Tag: acquarello

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Asterisk Come migliorare i disegni dopo la scansione
28/08/2017 Morena Forza in Disegno / No comments

Avete mai notato come a volte un disegno dal vivo renda benissimo, ma dopo essere stato scansito abbia perso tutta la sua forza? Quando succede, è molto frustrante.

Lo scanner infatti, può sfalsare la resa finale ed è di fondamentale importanza riuscire a recuperare il nostro disegno così come lo vediamo fuori dallo schermo.
Come? Con la tecnica digitale!

Photoshop può aiutarci anche se abbiamo cambiato idea su un particolare cromatico o perché no, di struttura; o magari perché c’è una macchiolina o un segno di matita involontario che non possiamo lasciare lì.

In questa ottica, la post produzione digitale è uno strumento prezioso e irrinunciabile.

Per farvi un esempio ho usato uno dei miei semplici acquerellini veloci su fondo bianco, che ci permette di vedere all’opera Photoshop nel migliorare un disegno tradizionale. Nella scansione è stato molto penalizzato, diventando opaco; per giunta, prima di scansionarlo l’ho anche sporcato accidentalmente con un altro disegno.
Insomma,ce le aveva un po’ tutte, ma proprio per questo era perfetto allo scopo, no? :-)

Fase 1 - Isoliamo il disegno

Per creare un nuovo file in cui modificare il nostro disegno, selezioniamo con lo strumento Lazo tutto quello che ci interessa, poi lo copiamo, o dal menù “Modifica – Copia” oppure tramite il comando da tastiera Ctrl+C.

Creiamo un nuovo file a fondo bianco con le giuste misure e risoluzione, poi incolliamo il disegno in questa nuova area, o dal menù “Modifica – Incolla” oppure tramite comando da tastiera Ctrl+V.

Come da immagine, dobbiamo avere due livelli: uno con fondo bianco e l’altro che contiene unicamente il disegno.

Fase 2 - Una nuova brillantezza

A questo punto siamo pronti ad affrontare la parte forse più importante della post produzione di un disegno tradizionale digitalizzato: i chiari e gli scuri.

Come dicevo prima, a volte gli scanner (anche quelli di buona qualità) non tirano fuori il meglio dei nostri disegni, perché per permettere l’acquisizione dell’immagine, viene proiettata una luce fortissima sulla superficie del foglio, che quindi risulta più chiaro e a contrasto quasi nullo.
Questo succede soprattutto scansionando acquarelli e pastelli acquerellabili, ma anche se usiamo le matite in maniera molto delicata sul foglio.

Selezioniamo allora lo strumento Valori Tonali, che troviamo nel menù Immagine – Regolazioni.

  • Dal pannello dei Valori Tonali, eleviamo per prima cosa i bianchi, con la levetta a destra, spostandola poco a poco verso sinistra, finché il grigiastro della grana della carta non scompare, ma senza esagerare di modo che non svaniscano anche parti del disegno.
  • Proseguiamo allo stesso modo coi mezzitoni, rappresentati dalla leva nel centro, cercando di capire se ci conviene tirarla più a destra o più a sinistra. A seconda del disegno, faremo scelte diverse.
  • I neri (o scuri) sono rappresentati dalla leva a sinistra, che va spostata verso destra per accentuare le forme e i colori del nostro disegno.

Attenzione

  • Non utilizziamo la voce “Luminosità – Contrasto”, perché la precisione nel risultato non sarebbe la stessa!
  • Manteniamo sempre una visione di insieme sul disegno mentre spostiamo ogni leva.
  • Teniamo la leva premuta, trascinandola lentamente, senza cliccare “a balzi”.
Fase 3 - Macchie e pasticci? Niente paura!

Nel mio caso, da vera maldestra quale sono, avevo sporcato il disegno con la continuazione di un altro acquerello a fianco e così ora mi trovo con una riga verde sul lato destro dell’alga.

Questa fase della post produzione è delicata, perciò armiamoci di pazienza e precisione: si crea un nuovo livello chiamato “cancellatura” , per poi selezionare un pennello che riproduce delle forme ad acquarello.

Col colore bianco, lentamente e con lo zoom bene attivato, “dipingiamo” sopra quella porzione rovinata di alga.
In questo caso il pennello è utilizzato al 100% di opacità e flusso, ma può capitare di usarlo con opacità più ridotta (dal 30 al 50%) se vogliamo un effetto meno netto sulla cancellatura.

Attenzione

  • In questi casi è meglio utilizzare un pennello per “cancellare” le parti indesiderate di disegno, invece che affidarsi allo strumento Gomma. Così se lo vogliamo possiamo tornare indietro, perché tecnicamente abbiamo aggiunto un pezzo al nostro disegno (un pezzo bianco, certo) e non lo abbiamo tolto.
  • Per fare questo, non usiamo mai e poi mai i pennelli base di Photoshop, ma procuriamoci dei set adatti. I pennelli pre-impostati infatti, fanno vedere la cancellatura creando un effetto molto antiestetico, che annulla la qualità di tutto il nostro lavoro!

Ecco l’immagine “ripulita” del pezzetto in eccesso:

Fase 4 - Sistemiamo i colori

Questa fase non la affronteremo sempre ,ma solo se decideremo di enfatizzare alcune tinte all’interno del nostro disegno.
In questo caso ci verrà in soccorso lo strumento Bilanciamento colore, che ci permetterà di accendere i viola/magenta, i blu, i ciani e così via.

Giochiamo delicatamente con le leve, osservando come cambiano i colori sul nostro disegno. Quando siamo soddisfatti del risultato finale, salviamo.

Era facile, vero? :-)

Il prima e il dopo!
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Asterisk Gli intensi dialoghi tra uomo e Natura negli acquarelli di Elicia Edijanto
12/03/2017 Morena Forza in Disegno / 2 responses

In un mondo costantemente iperconnesso e sempre più distante dalla Natura, Elicia Edijanto, artista di Jakarta, ha voluto riscoprire un intimo dialogo fra Uomo e Ambiente nei suoi acquarelli.

Spesso minimalisti e in bianco e nero, catturano lo sguardo per l’intensità e l’atmosfera sospesa in cui sono immersi i soggetti che ritrae. Si respira una certa solennità nei suoi lavori. Eccone alcuni.
Molti altri sono visibili sul suo sito ufficiale.

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Asterisk Misteriosi e delicati: i gatti di Endre Penovac
10/06/2015 Morena Forza in Disegno / No comments

Acqua, china, acquarello… Quel poco che basta perché Endre Penovàc porti sulla carta l’essenza delicata di ciò che vede attorno a sé.
Mi colpiscono in particolar modo gli animali, specialmente i gatti. La loro natura sfuggente, imprevedibile e un po’ magica è perfettamente trasportata nei disegno dell’artista serbo.

Anche con altri animali, come uccellini e cani, la sintesi è davvero di gran classe ed energica.

E poi, c’è anche un bassotto. ;-)


Un ringraziamento speciale a Fabrizio Libretti che, dal suo profilo Facebook, me l’ha fatto conoscere.

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Eyvind Earle
24/02/2014 Morena Forza in Animazione / 2 responses

I colori non avevano segreti per Eyvind Earle (New York 1916-2000) autore, illustratore e pittore statunitense diventato poi celebre per aver realizzato i concept di alcuni classici Disney negli anni Cinquanta.

 

 

C’è una bella differenza fra dipingere un paesaggio e fra sintetizzarlo e rendere le atmosfere che lo caratterizzano; Earle lo sapeva bene, tanto che gli alberi disegnati da lui sono ancora oggi inconfondibili, ricorrenti nelle sue tavole e sempre molto importanti come elementi narrativi oltre che decorativi.

 

 

 

 

Eyvind Earle divenne famoso già durante la sua giovinezza; a soli 14 anni tenette la sua prima mostra personale a Parigi e a 21 si vide acquistare un suo dipinto nientemeno che dal Metropolitan Museum di New York.
Per quanto riguarda la sua carriera in Disney, il suo capolavoro per styling, sfondi e colori fu “La bella addormentata nel bosco” (1959)

 

 

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Jean-Jacques Sempé
17/02/2014 Morena Forza in Fumetto / No comments

Ho un piccolo taccuino dove annoto periodicamente i nomi dei grandi del passato di cui voglio scrivere per Storia dell’Illustrazione.
Tra questi non figurava quello di Jean-Jacques Sempé (Bordeaux, classe 1932), conosciuto più semplicemente come Sempé.

Non perchè non sia fra i miei autori preferiti e più importanti da conoscere per chi si interessa di illustrazione, non solo perchè è contemporaneo (e di solito posto autori non più tra noi) bensì perchè forse lo davo per scontato, conoscendolo bene e facendo parte dei miei mostri sacri.
Lo scorso anno ho visto una sua personale alla Galleria Nuages di Milano, quando ho incontrato Davide Calì, e ho avuto modo di approfondire i suoi lavori, incuriosita dal suo tratto fresco, dalla sua ironia e naturalmente dai suoi acquerelli.

Sempé è conosciuto per lo più per avere illustrato la fortunata serie di “Le petit Nicolas” di René Goscinny.

 

Anzi anche chi non è apassionato di Illustrazioni o Arti Visive spesso lo conosce; conosce i suoi disegni senza sapere il suo nome.
Oppure ha visto alcune delle sue sagaci vignette, spesso aventi come soggetto il teatro, la musica e i libri e caratterizzate dalla sua freschezza ed un umorismo raffinato.

 

La casa editrice Denoël ha stretto una duratura collaborazione con Sempé, infatti dal 1960, quasi ogni anno, pubblica un suo album.

Ma non ha fatto solo questo; oltre ad occuparsi di libri, infatti, dagli anni Sessanta ha collaborato con numerosi celebri magazine e disegnato molte copertine per il New Yorker, che secondo me costituiscono ancora oggi molte delle sue tavole più belle.
Alcune ho avuto la fortuna di ammirarle dal vivo e sono spettacolari!

Ne posto solo qualcuna ma vi invito a cercarne di più, sarà una gioia per gli occhi.

 

 

 

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Asterisk Storia dell’illustrazione: Kate Greenaway
02/02/2011 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / one comment

Kate Greenaway è un’illustratrice che ha fatto parte della Golden Age (come Rackham, Dulac, Nielsen e molti altri) e ha fatto la storia dell’illustrazione per l’infanzia.
I suoi libri sono ancora oggi in ristampa e regalano momenti magici ai bambini di tutto il mondo. A lei è persino intestato un premio, la Kate Greenaway Medal, istituita nel 1955.
Kate Greenaway era di estrazione sociale medio bassa; la madre era una sarta e i modelli che disegnava venivano spesso raffigurati nelle illustrazioni della figlia.
Le scene bucoliche ricorrenti nelle immagini da lei disegnate sono invece riconducibili alle vacanze estive della sua famiglia nella campagna inglese, che amava molto.
A questo link sono visibili molti dei suoi libri illustrati, con tutto il fascino dei tempi passati.
Qui invece potete vedere delle cartoline (inizialmente infatti illustrò cartoline e biglietti di auguri)

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: A. Duncan Carse
20/12/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Andreas Duncan Carse è stato uno dei più famosi illustratori di fate dell’Epoca D’oro (Golden Age) dell’illustrazione, tanto che dal punto di vista tematico i suoi lavori erano correlati alla British Fairy School.
Nonostante la fama, sembra abbia lavorato solo a due interi libri illustrati, nel 1912, mentre ha lavorato a diverse locandine e cartoline.

 

“Il re delle fate”

 

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Cicely Mary Barker
23/11/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 6 responses

Fra gli artisti che hanno disegnato e raccontato la vita delle fate, Cicely Mary Barker è sicuramente una dei più celebri. Molto spesso, ancora oggi, le sue illustrazioni vengono utilizzate per cartoline, oggetti per la casa, articoli di cartoleria, o incorniciate per abbellire le stanze dei più piccini, superando la prova del tempo: alcune hanno già compiuto cento anni!

Cliccate sulle immagini per ingrandire.

Un talento precoce

Cicely Mary Barker nacque a Croydon, borgo a sud di Londra, il 28 giugno del 1895, in una famiglia della media borghesia inglese. Affetta dalla nascita da una forma di epilessia, la piccola Cicely Mary passò gran parte della sua infanzia e prima giovinezza in un ambiente molto protettivo e purtroppo, spesso a letto: una governante ed una tata si occupavano delle sue cure. Impossibilitata a frequentare la scuola, ricevette un’istruzione casalinga, dove poté però nutrire pienamente la sua particolare abilità nel disegno e nella scrittura.
Fra gli autori che più la ispiravano, niente meno che Randolph Caldecott e Kate Greenaway, due giganti della Golden Age of Illustration.

Come nascono le fate

L’amore per le piante ed i fiori, e l’ispirazione quotidiana dei bambini che frequentavano l’asilo casalingo della sorella maggiore Dorothy, portarono l’illustratrice a disegnare folletti e fate in abiti e accessori floreali, con la delicatezza e la freschezza dell’acquarello. Cicely Mary Barker, infatti, allestiva spesso il suo studio nel giardino della casa di famiglia.

Divenuta ormai celebre, l’autrice riceveva spesso visite dal personale dei Kew Gardens, che le procurava nuove specie di piante e fiori da dipingere.

Alcuni libri, come questo, raccontano i dietro le quinte e gli studi su sketchbook legati alle fate della Barker; molti degli studi originali invece (come quello nell’immagine sopra) sono introvabili!

Il successo

A differenza di alcuni illustratori che sono stati conosciuti o rivalutati solo in tempi recenti, Cicely Mary Barker conobbe il successo durante la sua vita, che però rimase piuttosto semplice e riservata.
Nel 1911 vendette i suoi primi disegni ad uno dei più grandi produttori di biglietti d’auguri di tutta l’Inghilterra, la Raphael Tuck & Sons.
A soli 13 anni faceva già parte della Croydon Art Society, dopo aver vinto la poster competition; a 16 venne eletta membro a vita, la persona più giovane a ricevere un tale onore.

Questo evento le aprì le porte del grande mercato editoriale: diversi editori di libri e riviste la contattarono infatti per nuovi progetti e questo fu provvidenziale, dato che dal 1912, anno in cui il padre morì, la famiglia Barker si trovò ad affrontare gravi difficoltà economiche.

Cicely Mary Barker era l’illustratrice giusta al momento giusto.
Nel 1923 venne pubblicato il libro che la consacrò come illustratrice storica: “Flower Fairies of the Spring”, destinato ad essere ciò per cui ancora oggi è conosciuta, sia fra gli addetti ai lavori che dal grande pubblico.

La sua popolarità crebbe a tal punto che in breve tempo i suoi acquarelli fatati divennero i preferiti della Regina Maria (nonna dell’attuale Regina Elisabetta), che usava inviarne cartoline ai propri contatti, in particolar modo dalla pubblicazione di “Elves and Fairies” del 1918.

Non molto tempo dopo l’uscita del primo libro sulle fate della primavera, vennero pubblicati anche i libri delle fate dell’estate e dell’autunno.

Dopo la giovinezza, l’autrice si dedicò anche all’illustrazione sacra, essendo molto religiosa; ma questo tipo di immagini rimase meno memorabile nell’immaginario comune legato al suo nome.

La placca sulla casa dove Cicely Mary Barker visse per gran parte della sua vita a Croydon.
Le fate, oggi

I “libri delle fate” vengono ristampati con una certa regolarità: nel 2014 la Warne (storica casa editrice di Beatrix Potter oggi assorbita da Penguin) ha presentato per la collana Gift Books una raffinatissima versione con copertina papercut.
Sono state pubblicate anche delle raccolte dei tre libri in volume unico, questa per esempio è un’edizione italiana.
Un po’ di anni fa invece, nel 1998, il Telegraph ha raccontato di come gli acquarelli della prima edizione di “Flower Fairies of the Spring” abbiano fatto parlare di sé per essere a quanto pare svaniti nel nulla, costringendo la Warne a “piratarne” le stampe già esistenti nelle precedenti edizioni. Questo ha purtroppo alterato la qualità delle tavole originali nella loro freschezza.
Nei primi mesi del 2017 è stato invece pubblicato un vivace coloring book , anche se non certo il primo.

Particolarmente amati dal pubblico femminile, nel corso degli anni i prodotti ispirati alle fate della Barker hanno conosciuto un certo revival, soprattutto con l’avvento del Fantasy: tazzine, agende, calendari, ma anche set di cartoline, e perfino articoli per il découpage.

Letture

Flower fairies of the Winter
Warne (2013)
Le fate dell’inverno

Flower fairies of the Spring
Warne (2013)
Le fate della primavera. Il primo della serie delle fate delle stagioni.

Flower fairies of the Summer
Warne (2013)
Le fate dell’estate

Flower fairies of the Autumn
Warne (2013)
Le fate dell’autunno

Il libro delle fate dei fiori
Fabbri (2012)
Raccolta dei 4 volumi delle fate di Cicely Mary Barker, poesie tradotte da Roberto Piumini

Fairyopolis
Frederick Warne & Co (2005)
Come sono nate le fate di C.M. Barker nell’estate del 1920

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Beatrix Potter
Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 9 responses
Beatrix Potter non era solita aggiungere molti dettagli
negli sfondi, infatti spesso disegnava dei “semisfondi”
o sfondi che andavano dissovendosi

Ai nostri giorni, facendo due passi in una qualunque sezione per l’infanzia di una libreria, non ci stupiamo di vedere orsetti incravattati, porcellini in bicicletta, e ippopotami che sciano.
Ma in epoca vittoriana antropomorfizzare (questo è il termine tecnico) gli animali era scarsamente visto di buon occhio, motivo per cui inizialmente Beatrix Potter fece molta fatica a veder pubblicati i suoi personaggi, per lo più conigli, animali per cui aveva una predilezione.
In pochi sanno che il fatto che i protagonisti dei suoi racconti erano sempre animali, derivasse dalla sua attività di scienziata; infatti era molto legata alla Natura ed era anche micologa. Per quanto fosse appassionata di scienze però, aveva una fervida fantasia e avendo avuto un’infanzia molto solitaria, passò molti anni nella sua camera/studio, inventando storie popolate di animali che si comportavano come persone, e dipingendo ad acquarello e china.

 

Abitando in campagna, le sue storie erano spesso ambientate
in un contesto bucolico e rurale,e così gli animali erano spesso di fattoria

E’ una dei pochi autori che è rimasta famosa nel tempo; ancora oggi possiamo trovare ovunque i suoi libri ,e le sue immagini sono utilizzate per cartoline e merchandising di vario genere.
Probabilmente la delicatezza e la ricercatezza dei suoi disegni, ha mantenuto tutta la loro freschezza che li rende così adatti ai bambini di ogni epoca.

Personaggi di Beatrix Potter (tra i più celebri Jemima e Peter Rabbit)

Su di lei nel 2006 è uscito “Miss Potter” che racconta la sua carriera di autrice e illustratrice (mentre viene del tutto tralasciata la sua vita come scienziata) ma anche di donna.
Alcune immagini sono bellissime; celebri quelle con i conigli giganti che trainano la carrozza dei suoi genitori,nella neve, e i vari passaggi in cui i suoi personaggi si muovono sulla carta. Anche la colonna sonora è bellissima.
Per non parlare della sequenza di apertura, anche se molti noteranno che la tavolozza che si vede è una modernissima Winsor&Newton (in plastica! :D)

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Asterisk Storia dell’Illustrazione: Edmund Dulac
18/08/2010 Morena Forza in Storia dell'Illustrazione / 2 responses

Edmund Dulac (Francia 1882 – 1953) fu un illustratore francese naturalizzato inglese, uno degli esponenti della cosìdetta “Epoca d’oro dell’illustrazione” ed illlustrò moltissime fiabe, ma anche narrativa per adulti, tra cui le opere delle sorelle Bronte. Il suo tratto è elegantissimo, raffinato, la scelta del colore decisamente sofisticata e perfetta nel rendere atmosfere magiche e misteriose. Nonostante, come ovvio, lavorasse unicamente a mano, la sua maestria nel rendere ombre, luci e bagliori, è praticamente unica.
Trovate due bellissime gallery molto complete qui.

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