Categoria: Disegno

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Asterisk Come migliorare i disegni dopo la scansione
28/08/2017 Morena Forza in Disegno / 2 responses

Avete mai notato come a volte un disegno dal vivo renda benissimo, ma dopo essere stato scansito abbia perso tutta la sua forza? Quando succede, è molto frustrante.

Lo scanner infatti, può sfalsare la resa finale ed è di fondamentale importanza riuscire a recuperare il nostro disegno così come lo vediamo fuori dallo schermo.
Come? Con la tecnica digitale!

Photoshop può aiutarci anche se abbiamo cambiato idea su un particolare cromatico o perché no, di struttura; o magari perché c’è una macchiolina o un segno di matita involontario che non possiamo lasciare lì.

In questa ottica, la post produzione digitale è uno strumento prezioso e irrinunciabile.

Per farvi un esempio ho usato uno dei miei semplici acquerellini veloci su fondo bianco, che ci permette di vedere all’opera Photoshop nel migliorare un disegno tradizionale. Nella scansione è stato molto penalizzato, diventando opaco; per giunta, prima di scansionarlo l’ho anche sporcato accidentalmente con un altro disegno.
Insomma,ce le aveva un po’ tutte, ma proprio per questo era perfetto allo scopo, no? :-)

Fase 1 - Isoliamo il disegno

Per creare un nuovo file in cui modificare il nostro disegno, selezioniamo con lo strumento Lazo tutto quello che ci interessa, poi lo copiamo, o dal menù “Modifica – Copia” oppure tramite il comando da tastiera Ctrl+C.

Creiamo un nuovo file a fondo bianco con le giuste misure e risoluzione, poi incolliamo il disegno in questa nuova area, o dal menù “Modifica – Incolla” oppure tramite comando da tastiera Ctrl+V.

Come da immagine, dobbiamo avere due livelli: uno con fondo bianco e l’altro che contiene unicamente il disegno.

Fase 2 - Una nuova brillantezza

A questo punto siamo pronti ad affrontare la parte forse più importante della post produzione di un disegno tradizionale digitalizzato: i chiari e gli scuri.

Come dicevo prima, a volte gli scanner (anche quelli di buona qualità) non tirano fuori il meglio dei nostri disegni, perché per permettere l’acquisizione dell’immagine, viene proiettata una luce fortissima sulla superficie del foglio, che quindi risulta più chiaro e a contrasto quasi nullo.
Questo succede soprattutto scansionando acquarelli e pastelli acquerellabili, ma anche se usiamo le matite in maniera molto delicata sul foglio.

Selezioniamo allora lo strumento Valori Tonali, che troviamo nel menù Immagine – Regolazioni.

  • Dal pannello dei Valori Tonali, eleviamo per prima cosa i bianchi, con la levetta a destra, spostandola poco a poco verso sinistra, finché il grigiastro della grana della carta non scompare, ma senza esagerare di modo che non svaniscano anche parti del disegno.
  • Proseguiamo allo stesso modo coi mezzitoni, rappresentati dalla leva nel centro, cercando di capire se ci conviene tirarla più a destra o più a sinistra. A seconda del disegno, faremo scelte diverse.
  • I neri (o scuri) sono rappresentati dalla leva a sinistra, che va spostata verso destra per accentuare le forme e i colori del nostro disegno.

Attenzione

  • Non utilizziamo la voce “Luminosità – Contrasto”, perché la precisione nel risultato non sarebbe la stessa!
  • Manteniamo sempre una visione di insieme sul disegno mentre spostiamo ogni leva.
  • Teniamo la leva premuta, trascinandola lentamente, senza cliccare “a balzi”.
Fase 3 - Macchie e pasticci? Niente paura!

Nel mio caso, da vera maldestra quale sono, avevo sporcato il disegno con la continuazione di un altro acquerello a fianco e così ora mi trovo con una riga verde sul lato destro dell’alga.

Questa fase della post produzione è delicata, perciò armiamoci di pazienza e precisione: si crea un nuovo livello chiamato “cancellatura” , per poi selezionare un pennello che riproduce delle forme ad acquarello.

Col colore bianco, lentamente e con lo zoom bene attivato, “dipingiamo” sopra quella porzione rovinata di alga.
In questo caso il pennello è utilizzato al 100% di opacità e flusso, ma può capitare di usarlo con opacità più ridotta (dal 30 al 50%) se vogliamo un effetto meno netto sulla cancellatura.

Attenzione

  • In questi casi è meglio utilizzare un pennello per “cancellare” le parti indesiderate di disegno, invece che affidarsi allo strumento Gomma. Così se lo vogliamo possiamo tornare indietro, perché tecnicamente abbiamo aggiunto un pezzo al nostro disegno (un pezzo bianco, certo) e non lo abbiamo tolto.
  • Per fare questo, non usiamo mai e poi mai i pennelli base di Photoshop, ma procuriamoci dei set adatti. I pennelli pre-impostati infatti, fanno vedere la cancellatura creando un effetto molto antiestetico, che annulla la qualità di tutto il nostro lavoro!

Ecco l’immagine “ripulita” del pezzetto in eccesso:

Fase 4 - Sistemiamo i colori

Questa fase non la affronteremo sempre ,ma solo se decideremo di enfatizzare alcune tinte all’interno del nostro disegno.
In questo caso ci verrà in soccorso lo strumento Bilanciamento colore, che ci permetterà di accendere i viola/magenta, i blu, i ciani e così via.

Giochiamo delicatamente con le leve, osservando come cambiano i colori sul nostro disegno. Quando siamo soddisfatti del risultato finale, salviamo.

Era facile, vero? :-)

Il prima e il dopo!
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Asterisk Disegnare per conoscere il mondo: il racconto di Josep Pla-Narbona
09/07/2017 Morena Forza in Arte / No comments

Se seguite il blog da un po’, sapete che una delle mie più grandi curiosità è sbirciare nei dietro le quinte di altri creativi. E non importa di cosa si occupano: guardo video e interviste di pittori, illustratori, registi di videoclip, designer, scenografi, fino ad arrivare agli attori.

Mi piace conoscere il loro approccio all’attività, le motivazioni profonde che li spingono a disegnare, suonare, recitare; mi piace trovare un po’ di me stessa nei loro ragionamenti e nel loro sentire e, al tempo stesso, ricordarmi che siamo tutti diversi.

Qualche volta ciò che vedo e ascolto mi piace, ma non sempre. Stavolta ho avuto un vero e proprio colpo di fulmine e voglio condividere con voi i pensieri di Josep Pla-Narbona, artista di Barcellona, raccolti da una persona che lo conosce molto bene: sua figlia, Anna Pla-Narbona.

Il video è in spagnolo, i sottotitoli in inglese. Sotto il video trovate la trascrizione in italiano.
Mi scuso in anticipo per eventuali inesattezze, la traduzione si basa sui sottotitoli in inglese e ho già sentito ad orecchio che non coincidono in modo letterale, ma il senso si coglie tranquillamente. :-)

“Chi sono io? Sono un completo sconosciuto.
Fondamentalmente, sono un disegnatore, questo è sicuro.
Da quando mi ricordo, per scappare dalle mie preoccupazioni, portavo sempre con me uno sketchbook e una matita e continuavo a disegnare.
Il disegno è una finestra da cui liberare le proprie ansie.
E disegnando, si impara a pensare. Perché chiaramente, per poter disegnare qualcosa, devi prima capirlo e per capirlo sei obbligato a pensarci.

Ai tempi in cui avevo questa pazzia di disegnare, disegnare e disegnare, l’economia del Paese andava bene e un sacco di agenzie pubblicitarie si erano avviate; il che dava una possibilità a tutte quelle persone con degli obbiettivi artistici e aspirazioni, come me, di lavorare e disegnare per loro.

La pubblicità mi era anche utile per andare a fondo dell’animo umano, la parte più profonda della psicologia delle persone. Era l’epoca della psicoanalisi, l’epoca di Freud, Adler, era il tempo in cui le cose che erano state nascoste sotto il tappeto uscivano alla luce.

Ero fortunato ad avere uno stile molto personale, disegnavo a modo mio e questo facilitava le persone a riconoscere il mio lavoro.
Però, allo stesso tempo, i puristi dell’industria pubblicitaria, lo consideravano un difetto. Io la ritenevo una virtù grande e vantaggiosa.

Veramente, sono sempre stato un essere molto molto molto emotivo e i problemi della mia vita privata mi hanno messo profondamente in difficoltà. Per 10 anni sono stato depresso, il che significa che sono stato piuttosto fuori dal giro.
E’ stato mentre attraversavo questo momento intenso della mia vita, che ho deciso di dedicare il mio tempo alla pittura.
Sentivo che dipingere mi dava molta più soddisfazione della pubblicità.
Probabilmente, visto che sono ancora un po’ ingenuo, pensavo che la pubblicità fosse una trappola inadatta a me o a chiunque altro.

Per me, dipingere è una terapia di tranquillità e rilancio della mia coscienza.
In altre parole, la pittura è stata una salvezza psicologica.

Le emozioni sono difficilissime da raffigurare perché non hanno confine. Non hanno mura né soffitto.
Le emozioni sono come le nuvole; una volta che le metti in una scatola sono impossibili.
Le emozioni hanno questo lato negativo, ma è questo che fissa le basi per l’Arte.

Capire me stesso è una delle cose più complesse in cui mi sono imbattuto nella vita.
Quando dipingo e disegno mi riconosco davvero, ma sono solo brevi momenti, minuscoli pezzetti di esistenza.
Una volta che si verificano, praticamente si sciolgono nello spazio.”

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Asterisk Gli intensi dialoghi tra uomo e Natura negli acquarelli di Elicia Edijanto
12/03/2017 Morena Forza in Disegno / 2 responses

In un mondo costantemente iperconnesso e sempre più distante dalla Natura, Elicia Edijanto, artista di Jakarta, ha voluto riscoprire un intimo dialogo fra Uomo e Ambiente nei suoi acquarelli.

Spesso minimalisti e in bianco e nero, catturano lo sguardo per l’intensità e l’atmosfera sospesa in cui sono immersi i soggetti che ritrae. Si respira una certa solennità nei suoi lavori. Eccone alcuni.
Molti altri sono visibili sul suo sito ufficiale.

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Asterisk I corsi online di Pixar su animazione, colore e narrazione sono davvero fantastici. E completamente gratis!
22/02/2017 Morena Forza in Animazione / No comments

Alcuni giorni dell’anno sembrano proprio Natale, senza 25 dicembre sul calendario, senza carole, dispute pandoro-panettone e cenoni ipercalorici con i parenti.
Oggi infatti mi sento come se avessi aperto un grosso regalo inaspettato sotto l’albero: ho appena scoperto che un colosso come Pixar mette a disposizione gratuitamente, fra gli altri, un intero corso sullo Storytelling, riprendendo a quanto leggo, i contenuti di “Pixar Storytelling: Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films“, libro di Dean Movshovitz del 2015.
Il progetto “Pixar in a Box”, in collaborazione con Khan Academy ha reso pubblici diversi tutorial e guide che sembrano uno più irresistibile dell’altro.
Guardate qui, c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Alla scoperta di animazione e narrazione

Quasi tutte le lezioni online sono a video, e in sola lingua inglese, ma sono disponibili sottotitoli in inglese attivabili tramite le impostazioni YouTube, sembra tutto molto intuitivo.
Non occorre essere registrati al sito per seguire le lezioni, ma farlo è l’unico modo di memorizzare nel sistema i nostri progressi e sapere fino dove siamo arrivati a seguire ogni singola videolezione, quindi secondo me è consigliabile.
C’è di più: sul sito di Khan Academy è possibile seguire ogni video visualizzando in scorrimento lo script (quindi tutto il discorso per iscritto) nella parte inferiore della schermata.
Questo permette a chi non ha l’orecchio allenato all’inglese di premere stop e recuperare il significato delle parole che sfuggono alla comprensione; ma anche di prendere appunti copiando eventualmente le informazioni riportate nel testo senza dover riascoltare a nastro ciò che viene detto nel video. Questa attenzione mi è piaciuta da subito.

I corsi nascono da un’impostazione americana di formazione, mescolando lezioni vere e proprie a curiosi dietro le quinte in cui disegnatori, animatori, scienziati, sviluppatori, scultori e altre figure cardine del mercato dell’animazione spiegano i procedimenti alla base del loro processo di lavoro.
Come raccontano presentando il corso di Storytelling, “Tutto parte da un’idea”, ma quello che poi fa la differenza è un meticoloso lavoro di équipe nella produzione di un film di animazione in cui Arte, scienza e matematica si fondono in armonia.

Come sono stati strutturati i corsi Pixar
Il programma di "The Art of Storytelling"

Oltre ai video, ogni corso comprende dei testi che possono essere consultati in qualsiasi momento. Sono guide, ma anche approfondimenti ed esercizi.

Pixar e Khan Academy hanno idealmente frammentato le fasi di lavorazione di alcuni progetti classificandole in “Animation”, “Character Modeling”, “Patterns” e “Effects”. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato in due lezioni, una di introduzione e l’altra più avanzata.
Per dare un’occhiata più da vicino alle lezioni che sono state preparate per noi avidi utenti, vi consiglio la lettura introduttiva che si trova qui.  Una seconda guida è invece dedicata a chi fa formazione e quindi insegna, non male davvero!

Domande e commenti

Come me vi fate domande del tipo “Quella che sto pensando di fare è una domanda scema?” ad ogni corso che frequentate? Ottimo! Sarete felici di sapere che in calce ad ogni lezione è possibile commentare o leggere le domande di chi ha seguito il corso, aggiungendo così informazioni molto interessanti a ciò che abbiamo appena imparato o che non abbiamo osato chiedere.

Proprio come mi è appena successo, scoprirete che a volte le domande che ci facciamo sono più che lecite, e condivise da molte persone. Rincuorante! :-)

Letture

Pixar Storytelling 
Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films”
di Dean Movshovitz (2015)
Dieci capitoli per scoprire le regole della magica narrazione Pixar

The Animator’s Sketchbook
Pixar (2015)
Un’esplorazione completa delle fasi di sviluppo di un film di animazione

Funny!: Twenty-five Years of Laughter from the Pixar Story Room
di John Lasseter
Chronicle Books (2015)
Un libro dedicato agli appassionati Pixar, con molti concept e scene tagliati che non hanno raggiunto il grande schermo

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Asterisk Tutorial: preparare una foto al disegno digitale
02/07/2016 Morena Forza in Disegno / No comments

Dopo che ho pubblicato questo disegno ieri in supporto di Draw Togeter 

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… qualcuno mi ha chiesto “Ma come si fa per disegnare sopra la foto di un oggetto? Le mie vengono male!

Allora mi sono detta: ma sì, è tanto che non pubblico un mini tutorial, ne faccio uno breve, facile e svelto!

Anche le mie foto vengono “male”, nonostante le scatti con una macchina fotografica e stia attenta alla luce. Vivendo in una casa non abbastanza luminosa, almeno per i miei gusti, scatto vicino a una delle finestre che danno sulla parte più soleggiata del caseggiato. Evito il flash come la peste, perché sfalsa i colori, rende tutto freddo e artificiale, crea aloni fastidiosi sulle superfici metalliche e riflettenti in genere.

Detto questo, visto che si tratta di un oggetto piccolo, mi accerto di poggiarlo su di una superficie chiara se non addirittura bianca. In questo caso ho usato un album da disegno a carta fina, in modo che poi non dovrò avere a che fare con la fastidiosa grana ruvida che crea piccole ombre.
Attivando la modalità “Macro” è fatta: inquadratura da vicino e niente brutte sfocature. Non ho una costosa reflex, solo una semplice Nikon compatta, ma per una foto destinata a questo uso va più che bene. :-)

Il trucco per avere una buona foto utile all’inserzione di un disegno in digitale è un programma di fotoritocco. Ecco come ho preparato la fotografia della spilla da balia per la tavola destinata all’iniziativa Draw Together, in Photoshop.

1- Ho scattato diverse foto dello stesso oggetto.

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Di solito mai meno di 10, per essere sicura che almeno una mi piacerà ed è venuta ad una qualità accettabilmente alta. Infatti, disegnare su una foto di scarso impatto pregiudica l’intera qualità della tavola, è un peccato. Scelgo in base al grado di ombra che si è venuto a creare: meno è , è meglio è, almeno in questo caso.
2 – Per questo progetto ho scelto il formato quadrato. Ho creato un nuovo file e ho incollato la foto che ho selezionato fra le altre.

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Con CTRL+J duplico il livello della foto.

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Poi inizio a correggerla: nel caso (come questo) di oggetti non colorati o che voglio mantenere in bianco e nero, dal menu Immagine — Regolazioni — Togli saturazione la porto in bianco e nero.

 

3 – La fase cruciale ma facile, del lavoro: la regolazione dei toni di bianco/nero

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Tramite il pannello dei Valori Tonali ( Immagine — Regolazioni — Valori Tonali) alzo il valore del bianco (tacca a destra) verso sinistra, e faccio lo stesso, più leggermente, con la tacchetta di sinistra dei neri. In questo caso uso anche i mezzitoni (la tacchetta in mezzo, appunto) schiarendo un po’ il grigio. Non ci sono valori predefiniti da applicare alle immagini da “ripulire”, ogni immagine richiede una scelta diversa.

4 – Pulisco la seppure delicata grana della carta.

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Creo un livello vuoto sopra quello della foto, poi imposto l’anti-alias della selezione su 20 pixel (in questo caso), inverto la selezione creata col lazo o con lo strumento penna a seconda dell’esigenza tramite Selezione – Inversa e col secchiello riempio di bianco l’area attorno alla spilla. Così sarò sicura di avere un bianco “che più bianco non si può”, per citare un celebre spot del passato!

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Tutto qui, e siamo pronti per disegnare. Visto che differenza?

Ecco cos’ho costruito sulla spilla, aggiungendo prima un livello di riempimento blu in modalità Moltiplica.

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Avete seguito questo tutorial con un oggetto di vostra scelta? Postate nei commenti cosa avete disegnato! :-)

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Asterisk Sogni e ricordi d’infanzia, illustrati da Sveta Dorosheva
26/06/2016 Morena Forza in Disegno / 2 responses

Come molti di noi, si è innamorata del disegno fin da bambina.

Non è un caso infatti, se una delle prime immagini del suo progetto, legato ai ricordi e ai sogni della sua infanzia, la ritrae proprio mentre disegna con aria sognante, un po’ come se fosse appena riemersa dalle sue visioni fantastiche.
Sveta Dorosheva, illustratrice di origine ucraina ma ora residente in Israele, sta lavorando con passione affinché questo suo progetto diventi un libro.

Mi colpisce particolarmente come queste tavole, nonostante in bianco e nero con un solo tocco di rosso, contengano così tanti colori: sembra quasi di vederli fare capolino fra i mille dettagli!
L’idea di illustrare i miei ricordi e i miei sogni di bambina, alcuni ancora davvero molto nitidi nella memoria, la coccolo da parecchio tempo. Certo con uno stile completamente differente, com’è giusto che sia. Chissà che un giorno non trovi anche io il tempo e il modo di farlo!
Ecco alcune delle immagini che faranno parte del libro di Sveta Dorosheva. Qui invece, il progetto completo sul suo profilo Behance.

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Asterisk Il riferimento fotografico e le reference dei classici Disney
19/06/2016 Morena Forza in Animazione / one comment

Era da un po’ di tempo che pensavo a come presentare questo post. Oggi sono capitata casualmente su un album dedicato alle foto reference Disney e ho deciso di rispolverare l’argomento.

Trovo sempre un po’ di resistenza nei confronti dell’uso di reference (riferimenti) per la costruzione delle tavole, sopratutto quelle articolate per composizione o anatomia.
In realtà non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzarle: il riferimento, nel disegno, fornisce un’impronta importante per chi sta imparando a disegnare, per chi deve solidificare la propria esperienza e studiare forme e proporzioni specifiche di soggetti non comuni; ma non è tutto.

Molti restano stupiti nell’apprendere che in realtà, l’uso di riferimenti fotografici o video, è sempre stato prezioso anche per chi si occupa di disegno per professione. Se è vero che non bisogna sviluppare un’eccessiva dipendenza dai riferimenti (il rischio è quello di non poter disegnare senza cercare una reference), il conflitto fra vedere e sapere è sempre dietro l’angolo.
Chi si rifiuta tout court di cercare pose, luci, oggetti o ambientazioni, infatti finisce spesso col creare tavole banali e limitate, perché è costretto a fare affidamento sulla propria memoria; in parole povere, il cervello accumula una serie di informazioni su ciò che ci circonda e rischiamo di disegnare in modo un po’ preconfezionato senza guardare davvero il nostro soggetto. Oppure, senza esplorare le sue varianti nella forma, nel colore e nella posizione che occupa nello spazio.

Nel libro “Le chiavi del disegno” di Bert Dodson, questo è spiegato più chiaramente:

© Bert Dodson / Newton
© Bert Dodson / Newton

Anche se in questo caso, l’autore fa riferimento unicamente al disegno dal vero, questo è un funzionamento che scatta anche fuori dal tipo di contesto menzionato.
Il riferimento fotografico può non essere forte come quello di un soggetto dal vero, ma senz’altro dà la possibilità di aggiungere dettagli e forme che migliorano la qualità della tavola e di renderla più viva ed interessante.

Nel campo specifico dell’animazione, invece,  l’uso di reference è più spontaneo. Sono ormai celebri certe sequenze live action e dietro le quinte dei classici Disney, per esempio. Gli artisti ed animatori Disney infatti, facevano costruire abbozzi di scenografia e di costumi da far indossare ai modelli; è molto affascinante notare le somiglianze e le dissomiglianze fra modelli, scenari e risultato finale.
Le immagini che seguono sono ormai molto conosciute, ma mi piace comunque poterne archiviare qualcuna in questo post, trovo siano molto belli ed evocativi.

Alice nel Paese delle Meraviglie (1951)

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Le avventure di Peter Pan (1953) Per l’intero album cliccare qui.
Queste immagini e diverse sequenze sono contenute nella versione Diamond del Blue Ray.

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Cenerentola (1950) I fotogrammi che seguono sono contenuti nella Diamond Edition del DVD

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La carica dei 101 (1961)

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Il modello per la tata... era un uomo!

La macchina di Crudelia

Ci sono inoltre alcuni video che è sempre bello rivedere, fra cui quello della danza di Aurora ne “La bella Addormentata”

 

e quello di Ariel, per le sue espressioni e movenze in diverse sequenze del film “La Sirenetta” (1989). Anche questi contenuti si trovano nel DVD Platinum.

Chi ha paura delle reference, adesso? :-)

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Asterisk Fra sogno e realtà: disegnare con la luce del Tilt Brush di Google
12/05/2016 Morena Forza in Disegno / No comments

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Ogni volta che crediamo che la tecnologia sia arrivata al massimo della sua espansione, siamo abituati a pensare “E adesso?” , convinti che non sia possibile andare ancora oltre.

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Invece, il suo bello è proprio l’infinita evoluzione; lo dimostra il disegno di luce creato dal Tilt Brush di Google:

I disegnatori digitali potranno creare delle pennellate nell’aria, sfruttando la luce e la tridimensionalità del Tilt Brush, sviluppato da Google, che ha pensato ad una stanza come una vera e propria tavolozza.

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Secondo alcuni, fra le applicazioni immediate per questo sorprendente prodotto c’è il fashion design. Ma secondo me, tante saranno le possibilità che nasceranno dall’impiego di questa idea. Secondo voi quali potrebbero essere?

Per dettagli tecnici sull’arrivo di Tilt Brush: sito ufficiale.
Fonte articolo: Mirror Online.

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Asterisk Quando il disegno è pazienza e disciplina
24/04/2016 Morena Forza in Disegno / No comments

Ci sono disegni, o precisi momenti della loro lavorazione, che creano e richiedono un autentico momento zen: pennellate precise, chine maniacali, fino ad arrivare alla calligrafia ed il lettering.

"Patience & Discipline"
“Patience & Discipline”

“Patience & Discipline” è il progetto in tandem di Rémy Boiré e Xavier Casalta che fonde alcuni di questi elementi e, in aggiunta, perfino del puntinismo finissimo.
Il video della tavola in lavorazione (56×76 centimetri), accompagnato da un’ipnotica traccia di Nick Cave e Warren Ellis, è un vero concentrato di perfezione, tenacia e dedizione.

L’intero progetto, in divenire e completato, è consultabile su Behance.

"Patience & Discipline"
“Patience & Discipline”
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Asterisk Le cose che servono per disegnare
22/03/2016 Morena Forza in Creatività / 4 responses

Ieri sera Marianna Balducci (altresì conosciuta come #chidisegna) ha disegnato e pubblicato questa dispensa di verità.

© Marianna Balducci
© Marianna Balducci

Il talento, la buona mano, un pizzico di magia… Tutte cose che migliorano il disegno, ma stiamo attenti a non idealizzare troppo!
Imparare che ci occorre tanto tempo per ideare, tracciare e migliorare, ci fa acquisire più rispetto per ciò che facciamo. :-)

Per seguire le spiritose e veritiere tavole di Marianna:

Il suo sito
Il suo account Instagram

 

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