Categoria: Animazione

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Asterisk I corsi online di Pixar su animazione, colore e narrazione sono davvero fantastici. E completamente gratis!
22/02/2017 Morena Forza in Animazione / No comments

Alcuni giorni dell’anno sembrano proprio Natale, senza 25 dicembre sul calendario, senza carole, dispute pandoro-panettone e cenoni ipercalorici con i parenti.
Oggi infatti mi sento come se avessi aperto un grosso regalo inaspettato sotto l’albero: ho appena scoperto che un colosso come Pixar mette a disposizione gratuitamente, fra gli altri, un intero corso sullo Storytelling, riprendendo a quanto leggo, i contenuti di “Pixar Storytelling: Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films“, libro di Dean Movshovitz del 2015.
Il progetto “Pixar in a Box”, in collaborazione con Khan Academy ha reso pubblici diversi tutorial e guide che sembrano uno più irresistibile dell’altro.
Guardate qui, c’è davvero l’imbarazzo della scelta!

Alla scoperta di animazione e narrazione

Quasi tutte le lezioni online sono a video, e in sola lingua inglese, ma sono disponibili sottotitoli in inglese attivabili tramite le impostazioni YouTube, sembra tutto molto intuitivo.
Non occorre essere registrati al sito per seguire le lezioni, ma farlo è l’unico modo di memorizzare nel sistema i nostri progressi e sapere fino dove siamo arrivati a seguire ogni singola videolezione, quindi secondo me è consigliabile.
C’è di più: sul sito di Khan Academy è possibile seguire ogni video visualizzando in scorrimento lo script (quindi tutto il discorso per iscritto) nella parte inferiore della schermata.
Questo permette a chi non ha l’orecchio allenato all’inglese di premere stop e recuperare il significato delle parole che sfuggono alla comprensione; ma anche di prendere appunti copiando eventualmente le informazioni riportate nel testo senza dover riascoltare a nastro ciò che viene detto nel video. Questa attenzione mi è piaciuta da subito.

I corsi nascono da un’impostazione americana di formazione, mescolando lezioni vere e proprie a curiosi dietro le quinte in cui disegnatori, animatori, scienziati, sviluppatori, scultori e altre figure cardine del mercato dell’animazione spiegano i procedimenti alla base del loro processo di lavoro.
Come raccontano presentando il corso di Storytelling, “Tutto parte da un’idea”, ma quello che poi fa la differenza è un meticoloso lavoro di équipe nella produzione di un film di animazione in cui Arte, scienza e matematica si fondono in armonia.

Come sono stati strutturati i corsi Pixar
Il programma di "The Art of Storytelling"

Oltre ai video, ogni corso comprende dei testi che possono essere consultati in qualsiasi momento. Sono guide, ma anche approfondimenti ed esercizi.

Pixar e Khan Academy hanno idealmente frammentato le fasi di lavorazione di alcuni progetti classificandole in “Animation”, “Character Modeling”, “Patterns” e “Effects”. Ognuno di questi argomenti viene sviluppato in due lezioni, una di introduzione e l’altra più avanzata.
Per dare un’occhiata più da vicino alle lezioni che sono state preparate per noi avidi utenti, vi consiglio la lettura introduttiva che si trova qui.  Una seconda guida è invece dedicata a chi fa formazione e quindi insegna, non male davvero!

Domande e commenti

Come me vi fate domande del tipo “Quella che sto pensando di fare è una domanda scema?” ad ogni corso che frequentate? Ottimo! Sarete felici di sapere che in calce ad ogni lezione è possibile commentare o leggere le domande di chi ha seguito il corso, aggiungendo così informazioni molto interessanti a ciò che abbiamo appena imparato o che non abbiamo osato chiedere.

Proprio come mi è appena successo, scoprirete che a volte le domande che ci facciamo sono più che lecite, e condivise da molte persone. Rincuorante! :-)

Letture

Pixar Storytelling 
Rules for Effective Storytelling Based on Pixar’s Greatest Films”
di Dean Movshovitz (2015)
Dieci capitoli per scoprire le regole della magica narrazione Pixar

The Animator’s Sketchbook
Pixar (2015)
Un’esplorazione completa delle fasi di sviluppo di un film di animazione

Funny!: Twenty-five Years of Laughter from the Pixar Story Room
di John Lasseter
Chronicle Books (2015)
Un libro dedicato agli appassionati Pixar, con molti concept e scene tagliati che non hanno raggiunto il grande schermo

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Asterisk I giardini interiori (e animati) di Ivy Berces
02/09/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

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Si chiama Ivy Berces, vive nelle Filippine, e anima i suoi giardini interiori. Letteralmente: infatti le sue tavole diventano per suo desiderio GIF animate, che disegna con Paint Tool SAI e mette in movimento in Photoshop CS6 (come spiega nelle sue FAQ).

L’ho scoperta per caso qualche giorno fa, come spesso capita trovando casualmente una sua GIF dove come al solito non veniva indicato l’autore. Comunque, dopo qualche minuto di ricerca per vie traverse, ce l’ho fatta: questi sono rispettivamente il suo account Behance e il suo Tumblr.

Buona visione, e non dimenticate di tenerla d’occhio!

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Asterisk The Walk: una passeggiata animata nell’Inghilterra rurale
17/07/2016 Morena Forza in Animazione / 2 responses

Quello che vorrei fare fra le altre cose, su questo blog, è una bella pagina che raccoglie nel tempo i video di animazione che trovo in giro per il web, alcuni sono troppo degni di nota per perdersi nei meandri dei post di Facebook!

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Oggi ve ne propongo uno che lo studio londinese di Art&Graft ha pubblicato l’anno scorso e che è ambientato in una delle più suggestive zone della mia amatissima Gran Bretagna: il Lake District.
La narrazione è lenta, rilassata, ma mai noiosa. La Natura è la vera protagonista e per questo, il corto mi ha subito entusiasmata. Buona visione!

Art&Graft Studio Film® : The Walk from Art&Graft on Vimeo.

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Asterisk Il riferimento fotografico e le reference dei classici Disney
19/06/2016 Morena Forza in Animazione / one comment

Era da un po’ di tempo che pensavo a come presentare questo post. Oggi sono capitata casualmente su un album dedicato alle foto reference Disney e ho deciso di rispolverare l’argomento.

Trovo sempre un po’ di resistenza nei confronti dell’uso di reference (riferimenti) per la costruzione delle tavole, sopratutto quelle articolate per composizione o anatomia.
In realtà non c’è nulla di sbagliato nell’utilizzarle: il riferimento, nel disegno, fornisce un’impronta importante per chi sta imparando a disegnare, per chi deve solidificare la propria esperienza e studiare forme e proporzioni specifiche di soggetti non comuni; ma non è tutto.

Molti restano stupiti nell’apprendere che in realtà, l’uso di riferimenti fotografici o video, è sempre stato prezioso anche per chi si occupa di disegno per professione. Se è vero che non bisogna sviluppare un’eccessiva dipendenza dai riferimenti (il rischio è quello di non poter disegnare senza cercare una reference), il conflitto fra vedere e sapere è sempre dietro l’angolo.
Chi si rifiuta tout court di cercare pose, luci, oggetti o ambientazioni, infatti finisce spesso col creare tavole banali e limitate, perché è costretto a fare affidamento sulla propria memoria; in parole povere, il cervello accumula una serie di informazioni su ciò che ci circonda e rischiamo di disegnare in modo un po’ preconfezionato senza guardare davvero il nostro soggetto. Oppure, senza esplorare le sue varianti nella forma, nel colore e nella posizione che occupa nello spazio.

Nel libro “Le chiavi del disegno” di Bert Dodson, questo è spiegato più chiaramente:

© Bert Dodson / Newton
© Bert Dodson / Newton

Anche se in questo caso, l’autore fa riferimento unicamente al disegno dal vero, questo è un funzionamento che scatta anche fuori dal tipo di contesto menzionato.
Il riferimento fotografico può non essere forte come quello di un soggetto dal vero, ma senz’altro dà la possibilità di aggiungere dettagli e forme che migliorano la qualità della tavola e di renderla più viva ed interessante.

Nel campo specifico dell’animazione, invece,  l’uso di reference è più spontaneo. Sono ormai celebri certe sequenze live action e dietro le quinte dei classici Disney, per esempio. Gli artisti ed animatori Disney infatti, facevano costruire abbozzi di scenografia e di costumi da far indossare ai modelli; è molto affascinante notare le somiglianze e le dissomiglianze fra modelli, scenari e risultato finale.
Le immagini che seguono sono ormai molto conosciute, ma mi piace comunque poterne archiviare qualcuna in questo post, trovo siano molto belli ed evocativi.

Alice nel Paese delle Meraviglie (1951)

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Le avventure di Peter Pan (1953) Per l’intero album cliccare qui.
Queste immagini e diverse sequenze sono contenute nella versione Diamond del Blue Ray.

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Cenerentola (1950) I fotogrammi che seguono sono contenuti nella Diamond Edition del DVD

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La carica dei 101 (1961)

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Il modello per la tata... era un uomo!

La macchina di Crudelia

Ci sono inoltre alcuni video che è sempre bello rivedere, fra cui quello della danza di Aurora ne “La bella Addormentata”

 

e quello di Ariel, per le sue espressioni e movenze in diverse sequenze del film “La Sirenetta” (1989). Anche questi contenuti si trovano nel DVD Platinum.

Chi ha paura delle reference, adesso? :-)

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Asterisk “OMA”: metafora della Morte e dell’addio in un corto animato
02/05/2016 Morena Forza in Animazione / 2 responses

Amore e Morte, probabilmente, si contendono il primo posto fra i grandi temi eterni di Storia, Letteratura, Arte.
Amore e Morte sono democratici: non si possono controllare, non risparmiano nessuno, arrivano senza chiedere permesso. Ricchi, poveri, uomini e donne, giovani e vecchi, tutti prima o poi si trovano ad affrontarli.
Entrambi scavano a fondo nell’intima paura che tutti abbiamo dell’Addio, del Per Sempre e del Mai Più.

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Il dolore per la Morte, in particolare, crea immagini archetipiche e metaforiche nella mente di chi resta. Mi sono interessata di questa tematica quando persi i miei amatissimi cani, con cui da bambina ero diventata ragazza e poi donna. Quando morirono, anni fa, mi congedai con loro in sogno; del resto da sveglia non ero mai riuscita a rassegnarmi alla loro perdita, improvvisa per entrambi. Uno di loro lo sognai ai piedi del mio letto, durante un falso risveglio. Sulle mie lenzuola si era formata una fitta coltre di erba verde e brillantissima, su cui spiccavano dei fiori di soffione gialli, inondati da una luce dorata, calda e tenue, come il sole delle 18. Il mio cane era sdraiato su quest’erba, ad occhi chiusi, godendosi quel tepore. La sua sofferenza, la violenza con cui lo avevo visto andar via, così estranei alla sua natura elegante e raffinata, erano completamente dissolti. Lo salutai, per l’ultima volta.

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Ancora più ricco e simbolico fu il sogno durante il quale salutai il mio secondo cane, qualche anno dopo. Era scappato per nascondersi dietro ad una grande arcata coperta da una spessa tenda di seta grezza, celeste, contornata da frangette d’oro. Si sporse appena, lentamente, guardandomi coi suoi grandi occhi castani e tondi, e in me fiorì la consapevolezza che il nostro tempo insieme era terminato. L’avevo visto nascere, crescere e diventare vecchio, avevamo condiviso tutto: gioie, delusioni, litigi, primi amori. Ma non potevo raggiungerlo. Quella tenda non era lì per me, per ognuno di noi due c’era adesso una porta diversa, era ora di accettare l’addio. Quando constatò che avevo capito, solo allora si voltò e sparì, in un leggero fruscio di stoffa ruvida.
Fu grazie a questi sogni che pensai a come le immagini ed i simboli che la mente costruisce per aiutarci a vivere il dolore invece che rifuggirlo, sono davvero affascinanti.

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Mi ha colpito quindi molto il modo in cui Karolien Raeymaekers ha voluto ricostruire il mondo esterno ed interiore, in riferimento alla perdita per sua nonna, venuta a mancare per un cancro e trasformata in qualcosa che l’autrice non riusciva più a riconoscere come la persona con cui aveva condiviso tanta felicità e momenti speciali. L’intera intervista su “OMA” (“Nonna”) è disponibile in inglese su Cartoon Brew.

Con poesia e forza d’animo, l’autrice sospende il tempo e la realtà, i ricordi e il sogno si fondono in un’intensa esperienza sensoriale ed emotiva.
Elemento spesso estraneo a questo genere di tematica è la paura, l’estraneità che la Morte crea fra due persone prima legate in tutto, che qui trova invece un grande spazio, regalandoci un corto fresco e davvero speciale.

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Asterisk “Impersonation”, un corto che racconta l’incontro e l’identità
03/03/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

Un ragazzo ed una ragazza si incontrano; lei cerca inutilmente di attirare la sua attenzione. Ma le cose potrebbero essere più complesse di come sembrano in apparenza.
Proprio come nella vita di tutti i giorni.

Impersonation”, corto di Boyoung Kim, ha vinto nel 2013 il Going Underground Award e il gran premio della quarta edizione dell’Hong Kong International Mobile Film Festival l’anno successivo.
La fumettista e animatrice indipendente sudcoreana ha esplorato altre volte il tema della trasformazione e della metamorfosi e, specularmente, quello dell’identità; e l’ha fatto non senza una certa poesia, firmando i suoi elaborati con una piccola dose di delicata alienazione.

Impersonation Boyoung Kim

 

Per dare un’occhiata ad altri suoi lavori: PortfolioAccount VmeoAccount Instagram

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Asterisk Forms in Nature: Scienza e Bellezza per scoprire l’Universo
24/02/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

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Chi l’ha detto che scienza, geometria, Natura e magia siano così inconciliabili fra loro come a volte vogliono farci credere?
Il video “Forms in nature – understanding our universe” dello studio di animazione Chromosphere di Los Angeles vuole valorizzare il legame fra questi elementi apparentemente distanti: ci riesce perfettamente e mostra come siano proprio lo studio e l’osservazione a permettere di percepire la magia in ciò che ci circonda.
Così, con la scelta di un trattamento piatto dell’immagine, colori e geometrie ci accompagnano alla scoperta del mondo e dei suoi abitanti in un gioco di luci e bagliori davvero ammaliante.

Buona visione!

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Asterisk Che noia il solito Cupido! Arriva Cthupid
08/02/2016 Morena Forza in Animazione / No comments

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Se San Valentino vi sembra il solito cliché, ecco un esilarante (ma non meno tenero) finale a sorpresa nel corto di Giovanni Braggio a cui ha collaborato anche Giulia Bellunato.

Buona visione!

 

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Asterisk “Ed” il corto animato di Taha Neyestani che racconta l’espressività del corpo umano
28/01/2016 Morena Forza in Animazione / one comment

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Chi è Ed? E’ un uomo qualunque che arriva, un po’ impacciato, in uno studio di disegno dal vero. Ma poi, una volta liberatosi dei suoi vestiti di ogni giorno, ha inizio la vera magia…

Nato come tributo a tutti coloro che si prestano come modelli nel disegno dal vero, il corto animato di Taha Neyestani racconta l’espressività della figura umana, la sua gestualità, l’avventura e la poesia che può trasmettere.
Perché il corpo umano può recitare infinite parti nella vita e nell’Arte.
Buona visione!

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Asterisk None of that: l’ironico corto sulla censura alla nudità nell’Arte
28/11/2015 Morena Forza in Animazione / 2 responses

Con ritmo ed originalità, Anna Hinds Paddock, Isabela Littger de Pinho e Kriti Kaur raccontano la censura nell’Arte, che prende la forma di una scrupolosa suorina ninja.

None of that
Chi l’avrà vinta? Lei o la guardia del museo disposta a tutto per salvare la nudità delle sculture?

 

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