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Asterisk Quando e come si sceglie un agente?
20/03/2017 Morena Forza in Disegno per professione / 2 responses

Nell’articolo dedicato alla traduzione dei 10 consigli di Anna Goodson, abbiamo scoperto le caratteristiche di una comunicazione efficace per stringere un primo contatto con un potenziale agente.
Prima ancora, però, dovremmo avere scelto bene chi contattare. Come farlo?

Perché io ho scelto di avere un agente, anzi… due!

Al momento in cui scrivo i miei lavori sono rappresentati da due agenzie: Illustopia e Advocate Art che, per accordi contrattuali, si occupano di zone geografiche differenti.
Ho sentito l’esigenza di appoggiarmi ad un agente per poter raggiungere dei bacini di mercato quasi del tutto inaccessibili senza una figura intermediaria, primo fra tutti quello anglosassone, che è sempre stato uno dei miei obbiettivi professionali.

Una nota doverosa, prima che si scateni la caccia grossa all’agente!
Molti dei miei amici e colleghi non sono rappresentati e lavorano ugualmente bene.
Essere rappresentati, infatti, non è indispensabile per fare gli illustratori, soprattutto lavorando con clienti italiani, che anzi spesso sono refrattari all’idea di lavorare con un un intermediario fra loro e l’illustratore che hanno ingaggiato per un progetto. Per questo, in Italia lavoro sempre senza il supporto dei miei agenti.

Le mille e un’agenzia: come scegliere?
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Online si trovano intere directories di agenzie di illustrazione, c’è l’imbarazzo della scelta.
Che è anche nostra, non solo dell’agente. Insomma, non siamo solo noi a venire selezionati da un’agenzia, dovremo valutare bene chi può rappresentare il nostro lavoro.

Sei criteri per scartare o selezionare dei potenziali collaboratori:

1: Nomi e cognomi
Un agente serio ci mette la faccia. Se c’è almeno il nome completo del fondatore dell’agenzia, buon segno.
Un rapido controllo su LinkedIn potrebbe aiutarci a capire com’è organizzata l’attività.

2: Recapiti chiari
La trasparenza è tutto: verifichiamo che sul sito siano disponibili i dati commerciali dell’attività, ovvero indirizzo fisico e email, numero di telefono. Google Maps ci può anche aiutare a capire se l’indirizzo è vero o fittizio.

3: Un sito professionale
Un sito ben fatto ci dice che l’agenzia investe nella promozione degli artisti che rappresenta e che si tiene aggiornata in modo competitivo sul mercato. Viceversa, un sito antidiluviano ci dice l’esatto opposto.

4: Affinità 
Meglio accertarci che l’agenzia da contattare si occupi di settori in cui già lavoriamo o in cui desideriamo inserirci. Osserviamo se il nostro stile sarebbe adatto a quelli trattati, consultando le gallery degli artisti rappresentati.

5: Qualità dei lavori sul sito
Bisogna sempre mirare in alto: una buona agenzia (che cioè lavora tanto) deve portarci più lavoro e per farlo, rappresenterà bravi illustratori. Le gallery ci raccontano quanto un’agenzia è selettiva. Più lo è, meglio è (e non il contrario come potremmo pensare!)

6. Nessuna richiesta di soldi
Un’agenzia seria non chiederà denaro per finanziare materiale promozionale: occuparsene anche economicamente è il suo lavoro! Bisogna sempre leggere bene i contratti e se questo aspetto non viene menzionato è meglio chiedere.

Illustrazione di Mouni Feddag

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Asterisk Come proporsi ad un agente: i dieci consigli di Anna Goodson
16/03/2017 Morena Forza in Disegno per professione / one comment
Quante regole!

Il piglio di Anna Goodson potrà apparire duro e lapidario, ma dopo qualche anno da illustratrice per professione capisco bene le linee guida che ha stilato per spiegare come contattare un agente (e soprattutto come non farlo).

Spesso, infatti, ci dimentichiamo che dall’altra parte dello schermo sarà una persona a leggere la nostra email, soppesarla, a visionare il materiale che abbiamo inviato. E non dovrebbe succedere, sia per rispetto del suo tempo, sia perché va contro i nostri stessi interessi.

Una voce autorevole

Anna Goodson, fondatrice della Anna Goodson Illustration, lavora da più di vent’anni nel mercato dell’illustrazione e spesso dona spunti molto interessanti nei suoi post.

Per questo motivo ho deciso di tradurre per i miei studenti questi 20 punti e di condividerli anche sul blog. Scusate le eventuali imprecisioni linguistiche e alcuni tagli, ma non sono una traduttrice e ho deciso di abbreviare un po’ ;-)
Trovate qui l’articolo originale.

Dieci cose da fare per approcciarsi a un’agenzia
Marta Antelo, illustratrice rappresentata da Anna Goodson
  1. Fate una ricerca sull’agenzia. Sappiate perché volete fare parte di quell’agenzia.
  2. Spedite un’email molto educata indirizzata a una persona in particolare.
  3. Mantenete l’email breve e gradevole. Personalmente impiego dai 10 ai 20 secondi per le email che ricevo su richieste inerenti l’essere rappresentati.
    Non leggo email lunghe e curriculum, per me non sono importanti. Lo sono i lavori.
  4. Cinque o sei immagini a bassa risoluzione mi bastano per una prima occhiata. Se non sono sicura o voglio vederne altre, mi piace passare a un sito semplice, efficiente e ben costruito. Molti sono gratis oggigiorno o poco costosi, suggerisco a tutti di averne uno.
  5. Decidetevi! Se lavorate con diversi stili, sedetevi, bevete qualcosa, guardate i vostri lavori e prendete una decisione su quale stile volete per essere conosciuti. Mi piace assumere illustratori che hanno uno stile riconoscibile che è solo il loro. Anche se potreste essere in grado di lavorare con un po’ di diversi stili, cercate di concentrarvi su uno solo e rendetelo eccezionale.
  6. Mi piace abbastanza sapere per chi avete lavorato. La mia decisione non è basata su quello, ma sarei una bugiarda se non dicessi che potrebbe avere la sua influenza.
  7. Adulatemi. Ciò che intendo dire è che ho una preferenza per gli illustratori che davvero vogliono essere rappresentati da me. Fatemi vedere che avete fatto le vostre ricerche, che conoscete la mia agenzia, che sapete che i vostri lavori sarebbero adatti.
  8. Non abbiate timore di chiedere ulteriori comunicazioni sulle email che avete inviato. Non fatevi intimidire da nessuno, inclusa me o altri agenti. Siamo tutti esseri umani con i nostri punti di forza e le nostre debolezze. La maggior parte di noi agenti sono persone carine. Ho la massima ammirazione per gli illustratori che seguo.
  9. Accettate la critica costruttiva se avete la fortuna di riceverne. Solitamente gli agenti rispondono solo se sono interessati a collaborare con voi, ma se ricevete un feedback che sembra una critica, accettatelo e imparate da ciò che vi viene detto. Vi farà migliorare e vi renderà più forti.
  10. Seguite il vostro cuore e non arrendetevi. Niente è facile nella vita, ma se seguite alcuni di questi semplici punti, potrebbe aiutare.
Dieci cose da evitare assolutamente
hugo-herrera
  1. Quando inviate un’email non scrivete mai “A chi di competenza”. E’ insultante.
    Se non sapete come si chiama l’agente, cercate di scoprirlo prima di contattarlo.
  2. Non scrivete mai “Dear Sir o Madame”. E’ lo stesso.
  3. Non siamo amici. Forse lavorando insieme lo diventeremo, ma nella prima email non mi conoscete e di sicuro io non conosco voi quindi non vi rivolgete mai a un agente scrivendo “Caro amico” o “Hey ciao come stai”, non è professionale.
  4. Mai e poi mai, in nessun caso, dovreste spedire a un agente un’email in CC (copia nascosta ndr) con altri agenti come destinatari. Se non avete tempo o non vi prendete il tempo di spedire email separatamente, non vi meritate di essere rappresentati.
  5. Non inviate un’email lunga o non la leggerà nessuno.
  6. Assicuratevi di scrivere il nome dell’agente correttamente.
  7. Personalmente non apro mai file .zip quindi meglio non inviarne. Un agente non ha bisogno di vedere molte immagini per capire se è interessato oppure no.
  8. Non mi piace molto vedere i vostri lavori su Facebook, Instagram o Pinterest. Fatevi un sito!
  9. Non prendete un rifiuto sul personale.
  10. Accettate il fatto che non sarà facile.
Il punto di vista di un’illustratrice

So che leggere tutti questi “fate” e “non fate” in quei due lunghi elenchi può incutere timore, ma se ci riflettete bene non si tratta che di semplici regole di buon senso ed educazione.

Altri accorgimenti vengono spontanei col tempo, ma quelli forniti da Anna Goodson mi sembrano ottimi punti di partenza.

Un agente non è il nostro migliore amico, è un collaboratore. Si lavora insieme, si cercano soluzioni nell’interesse di entrambi. Per questo motivo il rispetto deve essere alla base di un rapporto che deve sempre rimanere professionale da parte di ambo le parti. E deve esserci fin dalla prima email, che rappresenta l’equivalente digitale del nostro biglietto da visita. Lo tireremmo mai in faccia a qualcuno? O li tireremmo mai tutti insieme come il granturco ai piccioni in piazza Duomo? Ecco cosa intendevo, quando mi riferivo al semplice buon senso! :-)

Si può dire poi, che a grandi linee le regole riportate nell’elenco che ho tradotto dall’articolo della Goodson, siano applicabili anche all’interno di un altro contesto: quello in cui ci si propone a dei clienti, editori in primis.
Quindi, facciamone tesoro più che possiamo!

Abbiamo visto come proporsi ad un agente: ma quando e come sceglierlo? (Si avete letto bene: anche noi scegliamo chi contattare!)
Lo vedremo il prossimo venerdì.
Stay tuned. :-)

Illustrazioni di Marta Antelo e Hugo Herrera: 1|2|

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