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Asterisk Gli intensi dialoghi tra uomo e Natura negli acquarelli di Elicia Edijanto
12/03/2017 Morena Forza in Disegno / 2 responses

In un mondo costantemente iperconnesso e sempre più distante dalla Natura, Elicia Edijanto, artista di Jakarta, ha voluto riscoprire un intimo dialogo fra Uomo e Ambiente nei suoi acquarelli.

Spesso minimalisti e in bianco e nero, catturano lo sguardo per l’intensità e l’atmosfera sospesa in cui sono immersi i soggetti che ritrae. Si respira una certa solennità nei suoi lavori. Eccone alcuni.
Molti altri sono visibili sul suo sito ufficiale.

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Asterisk Paesi e città illustrati da Yoshie Kondo
24/09/2015 Morena Forza in Disegno / No comments

Ama disegnare e viaggiare: Yoshie Kondo, membro della Tokyo Illustrators Society, si occupa soprattutto di illustrazione editoriale.

Uno dei suoi progetti personali più interessanti è senz’altro rappresentato da una guida di viaggio illustrata. Yoshie Kondo ha disegnato sia grandi città come New York che Paesi più piccini, confezionando un vero e proprio piccolo libro.

Ho raccolto qui qualche estratto di questo progetto, fra i più belli che ha realizzato.

A questo link sono visibili molti dei suoi lavori, anche se la gallery relativa al progetto non è stata organizzata in modo omogeneo.

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Asterisk Le ironiche vignette di Sir Edward Burne-Jones
06/08/2015 Morena Forza in Illustrazione / No comments

Siamo abituati a pensare all’Arte Preraffaellita nelle sue atmosfere grandiose e sublimi, alle sue tematiche spesso inerenti miti ed una Storia lontana.

Ma cosa succede quando un artista dell’epoca, benvoluto e stimato dal pubblico, decide di prendersi meno sul serio?
Sir Edward Burne-Jones (1833-1898) era un uomo assai amichevole; amava intrattenere lunghe e durature corrispondenze e non si limitava a scrivere, ma aggiungeva spesso e volentieri delle vere e proprie vignette alle sue lettere.
Nel tempo molte di queste sono state notate dagli storici e sono divenute famose.

Lettere a Violet Maxse

David Brass, uno dei più celebri collezionisti di libri rari di tutta la Gran Bretagna, ha un album che raccoglie quasi l’intera corrispondenza fra il pittore ed una sua amica, Violet Maxse. A questa serie di lettere appartengono molte delle vignette raffiguranti donne rotondette, buffe ma comunque non senza una certa eleganza. Con uno spiccato senso dell’ironia, il pittore le aveva soprannominante “Prominent Women“. Un doppio senso, questo: donne notevoli, sporgenti, ma anche “illustri/di spicco”.

Sembra che il pittore amasse particolarmente dipingere le masse grasse sul corpo umano, ma la moglie lo rimproverasse spesso per questa sua tendenza ad ironizzare sugli atteggiamenti di queste figure e per la frequenza, secondo lei eccessiva, con cui le inseriva nelle lettere.

Sir Edward Burne-Jones vignette

Sir Edward Burne-Jones vignette Sir Edward Burne-Jones vignette

Un’appassionata amicizia

La fitta corrispondenza (quasi quotidiana) fra Edward Burne-Jones e May Gaskell è però quella divenuta più celebre: si tratta di un archivio di più di duecento lettere ricche di racconti, quotidianità, pettegolezzi, affetto e,  naturalmente, di vignette e disegni. Negli anni gli storici hanno ipotizzato, analizzando i contenuti di queste missive, che il pittore e la signora Gaskell intrattenessero un rapporto platonico.

Sir Edward Burne-Jones vignette
Fonte: http://www.blouinartinfo.com/
Sir Edward Burne-Jones vignette
Fonte: http://www.davidbrassrarebooks.com/

In queste lettere Burne-Jones racconta le sue giornate, inserisce ritratti di sé stesso con l’influenza o dopo una faticosa camminata a vuoto. Disegni e didascalie (che funzionano quasi come fumetti) sono a volte riccamente disegnati, altre abbozzati con immediatezza.

In questi giorni l’Ashmolean Museum di Oxford ha rilasciato un comunicato stampa carico di orgoglio: questa serie di lettere è stata acquisita proprio dal museo e sarà in mostra fino al 31 agosto 2015. Prossimamente molte di queste lettere saranno disponibili per la consultazione online.

Luci ed ombre, sulla tela come nella vita

Tra l’artista e la famiglia Gaskell i rapporti erano stretti; secondo alcuni fin troppo. Burne-Jones nutriva un affetto paterno per le due figlie di May, Amy e Daphne, a cui dedicò più di un ritratto così come aveva fatto per la madre e con cui intrattenne a sua volta un affettuoso scambio di lettere.

Schizzo preparatorio e quadro definitivo del ritratto di Amy Gaskell a 19 anni

Colpisce particolarmente la cupezza del carattere di Amy da adolescente, che Burne-Jones ha saputo catturare e che, alla luce del suo presunto suicidio in giovane età, ha fatto parlare diversi storici dell’Arte ed alcuni cronisti dell’epoca.
Alla piccola Daphne invece, il pittore dedicò un ritratto a pastelli e delle lettere illustrate da animaletti e piante; erano inoltre scritte in alfabeto fonetico, una scelta piuttosto bizzarra, com’era nella natura eccentrica del pittore.

Ritratto della piccola Daphne Gaskell

Mi affascina la profonda differenza di atmosfera tra i quadri di Sir Edward Burne-Jones e le sue illustrazioni. Qui trovate una ricca galleria dei suoi quadri.
In ogni artista ed artigiano probabilmente convivono più nature. E perché non accontentarle allo stesso modo?

Per chi volesse saperne di più della particolare e aggrovigliata amicizia fra Burne-Jones, May Gaskell e le sue figlie, segnalo questo libro (qui in ebook) che ho io stessa comprato in questi giorni e non vedo l’ora di ricevere. E’ stato scritto dalla giornalista Josceline Dimbleby che ha avuto accesso agli intricati archivi delle lettere fra l’autore e questa famiglia di donne così diverse una dall’altra.

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Asterisk Misteriosi e delicati: i gatti di Endre Penovac
10/06/2015 Morena Forza in Disegno / No comments

Acqua, china, acquarello… Quel poco che basta perché Endre Penovàc porti sulla carta l’essenza delicata di ciò che vede attorno a sé.
Mi colpiscono in particolar modo gli animali, specialmente i gatti. La loro natura sfuggente, imprevedibile e un po’ magica è perfettamente trasportata nei disegno dell’artista serbo.

Anche con altri animali, come uccellini e cani, la sintesi è davvero di gran classe ed energica.

E poi, c’è anche un bassotto. ;-)


Un ringraziamento speciale a Fabrizio Libretti che, dal suo profilo Facebook, me l’ha fatto conoscere.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Jean-Jacques Sempé
17/02/2014 Morena Forza in Fumetto / No comments

Ho un piccolo taccuino dove annoto periodicamente i nomi dei grandi del passato di cui voglio scrivere per Storia dell’Illustrazione.
Tra questi non figurava quello di Jean-Jacques Sempé (Bordeaux, classe 1932), conosciuto più semplicemente come Sempé.

Non perchè non sia fra i miei autori preferiti e più importanti da conoscere per chi si interessa di illustrazione, non solo perchè è contemporaneo (e di solito posto autori non più tra noi) bensì perchè forse lo davo per scontato, conoscendolo bene e facendo parte dei miei mostri sacri.
Lo scorso anno ho visto una sua personale alla Galleria Nuages di Milano, quando ho incontrato Davide Calì, e ho avuto modo di approfondire i suoi lavori, incuriosita dal suo tratto fresco, dalla sua ironia e naturalmente dai suoi acquerelli.

Sempé è conosciuto per lo più per avere illustrato la fortunata serie di “Le petit Nicolas” di René Goscinny.

 

Anzi anche chi non è apassionato di Illustrazioni o Arti Visive spesso lo conosce; conosce i suoi disegni senza sapere il suo nome.
Oppure ha visto alcune delle sue sagaci vignette, spesso aventi come soggetto il teatro, la musica e i libri e caratterizzate dalla sua freschezza ed un umorismo raffinato.

 

La casa editrice Denoël ha stretto una duratura collaborazione con Sempé, infatti dal 1960, quasi ogni anno, pubblica un suo album.

Ma non ha fatto solo questo; oltre ad occuparsi di libri, infatti, dagli anni Sessanta ha collaborato con numerosi celebri magazine e disegnato molte copertine per il New Yorker, che secondo me costituiscono ancora oggi molte delle sue tavole più belle.
Alcune ho avuto la fortuna di ammirarle dal vivo e sono spettacolari!

Ne posto solo qualcuna ma vi invito a cercarne di più, sarà una gioia per gli occhi.

 

 

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Edward Gorey
22/02/2013 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

“Gorey è perfetto per i bambini” – diceva nientemeno che Maurice Sendak nel 2007.
Ma Edward Gorey, scrittore e illustratore con più di cento titoli al suo attivo, non aveva molto a che fare con essi anzi, pare persino non gli piacessero particolarmente.
Il Google doodle di oggi è dedicato proprio a lui, festeggia gli 88 anni dalla sua nascita; ma Gorey ci lasciò nel 2000.

Era un personaggio molto strano e sfuggente, amante della solitudine e pare, del balletto.
Aveva una vera ossessione per le pellicce (che appaiono anche in qualche sua illustrazione) e un amore sconfinato per i felini, ne possedeva a decine!

I suoi scritti e le sue illustrazioni vengono definite gotiche o noir; la prima etichetta pare lo infastidisse non poco.
E’ difficile inquadrare il suo stile, è uno di quegli autori che è meglio approfondire unicamente guardando ciò che ha prodotto e, forse, vederci ciò che preferiamo.

Gorey è un autore attualissimo; infatti i toni noir e grotteschi sono di gran moda negli ultimi 15 anni. Basti pensare al successo di Tim Burton.

 

Nonostante le atmosfere molto vittoriane e un umorismo sempre molto sottile e quasi British, Gorey era americano.
Qualcuno si chiederà: ma come umorismo, non si è detto “noir” e “gotico“?
Gorey era molto legato all’immaginario della paura e della morte e si legge chiaramente dai suoi soggetti, dal tratto e dagli scritti che accompagnano le illustrazioni. Disegnò persino una sorta di abbecedario illustrato, ad ogni lettera era abbinato il modo in cui era morto un bambino.

 

Un estratto dell’abbecedario

E’ una paura sottile; è quell’inquietudine ancestrale che ti porta anche da adulto a provare un brividino lungo la schiena quando passi per un parco buio o anche solo banalmente per un lungo corridoio non illuminato. O magari a farti evitare di sporgere i piedi o le braccia dal letto, con l’incessabile sensazione che qualcosa potrebbe afferrarti.
Quel timore sordo che si cerca di scacciare con argomenti razionali quando qualcosa ci spaventa.
Questo per me è Gorey.

Per chi volesse approfondirlo consiglio questo sito.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Harry Clarke
18/08/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 8 responses

Harry Clarke ((Irlanda, 1889 – 1931) un’innata eleganza nell’illustrazione degli anni Venti, soprattutto. Ha illustrato moltissime fiabe, tra cui quelle di Charles Perrault. L’uso dei colori e della china in bianco e nero, sono eccellenti.

 

 

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