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Asterisk Come ho riorganizzato i miei pennelli in Photoshop con BrushBox
11/12/2017 Morena Forza in Disegno / No comments

Sono una gran pigrona, perfino quando si tratta della cosa che mi piace di più; a mia discolpa posso dire che disegnare in digitale è molto più stancante e questa è un’opinione condivisa da diversi illustratori e fumettisti.

Ho già alleggerito l’aspetto postura e affaticamento visivo qualche mese fa, cedendo all’acquisto di una CintiQ 22” da cui non tornerei più indietro (tutta un’altra vita, davvero), ma a provocarmi un costante nervosismo rimaneva la gestione dei pennelli di Photoshop.

5 cose che mi facevano sbuffare come una pentola a vapore
  • Utilizzare pennelli che si trovano in diversi set. Questo significava aprire e chiudere di continuo infiniti elenchi per prelevarne uno, cambiarlo con un altro, tornare al primo.
    Sì, in cima a tutti i fastidi del disegno digitale c’è sempre stato questo. Anche perché in genere, azioni ripetitive e perdita di tempo sono tra le cose che più odio nella vita.
  • Non poter contrassegnare i pennelli preferiti. Sì certo, nel tempo ho imparato a memoria i loro nomi, ma andavano sempre recuperati negli immensi set di cui facevano parte.
  • Dovermi appuntare di continuo i nomi dei set e dei pennelli da utilizzare per un dato progetto. Come in questa immagine:

Questo riempirmi di foglietti e post-it mi ha sempre dato l’idea di lavorare nel ’93. Mi sembrava impossibile che dagli albori di Photoshop nessuno avesse pensato alla terribile organizzazione dei pennelli!

  • Dover riportare il pennello alla misura che mi occorreva per disegnare un dato elemento.
    Questo è particolarmente vero per i pennelli che si usano al tratto: per esempio, il pennello di default di 15 punti che mi serve a 8, perciò ogni volta che dovevo riselezionarlo, ripartiva da 15.
  • Avere file .tpl e .abr separati. (Se non avete mai approfondito la differenza, vi rimando a questa utile guida che la spiega, in inglese)

Lo so, lo so, possono sembrare scemenze, ma sommate una sull’altra non sono da poco.
Lavoro su un minimo di due a un massimo di sei tavole al giorno, spesso per dieci o dodici ore al giorno (anche di più, se sto lavorando come colorista!), e tutto quello che può snellire il flusso di lavoro è benaccetto :-)

Un grande passo per l’umanità (che disegna digitale)

Settimana scorsa mi sono decisa a lasciare il mio ormai fidato Photoshop CS6 per approdare (con grande gioia, devo dire!) a Photoshop CC e mi sono procurata BrushBox, un plugin che permette di creare e gestire in piena libertà le librerie di pennelli.
Dopo anni di bigliettini e annotazioni era un sogno che diventava realtà!

Ecco alcune funzioni di BrushBox che mi piacciono particolarmente:

  • Poter raggruppare i pennelli di uno stesso progetto. Diciamo di stare lavorando a quattro progetti in contemporanea nello stesso periodo, e che ognuno preveda pennelli diversi: poter creare delle raccolte apposite per ognuno è una manna dal cielo.
  • Poter organizzare delle librerie tematiche.
    Questo significa poter raccogliere i pennelli per medium, per effetto, per funzione.
    Io ho messo insieme i pennelli secchi per esempio, quelli che imitano le matite a parte, quelli più morbidi come le guache… Ma ho anche raccolto le mie gomme preferite!
  • E a proposito di preferiti, questa funzione è prevista da BrushBox. Si può mettere una stellina dorata sui pennelli più amati e richiamarli poi a parte cliccando sull’icona specifica.
  • I pennelli possono essere rinominati. Non solo i set, anche il singolo pennello. Va bene, siamo tutti d’accordo sul fatto che UltraSketch 24 o SexySumi potrebbero essere nomi più cool, ma vogliamo mettere quanto è più evocativo “Matita ruvida” o “Modulato tipo china”?
    Se sto cercando un pennello basandomi sul tipo di effetto che sto cercando, l’ultima cosa che voglio è dovermi ricordare il nome tamarro o peggio numerico (e a volte lunghissimo) che gli ha dato il suo autore. Senza offesa per nessuno: sono grata a voi creatori di pennelli! :-)
  • Poter snellire i set, cancellando i pennelli che non usiamo mai o che proprio non ci piacciono. Questo alleggerisce parecchio il caricamento dei set e ci permette di tenere solo i pennelli che effettivamente utilizziamo. L’arte del decluttering è sempre la benvenuta, nella mia vita, in ogni sua forma!
  • Funzione ricerca: ebbene sì, anche se BrushBox ci dà la possibilità di semplificare di gran lunga le librerie, può darsi che non ci venga in mente dove abbiamo messo un dato pennello, soprattutto se abbiamo creato numerose raccolte. In quel caso basta compilare il campo di ricerca che il plugin ci mette a disposizione.
  • Salvataggio di set personali. Diciamo che abbiamo creato la libreria “Matite e carboncini” sotto la quale abbiamo riunito pennelli creati da diversi autori o provenienti da set differenti. Ci basta salvare il set “Matite e Carboncini”. Wow.
  • Poter salvare le impostazioni e le varianti di un pennello. Facciamo finta che quel favoloso pennello di misura 15 ci serva a misura 8 per tutto il progetto di cui ci stiamo occupando: basta salvare una variante che rimanga fissa a misura 8, evitando così di ridimensionarlo di continuo.
    In questo caso, BrushBox fa apparire un’icona sul nuovo pennello “ridotto” o ingrandito per ricordarci che non è l’originale ma la nostra variante.
  • Tutte le nostre raccolte possono avere un colore diverso o perfino un font personalizzato o un’immagine di sfondo.
    Oltre ad essere esteticamente gratificante, col passare dei giorni e delle settimane il cervello registra gli abbinamenti cromatici e potremo così aprire le raccolte senza neppure leggerne il nome.
  • Tutte queste ricche funzioni ed impostazioni possono essere esportate. Così, se lavoriamo su due computer diversi, non c’è bisogno che ricreiamo tutte le librerie e le preferenze. Meraviglioso, no?

Non male, vero? Sono 15 dollari che valgono decisamente l’acquisto.  E no, questo non è un post sponsorizzato. :-)

Qualche precisazione

  • Negli scorsi giorni è stata rilasciata la versione di BrushBox per Photoshop CS6 (che ormai è un programma vecchio e che non avrà altri aggiornamenti); ad ogni modo, consiglio di leggere attentamente quali sono le versioni che supportano il plugin. Se la vostra versione di PS non c’è in elenco, il plugin non funzionerà.
  • Leggete con attenzione le due mini-guide che l’autore del plugin ha accluso al download. Prima di installare BrushBox e anche dopo per usarlo al meglio, c’è qualche indicazione di cui tener conto.
  • Nella versione CC 2018 di Photoshop, rilasciata meno di due mesi fa, è stata (direi finalmente?) integrata la gestione pennelli simile a quella di BrushBox. Tuttavia per installarla ci vogliono dei requisiti tecnici di un certo tipo. Se non volete/potete installare CC 2018, sappiate che BrushBox fa comunque un egregio lavoro.
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Asterisk Fiera di Bologna: un importante cambiamento
07/09/2017 Morena Forza in Disegno per professione / 5 responses

Era nell’aria da qualche anno, ma ora è stato reso ufficiale dalla Segreteria della Children’s Book Fair di Bologna: cambiano le regole per i pass gratuiti.

Fino ad ora era stato possibile ottenere un pass gratuito per l’intera durata della BCBF, inviando le 5 tavole per partecipare al concorso relativo alla Mostra degli Illustratori.

Dalla prossima edizione invece, il pass gratuito sarà garantito solo agli artisti selezionati per la Mostra, e non a tutti i partecipanti.

Ad ogni modo, potremo richiedere un pass ridotto del costo di 20 euro, entro metà Febbraio, quindi più di un mese prima dell’apertura dei tornelli. Per farlo, sarà necessario contattare la Segreteria rispettando i termini indicati sul sito.

Scadenze importanti

  • 4 Ottobre 2017 :  termine ultimo per l’invio delle 5 tavole per la selezione alla Mostra degli Illustratori. Fa fede il timbro postale. Altre informazioni e regolamento, qui.
  • Metà Febbraio: termine per la richiesta di un pass ridotto (20 euro), dopo questa data si potrà acquistare solo il biglietto a prezzo intero, quindi attenzione!

Polemiche e considerazioni su questa novità

Nelle scorse settimane, sui social si è diffusa a macchia d’olio una certa polemica per questa nuova scelta da parte dell’organizzazione della Fiera.

Secondo alcuni infatti, sarebbe ingiusto far pagare un biglietto, seppure ridotto, a noi illustratori, perché è segno di un’eccessiva ingordigia da parte dello staff di Bologna Fiere e perché “dobbiamo già pagare viaggio e alloggio e pasti“.
Vorrei spiegare perché mi sembra un ragionamento molto sbagliato.

Dopo un primo momento di fastidio, sono giunta alla conclusione che è giusto pagare il pass.

Come spesso accade anche in altri contesti, è facile abituarsi a dei benefit.
E’ stato bello accedere gratuitamente inviando 5 illustrazioni, certo.
Quando i vantaggi vengono meno, si sente, e questo è normale.
Ma…

Il pass gratuito ci era dovuto?

Gran parte delle fiere di questo tipo non prevedono accesso gratuito, nemmeno nel resto del mondo. A volte, e non sempre, sono previste formule di ingresso ridotte. E poi, altre categorie professionali che accedono alla Fiera non hanno la possibilità di pagare un biglietto ridotto.
Il pass gratuito per la partecipazione alla Mostra era quindi un plus, non qualcosa che ci spettava di diritto. E’ che ci eravamo abituati bene. :-)

Evidentemente, la gestione della Fiera ha costretto gli organizzatori a ritirare questo trattamento di favore nei nostri confronti. Non prendiamocela troppo.

E poi, siamo onesti: la Fiera viene una volta l’anno. Credo che uno o due ingressi ridotti riusciremo a metterceli da parte in 365 giorni, magari con qualche cinema o pizza in meno o la momentanea sospensione del nostro account Netflix. Argh, scherzo! Quello mai! :-)

Fonti immagini: 1|2|3|

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