Guida alle tavolette grafiche – Parte I: Introduzione

Panico, eccitazione, diffidenza, disorientamento? Queste sono le reazioni più diffuse quando si tratta di comprare o cambiare una tavoletta grafica. “Quale scelgo? Sarà il caso di comprarla/cambiarla? E se poi me ne pento?”. Magari avete aperto più volte delle schede tecniche di tavolette e vi è sembrato sanscrito. E si dà il caso che non siate proprio fortissimi in sanscrito, anche perché è una lingua estinta.

Il rischio di impressionarsi davanti alle caratteristiche elencate sui siti che vendono tavolette grafiche è quello di comprare a casaccio, spendere male e pentirsene amaramente. Cosa c’è di peggio che spendere soldi per qualcosa che scopriamo non essere adatto alle nostre esigenze?

Dopo aver ricevuto parecchie domande in merito nel corso di questi ultimi anni ho deciso che era il momento di scrivere una mini guida all’acquisto di una tavoletta grafica, senza tecnicismi eccessivi  che non fanno altro che confondere di più.

Prima di tutto, meglio chiarire cos’è una tavoletta grafica: una periferica input collegata al computer, solitamente costituita da una superficie piatta e da una penna grafica senza filo che permette di disegnare in seguito alla pressione esercitata sulla superficie piatta. Sembra cervellotico? Niente panico! Schematizzando, questo è il modo in cui funziona:

  1. La penna grafica, che va passata sulla superficie della tavoletta.
  2. Un filo USB collega la periferica al computer.
  3. L’altra estremità del nostro cavo USB, inserita bene nel computer, che avrà installati i driver per far comunicare lui e la tavoletta.
  4. Sul monitor vediamo ciò che stiamo tracciando.
  5. E così, alla fine di una lunga seduta di disegno digitale, abbiamo la nostra tavola.
  6. L’imprevisto dietro l’angolo: attenzione, sempre controllare che tutto sia collegato a dovere. A volte basta un minimo spostamento (come un gatto di dieci chili che passa sulla scrivania, per esempio) perché i cavi non facciano completamente contatto.

Qualcuno si potrà chiedere: ma stiamo già parlando esclusivamente di tavolette Wacom? Sì e no. Non ho avuto solo Wacom, e prima che si creino dubbi strani (non sono rivenditore né prendo alcuna provvigione dalla signora Wacom purtroppo) vi posso informare sul fatto che esistono diverse scuole di pensiero sulla scelta di una tavoletta grafica, sulle marche e sui modelli. Qualcuno si è allontanato da Wacom, per esempio. Se siete indecisi potete cercare delle recensioni, quasi sempre in inglese.
Di recente ho visto un po’ di marche cinesi su Amazon, di fasce di mercato diverse,  come Huion (qui e  qui per esempio) e ho anche letto delle recensioni molto, molto positive; io fino ad ora con Wacom mi sono sempre trovata bene perciò, in nome del principio “squadra che vince non si cambia” sono rimasta dov’ero, non ho provato altre tavolette. Se avete esperienze in merito commentate sotto questo post, può essere un’interessante risorsa. :-)

Da cosa è composta la tavoletta grafica per disegnatori figurativi:

  • Superficie: la base della tavoletta su cui si disegna, svolge la funzione di foglio.
  • Penna: funziona proprio come uno strumento di disegno. La punta disegna e l’estremità opposta comprende praticamente sempre lo strumento gomma. Questo ci permette di non selezionare lo strumento gomma nel software grafico manualmente, perché ci basta girare la penna grafica perché si attivi automaticamente. Durante una delle mie lezioni mi è stato chiesto una volta “E se voglio la matita?”. Niente paura, la penna grafica non è una “penna” in senso stretto. Può simulare quasi qualunque medium durante il disegno digitale.

Accessori opzionali

Quando acquistiamo una tavoletta grafica troviamo un kit di base formato dai due elementi che abbiamo appena visto, se escludiamo tutti i materiali per il collegamento al computer. Esistono però anche accessori opzionali che possono essere acquistati separatamente a seconda delle proprie esigenze.

  • Dispositivi per utilizzare le tavolette con wi-fi, quindi senza fili. Questo è il dispositivo che ho preso per la mia Intuos qualche mese fa. Comodissimo perché permette una maggiore libertà di movimento nello spostamento della superficie. Se siete tra quelli che come me amano direzionare il foglio quando lavorano, questo kit vi darà grandi possibilità. Ovviamente non funziona con tutti i modelli di tavoletta grafica, perciò attenzione a verificare che il modello a cui si vuole abbinare il kit sia predisposto.
  • Penne alternative. Come andremo a vedere, a partire dalle tavolette Intuos abbiamo la possibilità di disporre di punte diverse che ci permettono di sperimentare nuovi tratti. Ancora più specifiche sono delle penne che simulano determinati segni per chi ha delle esigenze particolari. Questa è una penna per serie Intuos e CintiQ che simula l’aerografo, per esempio; e questa invece è l’Art Pen con delle particolari caratteristiche di inclinazione e diverse punte intercambiabili (attenzione, sempre controllare la compatibilità con la propria tavoletta).

Quando mi sono trovata fra le mani una graphic tablet per la prima volta sono rimasta un po’ delusa, perciò nel caso come la me di quel tempo non ne aveste mai vista una in azione ve lo dico subito: i modelli standard non vi permettono di disegnare come su un foglio. Mano alla penna, sguardo allo schermo. E’ la prima cosa che mette in difficoltà all’inizio, ma poi ci si abitua e quasi non ci si fa caso. Anzi, vi racconterò di come per me è stato strano tornare a guardare le mie mani mentre disegno, con l’ultima tavoletta comperata.
Ma andiamo per gradi…

 

Destreggiarsi con la tavoletta grafica è più facile di quanto si pensi!

Destreggiarsi con la tavoletta grafica è più facile di quanto si pensi!

Come comportarsi davanti all’acquisto di una tavoletta grafica?
Per mia esperienza, il disegnatore-tipo è abbastanza spaventato quando si trova a prendere in considerazione l’idea di procedere al passaggio al digitale. Parte del timore è proprio dato dall’avvicinarsi ad uno strumento tecnologico. Chi ha lavorato sempre al cento per cento in tradizionale nutre una reverenziale diffidenza verso quello che vede come un marchingegno dall’aria poco rassicurante.

Dei vantaggi del digitale e di come questo non richieda un abbandono del disegno a mano, parlerò in un prossimo post. Questo è dedicato a tutti quelli che stanno decidendo di acquistare una graphic tablet per la prima volta oppure la vogliono cambiare a favore di un’altra ma sono indecisi sul da farsi.

Flashback: la mia esperienza col disegno digitale e le tavolette fino ad oggi

Ho smesso di disegnare poco prima delle scuole superiori.
Ho ricominciato nel 2003.
E lo devo al digitale: decisi di ricominciare a disegnare dopo anni di inattività, fu proprio l’acquisto di una tavoletta grafica e l’idea di imparare ad utilizzare dei software a darmi la carica e ad accendere in me la costanza di dedicarmici con metodo.
Credo che questo strano approccio da parte mia sia dovuto alla curiosità di sperimentare la tecnologia, che ho ereditato da mio padre. Quando ero bambina ho avuto il mio primo computer prima di cominciare la scuola e ho imparato a leggere grazie ad esso; possedevo ben tre console di videogiochi (ehm ehm a cui poi giocava lui, con la scusa fossero per me), a sei anni avevo già allestito delle recite fingendo di essere reporter e volevo essere filmata con la videocamera all’ultimo grido. A volte pretendevo invece di filmare io.
Con un registratore, microfono e cassetta fingevo di avere una radio e impersonavo sia il DJ che i radioascoltatori.
Ho vissuto la tecnologia come un gioco, uno strumento di espressione. Per questo non nutro verso di essa nessun genere di soggezione. Da adulta poi, mi ci sono appassionata grazie ad un fidanzato informatico super aggiornato sull’high-tech. A lui devo anche il fatto che a spanne so farmi un sito, qualche riga di html e php, gestire un database. Insomma, sono nata e cresciuta piuttosto geek.
L’idea di disegnare su un computer quindi, mi faceva sentire a casa; si sa che la creatività sboccia maggiormente quando viene conservata una certa ingenuità infantile, per me la tavoletta grafica era un giocattolo, ieri come oggi. Se avete paura di questo genere di prodotti, cercate di vederla così: sono aggeggini divertenti. Giuro! :-)

Se vi interessa guardare l’evoluzione delle tavolette grafiche Wacom nel corso degli ultimi 17 anni, questo sito ha una bella linea temporale di dettagli tecnici di molti modelli e varianti.
Io vi posso dire intanto che le tavolette sono rimaste fondamentalmente le stesse; certo, migliorate per prestazioni e implementate con funzioni sempre più mirate a sostituire la tastiera e dei comandi tattili, ma in fondo rispetto ad altri oggetti tecnologici come i cellulari si sono evolute molto meno.

Le mie sei tavolette (più altre!) in questi dodici anni di disegno

Dal 2003 ho avuto queste tavolette:

  1. Trust (non ricordo il modello però). La mia unica tavoletta non-Wacom. A quell’epoca le tavolette grafiche in commercio erano pochissime e Trust non curava minimamente il design: la mia tavoletta era un pezzo di plastica grigia-argento, senza neppure degli angoli smussati, con una penna fin troppo leggera ed una parte di essa che si svitava dopo un po’ che la si impugnava. A differenza della tavoletta, la penna grafica era alimentata da una pila, che costituiva tutto il peso dell’oggetto. In circa un anno e mezzo di utilizzo tutta la copertura argentata della superficie si scrostò e rimasi con un prodotto letteralmente a pezzi. Ho dovuto mettere anche dello scotch per tenere ferma la penna dallo svitarsi. Insomma, era un vero campo di battaglia. Comunque, non sono schizzinosa, e mi sbarazzai di questa prima tavoletta solo quando il filo che la collegava al PC smise funzionare privandola del suo ruolo di periferica
    La pagai attorno ai 30 euro. Era la tavoletta dell’hobby, ma così consumata che la gomma attorno all’impugnatura era marcita e ingiallita. Per lo più facevo pixel art a livello puramente amatoriale.
  2. Wacom Graphire 3 Classic. Costava circa 50 euro e quando la ricevetti ebbi l’impressione di avere finalmente la mia “vera” tavoletta grafica. La meno longeva, due settimane dopo la scadenza della garanzia decise che era giunto il suo momento. Ero in totale adorazione per il suo colore blu metallizzatoe con lei iniziai a fare pixel art (che poi divenne il mio lavoro) e ad avere i miei primi stipendi. Portava con sé anche un piccolo mouse wireless, che per il tempo era una cosa super-mega-wow.
  3. Wacom Graphire 4. Con lei sono diventata illustratrice. Costava un’ottantina di euro, aveva due tasti che permettevano l’abbinamento di un comando personalizzato e, quando venni a scoprirlo, mi sentii come se fossi in possesso di una navicella spaziale. Conservava lo strumento ricalco, che per quanto mi entusiasmasse non ho ma usato nemmeno nel suo modello precursore, la Graphire 3. Si trattava sostanzialmente di un coperchio piatto trasparente che consentiva di mettere fra la tavoletta e la plastica trasparente un soggetto da ricalcare (o un disegno di cui fare cleanup digitale, magari).
    Questa fu la mia tavoletta più longeva: infatti non la cambiai perché si era rotta ma solo perché venne sostituita da una Intuos 5 un Natale di tre anni fa. Consumata e disastrata ma funzionante: una guerriera!
    La Graphire 4 è la tavoletta di cui sento più nostalgia: pensate che quando mi regalarono la Intuos non riuscii a disegnare per mesi con quella nuova, perché non mi ci trovavo. Trovare una tavoletta Wacom di serie Graphire è ormai difficile, se non usata.
  4. Intuos Pro Small. Super piatta, leggera, con tantissimi comandi personalizzabili e touch. La prima tavoletta veramente professionale che ho avuto per le mani nonostante le dimensioni ridotte. Ce l’ho ancora ed è come nuova, è quella che nonostante l’uso massiccio si è conservata perfettamente. La penna della Intuos 5 ha le punte intercambiabili che per inciso, non ho ancora avuto tempo di provar tutte. E sono una meraviglia per sperimentare e scoprire nuove forme e texture. E’ predisposta per il kit wi-fi di cui parlavo ad inizio post ed è possibile anche acquistare le penne opzionali.
  5. Intuos Manga S: La uso per lo più quando dò lezioni su Photoshop e disegno digitale (a proposito, da settembre darò lezioni private su richiesta e farò mini-corsi su Milano) perché è super maneggevole e posso portarla ovunque. Mi è stata regalata lo scorso anno in occasione della mia performance live allo stand Wacom durante la Bologna Children’s Book Fair. E’ carina e sicuramente adatta se non si vogliono ottenere rese mostruosamente alte quanto a livelli di pressione. Perfetta per chi fa disegno vettoriale e non vuole spendere tanto.
  6. CintiQ 13HD Quasi tutti i disegnatori digitali sognano la CintiQ dal momento in cui vengono a scoprire, davanti alla propria prima tavoletta da trenta euro, che non potranno più guardare sotto di sé per disegnare. Come dicevo, poi ci si abitua, ma la cosa più naturale resta sempre avere il foglio su cui si disegna sotto al naso. La posizione di mano, braccio, testa e occhi è più spontanea e risulta meno stancante. Oltre a questo, i livelli di pressione sono eccezionali e i tratti seguono alla perfezione il movimento della mano. Come ogni CintiQ, questa tavoletta è, in pratica, uno schermo che riceve i nostri imput dalla penna, tanto che come andremo a vedere, costituisce un vero e proprio secondo schermo del nostro sistema.

Altre tavolette che ho provato:

CintiQ 21UX, CintiQ 22HD. Beh che dire, rappresentano quel tipo di CintiQ che mi trovavo a sognare da anni (un po’ come Harry Potter con la Nimbus 2000). Quando poi le ho provate ho scoperto che non erano per nulla adatte a me.
E’ stato a quel punto che ho pensato che forse era il caso di spendere due parole sull’acquisto di questo tipo di prodotto.

Per oggi spero che aver riportato qui quella che è la mia esperienza fino ad ora, possa avervi fatto scattare qualche riflessione e curiosità.

Chiudo il post con cinque cose da sapere sulle tavolette grafiche :

  • La tavoletta grafica non nasce necessariamente per sostituire la matita o il pennello. Non solo non dobbiamo scegliere fra tradizionale e digitale, ma spesso il secondo viene in aiuto del primo.
  • Come vedremo, bisogna fare moltissima attenzione all’installazione della tavoletta su PC o Mac: la scelta dei driver è ancora più cruciale di quanto possiamo pensare perché dal loro corretto funzionamento dipende la qualità della nostra interazione con la tavoletta e con il software che utilizziamo per disegnare.
  • La penna della tavoletta ormai non viene più prodotta con l’alimentazione a pila. Questo la rende più leggera e comoda da maneggiare. Urrà!
  • Nonostante la loro apparenza semplice e quasi banale, le tavolette grafiche sono oggetti relativamente complessi e delicati. I livelli di pressione consistono nella ricettività alla pressione della penna sulla superficie e più questa superficie è logora (graffiata, schiacciata o rovinata) più il disegno sarà compromesso. Consiglio di coprirle con un panno o una leggera imbottitura, se si desidera lasciare la tavoletta sulla propria scrivania e si hanno degli animali che possono salirci sopra (soprattutto gattoni come i miei :-) ) e in caso di viaggio, di provvedere a collocarla al meglio in borsa o valigia senza schiacciarle troppo. Esistono anche delle apposite custodie studiate per la grandezza esatta di ciascun modello.
  • Come ogni prodotto che viene sottoposto a pressione e sfregamento, sia la superficie di disegno sia la punta della penna subiranno nel tempo un processo di usura. La velocità di questo processo dipende da quanto calcate. Comunque niente paura, perché vengono vendute superfici di ricambio per quasi ogni modello e le punte di ricambio (sia per disegnare sia per cancellare) che però vi consiglio di acquistare online (nei negozi “fisici” sono quasi irreperibili) prima che quella che avete già si consumi. Questo perché trovarsi a disegnare su una superficie molto rigata o con una punta molto usurata compromette severamente il risultato e il piacere del disegnare. Vi sfido a trovarvi con una penna che stride durante la lavorazione di una tavola…argh!

 

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Commenti

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    1. Sandro 17 giugno 2015
      • Morena Forza 17 giugno 2015

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