Quando e come si sceglie un agente?

Nell’articolo dedicato alla traduzione dei 10 consigli di Anna Goodson, abbiamo scoperto le caratteristiche di una comunicazione efficace per stringere un primo contatto con un potenziale agente.
Prima ancora, però, dovremmo avere scelto bene chi contattare. Come farlo?

Perché io ho scelto di avere un agente, anzi… due!

Al momento in cui scrivo i miei lavori sono rappresentati da due agenzie: Illustopia e Advocate Art che, per accordi contrattuali, si occupano di zone geografiche differenti.
Ho sentito l’esigenza di appoggiarmi ad un agente per poter raggiungere dei bacini di mercato quasi del tutto inaccessibili senza una figura intermediaria, primo fra tutti quello anglosassone, che è sempre stato uno dei miei obbiettivi professionali.

Una nota doverosa, prima che si scateni la caccia grossa all’agente!
Molti dei miei amici e colleghi non sono rappresentati e lavorano ugualmente bene.
Essere rappresentati, infatti, non è indispensabile per fare gli illustratori, soprattutto lavorando con clienti italiani, che anzi spesso sono refrattari all’idea di lavorare con un un intermediario fra loro e l’illustratore che hanno ingaggiato per un progetto. Per questo, in Italia lavoro sempre senza il supporto dei miei agenti.

Le mille e un’agenzia: come scegliere?
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Online si trovano intere directories di agenzie di illustrazione, c’è l’imbarazzo della scelta.
Che è anche nostra, non solo dell’agente. Insomma, non siamo solo noi a venire selezionati da un’agenzia, dovremo valutare bene chi può rappresentare il nostro lavoro.

Sei criteri per scartare o selezionare dei potenziali collaboratori:

1: Nomi e cognomi
Un agente serio ci mette la faccia. Se c’è almeno il nome completo del fondatore dell’agenzia, buon segno.
Un rapido controllo su LinkedIn potrebbe aiutarci a capire com’è organizzata l’attività.

2: Recapiti chiari
La trasparenza è tutto: verifichiamo che sul sito siano disponibili i dati commerciali dell’attività, ovvero indirizzo fisico e email, numero di telefono. Google Maps ci può anche aiutare a capire se l’indirizzo è vero o fittizio.

3: Un sito professionale
Un sito ben fatto ci dice che l’agenzia investe nella promozione degli artisti che rappresenta e che si tiene aggiornata in modo competitivo sul mercato. Viceversa, un sito antidiluviano ci dice l’esatto opposto.

4: Affinità 
Meglio accertarci che l’agenzia da contattare si occupi di settori in cui già lavoriamo o in cui desideriamo inserirci. Osserviamo se il nostro stile sarebbe adatto a quelli trattati, consultando le gallery degli artisti rappresentati.

5: Qualità dei lavori sul sito
Bisogna sempre mirare in alto: una buona agenzia (che cioè lavora tanto) deve portarci più lavoro e per farlo, rappresenterà bravi illustratori. Le gallery ci raccontano quanto un’agenzia è selettiva. Più lo è, meglio è (e non il contrario come potremmo pensare!)

6. Nessuna richiesta di soldi
Un’agenzia seria non chiederà denaro per finanziare materiale promozionale: occuparsene anche economicamente è il suo lavoro! Bisogna sempre leggere bene i contratti e se questo aspetto non viene menzionato è meglio chiedere.

Illustrazione di Mouni Feddag

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    1. Valeria Cafagna 9 giugno 2017
      • Morena Forza 9 luglio 2017

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