Categoria: Fiere&Saloni

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Asterisk Fiera di Bologna: Le domande più frequenti
12/07/2011 Morena Forza in Fiere&Saloni / 48 responses

La fiera si tiene a marzo  ma la prima cosa che un illustratore impara è che i mesi passano velocissimi. La scadenza per cui bisogna spedire la tavola per il pass/la mostra è di solito a fine settembre- primi di ottobre.

Nota: questo post è stato scritto nel 2011 ma lo tengo come valido perchè le regole restano sempre le medesime; in caso di variazioni lo scriverò qui.

Ora, siccome sia il marzo passato sia in questi giorni le domande su Bologna sono tante, ne ho riportata qualcuna da tenere come “frequently asked question” in modo che funzioni da mini vademecum.
Alla fine del vademecum ho allegato delle immagini che spiegano come vanno compilate le etichette perchè in molti mi avete chiesto leggermente impanicati, come va fatto. :)

Vediamo un po’:

  • Cos’è la fiera di Bologna?

La fiera di Bologna è un evento per gli addetti del settore editoria per ragazzi, il che significa: editori,
bibliotecari, agenti, illustratori (grossomodo queste figure).
Anche studenti di illustrazione sono accettati.
Occorre la maggiore età per entrare come professionista.

  • Quando si tiene?

In marzo, annualmente. Per le date, sempre consultare il sito ufficiale. Normalmente a giugno/luglio vengono rese note le date della prossima edizione.

  • Cos’è questa storia delle 5 tavole? Un concorso?

Sì, è un concorso.
Devono essere necessariamente 5, non di più e non di meno. Possono raccontare una storia scritta da voi, oppure già esistente ma non coperta da copyright.
Quindi non spedite tavole che raccontano Harry Potter, per esempio, ma siete liberi di partecipare con Raperonzolo.
Qui trovate le regole per partecipare.
Qui trovate info sulla mostra.
Ad ogni modo, parliamoci chiaro: la maggior parte degli illustratori le spedisce per avere il pass gratuito alla fiera. Dopo aver spedito le tavole vi viene recapitato o per email o cartaceo (dipende, ogni anno una storia diversa!); non spaventatevi se a fine febbraio non vi è ancora arrivato. Vi dico subito che arriva all’ultimo. Certo se la settimana prima ancora non l’avete, provate a telefonare.
Se non avete tempo di mandare le 5 tavole, il pass può essere acquistato agli sportelli all’entrata (di solito costa 25 euro o giù di lì) a patto che siate del settore: potrebbero chiedervi il tesserino della vostra accademia o scuola di fumetto/illustrazione o potreste far vedere la vostra cartella. Fuori questione andarci con amici o parenti, tanto probabilmente non li farebbero entrare.
Nota: le tavole devono essere inedite, significa non pubblicate. Non pubblicate da case editrici, si intende. Se le avete messe su internet non vale come pubblicazione ;)
Nel caso voleste partecipare con progetti di libri già pubblicati dovete far inviare le 5 tavole dall’editore che ha ottenuto i diritti. Un po’ macchinoso, vero? (temo che quest’anno mi toccherà farlo.)

  • Che genere di illustrazioni?

Per bambini o ragazzi.
Se siete soliti disegnare tavole tipo graphic novel con elementi violenti o disturbanti, la fiera di Bologna non è posto per voi.
Ma è vero anche che è una fiera del libro per ragazzi, per cui finchè arrivate fino alla fascia 14, va bene.

Portfolio 2011 di Anna Mattiuzzo
  • Ficion o non fiction? Questo è il dilemma.

In realtà non bisogna essere spaventati da questa distinzione. Si tratta solo di due categorie stabilite convenzionalmente per la partecipazione.
Sembra una cosa pazzesca solo perchè sono termini anglosassoni.
Denudiamoli e facciamola finita:
Fiction: narrativa.
Non-fiction: il resto.

Esempi di fiction: le fiabe, le favole, storie di bambini con elementi fantastici o non, che vivono eventi.
Esempi di non-fiction: libri didattici su svariati argomenti

Titoli Fiction di esempio:

1234

Titoli di Non-Fiction di esempio:

1234


Lo stile fiction e non fiction

“Ma quando si sceglie l’una o l’altra categoria di narrazione, devo adattare lo stile?”

No, fiction e non fiction si riferiscono al soggetto della storia, non allo stile con cui è illustrata.
Posso decidere di disegnare un racconto fiction in stile iperrealistico quasi fotografico, oppure un libro non fiction con un look giocoso e colorato. Anche perchè se dovessi per esempio fare un libro che insegna il nome dei fiori a un bambino di 5 anni, non mi metterò certo a illustrarli con un look di illustrazione botanica!

Ricapitolando fiction e non fiction sono distinzioni convenzionali basate sul soggetto delle 5 tavole e null’altro.

UNA NOTA SUL COPYRIGHT:
Il copyright scade dopo ottant’anni. Questo significa che per fiction si possono illustrare fiabe di qualunque tradizione, classici della letteratura per ragazzi (“Il giardino segreto” , “Moby Dick”, “Peter Pan”, “Alice nel Paese delle Meraviglie” ecc) ma non opere recenti.

  • Ma cosa si fa alla fiera di Bologna?

Bella domanda. Questa è una delle più gettonate e la questione è assai controversa.
Cominciamo col dire cosa NON è. Non è una convention. Non è una fiera per appassionati. Non solo, almeno. Per intenderci non è assolutamente come un Comicon, tipo la fiera di Lucca.
E’ un posto per professionisti o aspiranti tali.
E’ anche il motivo per cui l’ingresso è soggetto a selezione, del resto.
Non è un posto di divertimento; qualcuno resta deluso da questo. Il fatto è che andare a Bologna significa affrontare un giorno (o più) di lavoro.
Editori, agenti, librai, illustratori, si trovano a Bologna per contrattare. Sissignori, la fiera di Bologna è un mercato. E’ un evento internazionale, enorme, pieno di stand.
Per cui le possibilità sono 2 o massimo 3:
– Ci si va per dare un’occhiata all’ambiente. L’impatto può essere forte, vi avverto. Nel senso che tornati da
Bologna potreste avere due reazioni. La prima è “WOW E’PROPRIO L’AMBIENTE CHE FA PER ME! Voglio fare l’illustratore a vita!” permeato da entusiasmo che vi arriva fino alle punte dei capelli. Oppure “Oh mio dio che grigiore e che ansia. Non potrò mai farlo.” Conosco persone che vista la fiera hanno deciso di aprire una partita iva e buttarsi come freelancer, ma ne conosco anche alcune che dopo Bologna hanno deciso che seppure amano disegnare, l’idea del mercato e del lavoro di illustratore non fa per loro. E’ soggettivo, senz’altro.
Una cosa è certa: se andate la prima volta, non portate la cartella. E’ solo un ingombro inutile. Tanto non sapreste con chi parlare e non avreste nessuno a cui farla vedere. Evitatevi lo stress, perchè è uno stress girare con la cartella sottobraccio, garantito.
– Ci si va per parlare col proprio agente o cercarne uno e proporsi. In tal caso si porta la cartella. Consigliato
dalla seconda volta in poi. Sulla questione cartella ci torniamo tra poco.
– Ci si va per proporsi a case editrici. Tasto dolente: negli ultimi anni quasi nessuno vuole mettersi a vedere i
lavori di artisti emergenti. Alcuni vi dicono “lasciateci un CD” e probabilmente non li sentirete mai più.
– Ci si va perchè si lavora già nel settore ma è un’ottima occasione per dare un’occhiata agli stand delle case editrici, vedere cosa c’è di nuovo. Quando si lavora nell’illustrazione è indispensabile capire che piega sta prendendo il mercato. Non crediate che un libro del ’78 o degli anni Novanta sia uguale a un libro di oggi. L’infanzia è diversa, e nelle arti visive le mode ci sono come in tutti gli altri settori. Aggiornarsi è importante. In genere chi ci va a questo scopo ne approfitta per vedersi con gli altri talponi asociali che sono i colleghi. (Colgo l’occasione per salutare i miei: spero di vedervi stavolta! ;D)

  • Oh mio Dio, che ansia, ma cosa metto nella cartella? E che cartella porto?

Meglio avere l’ansia che non averla. Mi spiego, meglio metterci cura che raffazzonare il tutto.
Nella cartella lavori non ci va messo tutto alla rinfusa come in un minestrone per far fuori gli avanzi del frigo. La fiera di Bologna è un evento FORMALE. Professionale.
Arrivare con la cartella pasticciata e piena di adesivi dell’accademia o quella omaggio dei fascicoli dell’edicola è deleterio. Lo so che sembra snob, non piace nemmeno a me, che se potessi andrei ovunque in pigiama.
Però Bologna è come un colloquio: ci andreste coi bigodini o la camicia sporca di caffèlatte? Bene: la vostra cartella dell’accademia rappresenta i bigodini e la camicia sporca di caffèlatte. Fuori dalle scatole, almeno per quegli ultimi giorni di marzo.
Pensate con anticipo a comprarne una buona. Niente colori pacchiani: una bella cartellina nera, minimal ed elegante.

Vi avverto che materiale simile costa un po’. E’ anche il motivo per cui vi ho detto prima, che se è la prima volta

che ci andate non vale la pena spenderci un patrimonio fra treno, materiale e fatica di portarsela appresso.
Un’altra nota: cartelletta CON MANICO: ore e ore a camminare con la cartella sottobraccio significa mal di schiena assicurato.
Veniamo ai contenuti: se ritenete di non avere abbastanza materiale di qualità da far vedere, non andate a Bologna, o andateci senza cartella per gli altri scopi che vi ho menzionato nella risposta sopra.
Un buon portfolio contiene dei progetti di libro (cioè tavole con uno stile coerente,che fa vedere come lavorate su
una storia) non tavole volanti di 300 storie e progetti diversi. Anche lo stile deve essere omogeneo. Dovete dare
l’impressione di essere professionisti solidi, che hanno trovato la loro identità stilistica.
Detto ciò, le tavole devono essere organizzate e ordinate. Trovate più dettagli sull’articolo interessantissimo di Anna Castagnoli, che in merito ha spiegato molto bene il concetto.


Una cosa è certa, non è un evento in cui lasciare tutto al caso.

  • Cosa porto a Bologna? Come mi vesto?

Sfatiamo il mito per cui ci si vada eleganti. Non è una sera a teatro, ci si va decorosi ma comodi.
Non passate da un estremo all’altro: non andate in pigiama o vestiti da punkabbestia, ma nemmeno con la cravatta o i tacchi.
Primo sareste ridicoli e goffi, secondo se non siete più che comodi a Bologna ve ne pentirete amaramente. A Bologna si sgambetta parecchio. Mettere i tacchi o camicie soffocanti significa masochismo. Bologna è già un’esperienza stressante: non peggiorate la situazione o vorrete solo sedervi in un angolo a piangere.
Dentro la fiera FA CALDO, lo so che è marzo, ma vestitevi a cipolla. Dentro si muore in mezza manica.
Nel caso voleste far razzia di calendari , libri e gadget, portatevi un piccolo trolley vuoto. Non farete la figura dei pazzi: vedrete quante persone in giro col trolley!

  • Quanto prima bisogna organizzarsi?

Per il portfolio anche un anno prima se volete farlo bene e non avete molto materiale. Io di solito tornando dalla fiera penso già alle cose da fare per l’anno successivo.
Per quanto riguarda l’alloggio… muovetevi al massimo a dicembre, dopo è tardi. Bologna è un evento internazionale, i posti letto vanno via come il pane.

ORGANIZZAZIONE:
LE ETICHETTE
Le etichette vanno poi ritagliate e incollate dietro ogni tavola

Esempio di etichette per Fiction :

Esempio di etichette per Non Fiction:

SPEDIZIONE

Raccomandata se non avete fretta
Raccomandata 1 se siete agli sgoccioli (la raccomandata normale è tracciabile ma molto più lenta!)

IMBALLO:

Nel caso di stampe state attentissimi a come le imbustate! Sempre disporre un cartoncino molto rigido dietro per evitare che la busta vada piegata e le stampe irremediabilmente rovinate. Non avete idea di come trattano le buste Poste e alcuni corrieri.
Io per scrupolo le metto persino in busta trasparente, in caso piova e me le bagnino, ma ammetto di essere molto scrupolosa, ai limiti della maniacalità! :D

NOTE:

Ricordatevi la vostra foto e il modulo da allegare!

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Asterisk Fiera di Bologna: Entrare con biglietto ridotto.
29/01/2011 Morena Forza in Fiere&Saloni / 5 responses
Pronti per il prossimo anno?

Come forse già sapete, chi invia le 5 tavole a ottobre non paga l’ingresso (e diciamolo: tantissimi mandano le prime 5 tavole che hanno a disposizione per ottenere il pass gratuito!)

Cosa meno risaputa invece è che si può entrare con biglietto ridotto, soddisfacendo alcuni requisiti. Per esempio: le categorie di ingresso non cambiano in nessun modo. Entrano solo addetti ai lavori e studenti.

Attenzione però: di solito lo si può richiedere prima della fine di Febbraio, e non oltre! Perciò affrettatevi e, se la data massima si avvicina, scrivete al più presto a:

illustratori@bolognafiere.it   

Ricordate inoltre che, per ogni informazione, il sito ufficiale della Fiera è sempre molto esaustivo, con un po’ di attenzione si trova tutto ciò che si vuole sapere!

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Asterisk Fiere per illustratori: Il Salone di Montreuil – reportage di Alessandra Fusi
12/12/2010 Morena Forza in Fiere&Saloni / 6 responses

La bravissima Alessandra Fusi ci invia una spettacolare testimonianza, carica di entusiasmo e meraviglia, dal Salone di Montreuil, tenutosi quest’anno dall’1 al 6 dicembre (a Parigi).

 

Parigi innevata aspetta la nostra inviata specialissima :D
io sarei morta di dispiacere,ma lei era contenta… e contenta lei,contenti tutti!

Salone di Montreuil

Eccomi qui dunque, di ritorno dalla mia seconda esperienza al Salon du Livre et de la Presse Jeunesse a Parigi, Montreuil.


Come sempre, per ogni fiera del libro, ci vogliono in genere almeno “tre saloni” per entrar bene nel ritmo e capire come muoversi e gestirsi…Dunque personalmente punto tutto sulla mia esperienza del prossimo anno! :)
Vi racconterò comunque di ciò che ad oggi so, e del perchè, chi come me è abituato alla fiera del libro di Bologna, potrebbe trovarsi un po’ spaesato: Montreuil è completamente differente!

Il Salone:

A livello “logistico” il Salon du Livre è una fiera molto più a “misura di illustratore”, molto più piccola di Bologna e meno dispersiva: l’area degli espositori si sviluppa su due piani, più un mezzanino (cafè e toilette :p) ed un preziosissimo quanto misteriosissimo livello “-1” (almeno io ogni volta divento scema per trovare le scale per raggiungerlo…Forse si tratta solo di me e della mia labirintite cronica, però…).

Raggiungerlo è facilissimo: linea 9 fermata “Robespierre”, appena usciti troverete le indicazioni, è lì attaccato…Se andate a Parigi appositamente per il Salone, vi consiglio di alloggiare attorno a Republique, da lì basta una sola linea metro e con 20 minuti siete arrivati :)
Il biglietto metro è quello standard dei mezzi per la “zona 1”, quindi non dovrete pagare nessuna tariffa aggiuntiva.

Il biglietto d’ingresso al Salone costa 4 onestissimi euro (e questa è una BELLA differenza con Bologna – d’accordissimo,a  Bologna sono 25 euro RDD) ed è una fiera aperta al pubblico, quindi non sarete sottoposti a nessun esame all’entrata :p
Se siete illustratori o studenti vi consiglio comunque però di prenotarvi l’accredito (il pass gratuito) che si può fare direttamente sul sito del Salone qualche tempo prima, perchè vi permette di entrare ed uscire liberamente, a differenza del biglietto normale, che una volta usciti non è più valido.

Come dicevo, quindi, il Salone è aperto al pubblico…Una cosa sacrosanta e favolosa…ma che comporta una consistente dose di CAOS!!
La mia prima esperienza è stata piuttosto traumatica in effetti: era un giovedì…La giornata delle scolaresche!
C’era un mare…e dico un mare di bambini ovunque, sdraiati a terra, impilati a totem sulle scale mobili, tutti con una lista stampata di libri alla mano che giocavano ad una sorta di caccia al tesoro…Bellissimo. E terribile! :/ Nota di RDD: Altra differenza con Bologna, dove non si vedono bambini se non quelli portati dentro da persone dell’ambiente; decisamente pochi.

Quest’anno sono andata di Sabato, il giorno delle dediche (vi parlerò di questa cosa favolosa più avanti), decisamente meglio.
Sempre affollato, ma in senso positivo :)
Il prossimo anno conto di andarci per tutta la durata del Salone, o comunque per tre giorni almeno…

Vi do un po’ di dritte sul “piano strategico settimanale” consigliatemi da un’illustratrice italiana incontrata per caso alla galleria l’Art de Rien (che saluto, nel caso in cui passasse di qui).

 

  • Lunedì e Martedì: i giorni migliori per prendere gli appuntamenti (e per aggiudicarsi una delle tote bags del Salone -favolose- prima che le esauriscano!)

 

  • Mercoledì e Giovedì: giornate delle scolaresche: Incubo! Da evitare, a meno che non abbiate fissato un appuntamento proprio in quei giorni…In tal caso correte dritti dall’editore e poi filate a casa! XD

 

  • Venerdì, Sabato e Domenica: finesettimana per le famiglie, è prevalentemente in questi giorni che gli illustratori fanno le sessioni di dediche sui loro libri!

Lunedì: giornata professionale, la più tranquilla ed adatta ad avere dei colloqui, immagino, ma saprò dirvelo meglio il prossimo anno, spero:)

La mostra:

Anche l’esposizione di illustrazioni ha luogo nel leggendario “livello -1”, è una mostra di illustratori generalmente affermati, che sono chiamati ad affrontare un tema comune…Quest’anno si trattava delle Principesse e della loro vita quotidiana (saper riposare, saper riflettere, saper ballare) ♥ MERAVIGLIA.

E anche qui c’è un’altra differenza con la fiera di Bologna…In due anni i pensieri che mi son venuti alla mente guardando le tavole dell’esposizione son sempre stati: “Wow, che bello!” “E questo? Con quale tecnica l’ha fatto? (naso spiaccicato al vetro)”…
E non: “Embhè? E questo che è? Che ci fa qui?” –reazione tipica da Children Bookfair- RDD: mi sento di sottoscrivere.

Ho avuto, insomma, la sensazione generale che si puntasse ad esporre illustratori tecnicamente e concettualmente “bravi”, piuttosto che “strani” …Cosa che io preferisco di gran lunga.

(Anche se ricordo che, per il concorso legato al Salone Figures Futur, -di cui fra l’altro quest’anno non ho saputo niente- di fatto selezionavano illustratori bravi ma anche “strani” in maniera più o meno a me consona…Forse è una caratteristica dei concorsi…Non saprei.)

 

A prima vista già si vede la partecipazione dei bambini,
che a Bologna è praticamente nulla.

Le case editrici:

Una delle cose che si nota principalmente a colpo d’occhio è la relativa omogeneità di stile tra i vari editori: questo è dovuto al fatto che il Salone di Montreuil è una fiera del libro nazionale, dove si trovano pochissimi stand di editori non francesi (a dir la verità io li ho notati solamente quest’anno…)…Una cosa, questa, ottima per chi come me guarda al panorama francese come obiettivo ed inspirazione…Un po’ meno per chi vorrebbe invece sviluppare uno stile differente.
Certo, si trovano anche “cose diverse” ma molto meno rispetto ad una fiera mondiale come Bologna, ovviamente.

La cosa però che gioca definitivamente a nostro favore è che, proprio per questo motivo, gli editori non sono lì per vendere i diritti a case editrici estere (alleluia!!) ma per pubblicizzare e vendere i propri libri (ebbene si, è TUTTO in vendita!! Quindi pompate i vostri portafogli!) e per incontrare autori ed illustratori, appunto ♥

Ragion per cui, difficilmente alla domanda “posso mostrarvi il mio book?” vi capiterà di ricevere la tipica risposta“No, mi spiace, il direttore artistico non c’è, io sono qui solamente per occuparmi dei diritti di pubblicazione all’estero”, perché il direttore artistico c’è, quasi sempre, tutto sta a trovare un momento tranquillo per parlare con lui/lei.



Se posso permettermi un commentino… che atmosfera calda e accogliente,
rispetto a Bologna!

 

Gli appuntamenti con gli editori:

…E qui viene il bello! Come si prendono gli appuntamenti con gli editori?
Allora…Ci sono diverse “modalità”:

 

  • La principale è quella “ufficiale”, l’unica, al momento, personalmente provata dalla sottoscritta, ovvero direttamente attraverso il sito web del Salone, compilando il formulario.
    Per sapere come fare, vi rimando a questo preziosissimo post de “le figure dei libri”, che è lo stesso che è servito come guida anche a me (perché c’è da dire che non è facile orientarsi sul sito del salone, è piuttosto labirintico).
    Ci sono però un paio di precisazioni da fare, perché quest’anno le cose sono un po’ cambiate: una volta compilato il formulario, non è stato richiesto di inviare nessun pdf con un’anteprima delle proprie opere, poiché gli appuntamenti sono stati assegnati secondo l’ordine di ricezione delle richieste…Praticamente “chi primo arriva meglio alloggia” (tanto più che anche a molti tra i “primi arrivati” è capitato di ricevere un solo appuntamento). Questo perché lo scorso anno hanno ricevuto moltissime richieste che non gli hanno permesso di visionare il lavoro di tutti, ragion per cui hanno lasciato agli illustratori il compito di scegliere attentamente gli editori che ritenevano più idonei al loro genere.
    Del resto, è giusto che stia a noi scegliere attentamente chi incontrare, per evitare inutili perdite di tempo ed energia.
    A questo scopo, nell’elenco degli editori disponibili erano chiaramente specificati: genere e richieste dell’editore, giorni ed orari (mattina o pomeriggio) in cui il direttore artistico poteva ricevere e se era interessato ad illustratori affermati e/o emergenti…Cosa si può chiedere di più?…Un appuntamento, ovvio, ma ottenerlo, ahimè, non è così scontato :p
  • L’altra via è quella “standard”, direi, ovvero mandando e-mail a tappeto agli editori presenti in fiera per richiedere un appuntamento…Io dopo anni trascorsi a far questo per tutte le fiere di Bologna passate posso dirvi che non ne posso più, ho già dato…Quindi per questa volta ho deciso di passare e non posso dirvi se funziona…Immagino di si…A patto che scriviate loro in francese.
    Difficilmente vi risponderanno in inglese…men che mai in italiano, ovviamente.  (RDD Eh beh,sono francesi, del resto :D)
  • L’ultima via è quella “leggendaria”…Questa è favolosa! Non l’ho provata di persona né vista con i miei occhi, tutto quel che posso dirvi (perché mi è stato raccontato da colleghi che sono andati spesso al salone) è che bisogna recarsi dal signore con la barba che sta al livello -1, possibilmente nei primi giorni di fiera,  poiché è lui che si occupa di assegnare gli appuntamenti illustratori-editori…E so anche che gli piace sapere, poi, come sono andati i colloqui! ♥
    Ora…Immagino che tutto questo nella realtà sia molto meno Dungeons & Dragons di come sembra…ma io oramai ho nella testa una sorta di Babbo Natale dietro un leggìo su cui poggia una pergamena lunghissima su cui lui segna gli illustratori buoni&cattivi…è andata! :p
    Ad ogni modo…Una volta ottenuto un appuntamento, in uno qualunque di questi modi, che si fa?

Bhè…Se posso darvi un personalissimo consiglio, se davvero volete lavorare per la Francia, il faut apprendre le français…Ovvero, bisogna imparare il francese. RDD Confermo e sottoscrivo, se volete muovervi nel mercato francese, è l’unica cosa da fare.
Certo, non starò qui a dirvi di spendere i vostri soldi in un corso di lingua (a meno che non la conosciate già, a quel punto buon per voi!) se non lo considerate un investimento costruttivo per il vostro lavoro…Ma tenete presente che la Francia è un terreno molto fertile per l’illustrazione (per non parlare, poi, del fumetto!) e che i Francesi non sanno l’inglese! RDD No in realtà per sapere lo sanno, ma sono ancora più restii di noi a parlarlo. Lo leggono ma non lo parlano, perchè sono molto attaccati alla loro lingua e cultura. Lo dico da ex studentessa di Lingue Straniere. :)

…Io adoro la Francia, quindi lungi da me prendermela con i Francesi o indugiare su inutili luoghi comuni, è un semplice dato di fatto: in Francia traducono praticamente tutto, anche più che qui in Italia (pensate ai titoli della serie di Stephenie Meyer! RDD Ma pensiamo anche a Harry Potter, dove persino “Hogwarts” è diventato un terribile Poudlard, ancora ricordo il trauma! Io li ho letti anche in francese!), ragion per cui sono poco abituati all’inglese…Né hanno molta voglia di abituarcisi…Del resto, la loro resta comunque una delle lingue più parlate al mondo, il che non è un buon motivo per loro per non parlare inglese…Ma è un ottimo motivo per noi per imparare il francese (non dimenticate che per un illustratore conoscere le lingue straniere è fondamentale!).

Ok, finita la parentesi da Maestrina dalla penna Rossa…Quindi all’appuntamento che si fa?
Il solito, si presentano le proprie illustrazioni ed i propri progetti (sempre meglio avere entrambi, non si sa mai a cosa sia più interessato questo o quell’altro editore) con un bel sorriso ed un’aria allo stesso tempo professionale e scanzonata (tanto è inutile: saremo sempre impanicati ed imbarazzati, anche tra un milione di anni!), si chiacchiera, ed in caso di riscontro positivo ci si risente dopo il Salone

Io, personalmente ho avuto un solo colloquio questa volta, ma è stato tra i più entusiasti e positivi che abbia mai avuto in vari anni di fiera di Bologna…Staremo a vedere se darà i suoi frutti..Shhh!!

Ah! Una piccola dritta per il book: se viaggiate con Ryanair con il bagaglio a mano è un po’ un guaio: il book ad anelli classico, anche in formato A3 nelle misure richieste non ci sta…Il guaio sono proprio gli anelli, che ne aumentano la larghezza.
Le soluzioni sono due: o una semplice cartellina A3 (ma senza manico! Altrimenti stessa storia, è troppo larga.), oppure un book senza anelli e con un numero fisso di tasche trasparenti. Io ne ho comprato uno con 18 facciate che d’ora in poi sostituirà per sempre il mio portfolio ad anelli: è molto più elegante e mi costringe ad essere selettiva. Diciotto illustrazioni sono più che sufficienti per presentarvi, così non tedierete l’editore né massacrerete le vostre spalle…Adoro!!

Le dediche:

 

La nostra adorata Alessandra, che mimetizza bene la coda da pavonA, dietro ai suoi bei volumetti!
Del resto firmare dediche è una gran soddisfazione, e la coda di pavone ci sta! :D

Ok, ora passiamo alla parte più divertente: le dediche!!
Eh si, perché un’altra differenza fondamentale tra il salone francese e quello nostrano è che a Montreuil le sessioni di dediche degli illustratori sono un MUST! RDD Colgo l’occasione di sottolineare quanto illustratori e fumettisti siano in Francia molto più a contatto con l’utente finale e quindi con il pubblico, rispetto all’Italia, dove l’illustratore nemmeno si sa che faccia abbia.
Al punto che c’è chi arriva al Salone, si compra un favoloso quadernino (magari uno di quelli illustrati Gautier-Languereau), ci scrive su “Montreuil 2010” e se lo porta a spasso per tutta la fiera per farlo riempire di chicche, autografi e perle preziosissime da tutti gli artisti in dedica!!
(Ora che ho scoperto quest’usanza il prossimo anno non mi ferma nessuno!!)

Ovviamente gli illustratori sono lì prevalentemente per dedicare i loro libri, quindi se c’è qualche libro nel cassetto dei vostri desideri aspettate per acquistarlo, potrete cogliere l’occasione di farvi illustrare il frontespizio in diretta!!! ♥love♥

La soddisfazione delle dediche!
Non solo riceverle,anche farle! ;)

Per quel che riguarda me, quest’anno sono stata dal lato opposto del tavolo…Ovvero ero lì anche per dedicare il mio ultimo libro…Emozionatissima!!





Ho disegnato e chiacchierato per due ore,  che sono volate via velocissime, è stato divertente sentirsi un po’ vip!
…Il prossimo anno, però, voglio prendermi una giornata intera per stare dal lato dei fans!
(e magari riuscire ad affrontare la fila interminabile di Monsieur Lacombe…emh! RDD Quoto :D)





I miei acquisti:

Ed eccoci ora al mio personalissimo bottino (e ridottissimo, anche: sono stata proprio brava, avevo promesso di non portarmi via più di tre libri, per non aver guai a ritorno con la Ryanair e così è stato…Incredibile!) ovvero le meraviglie che mi son portata a casa (le prime due per regalo di Natale da parte del mio baldo cavaliere, uuuhuu!!):

Alice au Pays des Merveilles
Auteur: Lewis Carroll
Traducteur: Sophie Koechlin
Illustrations: Rébecca Dautremer
Éditeur : Gautier Languereau

…C’è bisogno di dire altro?…Non credo…A voi la meraviglia di sfogliarlo e di godere di ogni singola illustrazione e delle scelte, sempre sagge e mai scontate della Dautremer.
Per me è amore assoluto!!

Qui delle immagini e dei video di Work in Progress
(potrei morire in pace per questo)

Un petit bout de nature
Autore: Helen Ward
Traduttore: Sidonie Van den Dries
Illustratore: Marc Craste
Editore: Les éditions de la balle

Una meravigliosa scoperta del tutto inaspettata…Un capolavoro di inquadrature ed atmosfere cinematografiche che mi ha conquistata…

Ed è stato solamente dopo, una volta tornata a casa, che ho scoperto il perché…L’illustratore, Marc Craste, è nientemeno che il regista di quella meraviglia di poesia assoluta di Jojo in the Stars.
…Se non lo conoscete vi consiglio di fare una pausa di 10 minuti per godervi la visione ♥

Qui, infatti, trovate la sinossi ed il book-trailer.
…così bello che è stato poi trasformato in un vero e proprio cortometraggio

Je veux qu’on m’aime!
Auteur : Léo Timmers
Illustrateur : Léo Timmers
Traducteur : Etienne Schelstraete
Editeur : Milan

Un’altra perla che avevo adocchiato già lo scorso anno a Parigi, ma che avevo evitato di acquistare sempre a causa delle restrizioni del bagaglio Ryanair…ma ora…MIO!

Adoro tutto di questo libro: il character design, la ricchezza dei personaggi contrapposta alla sintesi assoluta dell’ambientazione, la storia…Un vero Coup de coeur!

Qui una piccola gallery.

Bien bien, dunque…Fine dell’infinito resoconto…A Montreuil 2011, allora!!

Ale*

Alessandra mentre giustamente si pavoneggia
dopo le dediche. :D
Mi sono permessa di farle un ritratto!
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