Categoria: Risorse

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Asterisk Come migliorare i disegni dopo la scansione
28/08/2017 Morena Forza in Disegno / 2 responses

Avete mai notato come a volte un disegno dal vivo renda benissimo, ma dopo essere stato scansito abbia perso tutta la sua forza? Quando succede, è molto frustrante.

Lo scanner infatti, può sfalsare la resa finale ed è di fondamentale importanza riuscire a recuperare il nostro disegno così come lo vediamo fuori dallo schermo.
Come? Con la tecnica digitale!

Photoshop può aiutarci anche se abbiamo cambiato idea su un particolare cromatico o perché no, di struttura; o magari perché c’è una macchiolina o un segno di matita involontario che non possiamo lasciare lì.

In questa ottica, la post produzione digitale è uno strumento prezioso e irrinunciabile.

Per farvi un esempio ho usato uno dei miei semplici acquerellini veloci su fondo bianco, che ci permette di vedere all’opera Photoshop nel migliorare un disegno tradizionale. Nella scansione è stato molto penalizzato, diventando opaco; per giunta, prima di scansionarlo l’ho anche sporcato accidentalmente con un altro disegno.
Insomma,ce le aveva un po’ tutte, ma proprio per questo era perfetto allo scopo, no? :-)

Fase 1 - Isoliamo il disegno

Per creare un nuovo file in cui modificare il nostro disegno, selezioniamo con lo strumento Lazo tutto quello che ci interessa, poi lo copiamo, o dal menù “Modifica – Copia” oppure tramite il comando da tastiera Ctrl+C.

Creiamo un nuovo file a fondo bianco con le giuste misure e risoluzione, poi incolliamo il disegno in questa nuova area, o dal menù “Modifica – Incolla” oppure tramite comando da tastiera Ctrl+V.

Come da immagine, dobbiamo avere due livelli: uno con fondo bianco e l’altro che contiene unicamente il disegno.

Fase 2 - Una nuova brillantezza

A questo punto siamo pronti ad affrontare la parte forse più importante della post produzione di un disegno tradizionale digitalizzato: i chiari e gli scuri.

Come dicevo prima, a volte gli scanner (anche quelli di buona qualità) non tirano fuori il meglio dei nostri disegni, perché per permettere l’acquisizione dell’immagine, viene proiettata una luce fortissima sulla superficie del foglio, che quindi risulta più chiaro e a contrasto quasi nullo.
Questo succede soprattutto scansionando acquarelli e pastelli acquerellabili, ma anche se usiamo le matite in maniera molto delicata sul foglio.

Selezioniamo allora lo strumento Valori Tonali, che troviamo nel menù Immagine – Regolazioni.

  • Dal pannello dei Valori Tonali, eleviamo per prima cosa i bianchi, con la levetta a destra, spostandola poco a poco verso sinistra, finché il grigiastro della grana della carta non scompare, ma senza esagerare di modo che non svaniscano anche parti del disegno.
  • Proseguiamo allo stesso modo coi mezzitoni, rappresentati dalla leva nel centro, cercando di capire se ci conviene tirarla più a destra o più a sinistra. A seconda del disegno, faremo scelte diverse.
  • I neri (o scuri) sono rappresentati dalla leva a sinistra, che va spostata verso destra per accentuare le forme e i colori del nostro disegno.

Attenzione

  • Non utilizziamo la voce “Luminosità – Contrasto”, perché la precisione nel risultato non sarebbe la stessa!
  • Manteniamo sempre una visione di insieme sul disegno mentre spostiamo ogni leva.
  • Teniamo la leva premuta, trascinandola lentamente, senza cliccare “a balzi”.
Fase 3 - Macchie e pasticci? Niente paura!

Nel mio caso, da vera maldestra quale sono, avevo sporcato il disegno con la continuazione di un altro acquerello a fianco e così ora mi trovo con una riga verde sul lato destro dell’alga.

Questa fase della post produzione è delicata, perciò armiamoci di pazienza e precisione: si crea un nuovo livello chiamato “cancellatura” , per poi selezionare un pennello che riproduce delle forme ad acquarello.

Col colore bianco, lentamente e con lo zoom bene attivato, “dipingiamo” sopra quella porzione rovinata di alga.
In questo caso il pennello è utilizzato al 100% di opacità e flusso, ma può capitare di usarlo con opacità più ridotta (dal 30 al 50%) se vogliamo un effetto meno netto sulla cancellatura.

Attenzione

  • In questi casi è meglio utilizzare un pennello per “cancellare” le parti indesiderate di disegno, invece che affidarsi allo strumento Gomma. Così se lo vogliamo possiamo tornare indietro, perché tecnicamente abbiamo aggiunto un pezzo al nostro disegno (un pezzo bianco, certo) e non lo abbiamo tolto.
  • Per fare questo, non usiamo mai e poi mai i pennelli base di Photoshop, ma procuriamoci dei set adatti. I pennelli pre-impostati infatti, fanno vedere la cancellatura creando un effetto molto antiestetico, che annulla la qualità di tutto il nostro lavoro!

Ecco l’immagine “ripulita” del pezzetto in eccesso:

Fase 4 - Sistemiamo i colori

Questa fase non la affronteremo sempre ,ma solo se decideremo di enfatizzare alcune tinte all’interno del nostro disegno.
In questo caso ci verrà in soccorso lo strumento Bilanciamento colore, che ci permetterà di accendere i viola/magenta, i blu, i ciani e così via.

Giochiamo delicatamente con le leve, osservando come cambiano i colori sul nostro disegno. Quando siamo soddisfatti del risultato finale, salviamo.

Era facile, vero? :-)

Il prima e il dopo!
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Asterisk Quando e come si sceglie un agente?
20/03/2017 Morena Forza in Disegno per professione / 2 responses

Nell’articolo dedicato alla traduzione dei 10 consigli di Anna Goodson, abbiamo scoperto le caratteristiche di una comunicazione efficace per stringere un primo contatto con un potenziale agente.
Prima ancora, però, dovremmo avere scelto bene chi contattare. Come farlo?

Perché io ho scelto di avere un agente, anzi… due!

Al momento in cui scrivo i miei lavori sono rappresentati da due agenzie: Illustopia e Advocate Art che, per accordi contrattuali, si occupano di zone geografiche differenti.
Ho sentito l’esigenza di appoggiarmi ad un agente per poter raggiungere dei bacini di mercato quasi del tutto inaccessibili senza una figura intermediaria, primo fra tutti quello anglosassone, che è sempre stato uno dei miei obbiettivi professionali.

Una nota doverosa, prima che si scateni la caccia grossa all’agente!
Molti dei miei amici e colleghi non sono rappresentati e lavorano ugualmente bene.
Essere rappresentati, infatti, non è indispensabile per fare gli illustratori, soprattutto lavorando con clienti italiani, che anzi spesso sono refrattari all’idea di lavorare con un un intermediario fra loro e l’illustratore che hanno ingaggiato per un progetto. Per questo, in Italia lavoro sempre senza il supporto dei miei agenti.

Le mille e un’agenzia: come scegliere?
evidenza_mouni_feddag_agente

Online si trovano intere directories di agenzie di illustrazione, c’è l’imbarazzo della scelta.
Che è anche nostra, non solo dell’agente. Insomma, non siamo solo noi a venire selezionati da un’agenzia, dovremo valutare bene chi può rappresentare il nostro lavoro.

Sei criteri per scartare o selezionare dei potenziali collaboratori:

1: Nomi e cognomi
Un agente serio ci mette la faccia. Se c’è almeno il nome completo del fondatore dell’agenzia, buon segno.
Un rapido controllo su LinkedIn potrebbe aiutarci a capire com’è organizzata l’attività.

2: Recapiti chiari
La trasparenza è tutto: verifichiamo che sul sito siano disponibili i dati commerciali dell’attività, ovvero indirizzo fisico e email, numero di telefono. Google Maps ci può anche aiutare a capire se l’indirizzo è vero o fittizio.

3: Un sito professionale
Un sito ben fatto ci dice che l’agenzia investe nella promozione degli artisti che rappresenta e che si tiene aggiornata in modo competitivo sul mercato. Viceversa, un sito antidiluviano ci dice l’esatto opposto.

4: Affinità 
Meglio accertarci che l’agenzia da contattare si occupi di settori in cui già lavoriamo o in cui desideriamo inserirci. Osserviamo se il nostro stile sarebbe adatto a quelli trattati, consultando le gallery degli artisti rappresentati.

5: Qualità dei lavori sul sito
Bisogna sempre mirare in alto: una buona agenzia (che cioè lavora tanto) deve portarci più lavoro e per farlo, rappresenterà bravi illustratori. Le gallery ci raccontano quanto un’agenzia è selettiva. Più lo è, meglio è (e non il contrario come potremmo pensare!)

6. Nessuna richiesta di soldi
Un’agenzia seria non chiederà denaro per finanziare materiale promozionale: occuparsene anche economicamente è il suo lavoro! Bisogna sempre leggere bene i contratti e se questo aspetto non viene menzionato è meglio chiedere.

Illustrazione di Mouni Feddag

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Asterisk Come proporsi ad un agente: i dieci consigli di Anna Goodson
16/03/2017 Morena Forza in Disegno per professione / one comment
Quante regole!

Il piglio di Anna Goodson potrà apparire duro e lapidario, ma dopo qualche anno da illustratrice per professione capisco bene le linee guida che ha stilato per spiegare come contattare un agente (e soprattutto come non farlo).

Spesso, infatti, ci dimentichiamo che dall’altra parte dello schermo sarà una persona a leggere la nostra email, soppesarla, a visionare il materiale che abbiamo inviato. E non dovrebbe succedere, sia per rispetto del suo tempo, sia perché va contro i nostri stessi interessi.

Una voce autorevole

Anna Goodson, fondatrice della Anna Goodson Illustration, lavora da più di vent’anni nel mercato dell’illustrazione e spesso dona spunti molto interessanti nei suoi post.

Per questo motivo ho deciso di tradurre per i miei studenti questi 20 punti e di condividerli anche sul blog. Scusate le eventuali imprecisioni linguistiche e alcuni tagli, ma non sono una traduttrice e ho deciso di abbreviare un po’ ;-)
Trovate qui l’articolo originale.

Dieci cose da fare per approcciarsi a un’agenzia
Marta Antelo, illustratrice rappresentata da Anna Goodson
  1. Fate una ricerca sull’agenzia. Sappiate perché volete fare parte di quell’agenzia.
  2. Spedite un’email molto educata indirizzata a una persona in particolare.
  3. Mantenete l’email breve e gradevole. Personalmente impiego dai 10 ai 20 secondi per le email che ricevo su richieste inerenti l’essere rappresentati.
    Non leggo email lunghe e curriculum, per me non sono importanti. Lo sono i lavori.
  4. Cinque o sei immagini a bassa risoluzione mi bastano per una prima occhiata. Se non sono sicura o voglio vederne altre, mi piace passare a un sito semplice, efficiente e ben costruito. Molti sono gratis oggigiorno o poco costosi, suggerisco a tutti di averne uno.
  5. Decidetevi! Se lavorate con diversi stili, sedetevi, bevete qualcosa, guardate i vostri lavori e prendete una decisione su quale stile volete per essere conosciuti. Mi piace assumere illustratori che hanno uno stile riconoscibile che è solo il loro. Anche se potreste essere in grado di lavorare con un po’ di diversi stili, cercate di concentrarvi su uno solo e rendetelo eccezionale.
  6. Mi piace abbastanza sapere per chi avete lavorato. La mia decisione non è basata su quello, ma sarei una bugiarda se non dicessi che potrebbe avere la sua influenza.
  7. Adulatemi. Ciò che intendo dire è che ho una preferenza per gli illustratori che davvero vogliono essere rappresentati da me. Fatemi vedere che avete fatto le vostre ricerche, che conoscete la mia agenzia, che sapete che i vostri lavori sarebbero adatti.
  8. Non abbiate timore di chiedere ulteriori comunicazioni sulle email che avete inviato. Non fatevi intimidire da nessuno, inclusa me o altri agenti. Siamo tutti esseri umani con i nostri punti di forza e le nostre debolezze. La maggior parte di noi agenti sono persone carine. Ho la massima ammirazione per gli illustratori che seguo.
  9. Accettate la critica costruttiva se avete la fortuna di riceverne. Solitamente gli agenti rispondono solo se sono interessati a collaborare con voi, ma se ricevete un feedback che sembra una critica, accettatelo e imparate da ciò che vi viene detto. Vi farà migliorare e vi renderà più forti.
  10. Seguite il vostro cuore e non arrendetevi. Niente è facile nella vita, ma se seguite alcuni di questi semplici punti, potrebbe aiutare.
Dieci cose da evitare assolutamente
hugo-herrera
  1. Quando inviate un’email non scrivete mai “A chi di competenza”. E’ insultante.
    Se non sapete come si chiama l’agente, cercate di scoprirlo prima di contattarlo.
  2. Non scrivete mai “Dear Sir o Madame”. E’ lo stesso.
  3. Non siamo amici. Forse lavorando insieme lo diventeremo, ma nella prima email non mi conoscete e di sicuro io non conosco voi quindi non vi rivolgete mai a un agente scrivendo “Caro amico” o “Hey ciao come stai”, non è professionale.
  4. Mai e poi mai, in nessun caso, dovreste spedire a un agente un’email in CC (copia nascosta ndr) con altri agenti come destinatari. Se non avete tempo o non vi prendete il tempo di spedire email separatamente, non vi meritate di essere rappresentati.
  5. Non inviate un’email lunga o non la leggerà nessuno.
  6. Assicuratevi di scrivere il nome dell’agente correttamente.
  7. Personalmente non apro mai file .zip quindi meglio non inviarne. Un agente non ha bisogno di vedere molte immagini per capire se è interessato oppure no.
  8. Non mi piace molto vedere i vostri lavori su Facebook, Instagram o Pinterest. Fatevi un sito!
  9. Non prendete un rifiuto sul personale.
  10. Accettate il fatto che non sarà facile.
Il punto di vista di un’illustratrice

So che leggere tutti questi “fate” e “non fate” in quei due lunghi elenchi può incutere timore, ma se ci riflettete bene non si tratta che di semplici regole di buon senso ed educazione.

Altri accorgimenti vengono spontanei col tempo, ma quelli forniti da Anna Goodson mi sembrano ottimi punti di partenza.

Un agente non è il nostro migliore amico, è un collaboratore. Si lavora insieme, si cercano soluzioni nell’interesse di entrambi. Per questo motivo il rispetto deve essere alla base di un rapporto che deve sempre rimanere professionale da parte di ambo le parti. E deve esserci fin dalla prima email, che rappresenta l’equivalente digitale del nostro biglietto da visita. Lo tireremmo mai in faccia a qualcuno? O li tireremmo mai tutti insieme come il granturco ai piccioni in piazza Duomo? Ecco cosa intendevo, quando mi riferivo al semplice buon senso! :-)

Si può dire poi, che a grandi linee le regole riportate nell’elenco che ho tradotto dall’articolo della Goodson, siano applicabili anche all’interno di un altro contesto: quello in cui ci si propone a dei clienti, editori in primis.
Quindi, facciamone tesoro più che possiamo!

Abbiamo visto come proporsi ad un agente: ma quando e come sceglierlo? (Si avete letto bene: anche noi scegliamo chi contattare!)
Lo vedremo il prossimo venerdì.
Stay tuned. :-)

Illustrazioni di Marta Antelo e Hugo Herrera: 1|2|

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Asterisk Tavolette grafiche: i 10 problemi più diffusi (e come risolverli)
04/02/2017 Morena Forza in Guide e Tutorial / 5 responses

Benedetta tecnologia, ormai come faremmo senza?
Telefoni con cui non telefoniamo ma facciamo tutto il resto, orologi che riportano notifiche social che vorremmo non dover vedere, biglietti elettronici con cui ci sentiamo nel futuro vero, ma che per sicurezza finiamo comunque con lo stampare.

Ma soprattutto, il disegno digitale: le infinite possibilità di essere veloci, modificare senza limiti… e di prenderci una gastrite da record.

Eh sì, anche per disegnare a computer occorre una buona dose di pazienza, perché i problemi non mancano.
Ma l’importante è avere una pratica guida sottomano: eccone una che ci permette di risolvere i guai più comuni quando si tratta di tavolette grafiche!

Attenzione

Non posso occuparmi di assistenza in quanto non sono un tecnico, ma un’illustratrice.
Non garantisco quindi di saper rispondere alle domande che potreste fare nei commenti.

Tipologie di problemi

Alimentazione

Legati a cavi, spinotti e prese.

Hardware

Graffiature, rotture, parti mancanti.

Software

Driver, sistema operativo, programmi.

PROBLEMA NUMERO 1 : Il computer non rileva la tavoletta grafica

Non a caso è il problema numero uno: il più comune.
E può avere origini di diverso tipo. Le soluzioni variano a seconda della natura del problema, vediamone alcune.

  • Soluzione 1 (alimentazione) : la tavoletta è spenta o collegata male all’alimentazione. Accendetela: problema banale ma non impossibile!  :-P
  • Soluzione 2 (alimentazione e hardware): un cavo USB potrebbe non essere ben collegato oppure la presa USB in cui è inserito potrebbe avere dei problemi tecnici o di compatibilità. Provate a collegare la tavoletta in un’altra presa USB del computer.
  • Soluzione 3 (hardware): la tavoletta è danneggiata. Ha subìto cadute o schiacciamenti? Provate a collegarla ad un altro computer su cui sono installati i suoi driver e verificate se riuscite a farla funzionare. Questo è importante per capire se il problema è della tavoletta o del computer (problema software).
Tutto bene coi driver?

I driver costituiscono la causa più diffusa di problemi con la tavoletta grafica, in particolar modo perché il loro funzionamento è molto delicato e suscettibile ai cambiamenti.

Sono programmini strani e capricciosi alle volte, dobbiamo munirci di pazienza e se danno problemi andare per tentativi. Possibilmente senza defenestrare computer e tavoletta!
Ecco alcuni spunti in ordine sparso.

  • I driver sono vecchi: vanno aggiornati.
    I driver vengono aggiornati nel tempo. Quelli che troviamo nel CD d’acquisto probabilmente sono già vecchissimi. Meglio prediligere i driver rilasciati dalla casa madre in tempi recenti consultando il suo sito  e scaricandoli (per Wacom il supporto driver si trova qui.)
  • I driver sono nuovi… ma il vostro computer preferisce quelli vecchi. Eh sì, in questo matto matto mondo può succedere anche questo; e l’ho scoperto solo negli ultimi due anni grazie alla mia CintiQ 13HD che non gradisce affatto gli ultimi driver rilasciati da Wacom e predilige quelli vecchi di 3 anni fa. Mi trovo su Mac e ho dovuto scartabellare il vasto archivio del supporto, provare diversi driver finché non ho trovato quello che permetteva alla mia tavoletta di essere rilevata. E’ stato un estenuante pomeriggio, provarli uno a uno escludendoli e cestinandoli; disinstallandoli e reinstallandoli. Se questo è il vostro caso, il mio consiglio più accorato è quello di salvare questi driver funzionanti su una chiavetta o un disco esterno. Non fate l’errore di non conservarli esternamente al computer, o se dovrete formattare e reinstallare la tavoletta, vi troverete davanti alla disgrazia di dover provare ancora tutti i driver: e per allora, l’elenco sul sito potrebbe essere molto più lungo di come lo ricordavate!
  • Avete installato i driver di un modello sbagliato. Attenzione, nella fretta può succedere. Controllate molto bene il modello, anche perché alcuni hanno nomi simili.
  • Non avete disinstallato i driver precedenti. Questo è un grande classico, soprattutto su Mac. Vi vedo già che sospirate. “Ma come, anche se sto andando per tentativi, ogni volta devo cancellare i driver vecchi prima di installare quelli nuovi?” La vita può essere crudele: la risposta è sì.
  • In particolar modo se la tavoletta ha sempre funzionato e all’improvviso non viene più rilevata, è probabile si tratti di un conflitto fra i driver della tavoletta e un programma che è stato installato di recente. Verificate qual è l’ultimo programma che avete installato, disinstallatelo, collegate la tavoletta e riavviate il computer. Se ora funziona, c’è un problema (purtroppo non risolvibile nel 99% dei casi) fra quel software e i driver della tavoletta. Potete provare driver diversi (per tentativi, di nuovo) o rinunciare al programma in favore di un altro che magari non dà problemi.
  • State usando a turno più di due modelli di tavoletta sullo stesso computer. Purtroppo come dicevo poco fa, la vita è dura. Quando volete usare una tavoletta dovete disinstallare ogni volta i driver dell’altra e caricare i suoi. Questo è particolarmente valido per Mac.
PROBLEMA NUMERO 2 :
Ho cambiato sistema operativo e ora la tavoletta non va più

Questo è al cento per cento un problema di driver.
Ed è anche abbastanza controverso, perché la soluzione non è sempre la stessa per tutti, purtroppo.

  • Soluzione 1: disinstallare i driver fino ad ora usati e scaricarne di più recenti nella speranza che la casa produttrice abbia provveduto a rilasciare nuovi driver per il nuovo sistema operativo. E non è detto. Ma vale la pena provare, tanto la tavoletta già non va.
  • Soluzione 2: disinstallare i driver fino ad ora usati e provarne di più vecchi (succede anche questo nel bizzarro mondo dei driver).
  • Soluzione 3: downgrade del sistema operativo. Per i non pratici, il downgrade è un’operazione sofferta e me ne rendo conto, ma consiste nel tornare al sistema operativo precedente. Io ho dovuto farlo perché le altre due soluzioni che ho riportato, per me non avevano funzionato.
Driver e assistenza: una scomoda situazione

Negli ultimi anni ho notato una certa incuria nella gestione degli aggiornamenti dei driver da parte delle case madri. E si creano anche situazioni in cui, contattata l’assistenza, passano settimane e mesi per capire come si può risolvere il tutto.

Il mio consiglio spassionato è: se avete urgenza di disegnare, non è il momento di aggiornare ad un nuovo sistema operativo. Come dicono gli inglesi “Hold your horses!” Aspettate di aver fatto tutto! O per i professionisti, di aver consegnato le tavole al cliente.

PROBLEMA NUMERO 3:
La tavoletta viene rilevata, ma il cursore del mouse non si muove o non appare

Questo si può verificare in due situazioni, ciascuna prevede una soluzione diversa. Vediamole.

  1. La tavoletta è nuova ed è stata appena installata. 
    Soluzione: qualcosa non va coi driver, ma niente panico. Per prima cosa, disinstallate e reinstallate i driver che avete già installato prima. Riavviate. 
    Se il problema persiste, provate altri driver, questi non sono adatti a creare la connessione fra il vostro computer e la vostra tavoletta. Pazienza: morto un driver se ne fa un altro! :-)
  2. La tavoletta funzionava, ma all’improvviso il cursore non si muove.
    Soluzione: questo succede soprattutto quando lasciamo il computer in stand-by per troppo tempo. I driver si “addormentano” (così mi piace definire questa cosa). Niente paura, riavviate il computer avendo cura di lasciare la tavoletta collegata.
PROBLEMA NUMERO 4:
Non trovo l’attacco per collegare la tavoletta al computer

La maggior parte delle tavolette grafiche necessita solamente di un’entrata USB.

Così non è invece per le tavolette come le CintiQ (display interattivo) che vengono collegate al computer sia tramite USB che tramite cavo HDMI.
Ora, se è vero che il collegamento HDMI viene fornito dalla casa produttrice in un cavo 3 in 1, è possibile in caso di computer molto vecchio che non si disponga di un’entrata valida in cui inserire questo cavo. A me è capitato col mio vecchio PC fisso: se la vostra macchina ha diversi anni, attenzione a questo aspetto. Potrebbe anche disporre di un HDMI ma in una posizione troppo scomoda per il collegamento alla tavoletta.

PROBLEMA NUMERO 5:
I comandi touch non funzionano

Ormai da un po’ di tempo i comandi touch sono diventati onnipresenti nei modelli di ogni fascia di prezzo.

A volte, però, possono dare qualche grattacapo: comunque, facilmente risolvibile!

  1. Il touch ring non funziona se insieme uso la penna premendola sulla superficie.
    Soluzione: tutto regolare, il touch ring e la penna non funzionano premuti assieme. O uno o l’altro.
  2. Il modello supporta i comandi touch, ma non funzionano.
    Soluzione: i comandi touch non sono “automatici”, ma vanno attivati, perché non tutti gli utenti li vogliono attivi. Io, per esempio, li detesto abbastanza.
    In alcuni modelli si possono attivare da un tasto fisico (controllate le specifiche sul sito, se non avete più scatola e manuale) ma nella maggior parte dei modelli ormai si attivano tramite una sorta di pannello di controllo nella finestra delle impostazioni della tavoletta, come quello nell’immagine.
  3. I comandi touch non funzionano del tutto: alcune cose sì, altre no.
    Soluzione: il driver non è ben installato, si è rovinato o non è pienamente compatibile. A seconda dei casi, disinstallare/reinstallare, o cambiare driver.
PROBLEMA NUMERO 6:
C’è un ritardo fra penna e schermo quando traccio qualcosa

Questo è uno dei problemi più fastidiosi, particolarmente sulle tavolette grafiche con schermo interattivo. In gergo tecnico (e anglosassone) viene definito “lag” o “lagging“. Se lo cercate su Google, scoprirete un mondo fatto di disperazione e soluzioni più o meno casalinghe.

Succede questo: il movimento della mano (o meglio, della penna) viene percepito in ritardo sullo schermo, perciò il tratto non segue fedelmente il nostro movimento e il disegno digitale diventa molto innaturale.

  1. La prima soluzione è brutale e casereccia, ma a volte funziona, per fortuna. Chiudete Photoshop, Corel Draw, Art Rage, qualunque sia il software che state usando per disegnare. E poi riapritelo: potreste avere già risolto.
  2. Sembrava troppo facile, vero? Va bene, allora se avete Windows, il prossimo consiglio è quello di cercare la voce Servizi dal menu Start e cercare “Wacom Professional Services o una voce simile. Con un click destro, riavviate quella voce e verificate se il lag è cessato. Una versione di questo tipo è spiegata in questo video.
  3. In alcuni modelli di Intuos, e su Mac, questa può essere una soluzione. Dal pannello di controllo dei Servizi Wacom, disattivare la voce “Click Double Tap Distance”
  4. Probabilmente la situazione più irritante: il lag sulla CintiQ, una tavoletta che costa dagli 800 euro in su che dà un problema simile fa venire voglia di urlare affacciandosi alla finestra. Ma calma, la soluzione potrebbe essere più semplice del previsto! Sembra infatti che sulle CintiQ, il lag sia quasi sempre un problema di driver. Meglio provarne di più nuovi o di più vecchi. Certo, come si diceva qualche paragrafo prima, si va a tentativi. In questo topic per esempio trattano la 13HD, menzionando dei driver perfettamente funzionanti.
(Non) Entriamo nello specifico

Il problema del lag può essere di difficile gestione. Non tanto perché risolverlo sia impossibile, quanto per il fatto che ogni fenomeno di ritardo è causato da diversi fattori a seconda del modello della tavoletta.
Così, mi è impossibile riportare tutte le casistiche. Se non avete trovato la soluzione fra queste 4, vietato disperarsi: probabilmente altre persone hanno già avuto problemi di ritardo col vostro stesso modello. Digitate il suo nome + “Lag” o “lagging” e armatevi di una pazienza di livello Dalai Lama.
La spunterete!

PROBLEMA NUMERO 7:
Si è rotta la tavoletta o una sua parte

Tavolette consumate, tavolette distrutte, tavolette reduci da qualunque tipo di trattamento. Prima di tutto: povere tavolette, un minimo di cura!
Fatta questa necessaria paternale, vi rassicuro: come dicono gli anglosassoni, “shit happens“. E io che ho due gatti che si inseguono sulla mia scrivania lo so bene. Più di una volta ho recuperato con tuffi degni di un portiere di serie A la mia CintiQ in procinto di cadere da un metro di altezza.
Se il fattaccio è già successo, vediamo che fare.

  1. Si è rotta la penna. 
    Soluzione: niente paura, la penna è il male minore. Non solo alcuni spiegano come ripararla (McGyver è niente a confronto di certe persone che ho scovato su alcuni blog!) ma è facilmente reperibile sullo shop Wacom e perfino su Amazon. Fra l’altro, potreste perfino approfittarne per acquistare una penna più bella, magari con delle punte aggiuntive per effetti speciali (facendo attenzione alla compatibilità del modello). Se invece l’opzione McGyver vi diverte e alletta, cercate il modello della vostra tavoletta + “pen repair“, vi si aprirà un mondo!
  2. La punta della penna è consumata
    Soluzione: il male minore! Le punte sono regolarmente in vendita e facilissime da sostituire (e non solo, ma quasi vanno bene per ogni modello) e anche qui esiste l’Opzione McGyver. Ci sono persone che smontano la penna, e utilizzano altri materiali per sostituire la punta. Attenzione, in questo caso, alla scelta dei materiali: se non fate un lavoro più che accurato, rischiate che andiate a graffiare indelebilmente la superficie della tavoletta. Insomma, se non siete avvezzi a lavori manuali lasciate perdere e non rischiate.
  3. Si è rovinato un cavo o l’alimentatore. 
    Soluzione: anche qui, si trovano facilmente sullo shop Wacom oppure su Amazon, ma attenzione al voltaggio e alle caratteristiche del vostro modello, leggete le specifiche per non avere brutte sorprese.
  4. Si è rotta, bucata, schiacciata o rovinata la superficie.
    Soluzione: ahimè, qui non ci sono buone notizie. La superficie è la parte più cruciale della tavoletta. Contattate l’assistenza, per valutare se il vostro caso vi costringe a comprare una nuova tavoletta o se optare per una riparazione alla casa madre. Tenete conto che, qualora possibile, potrebbero passare settimane prima della restituzione.
    Nota: Per i graffi si può giocare d’anticipo e optare per una pellicola protettiva. E’ un buon investimento, soprattutto se avete la mano pesante nel disegnare.
PROBLEMA NUMERO 8:
Menu personalizzati, lazo e scorciatoie non funzionano
mentre uso la tavoletta grafica in Photoshop

Cosa c’è di più bello di personalizzare le scorciatoie ed i menu su Photoshop a nostro piacimento e secondo le nostre esigenze?
Eppure, la tavoletta grafica può metterci i bastoni fra le ruote… anche in questo caso, su Mac.

Se ci capitano schermi bianchi, freezing e scorciatoie non funzionanti, può trattarsi di un problema di aggiornamenti. Adobe consiglia di aggiornare quindi, e in caso di malfunzionamento persistente, applicare un plugin. Viene spiegato come, qui.

Non sempre è colpa della tavoletta grafica

E’ facile pensare che la tavoletta sia responsabile di ogni problema di incompatibilità o malfunzionamento; ma a volte abbiamo una soluzione sotto gli occhi e non la vediamo.
Nel caso di alcuni strani episodi con lo strumento lazo, il problema potrebbe essere solamente Photoshop, in particolar modo fino alla versione CS6: dopo di questa, Adobe ha preso provvedimenti.
Se notate che non riuscite a chiudere o deselezionare dei tracciati, e la vostra versione è proprio la CS6, sappiate che si tratta di un bug del programma e non di un problema di driver della tavoletta.

PROBLEMA NUMERO 9:
Mentre disegno, il tratto va “a scatti”

E’ ciò che all’estero chiamano “jittering“. Le soluzioni possono essere molteplici a seconda del modello (per questo ve l’ho segnalato, se aveste bisogno di rintracciare il fenomeno sui motori di ricerca). Io ho testato solo la soluzione che segue e su Mac ha funzionato bene:

  • Disinstallare i driver e reinstallarli. Provare altri driver (più nuovi o più spesso, più vecchi. Andare a ritroso provando)

Su Windows, potrebbe essere un problema di impostazioni, questo utente l’ha spiegato molto bene e passo passo, controllate le spunte da attivare e disattivare e dovrebbe tornare tutto in condizioni ottimali!

PROBLEMA NUMERO 10:
Il tratto è di uno spessore insufficiente o eccessivo
A sinistra, vediamo il tratto correttamente modulato, mentre a destra il tratto è diventato uniforme e non riproduce correttamente la texture del pennello, che è diventato praticamente inutilizzabile perdendo la sua unicità.

Questo è un tipico problema dei livelli di pressione e mi capita spesso: lo spessore del pennello o la qualità del tratto non sono come dovrebbero essere.
I livelli di pressione differiscono da modello a modello, ma in certe circostanze possono cambiare anche nella stessa tavoletta e senza il nostro controllo, dando vita a episodi fastidiosi: linee troppo spesse, o troppo sottili (più spesso le prime).

In rete si trovano delle soluzioni drastiche, ma per fortuna a me è sempre bastato chiudere e riaprire Photoshop o Art Rage per risolvere il problema. Ecco invece cosa consigliano in rete:

  • Installare e reinstallare i driver
  • Cambiare driver
  • Aggiornare i driver della propria scheda video
  • Disattivare e riattivare subito i livelli di pressione della penna dall’interfaccia di controllo della tavoletta
  • Tenere i comandi touch della tavoletta completamente disattivati
  • In ultimo, assicurarsi che la punta della penna non sia usurata, piatta e quindi propensa ad ingrandire il tratto o stortarlo.
Consigli sempre validi
  • Nell’installazione dei driver, sempre attenzione a quando si attacca e stacca la tavoletta. Di solito per essere caricati correttamente, i driver devono “trovare” la tavoletta collegata al computer. Se per esempio avvio il computer e collego la tavoletta solo in un secondo momento, è probabile dovrò riavviare per usare la tavoletta.
  • Niente panico: nel dubbio chiedete o cercate. Migliaia di persone sono (state) nella vostra situazione ed è probabile che il problema che avete sia già stato risolto mesi o perfino anni fa. Non è rassicurante?
  • Se non avete più la confezione, vi basta capovolgere la tavoletta per sapere esattamente di che modello si tratta. Leggete l’etichetta che vi troverete.
  • E’ possibile utilizzare la penna di una tavoletta su un’altra tavoletta. Ma non vi aspettate che le prestazioni siano ottimali. 
  • Niente panico: nulla esploderà! :-)

Approfondimenti

Guida alle tavolette grafiche: come funzionano, quali sono le parti che le compongono, quali sono le marche più famose e come ci si disegna.

Guida all’acquisto: le fasce di prezzo, come scegliere bene la propria tavoletta grafica in base alle nostre esigenze e non pentirsi di ciò che abbiamo acquistato.

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Asterisk Tutorial: preparare una foto al disegno digitale
02/07/2016 Morena Forza in Disegno / No comments

Dopo che ho pubblicato questo disegno ieri in supporto di Draw Togeter 

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… qualcuno mi ha chiesto “Ma come si fa per disegnare sopra la foto di un oggetto? Le mie vengono male!

Allora mi sono detta: ma sì, è tanto che non pubblico un mini tutorial, ne faccio uno breve, facile e svelto!

Anche le mie foto vengono “male”, nonostante le scatti con una macchina fotografica e stia attenta alla luce. Vivendo in una casa non abbastanza luminosa, almeno per i miei gusti, scatto vicino a una delle finestre che danno sulla parte più soleggiata del caseggiato. Evito il flash come la peste, perché sfalsa i colori, rende tutto freddo e artificiale, crea aloni fastidiosi sulle superfici metalliche e riflettenti in genere.

Detto questo, visto che si tratta di un oggetto piccolo, mi accerto di poggiarlo su di una superficie chiara se non addirittura bianca. In questo caso ho usato un album da disegno a carta fina, in modo che poi non dovrò avere a che fare con la fastidiosa grana ruvida che crea piccole ombre.
Attivando la modalità “Macro” è fatta: inquadratura da vicino e niente brutte sfocature. Non ho una costosa reflex, solo una semplice Nikon compatta, ma per una foto destinata a questo uso va più che bene. :-)

Il trucco per avere una buona foto utile all’inserzione di un disegno in digitale è un programma di fotoritocco. Ecco come ho preparato la fotografia della spilla da balia per la tavola destinata all’iniziativa Draw Together, in Photoshop.

1- Ho scattato diverse foto dello stesso oggetto.

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Di solito mai meno di 10, per essere sicura che almeno una mi piacerà ed è venuta ad una qualità accettabilmente alta. Infatti, disegnare su una foto di scarso impatto pregiudica l’intera qualità della tavola, è un peccato. Scelgo in base al grado di ombra che si è venuto a creare: meno è , è meglio è, almeno in questo caso.
2 – Per questo progetto ho scelto il formato quadrato. Ho creato un nuovo file e ho incollato la foto che ho selezionato fra le altre.

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Con CTRL+J duplico il livello della foto.

pinstep2

Poi inizio a correggerla: nel caso (come questo) di oggetti non colorati o che voglio mantenere in bianco e nero, dal menu Immagine — Regolazioni — Togli saturazione la porto in bianco e nero.

 

3 – La fase cruciale ma facile, del lavoro: la regolazione dei toni di bianco/nero

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Tramite il pannello dei Valori Tonali ( Immagine — Regolazioni — Valori Tonali) alzo il valore del bianco (tacca a destra) verso sinistra, e faccio lo stesso, più leggermente, con la tacchetta di sinistra dei neri. In questo caso uso anche i mezzitoni (la tacchetta in mezzo, appunto) schiarendo un po’ il grigio. Non ci sono valori predefiniti da applicare alle immagini da “ripulire”, ogni immagine richiede una scelta diversa.

4 – Pulisco la seppure delicata grana della carta.

pinstep3

Creo un livello vuoto sopra quello della foto, poi imposto l’anti-alias della selezione su 20 pixel (in questo caso), inverto la selezione creata col lazo o con lo strumento penna a seconda dell’esigenza tramite Selezione – Inversa e col secchiello riempio di bianco l’area attorno alla spilla. Così sarò sicura di avere un bianco “che più bianco non si può”, per citare un celebre spot del passato!

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Tutto qui, e siamo pronti per disegnare. Visto che differenza?

Ecco cos’ho costruito sulla spilla, aggiungendo prima un livello di riempimento blu in modalità Moltiplica.

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Avete seguito questo tutorial con un oggetto di vostra scelta? Postate nei commenti cosa avete disegnato! :-)

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Asterisk L’estate si veste di India: il nuovo desktop di Rosaria Battiloro
03/06/2016 Morena Forza in Download / No comments

Tra non molto festeggeremo il solstizio d’Estate. C’è chi non vede l’ora e chi invece si dispera. Io sono ancora indecisa sul da farsi (dipenderà dal meteo, probabilmente) ma sicuramente voglio che questi prossimi mesi siano super colorati!

“Giacere qualche volta sull’erba in un giorno d’estate, ascoltando il mormorio dell’acqua, o guardando le nuvole fluttuare nel cielo, è difficilmente uno spreco di tempo.”
John Lubbock

battiloroestate

>> DOWNLOAD DESKTOP<<
Lo sfondo dell’estate per Roba da Disegnatori è stato illustrato con amore da Rosaria Battiloro.
Cosa descrive meglio gli afosi pomeriggi estivi, che un richiamo alla mistica e speziata India?

Qualche libro di Rosaria:

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Asterisk Migliaia di reference fotografiche per gli appassionati di manga
05/03/2016 Morena Forza in Disegno / No comments

Non è una novità: gli appassionati di disegno manga sono sempre di più, in tutto il mondo.
Negli anni si sono susseguite diverse pubblicazioni destinate agli aspiranti mangaka, soprattutto pensate per chi giapponese non è. In Italia, per esempio, sono molto famosi i volumetti di Euromanga Edizioni, dedicati all’anatomia, alla progettazione dei personaggi, ai personaggi maschili, a quelli femminili e perfino alla prospettiva ed alla sua applicazione. All’estero spopolano libri ancora più strettamente tematici, dedicati per esempio ai chibi o ai vampiri ed altre creature in stile manga.

Un disegno realizzato seguendo la reference di mmanga.net
Un disegno realizzato seguendo la reference di mmanga.net

Se la tecnica può essere affinata, però, rimane la difficoltà nell’ottenere pose ed ambientazioni convincenti per le proprie storie: proprio per questo, Manga no Shiryo propone per poco più di 16 dollari (pari a 1.980 yen) una serie di risorse fotografiche (reference) relative a pose ed inquadrature, ma anche sfondi e abbigliamento di personaggi manga.

Così, lo stesso personaggio si muove in queste fotografie in diverse pose, atteggiamenti ed angolazioni aiutando chi disegna a variare il più possibile il trattamento del soggetto.

manga reference manga reference

 

Unica pecca: il sito, come accade per molti siti asiatici, è solo in giapponese. Esiste però la possibilità di utilizzare un traduttore integrato al sito per gli acquisti fuori dal Giappone.

Conoscete altre risorse di questo tipo? Segnalatele nei commenti. Sayoonara! :-)

 

fonte: rocketnews24

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Asterisk 100 anni per festeggiare il colore: 240 pagine di ispirazione cromatica
25/11/2015 Morena Forza in Altri Libri / one comment

A corto di ispirazione quando si tratta di scegliere i colori?
Se come me siete appassionati di accostamenti cromatici sarete felici di sapere che Kate Greenwood ha raccolto cento anni di combinazioni super ispiranti, nelle 240 pagine del suo libro “100 Years of Colors” edito da ILEX ed uscito all’inizio di novembre.

100_Years_of_Colour
La cover di questo libro straordinario (che non vedo l’ora di ricevere!)

Il volume viene descritto come “una festa del colore”.

In un articolo di Printmag, l’autrice racconta com’è nata questa iniziativa; raccogliere solo dieci immagini per ogni decade è stato molto difficile, perché la selezione doveva essere molto ristretta.
Al tempo stesso, alcune immagini erano davvero belle, ma non riportavano abbastanza colori da fornire una vera e propria palette.
Comunque, i severissimi criteri di ricerca l’hanno aiutata a selezionare anche immagini meno famose e conosciute, facendole scoprire dei piccoli tesori.

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100 years of colors Kate Greenwood

100 years of colors Kate Greenwood

100 years of color Kate Greenwood

Il libro è stato pubblicato in due versioni cartacee e rilasciato anche per una lettura digitale per Kindle.

Copertina rigida Copertina flessibile
Copertina rigida circa 29 euro Copertina flessibile Euro 24

Ringrazio Printmag per le immagini.

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Asterisk Strategie oblique: un mazzo di carte contro i blocchi creativi
06/11/2015 Morena Forza in Ispirazione&Creatività / one comment

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L’idea ha compiuto 40 anni proprio quest’anno: furono due tipi qualunque come Brian Eno e Peter Schmidt a svilupparla insieme,  unendo due progetti personali molti simili e quindi affini e adatti a creare un unico prodotto.

Oblique strategies“, un deck di carte pubblicato nel 1975 e ristampato più volte in seguito, fu pensato per venire incontro ai più frequenti blocchi creativi di artisti e musicisti. (Leggi anche: i 7 tipi di blocco creativo)

Le carte originali scritte nel 1974 (fonte: Brian Eno News)

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Ogni carta riporta un aforisma, uno spunto, per favorire lo sviluppo del cosiddetto “pensiero laterale”.

Anche produzioni musicali importanti come quelle di David Bowie e dei Coldplay hanno deciso di sfruttare le strategie oblique.

Alcuni degli aforismi ideati da Eno e da Schmidt risultano piuttosto ermetici o perfino indecifrabili, ma questo è stato frutto di una scelta ben definita dai due artisti. Non è una soluzione ovvia quella che si vuole dare a chi consulta il deck, ma piuttosto uno stimolo a pensare, ad elaborare e quindi a raggiungere con le proprie forze un’interpretazione che possa essere adatta alla situazione e al blocco creativo.

Non è allora un’istruzione quella che viene fornita dalla carta sorteggiata, piuttosto un sollecito all’immaginazione, a volte una suggestione.

Nel tempo, le prime edizioni del deck sono diventate rare ed introvabili, dei veri pezzi da collezione.

Le prime carte sono state raccolte nel libro di Brian Eno “Visual Music”, si trova facilmente su Amazon.

Il fatto che il contenuto delle carte sia così criptico ha contribuito a renderle molto ricercate nonostante siano passati tutti questi anni dalla loro prima release; per questo, nel 2001, Brian Eno ha rilasciato un nuovo set, fino ad arrivare a un’edizione limitata di appena 500 confezioni.

Un estratto di "Steal Stragedies" di Austin Kleon
Un estratto di “Steal Stragedies” di Austin Kleon

Altri artisti e creativi si sono ispirati poi alle famose carte: uno è l’illustratore Austin Kleon che ha rilasciato un kit virtuale per i suoi follower e lettori molto recentemente, chiamato Steal Strategies.

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Asterisk Addio ai rigidi manichini in legno: arrivano le Figuarts
30/10/2015 Morena Forza in Disegno / 8 responses

La notizia è di qualche giorno fa: la Tamashii Nation ha rilasciato nell’aprile del 2016 dei manichini pensati appositamente per gli artisti.

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Una Figuart femminile di colore grigio, reperibile qui

Il loro nome è S.H. Figuarts (eccoli qui) e sono studiati per essere il più possibile posizionabili in modo anatomicamente corretto.

Se è vero che il disegno dal vivo costituisce sempre un’impareggiabile risorsa per studiare l’anatomia, quando non si dispone di modelli e si sta cercando di creare una certa scena, un kit del genere può essere davvero un grande aiuto.

Presentano più di 30 punti snodabili che permettono una piega naturale delle giunture, costituendo così un riferimento anatomico molto prezioso per disegnare e dando la possibilità di creare pose molto naturali.  Sono disponibili anche piedistalli, come questo,  per sistemare più di un solo manichino  e comporre delle scene di interazione fra personaggi.

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Le pose dinamiche si possono studiare grazie al fissaggio dei manichini sull’apposito piedistallo, come questo. Altri modelli come questo, invece, permettono di sistemare più personaggi che interagiscono fra loro.

 

Il manichino maschile ed i suoi accessori. Ora disponibile su Amazon, anche se non proprio a buon mercato!

Il kit contiene anche 17 paia di mani intercambiabili, un piedistallo per il posizionamento del manichino e degli oggetti che danno modo di creare delle “scene” con il proprio personaggio, come un libro, un tablet, una pistola, una spada e perfino uno smartphone!

Dopo il rilascio del primo modello di colore grigio, è ora disponibile anche una versione a cui il produttore Tamashii Nations si riferisce come “arancio chiaro”. Eccone qui due, una maschile ed una femminile:

figuarts_coppia_anatomia_artisti
I manichini sono venduti separatamente. Qui si può trovare quello maschile, qui quello femminile.

In Occidente saranno distribuiti da Bluefin Corporation (Stati Uniti). Ora reperibili anche su Amazon!

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