5 cose che noi illustratori per l’infanzia vorremmo fare sapere al mondo

C’è chi non si domanda affatto chi abbia disegnato i libri che compra ai propri figli o nipoti, o da dove arrivino i biglietti natalizi che scrive per la famiglia ogni anno.

Chi invece pensa di sapere bene chi si occupa di “elefantini e giraffine”. Per alcuni, l’illustratore è una figura ibrida fra l’animatore di festicciole e l’educatore dell’asilo. A me è capitato che chiedessero se al mio corso di illustrazione formassi animatori per feste. Non che il naso da clown mi stia male, comunque, ho foto che testimoniano quanto invece mi doni.

In molti ci consigliano di disegnare un fumetto di Paperino e inviarlo, perché ce lo pubblicheranno di sicuro. Altri ancora pensano che siamo dei grandi furboni perché a disegnare per bambini non ci vuole nulla, sarebbe capace chiunque.

Allora bando agli stereotipi!
Diffondiamo il nostro grido di dolore (dovuto al tunnel carpale, ovviamente).

Ecco 5 piccole e grandi rivelazioni su noi illustratori per l’infanzia.

  1. Sedetevi bene, cominciamo da qualcosa di forte.
    Amiamo il mondo dell’infanzia: riviste, cartoni animati, giocattoli… Siamo piuttosto aggiornati sulle ultime tendenze!
    Ma attenzione, non sempre questo implica un istinto materno concreto o sublimato.
    Non arrivate a conclusioni affrettate quindi, perché essendo persone, siamo tutti diversi.

    Ci sono illustratori che i bambini non li sopportano proprio, o che li amano tiepidamente a piccole dosi.

    Ok, se non siete caduti dalla sedia a questa rivelazione, possiamo passare al resto dell’elenco. Dovrebbe essere meno scioccante.

  2. Non disegniamo per bambini perché “è più facile”.
    Disegnare per l’infanzia non è per tutti, ci vuole una certa sensibilità e per farlo bisogna rimanere aggiornati coi tempi che corrono. In dieci anni (a volte anche meno) scrittura e illustrazione per l’infanzia possono cambiare molto.
    Fare libri per bambini è stupendo, ma è un duro lavoro. Soprattutto, è un lavoro vero, che abbiamo scelto non senza un certo carico di sacrificio e dedizione.
  3. Non abbiamo niente a che vedere con Topolino.
    Quasi nessuno di noi illustratori lavora alla Disney e non tutti siamo interessati a farlo.
    Sappiamo quanto ci volete bene ma per cortesia, smettetela di dirci che dobbiamo “assolutamente contattare Walt Disney”.
    Oltretutto, è passato un pezzo dal giorno del suo funerale.
  4. Non tutti sogniamo di diventare famosi.
    Incredibile, vero? In questa epoca di reality e talent show, c’è ancora chi sceglie di fare qualcosa solo perché gli piace. Perciò, grazie per la vostra preoccupazione, ma non pensiate in automatico che se vogliamo fare gli illustratori è perché stiamo fantasticando di essere delle star; che, fra l’altro, sono pochissime rispetto a tutti gli altri che continuano a lavorare in un contesto di vita normalissima e più o meno felice.
  5. Vi state chiedendo perché facciamo quel che facciamo, allora? Ma è semplice!
    Disegniamo libri illustrati per comprare altri libri illustrati.

    Siamo innamorati dell’illustrazione.
    Questo significa, molto concretamente, due cose: carrello e wishlist Amazon sempre pieni, conto corrente sempre vuoto.

Ho dimenticato qualcosa? I commenti sono qui sotto apposta! :-)

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