“Ah l’amour!” – l’amore moderno di Andrea Barattin

Lucca Comics quest’anno è stato off limits per me, per fortuna però ho potuto seguire diverse uscite, complice i social su cui ormai molti autori, fortunatamente, promuovono i propri nuovi lavori.
Quest’anno la freschezza delle immagini proposte da Andrea Barattin (autrice di London Calling)  ha catturato la mia attenzione: colorate, grafiche quanto basta, ironiche, frizzanti.
Trattate poi da un punto di vista spesso molto femminile.

Così ho deciso di comprare il suo volumetto “Ah, l’amour!” che tratta in modo scanzonato il tema della sessualità nell’epoca moderna.
E poi, di farle qualche domanda su quella che è la sua prima pubblicazione e vede una simpaticissima prefazione di Alberto Pagliaro ad aprire la carrellata di vignette, per giunta ritagliabili.
Particolarmente adatte ad essere regalate a persone adatte a riceverle. Io l’ho già fatto!

 

Andrea, parlaci un po’ di te. Come sei giunta al fumetto? Che studi hai seguito?

Prima di tutto vorrei ringraziarti per i complimenti e per l’intervista, sono davvero emozionata!
Ho deciso di diventare disegnatrice di fumetti all’età di quattro anni, dopo aver ricopiato un’illustrazione di un libro che mi piaceva moltissimo.
Non sono andata all’asilo ed avevo pochissimi bambini con cui giocare, in più sono restata figlia unica fino agli undici anni. Quindi credo che il disegno e le storie che inventavo fossero principalmente una via di fuga dalla realtà.
Poi ho deciso di proseguire su questa strada e ho frequentato l’Istituto Statale d’Arte Bruno Munari di Vittorio Veneto, sezione Arti della Stampa e Grafica, e successivamente la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, indirizzo Fumetto.

Il tuo è uno stile molto personale e sotto alcuni aspetti poco italiano.
Quali sono gli autori che hanno influenzato la tua scelta stilistica?

Ho avuto pochissimo tempo per realizzare questo libretto e ho cercato di creare una cosa fresca ed immediata, cercando di capire che cosa non volessi disegnare per non risultare pesante o cadere in stereotipi triti e ritriti, tipo i classici disegni di donne con una sesta di seno che stanno in copertina solo per attirare l’attenzione.
In più, anatomicamente non sono un drago, quindi ho cercato di disegnare corpi semplici e fluidi che fossero in linea con lo stile ironico delle vignette.
Sicuramente Ortolani, Zerocalcare e Fran De Martino sono alcuni dei miei punti di riferimento, sia parlando di disegno che di umorismo. Mi piacciono le vignette umoristiche dove i personaggi agiscono come se fossero persone reali, credo che sia importante che il lettore si affezioni a loro perché parlano esattamente come lui, quindi il mio obiettivo principale è creare dialoghi realistici.
Oppure, al contrario, adoro le situazioni surreali che crea Liniers nelle sue strisce o quelle di Jim Meddik in “Monty”. Strettamente al fumetto erotico sono cresciuta leggendo i fumetti di Manara, sempre apprezzandolo di più per il disegno che le storie; amo le anatomie dei personaggi di Pazienza e le storie leggere di Vittorio Giardino in “Little Ego”.

Com’è nata l’idea per questo fumetto? E in quanto tempo ci hai lavorato?

L’idea è partita da Alessio Bilotta, presidente della Slowcomix, dopo aver visto alcune mie vignette su Facebook. Sono stata fortunata perché, per la prima pubblicazione della sua piccola Casa Editrice, aveva in catalogo un fumetto erotico di altri due autori esordienti. Quindi, siccome il tema era lo stesso, ha deciso di farmi salire a bordo e mi ha dato l’opportunità di vedere che i progetti non solo sono mentali ma possono anche diventare reali, e per me è stato importantissimo. Avevo da parte una quindicina di vignette e ho deciso di arrivare almeno a cinquanta; ho iniziato a lavorare al progetto dai primi di agosto fino ai primi di settembre, e poi ho avuto un po’ più di tempo per la copertina. Sono stati giorni di fuoco!

Come ti è venuta l’idea di creare delle immagini ritagliabili?

Alessio mi ha lasciato carta bianca e ho potuto gestire il mio libro andando molto ad istinto, anche inserendoci i buoni per la coppia e facendolo rilegare con una spirale metallizzata. Ho pensato di dare la possibilità di ritagliare le vignette perché principalmente è un libro giocoso, pensato per essere passato di mano in mano; non so perché mi sono immaginata degli universitari pieni di foto e ritagli sui muri delle loro stanze… e mi sembrava che su quelle pareti ci potessero stare anche le mie vignette!

 

Il tema della sessualità non è semplice da trattare; scadere nel volgare e nello scontato è un attimo.
E’ stato facile per te sviluppare questa idea o è stato piuttosto qualcosa di “pensato a lungo”?

L’erotismo in generale per me è sempre stato un tema di cui parlare senza problemi e con le mie amiche ne parlo esattamente come nei miei disegni, mi piace che venga trattato in modo leggero e ridere di situazioni anche assurde, e prendo spunto dai dialoghi reali per i miei disegni. Il libretto è stato ragionato velocemente, in genere scrivo decine di vignette di getto e, in un secondo momento, le correggo e scrivo i dialoghi finché mi sembrano orecchiabili.
Non è nelle mie corde scrivere storie erotiche solo per parlare di sesso (tipo alla “50 Sfumature di Grigio”), in cui ogni prestazione è perfetta e basta stringersi la mano per arrivare all’orgasmo! Principalmente mi sembra che nei libri e nei film il sesso venga raccontato molto seriamente, quando invece credo che il modo migliore per farlo bene sia divertendosi. Ho mixato sesso ed umorismo per parlare soprattutto delle situazioni che si possono creare nelle coppie, cercando di trattare l’argomento in modo “terra terra” e senza mitizzarlo, sperando sempre di non cadere nella banalità e con lo scopo principale di strappare un sorriso.

 

La sessualità femminile è ancora spesso un taboo da certi punti di vista.
Era tuo desiderio portare alla luce questo aspetto? 

Assolutamente sì, volevo che il libro facesse ridere le ragazze e mettesse il piccolo tarlo del dubbio nel cranio di molti ragazzi: “Oddio, le donne parlano di sesso!”
Scherzi a parte mi meraviglia davvero molto la chiusura mentale di tante persone riguardo al sesso. Non parlo dell’atto sessuale in sé ma di come per molti sia impossibile che delle ragazze si divertano a parlare di sesso, o si consiglino su cose che non sanno fare, o che abbiano fantasie anche più spinte di quelle di alcuni uomini.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Non ho progetti “immediati”, ho tante cose che vorrei fare e non so ancora cosa diventerò da grande. Mi piacerebbe fare un “Ah, l’Amour 2”, con altri buoni omaggio e magari magliette, spillette, timbrini e giochi erotici, ma si parla del prossimo Lucca Comics ed ancora non c’è niente di certo.

Amo l’illustrazione per bambini e mi piacerebbe studiarla bene in futuro, per ora cerco di sviluppare un mio stile partecipando ai vari concorsi di illustrazione che mi sembrano ispiranti, soprattutto per arricchire il mio book.
Come sogno nel cassetto, invece, ho l’inchiostrazione: me la prendo con calma perché ho avuto un “blocco” e riprendere non è facile, ma ho avuto tanti riscontri più che positivi e prima o poi mi lancerò totalmente su questa strada!

Dove si può trovare “Ah, l’amour!”?

I fumetti sono reperibili  tramite vendita diretta scrivendo a slowcomix@gmail.com
oppure presso la fumetteria Mondi Paralleli di Prato- via Ser Lapo Mazzei n. 26

 

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