’altra tavoletta. Ma non vi aspettate che le prestazioni siano ottimali. 
  • Niente panico: nulla esploderà! :-)

Approfondimenti

Guida alle tavolette grafiche: come funzionano, quali sono le parti che le compongono, quali sono le marche più famose e come ci si disegna.

Guida all’acquisto: le fasce di prezzo, come scegliere bene la propria tavoletta grafica in base alle nostre esigenze e non pentirsi di ciò che abbiamo acquistato.

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Asterisk I giardini interiori (e animati) di Ivy Berces
02/09/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

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Si chiama Ivy Berces, vive nelle Filippine, e anima i suoi giardini interiori. Letteralmente: infatti le sue tavole diventano per suo desiderio GIF animate, che disegna con Paint Tool SAI e mette in movimento in Photoshop CS6 (come spiega nelle sue FAQ).

L’ho scoperta per caso qualche giorno fa, come spesso capita trovando casualmente una sua GIF dove come al solito non veniva indicato l’autore. Comunque, dopo qualche minuto di ricerca per vie traverse, ce l’ho fatta: questi sono rispettivamente il suo account Behance e il suo Tumblr.

Buona visione, e non dimenticate di tenerla d’occhio!

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Asterisk Citazioni: Gabriel Pacheco sul disegno digitale
29/08/2016 Morena Forza in Citazioni / No comments

C’è qualcosa che mi affascina nel modo del digitale, ed è che l’illustrazione tecnicamente non esiste, si possono fare solo delle stampe di essa. Quando si espone un’illustrazione, anche se viene comunque considerata un’originale, in effetti l’originale non esiste.

Chiaramente, nel mondo dell’Arte questo è un demerito, ma per me è affascinante, perché in qualche modo le illustrazioni digitali assomigliano a dei ricordi. Lavorare digitalmente è come lavorare direttamente con la  finzione dell’immagine.

Ora, qualunque sia il supporto, essere onesti sarà sufficiente per trasmettere messaggi poetici e per poter raccontare una storia.

Gabriel Pacheco

Approfondimenti

Gabriel Pacheco

Gabriel Pacheco è un illustratore messicano, celebre per il suo approccio lirico all’illustrazione e all’albo illustrato, che trasmette con molta passione insegnando ai suoi workshop. In Italia è spesso ospite presso “Le immagini della fantasia”a Sàrmede.

La citazione riportata in questo articolo è stata estrapolata dall’intervista che gli ho fatto nel novembre del 2011, durante la sua permanenza in Italia.

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Asterisk Guida alle tavolette grafiche – Parte II: La scelta e l’acquisto
17/06/2015 Morena Forza in Disegno / 82 responses

In questa seconda parte di guida alle tavolette grafiche (qui la prima parte) andiamo a vedere come sceglierne una e con che modalità acquistarla, valutando l’uso che ne facciamo e quindi cosa ci serve.
Ho raccolto qualche informazione circa le recensioni in rete e ho raggruppato per ogni fascia di prezzo dei modelli, non solo Wacom.

Cosa ci offre il mercato

Quando si tratta di scegliere oggetti di alta tecnologia bisogna sempre tenere presente che vanno a collocarsi in quelle che vengono definite “fasce di mercato”. In parole povere, lo stesso prodotto viene pensato in più versioni per delle esigenze specifiche, dalla più elementare alla più avanzata. Per questo, per esempio, ci sono cellulari da 50 euro e altri da 800. Tutti telefonano e mandano sms, ma ogni modello è indirizzato ad un tipo diverso di utenza.
Le tavolette grafiche non fanno eccezione; così, anche all’interno di una stessa marca, troviamo modelli base e modelli comprensivi di ogni tipo di optional, anche se tutte fanno la stessa cosa: permetterci di disegnare in digitale. Divertendoci! :-)

Premessa: Le fasce di prezzo possono cambiare da marca a marca; per esempio, per avere una tavoletta con display Wacom bisogna spendere almeno 800 euro, mentre con Huion è possibile acquistarne già con meno di metà. Valutate sempre i fattori dell’acquisto e controllate le recensioni online. Già su Amazon si possono consultare.

A grandi linee, basandoci su una distinzione di prezzo e di prestazioni, possiamo individuare tre categorie per le tavolette: amatoriale, professionale e rockstar (brillante termine liberamente preso in prestito da qui).
Attenzione: queste categorie non fanno riferimento all’abilità o alla fama di chi le usa ma, come detto, alle prestazioni della tavoletta, alle necessità, all’uso concreto e alle disponibilità economiche dell’acquirente.

Graphic tablet amatoriale
Budget massimo: 150 euro

E’ la tavoletta che costituisce una sorta di starter kit. E’ indispensabile averne una prima o poi, tra poco vi racconto perché.

La tavoletta amatoriale è perfetta in molti casi, per:

1. Chi disegna saltuariamente o per hobby;
2. Chi non ha mai disegnato o colorato in digitale e non sa se gli piacerà;
3. Chi studia fumetto o illustrazione e sta affrontando le basi della colorazione e del disegno digitale;
4. Chi disegna, anche professionalmente, solo in vettoriale (ad esempio con Illustrator);
5. Chi fa il colorista e si occupa unicamente di basi (selezioni e secchiello), con la priorità di non spendere troppo.
6. Chi si limita a ritoccare fotograficamente alcuni punti delle proprie tavole tradizionali scansionate.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(click sul nome per più info)

huion_fascia1_150
Huion 580
circa 45 euro
Wacom CTL 490DB- S –
circa 63-67 euro*
Huion H610 Pro
circa 77 euro
Wacom Intuos Art S
circa 95 euro
Alternative: H58L Alternative:
CTL 490DW
Alternative: — Alternative:
Wacom One
Caratteristiche: basica, solo penna, no touch, no wireless Caratteristiche: modello base di Wacom + Predisposta wi-fi + penna con o senza comandi touch, tasti personalizzabili Caratteristiche: penna, no wi-fi, no comandi touch Caratteristiche: Predisposta wi-fi + penna (3 punte opzionali)+ comandi touch + Corel Painter Essentials, tasti personalizzabili

* Il prezzo nella prima riga si riferisce alla misura S senza comandi touch
Attenzione: se non sapete come funziona un comando touch è possibile vederlo in atto a questo link, al minuto 4:50.

Graphic tablet professionale
Budget massimo: 600 euro

La differenza di budget massimo rispetto alla tavoletta amatoriale è considerevole. E’ dovuto al fatto che le tavolette professionali hanno dei livelli di pressione molto elevati, più del doppio di quelli presenti nelle tablet amatoriali. Per esempio, una Intuos può avere fino a 1024 livelli di pressione ed una Intuos Pro fino a 2048.
Non è cosa da poco: la penna risponde meglio ai comandi e la superficie risponde con più efficienza alla pressione esercitata dalla penna, con un tratto sensibilmente più preciso ed armonico. Oltre a questo, sono presenti punte alternative all’interno del kit. Come avevo descritto nel primo post, si tratta di punte che permettono un trattamento più vario del segno al momento di disegnare.

Sono perfette per:

1. Chi ha deciso di avviare la propria professione di illustratore o fumettista e di fare un’investimento economico per la propria carriera;
2. Chi è già disegnatore professionista e vuole aumentare la qualità e la resa delle proprie tavole;
3. Chi vuole migliorarsi nella resa pittorica della pittura digitale grazie ai sopracitati livelli di pressione avanzati e alle penne e punte personalizzate per effetti speciali.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(Click sul nome per più info)

Wacom Intuos Pro – S
circa 185 euro*
Huion GT-190S
459euro
Alternative: misura Mmisura LIntuos 4 XL Alternative: —
Caratteristiche: penna, comandi touch, touchring, punte alternative, kit wireless incluso Caratteristiche: display interattivo, penna cavo USB, comandi tattili non specificati

* Il prezzo indicato nella prima riga si riferisce alla misura S

Graphic tablet da rockstar
Budget massimo: oltre 2000 euro

In questa fascia di offerta troviamo quelli che dalla casa produttrice Wacom vengono definiti “display interattivi”. La serie CintiQ che, come spiegavo nella prima parte di questa guida, a differenza delle altre serie offre la possibilità di disegnare direttamente su uno schermo HD (alta definizione). Sono veri e propri schermi aggiuntivi per il nostro computer.

Anche all’interno della categoria troviamo prodotti per diverse esigenze. Dalla Wacom 13HD, come quella che ho acquistato io, alla CintiQ 27 touch, fino ad ora la più grande mai prodotta. Negli ultimi tempi poi è stata aggiunta un’interessante innovazione: la Companion, che permette di disegnare senza il supporto di un computer collegato e quindi di produrre tavole ovunque ci troviamo (dal divano al sedile di un treno!).

Questa linea di tavolette è adatta per:

1. Chi ha alle spalle una certa esperienza nel digitale a livello professionale e ha deciso di fare un investimento nel migliorare esponenzialmente la qualità delle proprie tavole.
2. Chi si focalizza sul digital painting (pittura digitale) e usa molto rese pittoriche e disegni al tratto. Il modo in cui la linea e la texture di un pennello digitale vengono resi da una CintiQ non ha eguali, neppure all’interno della fascia delle tavolette professionali.
3. Chi vuole tornare a disegnare sotto le proprie mani seppure in modo digitale perché trova freddo o disagevole l’approccio “occhi allo schermo”. Oppure migliorare la propria postura: decisamente più comodo per braccia e polsi, collo e occhi durante il disegno.

Alcuni modelli che rientrano in questo budget:
(Click sul nome per più info)

Huion GT – 220
circa 630 euro
Wacom CintiQ 13HD
709 euro
CintiQ Companion2
da 1.550 euro
Wacom CintiQ 22HD
da 1.630 euro
Alternative: — Alternative: versione Touch Alternative: processore superiore , versione Notebook Alternative: misura 24HD, 24HD Touch, misura 27 HD Touch
Caratteristiche: Schermo 16:9, penna a batteria, inclinazione schermo regolabile Caratteristiche: Risoluzione Full HD, con o senza comandi touch, penna Pro Pen, pannello di supporto regolabile a 3 altezze Caratteristiche: utilizzabile senza pc o collegato (uso ibrido), processore intel Core i5 o i7, penna Pro Pen, pannello di supporto regolabile a 3 altezze Caratteristiche: Schermo HD, 16 tasti personalizzabili (express keys), schermo con sistema di rotazione

 

Una dovuta riflessione

So bene che quando si è all’inizio di un percorso, qualunque esso sia, si può tendere ad una certa megalomania, ma è comunque bene andare per gradi.

Per alcuni acquisti, in particolar modo quelli tecnologici, potrebbe non essere il momento giusto della nostra vita e della nostra carriera. Pensiamo ad un illustratore o grafico che utilizza solo il vettoriale: in un programma in cui il tratto è quasi zero, i livelli di pressione non hanno praticamente nessuna importanza, vive di tinte piatte. Buon per lui che può stare nei 150 euro di spesa per una tavoletta grafica, oppure entro i 700 se decide di avere un grande kit di punte alternative. Prendiamo ad esempio poi una persona che utilizza la tavoletta per hobby, per pasticciare di tanto in tanto: di certo, nessuno le vieta di comperare la tavoletta con schermo multi accessoriato e spendere quasi tremila euro, soprattutto se può permetterselo.
Ma ammettetelo, non sembra uno spreco? E’ come guidare una Lamborghini per andare a fare la spesa del venerdì, magari indossando un Elie Saab con vere perle, che nemmeno alla notte degli Oscar.
Mi rivolgo soprattutto a quelle persone che si scoraggiano perché hanno appena cominciato a fare disegno digitale e pensano che senza una spesa dagli 800 euro in su non potranno permettersi una tavoletta “come si deve”. Relax. Col tempo farete esperienza e se sarà il caso e vi servirà potrete prendere la tavoletta pro e poi quella rockstar.
Nel frattempo, sappiate che una tavoletta professionale (e anche quella amatoriale, in molti casi) vi dà grandi possibilità per fare delle tavole più che valide.
Conosco illustratori e fumettisti che hanno già pubblicato di tutto e lavorano ancora su una Graphire 3 con Windows XP. Ve la ricordate? Quella uscita nei primi anni del Duemila.


Ognuno investe quanto può e soprattutto cosa gli conviene investire per le sue attuali esigenze.
Attuali: non quelle che verranno nei prossimi due anni. Quelle di ora, di questo esatto momento del proprio percorso artistico ed eventualmente professionale.
Certo anche io volevo la CintiQ già nei primi anni di carriera di pixel artist. In cui non solo non avrei mai potuto permettermela, ma mi sarebbe stata altamente inutile. Ora lo so.

Per scegliere la propria tavoletta , o le proprie tavolette, meglio fare una lista delle proprie esigenze. Per esempio:

  • Voglio che abbia le punte intercambiabili già nel kit base
  • Ho bisogno di avere dei bottoni a cui abbinare delle azioni
  • Mi serve solo che disegni perché devo fare unicamente dei semplici rough/sketch
  • Ho bisogno di una tavoletta senza l’impiccio dei cavi USB

Imprescindibile: decidete da subito il vostro budget massimo. Tenete presente che, qualora stiate prendendo in considerazione l’idea di comprare usato, sullo shop di Wacom ci sono ottimi prodotti. Così come su Ebay o Amazon. Consiglio extra: periodicamente vengono messe in vendita le tavolette che sono state usate per saloni e fiere. Sono come nuove e viene loro applicato un prezzo di usato, quando magari sono state toccate per non più di 5 ore. Però vanno via come il pane, non pensiate di trovarle lì dopo giorni e giorni (esperienza più che diretta!).
Stabilire un budget massimo non è così soffocante come sembra, anzi vi dà più libertà. Infatti potrete scartare senza stare lì a sospirare per un prodotto che tanto in questo momento non potreste acquistare. Le analogie fra comprare una tavoletta ed un appartamento sono tantissime. Budget massimo fissato, tanta sofferenza in meno. ;-) garantito!

Valutate tutto in modo accurato. E’ un acquisto che va ponderato bene per non trovarvi a rivendere tutto in poche settimane.
Non dimenticate poi che con gli accessori venduti separatamente potete migliorare la vostra esperienza di disegno anche con una tavoletta non proprio deluxe. Ne avevo parlato nella prima parte di questa guida.

Una tavoletta…su misura

Un altro luogo comune sulle tavolette grafiche è quello secondo cui, come dicono gli anglosassoni “the bigger, the better”. Più è grande (e costoso) e meglio è.
Attenzione perché a volte una tavoletta super-mega-giga è affascinante e ci sembra la cosa più entusiasmante da acquistare, ma non è matematico sia così.
Per quella che è la mia esperienza per esempio, le tavolette più piccole sono le più comode. Ho sempre avuto tavolette S perché sono sempre stata in qualche modo immersa nelle piccole lavorazioni: il miniaturismo prima e la pixel art poi.
Anche quando disegno su carta non mi piace espandermi più di tanto: faccio degli sketch di dimensioni modeste, che poi scandisco ad altissima risoluzione. Il nostro background parla di noi e delle nostre probabili esigenze.

Vi piace disegnare o dipingere su formati A3 o maggiori? Magari una tavoletta S non fa al caso vostro.
E vale anche al contrario: se come me siete soliti trovare già un A4 una grande superficie su cui disegnare, difficilmente vi sentirete a vostro agio con una tavoletta sconfinata.

Mi è capitato più volte di provare delle graphic tablet in diversi contesti: fiere/saloni, ma anche a casa di amici e colleghi, negli studi di agenzie.  Ogni volta mi trovavo a disagio davanti a tavolette grandi. Ricordo ancora con un certo senso di colpa la delusione sul volto di una mia amica grafica quando, facendomi provare una CintiQ 22HD in preda al più cieco entusiasmo, dovette scorgere in me un labbrino inorridito. No, non mi piaceva. Per me era grande, ingombrante e scomoda, tanto quanto per lei era eccezionale. Ma infatti, lei prima di fare la grafica si occupava di murales infiniti di metrature assurde!
Potreste scoprire, al contrario di me, che lavorare in grande vi piace anche se fino ad ora vi siete contenuti in spazi ridotti. Ma siccome appunto, stiamo parlando di prodotti oggettivamente costosi, datevi il beneficio del dubbio e trovate modo di fare una prova. Almeno completate uno sketch per intero.  Osservate come reagisce il vostro corpo: vi fanno male gli occhi? Vi si affaticano le spalle e il collo? Il polso tira? Il braccio pesa nell’arrivare dall’altra parte della superficie? Sono tutti pessimi segnali: in tutta probabilità non vi ci abituerete.
Lo stesso vale se vi affaticate mentalmente o fisicamente con una tavoletta di taglia ridotta rispetto al vostro approccio.
Insomma, non ci sono un giusto e uno sbagliato in assoluto, ma solo un giusto e uno sbagliato per noi stessi come disegnatori col proprio background personale.

Spendo due parole anche per il rapporto tavoletta-schermo. Se avete uno schermo 27 pollici, lavorare con una tavoletta S può essere davvero gravoso perché la mano dovrà faticare molto per raggiungere i punti più estremi dell’area di lavoro. Cercate di abbinare bene queste due periferiche.
Il discorso diventa diverso nel momento in cui utilizzate un display interattivo: visto che avete il software e la vostra tavola all’interno del vostro display sulla tavoletta, la misura dello schermo principale non sarà importante.

Ricapitolando, per comprare una tavoletta consideriamo questi fattori:

  • Il nostro budget massimo
  • Le funzioni che ci interessano
  • La misura più adatta a noi

Dall’intersezione di questi fattori troveremo i prodotti che meglio possono venire incontro al nostro modo di lavorare, di conseguenza più difficilmente ci pentiremo dell’acquisto.

Consigli e s-consigli per quanto riguarda la scelta di tavolette? Scrivete nei commenti, che possono costituire una preziosa risorsa per chi legge! :-)

Nel prossimo post vedremo come affrontare diverse problematiche relative alla manutenzione, all’installazione e ai problemi che possono insorgere con driver e software.

PRIMA PARTE DELLA GUIDA

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Asterisk Guida alle tavolette grafiche – Parte I: Introduzione
15/06/2015 Morena Forza in Disegno / 5 responses

Panico, eccitazione, diffidenza, disorientamento? Queste sono le reazioni più diffuse quando si tratta di comprare o cambiare una tavoletta grafica. “Quale scelgo? Sarà il caso di comprarla/cambiarla? E se poi me ne pento?”. Magari avete aperto più volte delle schede tecniche di tavolette e vi è sembrato sanscrito. E si dà il caso che non siate proprio fortissimi in sanscrito, anche perché è una lingua estinta.

Il rischio di impressionarsi davanti alle caratteristiche elencate sui siti che vendono tavolette grafiche è quello di comprare a casaccio, spendere male e pentirsene amaramente. Cosa c’è di peggio che spendere soldi per qualcosa che scopriamo non essere adatto alle nostre esigenze?

Dopo aver ricevuto parecchie domande in merito nel corso di questi ultimi anni ho deciso che era il momento di scrivere una mini guida all’acquisto di una tavoletta grafica, senza tecnicismi eccessivi  che non fanno altro che confondere di più.

Prima di tutto, meglio chiarire cos’è una tavoletta grafica: una periferica input collegata al computer, solitamente costituita da una superficie piatta e da una penna grafica senza filo che permette di disegnare in seguito alla pressione esercitata sulla superficie piatta. Sembra cervellotico? Niente panico! Schematizzando, questo è il modo in cui funziona:

  1. La penna grafica, che va passata sulla superficie della tavoletta.
  2. Un filo USB collega la periferica al computer.
  3. L’altra estremità del nostro cavo USB, inserita bene nel computer, che avrà installati i driver per far comunicare lui e la tavoletta.
  4. Sul monitor vediamo ciò che stiamo tracciando.
  5. E così, alla fine di una lunga seduta di disegno digitale, abbiamo la nostra tavola.
  6. L’imprevisto dietro l’angolo: attenzione, sempre controllare che tutto sia collegato a dovere. A volte basta un minimo spostamento (come un gatto di dieci chili che passa sulla scrivania, per esempio) perché i cavi non facciano completamente contatto.

Qualcuno si potrà chiedere: ma stiamo già parlando esclusivamente di tavolette Wacom? Sì e no. Non ho avuto solo Wacom, e prima che si creino dubbi strani (non sono rivenditore né prendo alcuna provvigione dalla signora Wacom purtroppo) vi posso informare sul fatto che esistono diverse scuole di pensiero sulla scelta di una tavoletta grafica, sulle marche e sui modelli. Qualcuno si è allontanato da Wacom, per esempio. Se siete indecisi potete cercare delle recensioni, quasi sempre in inglese.
Di recente ho visto un po’ di marche cinesi su Amazon, di fasce di mercato diverse,  come Huion (qui e  qui per esempio) e ho anche letto delle recensioni molto, molto positive; io fino ad ora con Wacom mi sono sempre trovata bene perciò, in nome del principio “squadra che vince non si cambia” sono rimasta dov’ero, non ho provato altre tavolette. Se avete esperienze in merito commentate sotto questo post, può essere un’interessante risorsa. :-)

Da cosa è composta la tavoletta grafica per disegnatori figurativi:

  • Superficie: la base della tavoletta su cui si disegna, svolge la funzione di foglio.
  • Penna: funziona proprio come uno strumento di disegno. La punta disegna e l’estremità opposta comprende praticamente sempre lo strumento gomma. Questo ci permette di non selezionare lo strumento gomma nel software grafico manualmente, perché ci basta girare la penna grafica perché si attivi automaticamente. Durante una delle mie lezioni mi è stato chiesto una volta “E se voglio la matita?”. Niente paura, la penna grafica non è una “penna” in senso stretto. Può simulare quasi qualunque medium durante il disegno digitale.

Accessori opzionali

Quando acquistiamo una tavoletta grafica troviamo un kit di base formato dai due elementi che abbiamo appena visto, se escludiamo tutti i materiali per il collegamento al computer. Esistono però anche accessori opzionali che possono essere acquistati separatamente a seconda delle proprie esigenze.

  • Dispositivi per utilizzare le tavolette con wi-fi, quindi senza fili. Questo è il dispositivo che ho preso per la mia Intuos qualche mese fa. Comodissimo perché permette una maggiore libertà di movimento nello spostamento della superficie. Se siete tra quelli che come me amano direzionare il foglio quando lavorano, questo kit vi darà grandi possibilità. Ovviamente non funziona con tutti i modelli di tavoletta grafica, perciò attenzione a verificare che il modello a cui si vuole abbinare il kit sia predisposto.
  • Penne alternative. Come andremo a vedere, a partire dalle tavolette Intuos abbiamo la possibilità di disporre di punte diverse che ci permettono di sperimentare nuovi tratti. Ancora più specifiche sono delle penne che simulano determinati segni per chi ha delle esigenze particolari. Questa è una penna per serie Intuos e CintiQ che simula l’aerografo, per esempio; e questa invece è l’Art Pen con delle particolari caratteristiche di inclinazione e diverse punte intercambiabili (attenzione, sempre controllare la compatibilità con la propria tavoletta).

Quando mi sono trovata fra le mani una graphic tablet per la prima volta sono rimasta un po’ delusa, perciò nel caso come la me di quel tempo non ne aveste mai vista una in azione ve lo dico subito: i modelli standard non vi permettono di disegnare come su un foglio. Mano alla penna, sguardo allo schermo. E’ la prima cosa che mette in difficoltà all’inizio, ma poi ci si abitua e quasi non ci si fa caso. Anzi, vi racconterò di come per me è stato strano tornare a guardare le mie mani mentre disegno, con l’ultima tavoletta comperata.
Ma andiamo per gradi…

 

Destreggiarsi con la tavoletta grafica è più facile di quanto si pensi!
Destreggiarsi con la tavoletta grafica è più facile di quanto si pensi!

Come comportarsi davanti all’acquisto di una tavoletta grafica?
Per mia esperienza, il disegnatore-tipo è abbastanza spaventato quando si trova a prendere in considerazione l’idea di procedere al passaggio al digitale. Parte del timore è proprio dato dall’avvicinarsi ad uno strumento tecnologico. Chi ha lavorato sempre al cento per cento in tradizionale nutre una reverenziale diffidenza verso quello che vede come un marchingegno dall’aria poco rassicurante.

Dei vantaggi del digitale e di come questo non richieda un abbandono del disegno a mano, parlerò in un prossimo post. Questo è dedicato a tutti quelli che stanno decidendo di acquistare una graphic tablet per la prima volta oppure la vogliono cambiare a favore di un’altra ma sono indecisi sul da farsi.

Flashback: la mia esperienza col disegno digitale e le tavolette fino ad oggi

Ho smesso di disegnare poco prima delle scuole superiori.
Ho ricominciato nel 2003.
E lo devo al digitale: decisi di ricominciare a disegnare dopo anni di inattività, fu proprio l’acquisto di una tavoletta grafica e l’idea di imparare ad utilizzare dei software a darmi la carica e ad accendere in me la costanza di dedicarmici con metodo.
Credo che questo strano approccio da parte mia sia dovuto alla curiosità di sperimentare la tecnologia, che ho ereditato da mio padre. Quando ero bambina ho avuto il mio primo computer prima di cominciare la scuola e ho imparato a leggere grazie ad esso; possedevo ben tre console di videogiochi (ehm ehm a cui poi giocava lui, con la scusa fossero per me), a sei anni avevo già allestito delle recite fingendo di essere reporter e volevo essere filmata con la videocamera all’ultimo grido. A volte pretendevo invece di filmare io.
Con un registratore, microfono e cassetta fingevo di avere una radio e impersonavo sia il DJ che i radioascoltatori.
Ho vissuto la tecnologia come un gioco, uno strumento di espressione. Per questo non nutro verso di essa nessun genere di soggezione. Da adulta poi, mi ci sono appassionata grazie ad un fidanzato informatico super aggiornato sull’high-tech. A lui devo anche il fatto che a spanne so farmi un sito, qualche riga di html e php, gestire un database. Insomma, sono nata e cresciuta piuttosto geek.
L’idea di disegnare su un computer quindi, mi faceva sentire a casa; si sa che la creatività sboccia maggiormente quando viene conservata una certa ingenuità infantile, per me la tavoletta grafica era un giocattolo, ieri come oggi. Se avete paura di questo genere di prodotti, cercate di vederla così: sono aggeggini divertenti. Giuro! :-)

Se vi interessa guardare l’evoluzione delle tavolette grafiche Wacom nel corso degli ultimi 17 anni, questo sito ha una bella linea temporale di dettagli tecnici di molti modelli e varianti.
Io vi posso dire intanto che le tavolette sono rimaste fondamentalmente le stesse; certo, migliorate per prestazioni e implementate con funzioni sempre più mirate a sostituire la tastiera e dei comandi tattili, ma in fondo rispetto ad altri oggetti tecnologici come i cellulari si sono evolute molto meno.

Le mie sei tavolette (più altre!) in questi dodici anni di disegno

Dal 2003 ho avuto queste tavolette:

  1. Trust (non ricordo il modello però). La mia unica tavoletta non-Wacom. A quell’epoca le tavolette grafiche in commercio erano pochissime e Trust non curava minimamente il design: la mia tavoletta era un pezzo di plastica grigia-argento, senza neppure degli angoli smussati, con una penna fin troppo leggera ed una parte di essa che si svitava dopo un po’ che la si impugnava. A differenza della tavoletta, la penna grafica era alimentata da una pila, che costituiva tutto il peso dell’oggetto. In circa un anno e mezzo di utilizzo tutta la copertura argentata della superficie si scrostò e rimasi con un prodotto letteralmente a pezzi. Ho dovuto mettere anche dello scotch per tenere ferma la penna dallo svitarsi. Insomma, era un vero campo di battaglia. Comunque, non sono schizzinosa, e mi sbarazzai di questa prima tavoletta solo quando il filo che la collegava al PC smise funzionare privandola del suo ruolo di periferica
    La pagai attorno ai 30 euro. Era la tavoletta dell’hobby, ma così consumata che la gomma attorno all’impugnatura era marcita e ingiallita. Per lo più facevo pixel art a livello puramente amatoriale.
  2. Wacom Graphire 3 Classic. Costava circa 50 euro e quando la ricevetti ebbi l’impressione di avere finalmente la mia “vera” tavoletta grafica. La meno longeva, due settimane dopo la scadenza della garanzia decise che era giunto il suo momento. Ero in totale adorazione per il suo colore blu metallizzatoe con lei iniziai a fare pixel art (che poi divenne il mio lavoro) e ad avere i miei primi stipendi. Portava con sé anche un piccolo mouse wireless, che per il tempo era una cosa super-mega-wow.
  3. Wacom Graphire 4. Con lei sono diventata illustratrice. Costava un’ottantina di euro, aveva due tasti che permettevano l’abbinamento di un comando personalizzato e, quando venni a scoprirlo, mi sentii come se fossi in possesso di una navicella spaziale. Conservava lo strumento ricalco, che per quanto mi entusiasmasse non ho ma usato nemmeno nel suo modello precursore, la Graphire 3. Si trattava sostanzialmente di un coperchio piatto trasparente che consentiva di mettere fra la tavoletta e la plastica trasparente un soggetto da ricalcare (o un disegno di cui fare cleanup digitale, magari).
    Questa fu la mia tavoletta più longeva: infatti non la cambiai perché si era rotta ma solo perché venne sostituita da una Intuos 5 un Natale di tre anni fa. Consumata e disastrata ma funzionante: una guerriera!
    La Graphire 4 è la tavoletta di cui sento più nostalgia: pensate che quando mi regalarono la Intuos non riuscii a disegnare per mesi con quella nuova, perché non mi ci trovavo. Trovare una tavoletta Wacom di serie Graphire è ormai difficile, se non usata.
  4. Intuos Pro Small. Super piatta, leggera, con tantissimi comandi personalizzabili e touch. La prima tavoletta veramente professionale che ho avuto per le mani nonostante le dimensioni ridotte. Ce l’ho ancora ed è come nuova, è quella che nonostante l’uso massiccio si è conservata perfettamente. La penna della Intuos 5 ha le punte intercambiabili che per inciso, non ho ancora avuto tempo di provar tutte. E sono una meraviglia per sperimentare e scoprire nuove forme e texture. E’ predisposta per il kit wi-fi di cui parlavo ad inizio post ed è possibile anche acquistare le penne opzionali.
  5. Intuos Manga S: La uso per lo più quando dò lezioni su Photoshop e disegno digitale (a proposito, da settembre darò lezioni private su richiesta e farò mini-corsi su Milano) perché è super maneggevole e posso portarla ovunque. Mi è stata regalata lo scorso anno in occasione della mia performance live allo stand Wacom durante la Bologna Children’s Book Fair. E’ carina e sicuramente adatta se non si vogliono ottenere rese mostruosamente alte quanto a livelli di pressione. Perfetta per chi fa disegno vettoriale e non vuole spendere tanto.
  6. CintiQ 13HD Quasi tutti i disegnatori digitali sognano la CintiQ dal momento in cui vengono a scoprire, davanti alla propria prima tavoletta da trenta euro, che non potranno più guardare sotto di sé per disegnare. Come dicevo, poi ci si abitua, ma la cosa più naturale resta sempre avere il foglio su cui si disegna sotto al naso. La posizione di mano, braccio, testa e occhi è più spontanea e risulta meno stancante. Oltre a questo, i livelli di pressione sono eccezionali e i tratti seguono alla perfezione il movimento della mano. Come ogni CintiQ, questa tavoletta è, in pratica, uno schermo che riceve i nostri imput dalla penna, tanto che come andremo a vedere, costituisce un vero e proprio secondo schermo del nostro sistema.

Altre tavolette che ho provato:

CintiQ 21UX, CintiQ 22HD. Beh che dire, rappresentano quel tipo di CintiQ che mi trovavo a sognare da anni (un po’ come Harry Potter con la Nimbus 2000). Quando poi le ho provate ho scoperto che non erano per nulla adatte a me.
E’ stato a quel punto che ho pensato che forse era il caso di spendere due parole sull’acquisto di questo tipo di prodotto.

Per oggi spero che aver riportato qui quella che è la mia esperienza fino ad ora, possa avervi fatto scattare qualche riflessione e curiosità.

Chiudo il post con cinque cose da sapere sulle tavolette grafiche :

  • La tavoletta grafica non nasce necessariamente per sostituire la matita o il pennello. Non solo non dobbiamo scegliere fra tradizionale e digitale, ma spesso il secondo viene in aiuto del primo.
  • Come vedremo, bisogna fare moltissima attenzione all’installazione della tavoletta su PC o Mac: la scelta dei driver è ancora più cruciale di quanto possiamo pensare perché dal loro corretto funzionamento dipende la qualità della nostra interazione con la tavoletta e con il software che utilizziamo per disegnare.
  • La penna della tavoletta ormai non viene più prodotta con l’alimentazione a pila. Questo la rende più leggera e comoda da maneggiare. Urrà!
  • Nonostante la loro apparenza semplice e quasi banale, le tavolette grafiche sono oggetti relativamente complessi e delicati. I livelli di pressione consistono nella ricettività alla pressione della penna sulla superficie e più questa superficie è logora (graffiata, schiacciata o rovinata) più il disegno sarà compromesso. Consiglio di coprirle con un panno o una leggera imbottitura, se si desidera lasciare la tavoletta sulla propria scrivania e si hanno degli animali che possono salirci sopra (soprattutto gattoni come i miei :-) ) e in caso di viaggio, di provvedere a collocarla al meglio in borsa o valigia senza schiacciarle troppo. Esistono anche delle apposite custodie studiate per la grandezza esatta di ciascun modello.
  • Come ogni prodotto che viene sottoposto a pressione e sfregamento, sia la superficie di disegno sia la punta della penna subiranno nel tempo un processo di usura. La velocità di questo processo dipende da quanto calcate. Comunque niente paura, perché vengono vendute superfici di ricambio per quasi ogni modello e le punte di ricambio (sia per disegnare sia per cancellare) che però vi consiglio di acquistare online (nei negozi “fisici” sono quasi irreperibili) prima che quella che avete già si consumi. Questo perché trovarsi a disegnare su una superficie molto rigata o con una punta molto usurata compromette severamente il risultato e il piacere del disegnare. Vi sfido a trovarvi con una penna che stride durante la lavorazione di una tavola…argh!

 

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