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Asterisk Un coloratissimo weekend fra le tempere con Daniela Volpari
04/03/2014 Morena Forza in Eventi / 5 responses

Lo scorso 15 febbraio ha preso il via il workshop durato un weekend con Daniela Volpari per La bottega del cigno a Padova.
Per certi contrattempi non ho potuto presenziare, ma Noemi Gambini mi ha inviato gentilmente questo ricco resoconto per cui la ringrazio! :)
Le foto sono di Anna Mattiuzzo, grazie Anna!

di Noemi Gambini

Le emozioni che mi porto dietro tornando dal corso sono tante.
Sono partita per il corso di Daniela Volpari nonostante esca da un periodo molto poco produttivo per quanto riguarda l’illustrazione, erano quasi due mesi che non toccavo pennelli, preda di una crisi creativa che fondamentalmente affonda le sue radici nell’ansia da prestazione e in una sorta di “perfezionismo a tutti i costi”.
Così mi sono detta “perché non provare a fare un corso? Magari mi sblocco!” , ed eccomi qui a raccontare di questa esperienza .

Entro in aula con la mia adorabile compagna di stanza Anna Mattiuzzo, prendiamo posto nella bellissima stanza luminosissima.

Per prima cosa Daniela spiega il principio di “condivisione ed evoluzione”, in quanto il proposito del corso era sviluppare uno stile proprio partendo dalle cose che ci piacciono.
Infatti come preparazione per il corso Daniela ci aveva fatto raccogliere immagini di illustratori che adoriamo e foto di ambienti o oggetti che ci ispiravano.

Per spezzare la tensione iniziale Daniela propone subito un gioco bellissimo per far capire a noi l’importanza del rielaborare particolari delle illustrazioni che ci piacciono per creare qualcosa di nuovo, diverso, unico e originale!

Ognuno doveva disegnare un proprio personaggio molto velocemente e passarlo al compagno a destra, che doveva rielaborare lo stesso personaggio con il proprio stile, migliorando, aggiungendo (o togliendo) particolari  per migliorare quel personaggio, ma senza stravolgerlo. Il compagno che aveva rielaborato il personaggio doveva poi passarlo ad un terzo che doveva reinterpretare il personaggio unendo le due versioni precedenti.
Il risultato è stato emozionante! Capire come gli altri vedono i tuoi lavori, cosa migliorerebbero, cosa cambierebbero, e vedere il risultato finale è stato illuminante!

Molto spesso basta cambiare punto di vista per capire le cose, in caso non riusciste a migliorare un vostro disegno, passatelo ad un compagno, o anche più di uno, è molto stimolante!

Dopo questo gioco, Daniela spiega come archiviare le cose che ci piacciono: COPIANDO!
Si, esatto, copiare, anzi ricopiare!
Personalmente non ricopiavo un disegno altrui dai tempi delle medie, ma anche questo si è rivelato illuminante per tutti!

L’esercizio consisteva nel copiare dall’archivio personale di illustrazioni, preparato prima del corso, tutti i dettagli degli sfondi o dei personaggi che ci piacevano, creando una specie di “banca dati” sul nostro sketchbook, con occhi, bocche, nasi, capelli, erbette, alberi, copiati di sana pianta da altri illustratori!
Questi dettagli dovevano essere poi rielaborati, ridisegnati diverse volte senza più avere le immagini di riferimento sotto gli occhi(Daniela ci ha fatto rimettere in borsa tutti i libri e immagini!), in modo da avere comunque una visione più personale.
Fatto questo abbiamo riunito i diversi particolari in un unico personaggio per creare il nostro personaggio il nostro personaggio “perfetto” , unendo tutte le cose che secondo noi erano migliori

Prendere le cose migliori degli altri e rielaborarle è stata la nostra missione!

Una volta ottenuto uno o due personaggi, ognuno dei partecipanti ha realizzato un matitato di un’illustrazione con i personaggi, utilizzando per la composizione le foto, sempre preparate prima del corso da ognuno.
E così finisce il primo giorno di corso

Il secondo giorno di corso è iniziato con sveglia presto e taaaanta tensione. Io non avevo mai usato le tempere ed ero terrorizzata, ma poi ho scoperto che tutti erano abbastanza terrorizzati :P
Per aiutarci Daniela ci ha riproposto il gioco del giorno precedente, e alla luce del giorno passato i risultati sono stati molto migliori per tutti!

Io e Anna che siamo tipo due rinoceronti (disegnativamente eh! :P) e che usiamo l’acrilico come fosse un mattone, eravamo davvero preoccupate.

Daniela a inizio mattinata tira fuori i suoi originali *______* non ho mai visto meraviglie tali, eppure di mostre ne ho viste tante e di originali pure. Sono rimasta a Bocca aperta. Se avete mai visto un libro di Daniela e vi sembra stupendo, non avete idea di che cosa siano gli originali!
Ha portato alcune illustrazioni dal suo libro Oliver Twist, una dai tre moschettieri che mi ha fatto impazzire letteralmente e alcune dal suo nuovo libro, in uscita prossimamente.
Una più bella dell’altra!

Daniela è stata gentilissima ci ha svelato un sacco di trucchetti interessanti per fare degli effetti strani con la tempera e poi tutti in cerchio intorno a lei per la spiegazione pratica della tecnica particolare che usa lei, a strati sottilissimi, con la tempera molto diluita, la frase che ci è rimbombata nella testa per tutto il corso è stata: “pazienza, aspettate che asciughi e poi tornateci sopra! Calma!”

In pratica facendo, ho capito cosa intendeva, e posso dire che ci vuole veramente una santissima pazienza per lavorare la tempera con l’eleganza  con cui la lavora Daniela!

Dopo la lezione pratica di tempera, Daniela ci ha spiegato come creare una palette di colori vincente, abbinando complementari, e riducendo la gamma cromatica a pochissimi colori.

Con l’autostima a pezzi dopo aver visto gli originali di Daniela sono partita.
All’inizio è stato come stendere l’acquerello, ma mano a mano prendeva corpo, il colore si caricava e iniziavo a vedere risultati, seppur molto lentamente.

La cosa che mi ha colpito della tempera è che devi decidere tutto prima, le luci, le ombre, i colori.
Con l’acrilico io non so mai dove andrò a parare e invece qui ho dovuto cambiare impostazione mentale, il procedimento è più o meno quello dell’acquerello, si parte con lo stendere i colori chiari per poi passare a quelli scuri, altrimenti di impasta tutto e viene tutto “sbrodolato”, e poi ovviamente la pazienza! Se passi su una zona ancora bagnata la tempera viene via, è viva, cambia, si muove, mentre l’acrilico che uso di solito è fisso, statico. Passare alla tempera è stata dura, ma emozionante  sicuramente la riuserò, anche perché è come fare yoga, mentre stendi infinite velature di colore hai tempo di pensare, riflettere su quello che stai facendo
Ovviamente in una giornata di tempera non potevo finire un ‘illustrazione completa, perciò ecco quello che ho fatto durante il corso.

Un altro bel post su questo workshop è stato scritto da Giulia Baratella, qui
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5 comments on “Un coloratissimo weekend fra le tempere con Daniela Volpari

  1. Grazie di aver condiviso quest'esperienza emozionante e formativa. Da tempo ammiro i lavori di Daniela, ma per qualche ragione non sapevo che erano a tempera. Il ricordo delle tempere che ho e' quello delle medie. Non ci avevano spiegato nulla, ci hanno messo li, a colorare, sperando nel nostro talento personale (credo). Sono venute fuori delle robe obbbbbrobbbbiosissime. Le ho odiate cordialmente, le tempere, da allora. Ma sia le tavole di Daniela, sia il tuo stesso disegno, in cui si vede l'attenzione, la pazienza, ed una guida esperta, mi stanno facendo cambiare idea. :)

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