Tutte le novità del blog
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Asterisk Paesi e città illustrati da Yoshie Kondo
24/09/2015 Morena Forza in Disegno / No comments

Ama disegnare e viaggiare: Yoshie Kondo, membro della Tokyo Illustrators Society, si occupa soprattutto di illustrazione editoriale.

Uno dei suoi progetti personali più interessanti è senz’altro rappresentato da una guida di viaggio illustrata. Yoshie Kondo ha disegnato sia grandi città come New York che Paesi più piccini, confezionando un vero e proprio piccolo libro.

Ho raccolto qui qualche estratto di questo progetto, fra i più belli che ha realizzato.

A questo link sono visibili molti dei suoi lavori, anche se la gallery relativa al progetto non è stata organizzata in modo omogeneo.

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Asterisk 10 anni, 4000 pagine di appunti di Paul Klee liberamente consultabili
21/09/2015 Morena Forza in Arte / 8 responses

Benedico l’esistenza di internet ogni volta che dei documenti preziosi vengono rispolverati e messi a disposizione di chiunque, proprio utilizzando la tecnologia.

Una delle ultime e più preziose aggiunte riguarda quasi quattromila pagine dai taccuini del famoso pittore tedesco Paul Klee. Quasi l’intera totalità dei taccuini è conservata a Berna, al Zentrum Paul Klee.

La raccolta riguarda i taccuini che vanno dal 1921 al 1931. Teoria del colore, composizione, geometrie… E’ proprio affascinante sfogliare i pensieri  e le annotazioni di artisti che hanno fatto la Storia.

Spero resterete meravigliati quanto me. Li trovate a questo indirizzo, buona consultazione (e non dimenticate di condividere questa risorsa così curiosa e arricchente: 4000 pagine di appunti di Paul Klee online per tutti )!

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Asterisk “Nephtali”, di Glen Keane: balletto, animazione e magia
19/09/2015 Morena Forza in Animazione / No comments

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Una visione fatata, piena di incanto: un’eterea ballerina aggraziata ed energica come una cerva.

“Nephtali” è il nuovo corto di Glen Keane, animatore Disney ormai leggendario, che da qualche anno si è ritirato per dedicarsi alle proprie passioni e per lavorare a dei progetti personali, più magici e poetici, sotto forma di cortometraggi indipendenti.
In questo caso, il nuovo corto è stato commissionato al celebre veterano dell’animazione, nientemeno che dall‘Opéra de Paris, per il progetto 3e Scène. Si può dire che Keane abbia cucito una coreografia su misura della ballerina, Marion Barbeau.

Curiosità: “Nephtali”, che intreccia video ed animazione, è una sequenza ispirata al salmo 42 della Bibbia:

“Come la cerva desidera i corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.”

Ecco spiegata la simbologia che ha guidato l’autore nella realizzazione di questo piccolo capolavoro, che rende omaggio alla danza. 

La passione di Keane per il balletto non è mai stato un mistero: anche in “Duet” (rilasciato nel 2014) l’incontro dei protagonisti si dispiega nell’espressione di due corpi che danzano in una profusione di luci ed ombre evocative, in un crescendo di emozioni e suggestioni.

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Ecco il dietro le quinte, davvero affascinante.

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Asterisk AMA – Un nuovo cortometraggio targato Gobelins
Morena Forza in Animazione / No comments

Che Gobelins rilasci piccoli autentici capolavori dell’animazione ormai è consuetudine (vi ricordate il progetto sulle donne celebri dell’animazione?). Eppure la meraviglia che provo guardando uno dei corti di fine anno è sempre la stessa: incontenibile!

AMA è stato realizzato da Emilie Almaida, Liang Huang, Mansoureh Kamari, Juliette Peuportier, Julie Robert, Tony Unser.

Buona visione!

 

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Asterisk Cosa tenere e cosa buttare – le strip di Jim Benton
18/09/2015 Morena Forza in Fumetto / No comments

Ironica, ma non troppo distante dalla realtà: disegnare è anche sapere cosa buttare e cosa tenere.

Le strisce di Jim Benton sono consigliatissime, si trovano qui!

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Asterisk Artista oppure Illustratore? La provocatoria soluzione di John Howe
09/09/2015 Morena Forza in Illustrazione / one comment

“Ma è Arte?” si chiede qualcuno davanti ad una tavola illustrata.
La dicotomia Arte-Illustrazione è uno dei temi più scottanti di sempre; non importa quanti manuali di illustrazione si possano acquistare, la tematica è sempre presente. E ci sarà un motivo: all’essere umano piace poter etichettare ciò che ha davanti. Non importa se lo fa scavalcando il buon senso, senza tenere conto che l’Arte come la vita è fatta di milioni di sfumature.

L’eterna domanda ha trovato una risposta molto provocatoria da parte del geniale illustratore (o Artista?) John Howe. Sulla sua pagina Facebook rilascia queste fotografie e il post che ho tradotto al volo, fra le mie stesse risate.

“”Mi si chiede spesso della differenza fra illustrazione e Arte. Quindi, ci ho pensato un po’ e me ne sono saltato fuori con un concetto rivoluzionario.

INFINE, BUONE NOTIZIE PER GLI ILLUSTRATORI!

Ora anche gli illustratori possono essere Artisti e la buona notizia è che non costa nulla!

Osservate la prima immagine: l’individuo è chino sulla sua immagine, che è più o meno piatta sul tavolo. Seconda: l’immagine è posizionata verticalmente. Ora è un quadro, non un’illustrazione! Quell’individuo è chiaramente un Artista!

E si possono usare gli stessi pennelli e colori! Si può stare in piedi (stare in piedi mentre si lavora è molto popolare ora, quindi si partecipa ad un ampio cambiamento sociale, senza costi extra!)

E ciò che è meglio, è che si può anche lavorare alla STESSA tavola!

Ora, se questa non è una buona notizia non so cosa sia.”

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Asterisk Le ironiche vignette di Sir Edward Burne-Jones
06/08/2015 Morena Forza in Illustrazione / No comments

Siamo abituati a pensare all’Arte Preraffaellita nelle sue atmosfere grandiose e sublimi, alle sue tematiche spesso inerenti miti ed una Storia lontana.

Ma cosa succede quando un artista dell’epoca, benvoluto e stimato dal pubblico, decide di prendersi meno sul serio?
Sir Edward Burne-Jones (1833-1898) era un uomo assai amichevole; amava intrattenere lunghe e durature corrispondenze e non si limitava a scrivere, ma aggiungeva spesso e volentieri delle vere e proprie vignette alle sue lettere.
Nel tempo molte di queste sono state notate dagli storici e sono divenute famose.

Lettere a Violet Maxse

David Brass, uno dei più celebri collezionisti di libri rari di tutta la Gran Bretagna, ha un album che raccoglie quasi l’intera corrispondenza fra il pittore ed una sua amica, Violet Maxse. A questa serie di lettere appartengono molte delle vignette raffiguranti donne rotondette, buffe ma comunque non senza una certa eleganza. Con uno spiccato senso dell’ironia, il pittore le aveva soprannominante “Prominent Women“. Un doppio senso, questo: donne notevoli, sporgenti, ma anche “illustri/di spicco”.

Sembra che il pittore amasse particolarmente dipingere le masse grasse sul corpo umano, ma la moglie lo rimproverasse spesso per questa sua tendenza ad ironizzare sugli atteggiamenti di queste figure e per la frequenza, secondo lei eccessiva, con cui le inseriva nelle lettere.

Sir Edward Burne-Jones vignette

Sir Edward Burne-Jones vignette Sir Edward Burne-Jones vignette

Un’appassionata amicizia

La fitta corrispondenza (quasi quotidiana) fra Edward Burne-Jones e May Gaskell è però quella divenuta più celebre: si tratta di un archivio di più di duecento lettere ricche di racconti, quotidianità, pettegolezzi, affetto e,  naturalmente, di vignette e disegni. Negli anni gli storici hanno ipotizzato, analizzando i contenuti di queste missive, che il pittore e la signora Gaskell intrattenessero un rapporto platonico.

Sir Edward Burne-Jones vignette
Fonte: http://www.blouinartinfo.com/
Sir Edward Burne-Jones vignette
Fonte: http://www.davidbrassrarebooks.com/

In queste lettere Burne-Jones racconta le sue giornate, inserisce ritratti di sé stesso con l’influenza o dopo una faticosa camminata a vuoto. Disegni e didascalie (che funzionano quasi come fumetti) sono a volte riccamente disegnati, altre abbozzati con immediatezza.

In questi giorni l’Ashmolean Museum di Oxford ha rilasciato un comunicato stampa carico di orgoglio: questa serie di lettere è stata acquisita proprio dal museo e sarà in mostra fino al 31 agosto 2015. Prossimamente molte di queste lettere saranno disponibili per la consultazione online.

Luci ed ombre, sulla tela come nella vita

Tra l’artista e la famiglia Gaskell i rapporti erano stretti; secondo alcuni fin troppo. Burne-Jones nutriva un affetto paterno per le due figlie di May, Amy e Daphne, a cui dedicò più di un ritratto così come aveva fatto per la madre e con cui intrattenne a sua volta un affettuoso scambio di lettere.

Schizzo preparatorio e quadro definitivo del ritratto di Amy Gaskell a 19 anni

Colpisce particolarmente la cupezza del carattere di Amy da adolescente, che Burne-Jones ha saputo catturare e che, alla luce del suo presunto suicidio in giovane età, ha fatto parlare diversi storici dell’Arte ed alcuni cronisti dell’epoca.
Alla piccola Daphne invece, il pittore dedicò un ritratto a pastelli e delle lettere illustrate da animaletti e piante; erano inoltre scritte in alfabeto fonetico, una scelta piuttosto bizzarra, com’era nella natura eccentrica del pittore.

Ritratto della piccola Daphne Gaskell

Mi affascina la profonda differenza di atmosfera tra i quadri di Sir Edward Burne-Jones e le sue illustrazioni. Qui trovate una ricca galleria dei suoi quadri.
In ogni artista ed artigiano probabilmente convivono più nature. E perché non accontentarle allo stesso modo?

Per chi volesse saperne di più della particolare e aggrovigliata amicizia fra Burne-Jones, May Gaskell e le sue figlie, segnalo questo libro (qui in ebook) che ho io stessa comprato in questi giorni e non vedo l’ora di ricevere. E’ stato scritto dalla giornalista Josceline Dimbleby che ha avuto accesso agli intricati archivi delle lettere fra l’autore e questa famiglia di donne così diverse una dall’altra.

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Asterisk 20 quadri e illustrazioni super rinfrescanti per andare in vacanza
24/07/2015 Morena Forza in Illustrazione / No comments

Con questa canicola è impossibile fare qualsiasi cosa, persino pensare. E’ stato il primo anno in cui ho ceduto e ho comprato un climatizzatore.

Tiriamoci su con una ventata di freschezza!
Iniziando con una fotografia di Zaria Forman che dipinge un iceberg e tuffandoci poi in venti illustrazioni acquatiche, estive e cariche di sollievo.

Con queste ci salutiamo per le vacanze.
Il blog di Roba da Disegnatori torna attivo il 7 settembre.
Per me questa sarà un’estate molto particolare e la dedicherò interamente alla strutturazione di un nuovo portfolio e, naturalmente, alla preparazione di tanti nuovi articoli per il blog.
A settembre parte anche la newsletter! Per maggior informazioni cliccate qui. A presto!

zariaforman
Zaria Forman
aitch
Aitch
belhoula amir
Belhoula Amir
ben mantle
Ben Mantle
dingyiyi
Dingyiyi
edward tomek
Edward Tomek
edwin ushiro
Edwin Ushiro
francescabuchko
Francesca Buchko
Hong Bo-young
Hong Bo-young
jingwei
Jing Wei
Kitagawa Natsumi
Kitagawa Natsumi
lucy davey
Lucy Davey
monicaramos
Monica Ramos
richgemmel
Rich Gemmel
satoetone
Satoe Tone
ture ekroos
Ture Ekroos
yan quin weng
Yan Quin Weng
rhonagarvin
Rhona Garvin

 

Laura Stoddart
Laura Stoddart
Suzy Lee
Suzy Lee

 

E non dimenticate… l’acqua è preziosa!

federico mariani
Federico Mariani

 

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Asterisk 100 anni di Bellezza – L’affascinante progetto che abbraccia la bellezza femminile nel mondo
15/07/2015 Morena Forza in Disegno / No comments

Ideato e prodotto da Cut.com, “100 years of beauty” (cento anni di bellezza) è un progetto molto interessante per chi vuole famigliarizzare con Storia del Costume o per chi vuole raccogliere qualche appunto per il character design. I produttori, infatti, hanno preso in esame diversi Paesi (da quanto so, altri ne seguiranno; nel momento in cui scrivo si contano 9 episodi) e ogni donna rappresenta una Nazione che attraversa 100 anni di Storia fra trucco e pettinatura.

Un look anni ’40 dalla Russia. Che classe!

Qui la playlist completa, dove si possono guardare anche i video dei making-of con le fasi di ricerca.

Se è vero che gli stili proposti non sono gli unici che si trovano in ciascuna delle epoche trattate, è comunque un buon punto di partenza per capire come canoni estetici e culturali siano cambiati nel corso del tempo.

Un look indiano degli anni '20. Non che le flapper non mi piacciano, ma non avrei mai detto che della stessa epoca avrei apprezzato ancora di più trucco e pettinature indiane.
Un look indiano degli anni ’20. Non che le flapper non mi piacciano, ma non avrei mai detto che della stessa epoca avrei apprezzato ancora di più trucco e pettinature indiane.

Mi affascina particolarmente l’Oriente (Corea e Iran) e il fatto che per gli USA abbiano scelto di rappresentare sia le afroamericane sia le americane di origine anglosassone.
Significativo notare poi come pettinature, trucco ed accessori non siano qualcosa di totalmente distaccato da quelle che sono la Storia e la politica di ogni Nazione.

Ormai quasi cent'anni fa in Corea non era ancora necessaria la distinzione fra Nord e Sud per quanto riguardava il look.
Ormai quasi cent’anni fa in Corea non era ancora necessaria la distinzione fra Nord e Sud per quanto riguardava il look.

Corea del Sud e del Nord per esempio attraversano quasi da sempre situazioni differenti; e l’Iran non ha sempre conosciuto l’usanza di coprire i capelli.
Per non parlare dell’India: la maggior parte di noi occidentali, nel suo immaginario di donna indiana ha quasi sempre il 1910 cioè una figura di cento anni fa. Non è stranissimo, a pensarci?

Da questi disegni veloci che ho fatto, si vede che proprio l’India mi è entrata nel cuore. :) Soprattutto quella degli anni Venti e Trenta.

L’aspetto più divertente di disegnare ispirandosi a storia del costume (e non è certamente la prima volta che lo faccio, essendone appassionata) è che si impara a guardare con attenzione elementi che spesso diamo per scontati. Quante volte disegniamo uomini e donne sempre con le stesse pettinature? Scavare negli anni passati può essere un ottimo modo per dare ai personaggi un’aria più interessante e viva.

Trovate gli altri nella playlist completa.

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Asterisk The Wound – un corto che racconta il rancore
Morena Forza in Animazione / No comments

Qualche mese fa avevo condiviso sulla nostra pagina questo video, rimanendone molto affascinata per la capacità di trasmettere la malinconia intrinseca al rancore e alle ferite che subiamo.

Oggi sono molto felice di ritrovarlo su Vmeo in una buona risoluzione. La regista è la russa Anna Budanova, che per questo corto ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio della giuria all’edizione 2013 de Festival di Annecy.

Buona visione.

The Wound from Anna Budanova on Vimeo.

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