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Asterisk 5 domande a… Ariel Vittori (e una favolosa anteprima!)
15/06/2016 Morena Forza in Fumetto / No comments

Mi è mancato rivolgere domande ad altri disegnatori.. Ma le buone abitudini vanno coltivate, e a partire da oggi, fino alla fine del mese, sul blog appariranno delle mini interviste agli autori di “Grimorio”. Autori emergenti o decisamente conosciuti, ma tutti straordinariamente bravi.
Apriamo questa serie di interviste con una delle due ideatrici del progetto Grimorio: Ariel Vittori. Pronti, partenza, via!

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1) Ciao Ariel, che tipo di disegnatrice sei? Di cosa ti occupi?

Ciao More!
La prima domanda è una di quelle difficili per me, mi sento un tipo diverso a seconda del giorno, del mese. Quindi provo a rispondere dicendo che sono quel tipo di disegnatrice spontanea e mutevole che si adatta molto all’esigenza del lavoro corrente o semplicemente all’ispirazione del momento.

Mi occupo di fumetto in primis, ma anche d’illustrazione per ragazzi, con un piano deciso nei prossimi anni verso l’illustrazione per magazine e copertine.
Tangente all’arte anche senza che le mie mani siano coinvolte nella creazione, faccio l’interprete inglese-italiano e viceversa da Idea Academy, la fantastica scuola di Visual Development a Roma.

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2) Quali sono le tematiche che ti piace esplorare col disegno e quale tecnica privilegi per dar loro forma?

Uso il digitale, su tutto: spesso faccio storyboard e primi sketch a matita, ma neanche li scansiono, li ricreo direttamente in digitale, e raramente uso l’acquerello solo per passione, mai per lavoro. Nello specifico uso Photoshop, e molti dei fantastici pennelli di Kyle T Webster.
Mi piace raccontare la bellezza della moda e dello stile, a modo mio, e mi piace rappresentare il cibo, usare il colore come fosse sapore. Su tutto, però, e soprattutto nel fumetto, amo esplorare il contatto tra i corpi, ciò che la nudità e il movimento possono esprimere di una personalità, del modo di un individuo di vivere l’intimità, la sicurezza e l’insicurezza – da solo, o con altri.
3) Come è stato il tuo percorso di formazione e come si è evoluto il tuo apprendimento nel tempo?

Ho cominciato da totale autodidatta: a dodici anni, colta da vocazione, ho saputo che non volevo fare altro che disegnare. Quindi dai manuali non molto efficaci – “Come Disegnare i Manga” e altre cose meglio dimenticate – e il migliorare tramite il semplice disegnare continuamente qualunque cosa o persona vedessi, sono capitata grazie al web in vere miniere d’informazione, come Conceptart.org o il blog di James Gurney. Da lì ho potuto seguire tutorial più attenti su luce e anatomia, ma soprattutto ho acquisito un metodo e un approccio professionale al disegno, osservando gli altri.

Molto più avanti, ho frequentato nel 2013 il primo workshop tuo e di Ilaria Urbinati, qui a Roma: “Il Sogno e il Mestiere”. L’ho scoperto proprio grazie al blog.
Da lì, mi si sono aperte porte, ho scovato contatti, e ho cominciato il percorso che mi ha portato nel 2015 a lavorare full time di disegno, passando proprio per tutti i workshop Idea per cui ho fatto da interprete e da cui ho imparato tantissimo, da Nathan Fowkes a Julia Sardà.
Sì, la stessa Sardà che, oggi lo possiamo svelare, parteciperà a Grimorio con un’illustrazione!

4)  Quale consiglio dai a chi vuole intraprendere gli studi o una carriera nel campo del disegno?

Di non adagiarsi mai sugli allori e pensare che solo perché si ha uno stile minimalista o poco realistico, la tecnica non vada saputa. Senza basi, non si può costruire: e soprattutto avendo le basi, potreste scoprire che andavate in quella direzione e in quello stile solo perché non potevate fare altrimenti.
Dal lato opposto, di non pensare mai che basti essere bravo a disegnare. Certo è imprescindibile (o quasi, ma io mi augurerei che lo sia ad essere sincera, tranne che per certi tipi di fumetto), ma serve tantissimo altro a livello gestionale che nessuno potrà fare per voi, almeno non prima di una carriera di successo decennale, quindi abituatevici!

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5)  Com’è nato il progetto per Grimorio?

Grimorio è nato da due voci.
La prima è stata quella di Walter Baiamonte (autore di L-Tiers, candidato al premio Boscarato come autore rivelazione dell’anno) che già dalla scorsa edizione di Lucca Comics mi ripeteva: “Ma fai qualcosa? Organizza qualcosa. Lo fai con altri, dai che sei brava, fai qualcosa!”

La seconda è stata la voce di Laura Guglielmo e della storia bellissima che mi ha scritto per un’Antologia a fumetti nella quale non siamo state selezionate. Un poco insoddisfatte, ma convinte del valore dell’opera, abbiamo pensato di dargli noi una casa, ed ecco qui.

 

E per un piccolo extra… A quali pubblicazioni hai lavorato di recente?

L’anno scorso sono stata pubblicata in ‘libri veri’ per la prima volta!
Sul suolo americano con la storia breve a fumetti “Crumble Me” nell’antologia “Food Porn”: la storia sarà ripubblicata quest’autunno in Italia da Slowcomix, assieme ad altri episodi con gli stessi personaggi.
Proprio per l’Italia invece ho illustrato il libro “Voglio Fare Lo Scienziato”, per Mondadori, e sono stata selezionata come Menzione Speciale dell’Artbook “The Art of Circus” del Level Up Project.
A luglio uscirò per il magazine francese “L’Immanquable” con un fumetto breve, “A Taste of Summer”!

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