Rispolverando Hugo Pratt – ricordi e collezioni

Nel 2005 frequentavo Lingue e letterature straniere; avevo da poco riscoperto il disegno, in modo impacciato e pieno di circospezione, come se potesse essere un’attività così totalizzante da essere pericolosa.
Solo quattro anni più tardi decisi che l’avrei studiato e sviluppato come professione.

Mi ricordo che quell’afoso maggio del 2005 ha contribuito enormemente a tenermi ancorata alle matite e a sviluppare quell’indispensabile perseveranza nell’esercitarmi, nel fallire e nel continuare nonostante tutto.

Per la prima volta viaggiavo con due disegnatrici, Martina Cecilia e Rosaria Battiloro, che allora studiavano una alla Scuola del Fumetto e una all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e mi portarono alla mostra di Hugo Pratt a Siena, “Periplo Immaginario”.
Fu un viaggio davvero arricchente e quella mostra, piena di spunti e percorsi misteriosi, diede inizio a un processo di risveglio.
Le suggestioni di cui era ricca mi entrarono dentro fino nelle ossa.
Pratt era un autore prolifico: solo alla mostra c’erano all’incirca 350 opere.
Portai a casa una grande stampa di Pratt, “Occidente”:

fonte

ed è rimasta per sempre un costante suggerimento affisso in camera mia, che mi ricorda che la sintesi e l’atmosfera possono essere ben più importanti in un disegno rispetto all’attaccamento alla realtà.
Che il segno è la radice dell’espressione.

Quindi, se avevo conosciuto l’opera di Pratt da ragazzina, fu solo a quella mostra che lo apprezzai pienamente, che ebbi modo di capire cosa c’era dietro le sue storie. Che rimasi affascinata e iniziai a studiare i fumetti e l’illustrazione, non solo a leggerli da occhio passivo.

La mostra “Periplo Immaginario” era allestita molto bene, ricca di acquarelli, schizzi, perfino filmati ed interviste. Era stata organizzata per il decimo anno decorso dalla morte di Hugo Pratt.
Ora di anni ne sono passati quasi venti e io rimango molto affezionata alle opere di Pratt per un motivo personale, non solo artistico. C’è un legame affettivo ai suoi disegni, che vivo cioè in prima persona.
La reputo una grande fortuna.

Qualche volta sorrido quando qualcuno confonde Corto Maltese con Hugo Pratt; nel senso che mi è capitato più di una volta che una persona pensasse che Corto Maltese fosse l’autore.
Sorrido perchè al di là dell’ingenuità, mi fa capire quanto Corto Maltese faccia parte dell’immaginario collettivo anche di chi non è molto appassionato di fumetto.

Io Pratt lo consiglio sempre:
Se qualcuno è appassionato del buon disegno, Pratt ha tanto da insegnare sul fumetto d’autore.
Se ama la lettura e l’avventura, Pratt ha tanto da offrire.
Se qualcuno è curioso verso il fumetto ma non lo conosce, Pratt per me è un ottimo punto da cui partire per comprendere la nona arte.

A proposito, segnalo a chi come me ha intenzione di collezionare i volumi delle opere di Pratt, che dall’11 aprile fino a metà dicembre di quest’anno faranno parte della collana, “Tutto Pratt” in allegato a La Gazzetta dello Sport una volta a settimana, in collaborazione con Rizzoli Lizard.

La prima uscita sarà “Una ballata del Mare Salato”; Corto Maltese la fa ancora una volta da padrone. :)
Ma ci sarà anche “Gli Scorpioni del Deserto” (i miei due volumi preferiti) e un’uscita in anteprima del Sgt. Kirk: il quinto volume, quello conclusivo.
Sono state restaurate alcune opere all’interno della collana, per esempio Junglemen.
Non hanno trascurato poi i classici che furono creati per il Corriere dei Piccoli, come Simbad il marinaio. Quelli non li ho mai visti, mea culpa. :)
In edicola per la prima volta ci sarà tutta la collezione completa di Pratt, non me la farò fuggire.

Nello Store è possibile leggere il piano dell’opera per sapere quando escono i nostri volumi preferiti, ma anche acquistarli a prezzo ridotto.

Se volete conoscere o approfondire Pratt è un bel modo per farlo.

E voi?
Quali sono gli autori a cui siete più affezionati, che vi motivano e vi ispirano e perchè?

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    1. Martina Coccia 10 aprile 2014

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