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Asterisk Davide Calì intervista Gerda Märtens
09/03/2015 Morena Forza in Illustrazione / No comments

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Davide Calì mi invia questa intervista che ha fatto a Gerda Märtens. Dopo averla letta con molta curiosità, ho deciso di condividerla con voi.
Buona lettura!

 

Intervista
a Gerda Märtens
Ho conosciuto Gerda un paio di anni fa a
Macerata dove si era iscritta a un mio corso.
Da allora siamo rimasti in contatto e ci siamo
scritti spesso. Due anni fa mi ha invitato a Tallin, in Estonia, per
tenere un corso all’Accademia di Belle Arti.
Ne parlo qui..
Nel frattempo Gerda è riuscita a pubblicare il
suo primo libro in Estonia e a breve ne uscirà un altro, in Italia.
Ciao Gerda, raccontaci un po’ la tua
storia. Quando ci siamo conosciuti se non sbaglio eri iscritta al
Master di
Ars in Fabula,
giusto?
 
No, non ero iscritta al Master, facevo un Erasmus, solo che ero molto
concentrata sull’illustrazione. Ho passato a Macerata quasi tre anni
e ho imparato tanto da questa esperienza. E’ stato un periodo in cui
sono cresciuta tantissimo come persona e come artista.
Da dove viene la tua passione per l’illustrazione? Ti
interessava già da piccola?
 
Sì, la mia passione risale alla mia infanzia. Poi nel 2008 e il 2009
ho fatto il direttore artistico per un cortometraggio animato, In
the Air
di Martinus Klemet, nello studio Joonisfilm in Estonia.
Grazie a questo lavoro ho notato che i cartoni strutturamente e
narrativamente sono comunque molto vicini all’illustrazione, mi è
venuto naturale quindi cimentarmi con quest’ultima. In seguito,
studiando contemporaneamente la musica classica, ho capito che
l’illustrazione era il mondo nel quale volevo vivere e lavorare
perché mi veniva molto naturale.
Quando eri piccola avevi libri illustrati? Ce n’è qualcuno che
ti ricordi in modo particolare, cui sei rimasta affezionata?
 
Ma sì, certo! Mi piacevano tanti libri diversi,
non solo quelli per bambini! Leggevo tantissimo ed ispirata da essi
poi mi sono messa a scrivere e a disegnare anch’io. Mi ricordo molto
bene le emozioni che provavo da piccola e i libri mi creavano una
sensazione che spesso riconosco anche
adesso.
Sono felice di avere questa sensibilità che mi
regala momenti bellissimi in tutto ciò che faccio. I
miei libri preferiti assoluti da bambina
erano sicuramente Kristiina,
see keskmine
(Kristiina
la media
) di Leelo
Tungal
con le straordinarie
illustrazioni di Kersti Haarde,
Dondi jutud (un gioco di parole su Racconti
di Fantasma
) di Henno Käo con le sue illustrazioni e i
libri tascabili delle favole horror dalla Siberia. Quindi,
tutto sommato, un po’ di vita quotidiana di una famiglia che faceva
tanto ridere, un po’ di fantasia buffa sull’aldilà e un po’ di
folklore spaventoso.
Per il Master avevi avuto una borsa di studio italiana, poi se
ricordo bene ne hai avuta un’altra, però dall’Estonia, per
continuare i tuoi studi a Macerata? E ora starai invece a Trieste per
un po’: un’altra borsa di studio?
 
Per gli anni dell’Erasmus si, avevo sempre una borsa di studio che
veniva dall’Unione Europea. Quando sono tornata a Macerata per
lavorare sulla mia tesi per laurearmi presso l’Accademia di Belle
arti Estone, ho vinto una borsa di studio dal Ministero degli Esteri
della Repubblica Italiana. A Trieste, invece, sto facendo uno stage
di due mesi per il Centro della Salute del Bambino (che coordina
anche il programma conosciutissimo Nati per Leggere) ed ho una
borsa di studio creata da poco per i neolaureati, si chiama Erasmus
Plus+.
A Trieste, al momento faccio la grafica per il Centro e sono venuta
appunto per allargare le mie conoscenze nel settore e capire un po’
di più sul pubblico della mia arte.
E l’italiano? Come lo hai imparato?
 
Studiando il canto lirico e seguendo il blog di Anna Castagnoli, che
parla di illustrazione!
Raccontaci il tuo primo libro. Come è andata?
 
Dopo aver studiato a Macerata mi sono successi alcuni miracoli. Tra
una borsa di studio e l’altra avevo continuato ad essere molto attiva
anche in Estonia. Non lavoravo soltanto sui miei disegni ma facevo
anche l’insegnante e alla fine del 2013 ho organizzato anche una
mostra di illustrazione come omaggio a Charles Perrault. Il mio
lavoro è stato visto dai diversi illustratori e professionisti
estoni e così mi è stato proposto il progetto del mio primo libro
dalla casa editrice Päike ja pilv.
Il libro che è uscito a dicembre 2014 si chiama Õnnelike
õhtulugude sahtel
(Il cassetto delle storie notturne felici)
dalla scrittrice Hilli Rand. Contiene 8 storie sulla vita
quotidiana dei bambini, ma la parte interessante è che quella vita
viene osservata nell’ottica dell’immaginazione dei bambini. Quindi si
incontrano le situazioni e i personaggi che normalmente solo i
bambini possono percepire con la loro fantasia.
E quello di Buzzati invece? Se non sbaglio a breve esce con
Orecchio Acerbo? Come è nato il progetto?
 
Si, infatti ancora prima di ricevere la proposta per il progetto
estone, avevamo discusso con Orecchio Acerbo l’uscita del mio
progetto La creazione, un albo illustrato del racconto di Dino
Buzzati
. Era fin dal secondo anno a Macerata che l’avevo
preparato e ci credevo.
Il progetto è nato nel momento in cui volevo cimentarmi con un
progetto concreto, quindi mi sono guardata intorno e l’ho trovato,
quel racconto che mi ha colpita e commossa.
Ho riconosciuto qualcosa di molto universale che andava al di là di
quell’interpretazione della creazione del mondo. E’ un po’ diverso
dal resto delle opere di Buzzati ed è geniale. L’idea di pubblicarlo
con Orecchio Acerbo è venuta molto dopo la prima realizzazione del
progetto. Mi hanno trovata attraverso una mostra degli artisti delle
Marche in galleria Tricromia a Roma, e così ho avuto l’opportunità
di fare una nuova versione di questo mio lavoro per la casa editrice,
della quale ammiro molto i libri.
E quindi La creazione sta prendendo una forma definitiva.
Uscirà per la fiera del libro di Bologna di quest’anno.
 
 
E ora, quali sono i tuoi nuovi progetti?
 
Ne ho tanti. Quest’anno partecipo anche ad un paio di mostre
internazionali che girano l’Europa e l’Italia. E certamente continuo
ad illustrare, ad esempio in estate lavorerò su un libro che ha
scritto una mia amica Farištamo Susi e verrà pubblicato in
Estonia sempre quest’anno. Collaboro con le mie illustrazioni per la
rivista estone per ragazzi: Täheke, e poi ci sono altre idee
che ancora non hanno preso una forma definitiva.
Raccontaci qualcosa del tuo lavoro in Estonia: è possibile
riuscire a vivere di illustrazione nel tuo Paese?
 
Quasi tutti dicono di no. Anche gli illustratori affermati,
conosciuti e bravissimi sostengono che fare solo l’illustratore non
è affatto possibile e consigliano di non sperare per poi non
rimanere delusi. Tutti hanno almeno un altro lavoro, più spesso
fanno la grafica o lavorano in qualche agenzia pubblicitaria. Quelli
che fanno almeno quattro libri all’anno invece riescono a viverne,
però devono regolare il lavoro molto rigidamente in tempi molto
ristretti. Io penso che vivendo cosi perderei l’essenza artistica.
Anche se anch’io in meno di sei mesi ho illustrato due libri, quel
ritmo di lavoro è stato abbastanza pesante: per esempio la tecnica,
matita e acquerello, come la uso io, è lentissima. Il problema è
che ci sarebbe bisogno di tempo per consumare la cultura, come si
dice, non solo di produrla. Cioè, per un artista è essenziale
essere interamente a contatto con più cultura possibile, ma bisogna
adempiere anche alla vita di tutti i giorni. Prima si è una persona,
poi si fa il mestiere d’artista. Però se sei costretto a pensare
ogni giorno solo a come pagare l’affitto…
Immagino che non ci siano risposte. Ognuno fa i propri compromessi.
C’è qualche differenza tra lavorare in Estonia e in Italia,
nell’illustrazione?
 
Per me ci sono grandi differenze. In Italia l’illustrazione è
considerata arte e non solo tra le persone del settore ma fin da
piccoli i libri e i diversi immaginari artistici sono comunque molto
apprezzati e rispettati. In Estonia a me sembra che non ci sia una
vera comprensione o il consenso generale su cosa sia cultura e cosa
no. Ci sono due aree molto promosse: quella della nazionalità e
quella dell’innovazione. Mi dispiace di essere così
critica ma a me sembra che più spesso il vero senso delle cose
rimanga nascosto e tutto giri intorno alla superficialità delle
cose. C’è molta poca discussione sui valori veri e propri, qualunque
sia il settore. E quindi anche l’illustrazione in Estonia per la
maggior parte delle persone non è altro che la decorazione dei
libri. L’alfabetizzazione visiva è scarsa. Penso sia uno dei motivi
per il quale anche la maggior parte dei libri per bambini contengono
tantissimo testo e 8-10 pagine di illustrazioni. L’albo illustrato è
ancora molto poco diffuso. E però ci sono dei magnifici illustratori
e autori e soprattutto tra la vecchia generazione. Quando lavoro o
osservo il panorama del settore italiano o parlo dei libri illustrati
in Italia, sento sempre una profondità culturale e non ho bisogno di
convincere le persone che è un’arte e un lavoro serio e
importante. Spero e credo però che anche in Estonia il mestiere di
illustratore piano piano venga più apprezzato e che il pubblico
diventi più consapevole della rappresentazione visiva del mondo
intorno.
Perché dico tutto questo? Perché definisce molto
gli argomenti e le modalità del mio lavoro, la collaborazione con
gli editori, l’interesse del pubblico, ecc. Però dal lato positivo
devo dire che i bambini in tutti e due paesi sono sempre gli stessi
per i quali cercare di fare il meglio per loro è il mio compito
primario. A gennaio abbiamo presentato il libro Õnnelike
õhtulugude sahtel
ad una classe di bambini di
un asilo ed è stata una delle esperienze più felici da quando ho
studiato e lavorato in questo settore.
I libri di Gerda Märtens
Õnnelike õhtulugude sahtel, di Hilli Rand, editore Päike ja
pilv, 2014
La creazione, di Dino Buzzati, editore Orecchio Acerbo, 2015

 

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