Salisedine- Una storia interattiva a puntate, tutta italiana

E’ un’uggiosa mattinata di giugno e mi trovo in un bar in centro a chiacchierare con un illustratore che ammiro molto per esperienza e bravura: Paolo D’Altan.
Davanti ad un croissant e ad una spremuta mi racconta di un progetto tutto italiano che ha curato per qualche tempo. 
A mia volta ho lavorato (solo come illustratrice) a dei progetti simili in passato, ma Paolo ha fatto molto di più e così sono molto curiosa di sbirciare i dietro le quinte di questa lavorazione.
Lui pazientemente risponde alle mie domande, una volta che ho visionato “Salisedine” , una storia interattiva (e ebook) sviluppata per tablet e smartphone scritta da Daniela Morelli. 
Consigliandovi la app vi lascio alle risposte di Paolo.
Qui il sito ufficiale del progetto.
“Non è un buon momento per scappare, ma è più forte di me, devo farlo. 
Mi sono addormentata come un sasso ieri sera, dopo avere consegnato l’ultimo carico di sale. Ero così stanca…
Non avrei mai pensato di poter trovare nel cuore della notte la forza di alzarmi e, addirittura, andarmene. 
Invece l’ho fatto. 
Ho sognato la luna. È apparsa gialla e piena come sulla lavagna dei turni e mi ha detto: – Salis, scappa via. – 
Mi sono alzata e sono uscita dalla mia capanna.”

Ciao Paolo, ti ringrazio per avere trovato il tempo di rispondere alle mie domande su Salis.
Prima di tutto: come mai l’idea di una app? E cosa ti interessava sperimentare?
L’idea è nata dal desiderio di fare qualcosa di diverso, libero da vincoli e entusiasmante per la possibilità di dar vita alle immagini, di gestire in autonomia un progetto declinato su più mezzi ( addirittura Opera ad episodi!) Avevamo già provato ad animare delle mie illustrazioni già digitali, e di fronte anche all’impossibilità di trovare un supporto editoriale, ci siamo buttati nel progetto. Un esperimento per dimostrare anche le possibilità offerte dalla tecnologia.
Dal sito ufficiale di Salisedine
Che tipo di lavorazione c’è dietro il prodotto app e che figure professionali?
Oltre a noi,studio Rebelòt, parte creativa per la grafica e sviluppo e l’illustrazione, si è pensato subito di coinvolgere Daniela Morelli, autrice per cui avevo illustrato dei libri per Mondadori. Lei ha risposto subito con un racconto, aderendo entusiasta al progetto.  
Inoltre abbiamo avuto il supporto di Vincenzo Ambriola, professore di informatica all’Università di Pisa come project manager.
    
In Italia si tratta ancora di qualcosa di un po’ misterioso nel suo sviluppo. Se dovessi riassumere le fasi salienti del flusso di lavoro quali sarebbero?
Vediamo un po’: concept, script, storyboard, verifica delle sequenze anche in base alle possibilità di sviluppo, realizzazione immagini definitive a livelli, traduzioni, montaggio, verifica e debug fino all’invio ad apple per l’approvazione. 
I momenti pregnanti 
lo studio dello storyboard in base allo script, lo studio e la verifica delle animazioni e degli effetti, la prova della App prima dell’invio per la pubblicazione!
Il target che va per la maggiore nel mercato delle app (almeno per ora, ma spero con un’inversione di tendenza) è la fascia di età 0-6.
La scelta di indirizzarsi ad un target un po’ atipico per le app narrative è stata voluta o casuale?
Voluta senza ombra di dubbio. Inoltre abbiamo fatto dei focus group con studenti delle scuole medie Lodi, utile anche per capire la validità del progetto. IL discorso dei target d’età personalmente ha senso fino ad un certo punto, forse perché sono cresciuto guardando prima e leggendo poi di tutto di più. E in parte ne abbiamo avuto conferma vedendo bambini più piccoli scorrere la app curiosi.
Alcune tavole tratte da “Salis in fuga” illustrate da Paolo D’Altan
Quanto tempo è stato necessario per il prodotto finito e qual è stata la fase che ha richiesto una lavorazione più lunga?
IL progetto inizialmente prendeva forma nei momenti liberi dal lavoro quotidiano, per poi, inevitabilmente, rubare anche spazio al tempo dedicato al lavoro pagato…fondamentalmente in un modo o nell’altro si recuperava la sera o la notte… più o meno 4 mesi di lavoro e, in termini di tempo, la parte più impegnativa è stata l’immaginazione e lo sviluppo dell’App, e declinazione della storia in diversi formati, ebook e cartaceo. 
Altra fase importante è la comunicazione, fondamentale nella promozione del progetto.
Parliamo della storia: mi ha colpito molto l’intensità delle immagini. Ho già altre app narrative, ma di solito a livello di mood sono meno d’atmosfera. E mi è piaciuta molto la scelta di creare delle “puntate” per la storia, di aggiungere a fine narrazione un menu che dà la possibilità a chi legge di “votare” il proseguimento che preferisce per la destinazione di Salis, la protagonista.
Vi atterrete quindi alle statistiche sulle scelte dei lettori per proseguire la storia, come nelle “Storie al bivio” che trovavo su Topolino anni fa, o come nei libri game?
Forse perché si usano palette colore limitate anche per una questione di peso delle immagini e di facile fruizione? Volevo mantenere il più possibile, il mio modo di illustrare, escludendo tinte piatte e contorno per vedere l’effetto che fa.
Salis è nata subito ad episodi per la complessità del progetto. Questo primo episodio ha già un bel numero di schermate e pensare di fare tutto il racconto in un’unica app sarebbe stato come fare un film d’animazione!
L’idea della scelta a fine narrazione è stata notevole. Tra l’altro, in origine, i link erano attivi, ma Apple aveva assegnato un +17 all’App, obbligandoci a toglierli.
Comunque la maggioranza delle scelte erano in linea con lo sviluppo previsto nel
secondo episodio. 
A quando il prossimo episodio di Salis?
Ci stiamo lavorando, ci siamo dati delle scadenze e di sicuro vedrai qualche assaggio di

“Salis nella regione dell’acqua dolce”
Gli autori
Daniela Morelli 
Scrittrice e sceneggiatrice
Nata a Varese, Daniela Morelli vive a Milano dagli anni ’70, dove si è formata alla Scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro. Attrice di teatro e cinema lavora con importanti maestri come Giorgio Strehler e Dario Fo e sviluppa la sua ricerca in ambiti autoriali come drammaturga. Suoi spettacoli vengono rappresentati in vari teatri, tra cui il Piccolo Teatro e il teatro Arcimboldi di Milano, il teatro greco di Tindari e il LaMama di New York. Scrive il libretto dell’opera contemporanea Un bosco una notte di mezza estate vincitrice del terzo premio Dimitri Mitropoulos di Atene nel 2001. Attori come Pamela Villoresi, Ottavia Piccolo, Alessandro Haber mettono in scena sue drammaturgie. Ha collaborato come giornalista a periodici femminili di Mondadori e Condé Nast e diretto Ciao magre del Gruppo Miroglio.
È sceneggiatrice televisiva per la Rai e la Radio Televisione della Svizzera Italiana. 
Pubblica il suo primo romanzo per ragazzi nel 2008, Il segreto delle tre caravelle (Oscar Mondadori). Della stessa casa nelle collane Oscar, La Contemporanea e Sassolini seguono: Click – Ragazzo in mare, Click – Mistero al Colosseo,  Click – A Milano sfilano i fantasmi; Terremoto di piume, I ragazzi delle barricate (Premio Castello di Sanguinetto 2010), La porta della libertà (terzo Premio Minerva), Yusdra e la città della sapienza e Il bambino di Itaca. 
In questi ultimi anni ha incontrato circa ventimila giovani lettori in tutta Italia, fonte per lei di confronto e ispirazione. Sperimentatrice e curiosa, Morelli ama mescolare generi e stili e lavorare in squadra.  È la ragione per cui la ritroviamo al fianco di d’Altan in questa innovativa avventura.
Paolo d’Altan 
Illustratore
Dopo studi classici e aver frequentato la Scuola d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, ha cominciato a lavorare come illustratore freelance per le maggiori agenzie di pubblicità italiane vincendo presto due ori dall’Art Directors Club Italiano per l’illustrazione pubblicitaria (1991 e 1995). La sua passione per l’immagine disegnata lo avvicina al mondo dell’editoria e dei libri per ragazzi dove si afferma come uno tra i maggiori illustratori italiani collaborando con Black Cat Publishing, Bompiani, Carthusia, Corriere della Sera, De Agostini, Duncan Baird Publishing, Einaudi ragazzi, Gallimard Jeunesse, Giunti, Grimm Press, il Sole 24 Ore, Interlinea, Kingfisher, Mondadori Ragazzi, Piemme-Battello a Vapore, Rizzoli Libri, Rrose Sélavy, rueBallu edizioni, Salani. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti ed è stato selezionato in diversi annual tra i quali Illustratori Italiani-Annual dal 2006 ad oggi, Communication Arts Illustration Annual 2009 e 3×3 Children Illustration Annual 2010. Nel 2011 gli viene assegnato il Premio Andersen come migliore illustratore italiano dell’anno e nel 2012 il Premio White Ravens. È stato selezionato per numerose mostre in Italia e all’estero ed è stato presidente dell’Associazione Illustratori dal 1999 al 2001. Inoltre è stato tra i primi illustratori italiani ad abbracciare in assoluto le tecniche pittoriche digitali, le cui possibilità hanno contribuito a dar vita a questo progetto spinto dall’interesse di sperimentare nuove strade per raccontare con immagini.

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