Categoria: Guide e Tutorial

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Asterisk Creare tavolozze colore in Photoshop e Illustrator
16/11/2011 Morena Forza in Guide e Tutorial / No comments

Premessa


Ogni disegnatore ha il suo metodo.
C’è chi parte da un’idea data dalla composizione, chi parte da una fotografia, un film, in molti partiamo dai colori per iniziare un’illustrazione o una serie di tavole.
Tanto che alcuni di noi prendono spunto dalle palettes, cioè vere e proprie tavolozze colore, disponibili su siti come Colour Lovers (sito che tra l’altro consiglio!) che riconosce nei colori una vera e propria fonte di ispirazione ed incoraggia a condividere le proprie scelte cromatiche con gli altri utenti. Le combinazioni di colore sono qualcosa di molto potente a livello visivo. I colori influiscono tantissimo sull’umore quando ci vestiamo, figurarsi per disegnare!

Preview di Colourr Lovers

Qualcuno sostiene che prelevare una tavolozza colori da un’illustrazione esistente consista in un vero e proprio “furto”. Lo trovo piuttosto stupido, perchè con la stessa tavolozza colori possono risultare lavori diversissimi (ed è auspicabile!) Non solo ma costituendo la tavolozza colori un mero spunto, è chiaro che durante il processo di lavorazione l’illustrazione o la tavola in genere, il lavoro prenda una piega tutta sua (se così non fosse non è un problema del prelevare il colore: semmai è un problema di non-inventiva.)

Prelevare i colori in Photoshop

Per questo tutorial mi servirò per problemi di copyright di una mia illustrazione già completata, “Pirati e principesse”.

Per prima cosa apriamo l’illustrazione in Photoshop.
Nel caso non fosse già aperta, facciamo apparire la finestrella “Campioni” (“Swatches” in inglese) dal menu “Finestra” (“Window”)

Troveremo dei colori che Photoshop ci ha già dato di default. Cliccando col tasto destro su ogni quadratino di colore (ogni quadratino è un campione o swatch) lo cancelleremo per poi rimpiazzarlo coi colori che sceglieremo.

Fatto questo useremo lo strumento contagocce (detto anche eyedropper) per prelevare i colori che ci interessano. Dobbiamo prelevare ogni colore che vogliamo nella nostra tavolozza uno a uno, quindi il procedimento che segue va effettuato per ogni diverso colore. Normalmente nel comporre la tavolozza io definisco prima il bianco e il nero poi procedo con gli altri colori.

Il contagocce che preleva il colore blu

A questo punto ci spostiamo nella tab coi nostri Campioni o Swatches e il puntatore prende la forma di un secchiello. Clicchiamo (infatti il comando ci dice: “Clicca per creare un nuovo swatch”)

Si apre una finestrella che ci permette di nominare ogni colore (facoltativo), quando lo avremo fatto cliccheremo su OK e avremo aggiunto il colore alla nostra tavolozza.
Quando avremo seguito questo procedimento per ogni colore ci troveremo davanti alla nostra tavolozza colori:
In qualunque momento ogni swatch cioè colore potrà essere rinominato
o rimosso dalla tavolozza colori. Per farlo basterà cliccare col tasto destro
sul quadratino di colore desiderato (o indesiderato ;) )
Salvare la tavolozza: due opzioni.
Nel momento in cui dobbiamo salvare la tavolozza colori saremo davanti a due scelte:
  1. Il nome. Consiglio di dare sempre un nome alla tavolozza creata e che sia evocativo (insomma non digitate lettere a caso: cercate di darle un nome che vi aiuti a ricordare che tipo di colori contiene perchè poi finchè non la aprirete in Photoshop od eventualmente Illustrator non avrete idea di che tipo di colori avrete davanti e se quindi saranno utilizzabili per ciò che dovete fare.)
  2. Il tipo di destinazione. Scegliendo “Salva campioni” (“Save Swatches…”) ci limiteremo a creare una tavolozza colori destinata all’uso in Photoshop. Nel caso volessimo utilizzarla anche in Illustrator ci basterà selezionare la voce sottostante e salvare il tutto nella cartella swatches di Illustrator.
Note
Anche scegliere i colori richiede una certa furbizia e gusto. Io consiglio sempre di scegliere i colori principali, intermedi fino a un certo punto. Non è il caso di prelevare ogni colorino intermedio o si andrà a creare una tavolozza infinita. Soprattutto se fate digital painting i colori intermedi vanno a crearsi con le sfumature dei pennelli, quindi in genere basta selezionare per gli swatches tre o quattro colori massimi per ogni sfumatura.
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Asterisk Tutorial base per Illustrator (Parte II)
14/07/2011 Morena Forza in Guide e Tutorial / No comments

Ok, ora che abbiamo esplorato gli strumenti base, ci accingiamo a creare il nostro primo disegno.

Organizzare il lavoro

Prima di pasticciare in Illustrator ci sono delle cose da preparare. Anche in questo caso indicherò i fattori base. Illustrator è pieno di funzioni e funzioncine, ci sono guide intere a riguardo e finiremmo tra una decina d’anni :P
Io sto lavorando con un giurassico CS3 perchè questo passa il convento, quindi certe cose potrebbero differire ok?

Nota: una volta impostate le cose che ci servono possiamo salvare l’area di lavoro,
come in Photoshop infatti. Basta selezionare “Finestra” “Area di lavoro” “Salva area di lavoro”
e poi ci basterà richiamarla per quel nome per riavere tutto come l’avevamo lasciato!
Per prima cosa andiamo in Window (Finestra) e controlliamo di avere aperti:
  • Layers (Livelli)
  • Swatches (tavolozze colore)
  • Trasparenza
Nel caso avessimo intenzione di lavorare anche con dei pennelli, possiamo già aprirli e tenerli “fermi” nell’area di lavoro per averli sempre sotto mano.
Come in questo caso:
Come vedete, ho riunito tutto ciò che mi serve in un’unica finestruccia per avere tutto a portata di mano in maniera più rapida; in realtà utilizzo altri strumenti, ma quelli che uso di più li avvicino tutti per fare più in fretta a reperirli durante il disegno. Adesso analizziamo il funzionamento di ciascuno di queste linguette (o tab)
  1. Layers o Livelli. Come Photoshop, Illustrator funziona per livelli, ma nel caso di quest’ultimo sono indispensabili. I disegni fatti in Illustrator infatti funzionano come una sorta di collage digitale. Ogni oggetto (forma o tracciato chiuso) che creiamo è come un pezzo di carta ritagliata colorata che, affiancata opportunamente ad altri pezzi di carta, creano una figura.
    Proprio per questo i livelli diventano essenziali. E’ bene abituarsi a lavorare con molti livelli. Nel caso di Photoshop perchè così ogni elemento su livello è del tutto autonomo e modificabile senza intaccare gli altri elementi; nel caso di Illustrator per una questione di praticità. Ogni oggetto è a sè a prescindere che si trovi su un livello isolato ma, quando vogliamo disegnare qualcosa sotto o sopra un dato oggetto, è un autentico disastro se abbiamo disegnato 12 oggetti in un unico livello! Bisogna quindi abituarsi a creare più e più livelli (a seconda della complessità di ciò che vogliamo disegnare) e soprattutto più livelli sono , più diventa impellente il bisogno di dar loro un nome che ci faccia riconoscere cosa c’è sopra quel dato livello. Per creare un livello basta cliccare l’iconcina in basso a fianco al cestino (che chiaramente serve per eliminare un livello e tutto il suo contenuto)
Funzionamento concreto dei livelli:
clicca per ingrandire!

Apro il mio sketch che diventa il primo livello (Livello 0) clicco due volte su Layer 0 e si apre la finestra che mi permette di nominarlo, sceglierne il colore e soprattutto, molto molto importante, spuntare “Template”. Cosa succede? Il livello 0 diventa la BASE del nostro disegno, e in quanto tale:

Viene schiarito per darci maggiore facilità nel disegnarci sopra e, cosa più importante, diventa BLOCCATO. Questo significa che non potremo spostarlo inavvertitamente. Come vedete dall’immagine c’è un lucchetto a sinistra, che ci indica che appunto il livello è bloccato. Anche i successivi livelli possono essere bloccati semplicemente cliccando nella casellina del lucchetto, e sbloccati facendo lo stesso. Il livello template comunque è bene che rimanga sempre bloccato. Nota: i livelli bloccati non possono essere selezionati. Quindi, se scelgo Modifica–> Seleziona Tutto, Illustrator selezionerà solo i livelli sbloccati e copierà solo quelli se selezionerò “Copia”.
L’ordine dei livelli
E’ essenziale che i livelli siano ben organizzati. Naturalmente possono essere spostati anche dopo, ma pensare prima a cosa faremo dopo è in genere meno stressante e dà un’impronta ordinata al nostro lavoro. (Illustrator nasce come programma per disegni ordinati infatti: meglio esserlo anche noi!)
Fermo restando che io potrei scegliere di partire da qualunque parte del mio disegno, in genere parto da cosa sta più sotto rispetto agli altri livelli (in questo caso, dietro a tutto c’è l’erba; se dovessi disegnare il viso partirei prima dall’ovale e solo poi aggiungerei gli occhi ecc)
Insomma si pensa alla visione di insieme del disegno e poi mentalmente lo si scompone in cosa va sopra e cosa sotto, proprio come se si stesse lavorando a un collage, con la differenza che il digitale ci permette, lavorando bene coi livelli, di modificare all’infinito ciò che facciamo.
Cosa va sotto e cosa sopra? Semplicissimo: l’oggetto sopra tutti gli altri sarà quello più in alto. Nell’immagine che ho postato poco sopra per esempio, ciò che disegno su Livello 8 coprirà ciò che c’è su Livello 4, che coprirà ciò che c’è su Livello 2.
Un appunto: i livelli possono essere bloccati o resi invisibili cliccando sul lucchetto o sull’occhio (entrambi a sinistra del livello)
Per selezionare tutti gli oggetti di un livello si clicca sul pallino a destra così:
Vi accorgete della selezione di tutti gli oggetti perchè si creano i tracciati attorno a ciascuno di essi.
Si possono anche selezionare più oggetti di più livelli tenuto premendo Ctrl e selezionando poi i pallini dei livelli desiderati. Ogni livello ha un colore tracciato diverso, cliccando su ciascuno potete cambiare il colore del tracciato volendo (per comodità o per non confondere tra loro i livelli)
I colori
Scegliamo ora la tavolozza dei colori con cui disegneremo.
Nel mio caso io aprirò una tavolozza colori che mi sono creata (le tavolozze colore possono persino essere importate da Photoshop! Comodo, vero?) ma ci sono già moltissimi colori proposti da Illustrator. E si può sempre modificarli dalla barra degli strumenti (quadratino di riempimento e di contorno) in qualunque momento.
Scelgo il colore dell’erba in questo caso, mi posiziono su Livello 1 perchè so che sarà dietro tutti gli altri a livello grafico.
Disegnamo!
Bene, abbiamo scelto il nostro colore di riempimento ed eventualmente, contorno.
Abbiamo due possibilità: la precisione della penna o la morbidezza della mano libera. Nel caso dell’erba io decido di dare un look molto naturale e quindi uso la matita a mano libera.
Inizialmente potrebbe capitarvi che il tracciato “salti via” perchè dovete prenderci la mano, non fatevi prendere dal panico. Basta andare su Modifica – Annulla (Edit – Undo) per tornare allo stato del disegno precedente.
Forse qualcuno di voi si starà chiedendo perchè in mezzo io non abbia disegnato i ciuffi d’erba. Beh, davanti c’è la nostra Cappuccetto Rosso che coprirà il tutto. ;)
Di solito non mi perdo nel disegnare cose inutili.
E se avessi scelto la penna, invece?
Niente,avrei ottenuto qualcosa di decisamente più preciso.
La penna funziona così: click per click, punto dopo punto, si costruisce l’immagine. La matita invece è a mano libera quindi funziona come una vera e propria matita e il tratto deve essere continuato.
Alla scoperta della Trasparenza
Possiamo modificare la trasparenza (se necessario) solo quando il nostro oggetto è selezionato. Abbiamo due possibilità: scrivere a mano la percentuale di trasparenza (od opacità) o usare la linguetta facendo avanti e indietro fino a trovare l’opacità di nostro gusto.
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Asterisk Tutorial base per Illustrator (Parte I)
Morena Forza in Guide e Tutorial / No comments

Gli strumenti base (panoramica)

click per ingrandire!

Panoramica strumenti base:

  • Cominciamo dal basso, perchè la prima cosa da sapere è come stiamo disegnando.
    Riempiento e Contorno sono i due cardini del disegno vettoriale. La freccina tra uno e l’altro permette di interscambiare i colori di uno e dell’altro. Si può anche decidere di eliminare il contorno o il riempimento.
    In questo modo:
  • La matita che disegna a mano libera. Tenendo premuto il tastino si apre un sottomenu. Anche “Smooth” è molto utile, quando hai un tracciato di forma troppo irregolare e vuoi smussarlo e ripulirlo.
    Esempio:
  • Il pennello. Funziona meglio quando il Colore di Riempimento è disattivato (vedi sopra). Nel menu a tendina in alto nel centro (che ho chiamato Stile pennello) si può accedere alla libreria pennelli (che naturalmente sono scaricabili e continuamente aggiungibili!)
  • La penna serve per disegni più precisi e per ricalcare. (vedremo dopo come)
    Così come con l’oggetto disegnato a mano libera e tutti gli altri, anche penna è soggetta a Riempimento e Contorno.
  • Gomma. Tenendo premuto il tastino si accede alla grandezza da darle.
  • Forme geometriche. Tenere premuto per guardare le altre. Come in Photoshop, per disegnare una forma regolare nè troppo stretta nè troppo larga o bassa o alta, mentre la si traccia si deve tener premuto Shift+Alt.Mentre si tiene premuto, si sceglie la grandezza da dare alla forma. Che è comunque modificabile in qualunque momento (così come qualunque altro oggetto vettoriale! E’ il suo bello ;) ) cliccandoci sopra e quindi selezionandolo, tenendo premuto Shift+Alt e trascinando le maniglie fino a ottenere la grandezza desiderata.

Strumenti secondari sono :

  • La bacchetta magica (uguale a Photoshop) cliccandola due volte potrete decidere il valore di tolleranza da utilizzare per selezionare varie parti del disegno con colori simili o uguali.
  • Strumento selezione (freccina nera a sinistra in alto) per selezionare l’oggetto.
  • Strumento Selezione diretta (freccina bianca a fianco di selezione) che permette anche di regolare la grandezza dell’oggetto.
  • Contagocce – funziona come in Photoshop, ricordate però che contagocce preleva sia il riempimento che il contorno! Se prelevate colore da un oggetto di riempimento nero con contorno fuxia, verranno prelevati entrambi!

Nota:
Per quanto riguarda opacità (in alto a destra) si riferisce solo e soltanto all’oggetto selezionato (sotto: oggetto non selezionato e oggetto selezionato)

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Asterisk Ritrovare l’autore di un’immagine
13/07/2011 Morena Forza in Guide e Tutorial / 5 responses

Di chi è questo disegno?
Quante volte ce lo siamo chiesti? (e chi non l’ha fatto farebbe meglio a chiederselo, specie quando usa immagini di altrui proprietà per le proprie faccende)
Diverse situazioni

1) Un disegno trovato per caso che non si sa da dove viene (blog, stupide note facebook che non riportano mai l’autore)
2) Un disegno che abbiamo salvato ma non ci ricordiamo da dove e magari vogliamo rintracciare l’autore per vedere altre cose sue.

“Google è tuo amico” è un mantra da assorbire completamente.
La soluzione è rapida e a portata di mano. Basta pigrire con scuse puerili con “non so di chi è l’immagine! ;)
Si va su Google immagini.

Si clicca sulla macchina fotografica azzurra a sinistra.

Abbiamo due opzioni, vediamole entrambe.

“Incolla URL immagine”
Si intende il link diretto all’immagine. Ipotizziamo di aver trovato un’immagine su un blog o una nota facebook ecc.
Click destro sull’immagine,selezioniamo “copia indirizzo immagine, oppure “visualizza immagine” e nella barra di navigazione ci appare l’url diretto all’immagine. Deve finire con l’estensione dell’immagine, .JPG ,.GIF,.PNG

Torniamo sulla finestrella con google immagini e incolliamo (control+v o tasto destro+incolla) e clicchiamo “CERCA” sul tastino grigio.
TADAAAA! un incanto vero? (Eheheh in basso ci siamo pure noi di RDD ;) )

Caso 2, immagine salvata su PC ma non sappiamo di chi è. Facile comunque.

Selezioniamo la linguetta Carica un’immagine e clicchiamo Sfoglia
Selezioniamo il nostro file!

VOILA’! Facile vero?
Quindi questa storia del “non so di chi era” regge poco.
E in ogni caso se io non so proprio di chi è un’immagine… non la uso, semplicemente!
Ancora più facile vero?

Fate girare questo articolo, tante persone non conoscono questo metodo e si nascondono dietro il “non so di chi è” per ignoranza!

A noi disegnatori può essere utile per rintracciare l’autore di un autore di cui vogliamo vedere altri lavori o addirittura… per scoprire nostri lavori usati su altri siti!

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Asterisk Fiera di Bologna: Le domande più frequenti
12/07/2011 Morena Forza in Fiere&Saloni / 48 responses

La fiera si tiene a marzo  ma la prima cosa che un illustratore impara è che i mesi passano velocissimi. La scadenza per cui bisogna spedire la tavola per il pass/la mostra è di solito a fine settembre- primi di ottobre.

Nota: questo post è stato scritto nel 2011 ma lo tengo come valido perchè le regole restano sempre le medesime; in caso di variazioni lo scriverò qui.

Ora, siccome sia il marzo passato sia in questi giorni le domande su Bologna sono tante, ne ho riportata qualcuna da tenere come “frequently asked question” in modo che funzioni da mini vademecum.
Alla fine del vademecum ho allegato delle immagini che spiegano come vanno compilate le etichette perchè in molti mi avete chiesto leggermente impanicati, come va fatto. :)

Vediamo un po’:

  • Cos’è la fiera di Bologna?

La fiera di Bologna è un evento per gli addetti del settore editoria per ragazzi, il che significa: editori,
bibliotecari, agenti, illustratori (grossomodo queste figure).
Anche studenti di illustrazione sono accettati.
Occorre la maggiore età per entrare come professionista.

  • Quando si tiene?

In marzo, annualmente. Per le date, sempre consultare il sito ufficiale. Normalmente a giugno/luglio vengono rese note le date della prossima edizione.

  • Cos’è questa storia delle 5 tavole? Un concorso?

Sì, è un concorso.
Devono essere necessariamente 5, non di più e non di meno. Possono raccontare una storia scritta da voi, oppure già esistente ma non coperta da copyright.
Quindi non spedite tavole che raccontano Harry Potter, per esempio, ma siete liberi di partecipare con Raperonzolo.
Qui trovate le regole per partecipare.
Qui trovate info sulla mostra.
Ad ogni modo, parliamoci chiaro: la maggior parte degli illustratori le spedisce per avere il pass gratuito alla fiera. Dopo aver spedito le tavole vi viene recapitato o per email o cartaceo (dipende, ogni anno una storia diversa!); non spaventatevi se a fine febbraio non vi è ancora arrivato. Vi dico subito che arriva all’ultimo. Certo se la settimana prima ancora non l’avete, provate a telefonare.
Se non avete tempo di mandare le 5 tavole, il pass può essere acquistato agli sportelli all’entrata (di solito costa 25 euro o giù di lì) a patto che siate del settore: potrebbero chiedervi il tesserino della vostra accademia o scuola di fumetto/illustrazione o potreste far vedere la vostra cartella. Fuori questione andarci con amici o parenti, tanto probabilmente non li farebbero entrare.
Nota: le tavole devono essere inedite, significa non pubblicate. Non pubblicate da case editrici, si intende. Se le avete messe su internet non vale come pubblicazione ;)
Nel caso voleste partecipare con progetti di libri già pubblicati dovete far inviare le 5 tavole dall’editore che ha ottenuto i diritti. Un po’ macchinoso, vero? (temo che quest’anno mi toccherà farlo.)

  • Che genere di illustrazioni?

Per bambini o ragazzi.
Se siete soliti disegnare tavole tipo graphic novel con elementi violenti o disturbanti, la fiera di Bologna non è posto per voi.
Ma è vero anche che è una fiera del libro per ragazzi, per cui finchè arrivate fino alla fascia 14, va bene.

Portfolio 2011 di Anna Mattiuzzo
  • Ficion o non fiction? Questo è il dilemma.

In realtà non bisogna essere spaventati da questa distinzione. Si tratta solo di due categorie stabilite convenzionalmente per la partecipazione.
Sembra una cosa pazzesca solo perchè sono termini anglosassoni.
Denudiamoli e facciamola finita:
Fiction: narrativa.
Non-fiction: il resto.

Esempi di fiction: le fiabe, le favole, storie di bambini con elementi fantastici o non, che vivono eventi.
Esempi di non-fiction: libri didattici su svariati argomenti

Titoli Fiction di esempio:

1234

Titoli di Non-Fiction di esempio:

1234


Lo stile fiction e non fiction

“Ma quando si sceglie l’una o l’altra categoria di narrazione, devo adattare lo stile?”

No, fiction e non fiction si riferiscono al soggetto della storia, non allo stile con cui è illustrata.
Posso decidere di disegnare un racconto fiction in stile iperrealistico quasi fotografico, oppure un libro non fiction con un look giocoso e colorato. Anche perchè se dovessi per esempio fare un libro che insegna il nome dei fiori a un bambino di 5 anni, non mi metterò certo a illustrarli con un look di illustrazione botanica!

Ricapitolando fiction e non fiction sono distinzioni convenzionali basate sul soggetto delle 5 tavole e null’altro.

UNA NOTA SUL COPYRIGHT:
Il copyright scade dopo ottant’anni. Questo significa che per fiction si possono illustrare fiabe di qualunque tradizione, classici della letteratura per ragazzi (“Il giardino segreto” , “Moby Dick”, “Peter Pan”, “Alice nel Paese delle Meraviglie” ecc) ma non opere recenti.

  • Ma cosa si fa alla fiera di Bologna?

Bella domanda. Questa è una delle più gettonate e la questione è assai controversa.
Cominciamo col dire cosa NON è. Non è una convention. Non è una fiera per appassionati. Non solo, almeno. Per intenderci non è assolutamente come un Comicon, tipo la fiera di Lucca.
E’ un posto per professionisti o aspiranti tali.
E’ anche il motivo per cui l’ingresso è soggetto a selezione, del resto.
Non è un posto di divertimento; qualcuno resta deluso da questo. Il fatto è che andare a Bologna significa affrontare un giorno (o più) di lavoro.
Editori, agenti, librai, illustratori, si trovano a Bologna per contrattare. Sissignori, la fiera di Bologna è un mercato. E’ un evento internazionale, enorme, pieno di stand.
Per cui le possibilità sono 2 o massimo 3:
– Ci si va per dare un’occhiata all’ambiente. L’impatto può essere forte, vi avverto. Nel senso che tornati da
Bologna potreste avere due reazioni. La prima è “WOW E’PROPRIO L’AMBIENTE CHE FA PER ME! Voglio fare l’illustratore a vita!” permeato da entusiasmo che vi arriva fino alle punte dei capelli. Oppure “Oh mio dio che grigiore e che ansia. Non potrò mai farlo.” Conosco persone che vista la fiera hanno deciso di aprire una partita iva e buttarsi come freelancer, ma ne conosco anche alcune che dopo Bologna hanno deciso che seppure amano disegnare, l’idea del mercato e del lavoro di illustratore non fa per loro. E’ soggettivo, senz’altro.
Una cosa è certa: se andate la prima volta, non portate la cartella. E’ solo un ingombro inutile. Tanto non sapreste con chi parlare e non avreste nessuno a cui farla vedere. Evitatevi lo stress, perchè è uno stress girare con la cartella sottobraccio, garantito.
– Ci si va per parlare col proprio agente o cercarne uno e proporsi. In tal caso si porta la cartella. Consigliato
dalla seconda volta in poi. Sulla questione cartella ci torniamo tra poco.
– Ci si va per proporsi a case editrici. Tasto dolente: negli ultimi anni quasi nessuno vuole mettersi a vedere i
lavori di artisti emergenti. Alcuni vi dicono “lasciateci un CD” e probabilmente non li sentirete mai più.
– Ci si va perchè si lavora già nel settore ma è un’ottima occasione per dare un’occhiata agli stand delle case editrici, vedere cosa c’è di nuovo. Quando si lavora nell’illustrazione è indispensabile capire che piega sta prendendo il mercato. Non crediate che un libro del ’78 o degli anni Novanta sia uguale a un libro di oggi. L’infanzia è diversa, e nelle arti visive le mode ci sono come in tutti gli altri settori. Aggiornarsi è importante. In genere chi ci va a questo scopo ne approfitta per vedersi con gli altri talponi asociali che sono i colleghi. (Colgo l’occasione per salutare i miei: spero di vedervi stavolta! ;D)

  • Oh mio Dio, che ansia, ma cosa metto nella cartella? E che cartella porto?

Meglio avere l’ansia che non averla. Mi spiego, meglio metterci cura che raffazzonare il tutto.
Nella cartella lavori non ci va messo tutto alla rinfusa come in un minestrone per far fuori gli avanzi del frigo. La fiera di Bologna è un evento FORMALE. Professionale.
Arrivare con la cartella pasticciata e piena di adesivi dell’accademia o quella omaggio dei fascicoli dell’edicola è deleterio. Lo so che sembra snob, non piace nemmeno a me, che se potessi andrei ovunque in pigiama.
Però Bologna è come un colloquio: ci andreste coi bigodini o la camicia sporca di caffèlatte? Bene: la vostra cartella dell’accademia rappresenta i bigodini e la camicia sporca di caffèlatte. Fuori dalle scatole, almeno per quegli ultimi giorni di marzo.
Pensate con anticipo a comprarne una buona. Niente colori pacchiani: una bella cartellina nera, minimal ed elegante.

Vi avverto che materiale simile costa un po’. E’ anche il motivo per cui vi ho detto prima, che se è la prima volta

che ci andate non vale la pena spenderci un patrimonio fra treno, materiale e fatica di portarsela appresso.
Un’altra nota: cartelletta CON MANICO: ore e ore a camminare con la cartella sottobraccio significa mal di schiena assicurato.
Veniamo ai contenuti: se ritenete di non avere abbastanza materiale di qualità da far vedere, non andate a Bologna, o andateci senza cartella per gli altri scopi che vi ho menzionato nella risposta sopra.
Un buon portfolio contiene dei progetti di libro (cioè tavole con uno stile coerente,che fa vedere come lavorate su
una storia) non tavole volanti di 300 storie e progetti diversi. Anche lo stile deve essere omogeneo. Dovete dare
l’impressione di essere professionisti solidi, che hanno trovato la loro identità stilistica.
Detto ciò, le tavole devono essere organizzate e ordinate. Trovate più dettagli sull’articolo interessantissimo di Anna Castagnoli, che in merito ha spiegato molto bene il concetto.


Una cosa è certa, non è un evento in cui lasciare tutto al caso.

  • Cosa porto a Bologna? Come mi vesto?

Sfatiamo il mito per cui ci si vada eleganti. Non è una sera a teatro, ci si va decorosi ma comodi.
Non passate da un estremo all’altro: non andate in pigiama o vestiti da punkabbestia, ma nemmeno con la cravatta o i tacchi.
Primo sareste ridicoli e goffi, secondo se non siete più che comodi a Bologna ve ne pentirete amaramente. A Bologna si sgambetta parecchio. Mettere i tacchi o camicie soffocanti significa masochismo. Bologna è già un’esperienza stressante: non peggiorate la situazione o vorrete solo sedervi in un angolo a piangere.
Dentro la fiera FA CALDO, lo so che è marzo, ma vestitevi a cipolla. Dentro si muore in mezza manica.
Nel caso voleste far razzia di calendari , libri e gadget, portatevi un piccolo trolley vuoto. Non farete la figura dei pazzi: vedrete quante persone in giro col trolley!

  • Quanto prima bisogna organizzarsi?

Per il portfolio anche un anno prima se volete farlo bene e non avete molto materiale. Io di solito tornando dalla fiera penso già alle cose da fare per l’anno successivo.
Per quanto riguarda l’alloggio… muovetevi al massimo a dicembre, dopo è tardi. Bologna è un evento internazionale, i posti letto vanno via come il pane.

ORGANIZZAZIONE:
LE ETICHETTE
Le etichette vanno poi ritagliate e incollate dietro ogni tavola

Esempio di etichette per Fiction :

Esempio di etichette per Non Fiction:

SPEDIZIONE

Raccomandata se non avete fretta
Raccomandata 1 se siete agli sgoccioli (la raccomandata normale è tracciabile ma molto più lenta!)

IMBALLO:

Nel caso di stampe state attentissimi a come le imbustate! Sempre disporre un cartoncino molto rigido dietro per evitare che la busta vada piegata e le stampe irremediabilmente rovinate. Non avete idea di come trattano le buste Poste e alcuni corrieri.
Io per scrupolo le metto persino in busta trasparente, in caso piova e me le bagnino, ma ammetto di essere molto scrupolosa, ai limiti della maniacalità! :D

NOTE:

Ricordatevi la vostra foto e il modulo da allegare!

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Asterisk Ridurre drasticamente le dimensioni dei file PSD
16/06/2011 Morena Forza in Guide e Tutorial / one comment

A cura di Martina Cecilia


Benvenuti nella nuova rubrica di Roba da Disegnatori, improntata interamente su trucchetti furbi ma che ‘Oh! Sono così utili!!, per Photoshop e altri programmi di grafica e pittura digitale.

Il primo che voglio condividere è un trucchetto che in realtà nuovo non è per niente, anzi, in molti me l’hanno consigliato e che io stessa ho consigliato a parecchia gente, trucchetto che però sembra non essere conosciuto al di là di una ristretta cerchia di coloristi e di pochissima gente su internet (una ricerca veloce su google mi ha dato come unico risultato un blog spagnolo di 4 anni fa) e mi sembra una crudeltà mantenerlo tale.
Perchè diciamocelo, che senso ha la gelosia professionale se il trucco alla fin fine non serve alla qualità del proprio lavoro ma solo per il salvataggio e il passaggio dei file?! Comprendo il non voler condividere con il mondo un particolare effetto che con un click ti rende il disegno “super-awesome”, ma questo…??!?

Orbene. Andiamo direttamente alla spiegazione, facciamola rapida, chiara e indolore.

Ho questo file originale psd enorme a 600 dpi che chiaramente pesa di 380 Mega.

Aperto risulta così:

Notare i livelli. E qui sta il trucco:

Nascondiamo TUTTI i livelli e salviamo così

(che siano nascosti TUTTI mi raccomando)

Se vai a vedere i dati del file adesso pesa soltanto 250 Mega, risparmiando la bellezza di 130 MB.

Inutile dire che già così è una manna dal cielo, ma si può fare di più, semplicemente zippandolo.

147 Mb. Dai 380 di partenza abbiamo risparmiato 233 Mb, che è più del 60% del file originale.

La percentuale di risparmio del peso varia parecchio per un sacco di fattori. Principalmente per il numero dei livelli, rispetto al quale e’ direttamente proporzionale (arrivando al punto in cui con un solo livello, nascondendolo, pesa anche di più) ma in generale riesci a risparmiare dal 20% al 50% fino a casi limite come questo dell’esempio in cui risparmi il 63%.
Cio’ aiuta chiaramente non solo l’archivio dei file ma anche il passaggio agli assistenti, agli editori (quelli che chiedono diversi livelli per lineart e colore), la condivisione dei file in studio e così via.
XOXO
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Asterisk Gli ADD Layers e le luci
12/05/2011 Morena Forza in Guide e Tutorial / No comments

A cura di Martina Cecilia

Ok, bentornati agli sporchi trucchetti per il digitale.

Questo trucco sporco non lo è per niente, ed è utilizzato dalla notte dei tempi del digital image editing (ovvero, circa dagli anni 80). Funziona con qualunque programma di immagini digitali che supporti la funzione livelli (Sia esso painter, photoshop, open canvas, SAI, the Gimp e giù di lì. A modo suo anche Illustrator) perchè qualunque programma abbia la funzione livelli allora ha anche il blending mode “ADD”…

Su Photoshop il blending mode in questione si chiama “Linear Dodge (Add)” e funziona meno bene che altrove ma comunque si fa rispettare.

Le anteprime sono da photoshop ma la logica è uguale per tutti i programmi.

1.Sopra il nostro disegno aggiungo un nuovo livello e lo metto in Linear Dodge (Add)

2. Resetto il Color Picker sul bianco e nero cliccando sui quadratini in alto a sinistra rispetto ai colori:

3. Riempio il livello (quello in Linear Dodge(Add)) di nero.

All’immagine non dovrebbe succedere ASSOLUTAMENTE NIENTE. Se siete in CMYK assicuratevi di avere il nero puro. Per farlo aprite la finestra del color picker e assicuratevi che tutti i valori CMYK siano a 100. Così:
4. Fantastico. Ci siete. Ora prendete il pennello e prendete un colore più o meno saturo, diciamo che funzionano bene i colori nell’area cerchiata di rosso:
E ora dipingete le vostre luci sul livello in Linear Dodge(Add). E’ meglio usare pennelli a bassa opacità o gradienti.
Le luci che escono sono calde, vivide e con carattere, a differenza di queste qua sotto, che sono state fatte anche loro con il livello in Linear Dodge, usando lo stessissimo colore, stessissime impostazioni del gradient ma senza la base di nero puro:
Inutile dirlo ma non funzionano proprio come luci.
Stesso trucco si può usare tranquillamente con altri colori, ottenendo diversi tipi di luci (anche fredde):
Oppure con maschere di livello e selezioni per fare le “Luci divine” o qualsiasi altra forma:
Ecco, questo è il trucco. Apri un nuovo livello ADD, riempilo di nero puro e disegna con un colore saturo.
Funziona ovunque.
Nota: (questa pagina è una traduzione di un mio vecchio tutorial che potrete trovare qui)
XOXO
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