Il piccolo borgo degli illustratori: Workshop con Paolo Domeniconi a Follonica

E’ stata una settimana piena: di ore di viaggio, di avvenimenti, di cose da imparare, di persone da conoscere e da riabbracciare.
Impossibile dimenticare i giorni appena passati, uno più unico e speciale dell’altro.
Quando parto per un workshop sono sempre emozionata, non importa se devo essere allieva o insegnante, perchè in ogni caso imparerò qualcosa; quando faccio la valigia so che tornerò con qualcosa in più e la sera prima mi prende la sindrome della gita, per cui non dormo nulla.
Prima devo fare uscire i miei gatti dal trolley e, di viaggio in viaggio,
diventa sempre più difficile far loro accettare la mia partenza.
E’ stato un anno di viaggi frequenti e
lo sarà almeno fino alla prossima primavera; a questo giro tornavo nella mia amata Toscana per il corso di PaoloDomeniconi sulla pittura digitale e per mettere a calendario i miei corsi con l’Associazione Arte Invisibile di Grosseto.
Approdo a Follonica un venerdi nel primo pomeriggio, come al mio solito carica di bagagli (tutti in treno pensano che io stia traslocando), e scopro che noi corsisti saremo alloggiati in un residence davvero bello e suggestivo, perso nella Maremma toscana, con un grazioso cortile pieno di ulivi profumati dai meravigliosi tronchi contorti.
Il terrazzino del mio appartamento con giardinetto annesso perfetto per disegnare!
Uno scorcio della meravigliosa vista dai nostri appartamenti
Del resto l’occhio vuole la sua parte, se non fosse così per noi disegnatori per chi dovrebbe esserlo? :-)
Io, Ilaria e Michele siamo quelli che salgono sul podio dei primi tre arrivati e attendiamo gli altri corsisti facendo sketch all’aperto finché il tempo lo
consente.
L’aria è frizzante e carica di attesa, il cielo promette pioggia e noi restiamo in giardino finché qualcuno di noi non avverte le prime gocce sul naso e non le vede stampigliate sui fogli.
Iniziano poi ad arrivare a gruppetti gli altri corsisti e, alle nove da Modena, Paolo in persona. :-)
Scoprirò solo l’indomani che abbiamo tra noi una simpaticissima Toko Okuda che arriva a mezzanotte da Barcellona. E io che mi lamentavo di 5 ore di treno!
A cena prendiamo una pizza da asporto, scoprendo che quasi tutti beviamo solo acqua naturale e prediligiamo la margherita.
Com’è che diceva Flaubert? “Sii regolare e ordinato nella tua vita così da poter essere violento e originale nel tuo lavoro.

Mi sa che questa regola l’abbiamo fatta nostra in molti.

La lunga tavolata è animata da pettegolezzi sugli ultimi accadimenti nel nostro piccolo ambiente, dove le notizie su scuole, autori, contratti, gioie e
dissapori, corrono velocissimi.
Certo è che chiacchierarne vis à vis è tutta un’altra cosa e l’ironia di certe battute unisce e ci mette a nostro agio anche se alcuni di noi si sono appena conosciuti.
La prima sera si stabilisce già un piacevole rituale che seguirà anche nelle successive due sere: “Dopo cena da Morena per la tisana!” , che per
chiudere la giornata si rivela un modo per salutarsi, rilassarsi e darsi la buona notte.
E che, inutile dirlo, a distanza di una settimana mi manca ancora tantissimo.
Le casette sono tutte attorno a una piazzetta e si è formato un piccolo borgo degli illustratori. :-)
Sabato mattina siamo tutti puntuali, ci guardiamo cautamente attorno, il proiettore si accende mentre sistemiamo le nostre tavolette grafiche; Paolo ci tiene molto a capire l’universo stilistico di ognuno di noi e con un po’ di timidezza ciascuno mostriamo i nostri lavori e spieghiamo cosa vogliamo imparare, perché siamo lì.
Paolo Domeniconi ci fa analizzare una delle sue tavole
Non l’ho visto fare spesso agli insegnanti che ho avuto e anche se ci costringe a tirarci un po’ fuori dai nostri gusci di insicurezza più o meno palese, si
rivela già utile e istruttivo.
Guardare il lavoro degli altri è sempre un modo di confrontarsi in maniera sana, a prescindere dal livello e dagli stili scelti per il proprio disegno. E così anche parlare delle proprie scelte stilistiche aiuta a fare il punto della situazione, un po’ come quando si insegna qualcosa e lo si impara meglio di prima.
L’approccio di Paolo a Photoshop è pittorico ma nulla è lasciato al caso: è un perfezionista sotto ogni aspetto!
Grazie Cristina per aver scattato questo momento: tutti operosi!
Si prendono appunti, si fanno prove, si fanno domande. Paolo Domeniconi è un insegnante disponibile e preparatissimo e cosa per nulla
scontata, è una bella persona ed è in grado di mettere a proprio agio chiunque, dal professionista affermato allo studente timido.
Fabio e Ilaria in un momento di discussione formativa :)
Imparo tantissimo, nonostante usi Photoshop da anni il mio quaderno è pieno di appunti e scorciatoie che cambieranno radicalmente il mio approccio al disegno digitale.
Un grande valore aggiunto è rappresentato dagli altri corsisti: siamo tutti piuttosto affiatati e chi più chi meno curiosi di imparare anche da chi abbiamo attorno.
Elisa in pausa acqua!
Per quanto riguarda me nello specifico, i miei amici più stretti nella mia città non sono illustratori,
quindi per quanto possa adorarli, spesso mi manca l’esperienza di condivisione che si vive a contatto con altri
disegnatori.
Mi sento di riportare il commento di
Fabio Mancini, mio talentuosissimo compagno di corso

“E’ stato bellissimo! Qualcosa a
metà tra il villaggio vacanze e un centro di recupero in cui si è
fieri delle proprie dipendenze.”

Non avrei saputo descriverlo meglio. :D
Questi sprazzi di socialità selettiva (mi piace questo termine!) illuminano la vita dell’illustratore medio che, se non ha scelto il lavoro in studio
condiviso, è di solito nella sua piccola grotta umida a disegnare ed a rispondere ad email improbabili.
E poi quando ti ricapita più di vedere Ilaria Urbinati
che festeggia giuliva con un grosso rotolo di carta igienica in mano?
La sensazione sulla pelle è quella di massimo agio e rilassatezza, mi sento capita e nel mio ambiente naturale. “Dove hai preso il desktop di Alessandro Gottardo? Me lo passi?” “Mi piacerebbe lavorare tipo Alberto Cerriteno ma un briciolo più pittorico però sempre con quelle influenze latine” “Coooosa non hai visto il silent book di Pacheco?! Ma dove vivi!”
Impagabile.
E si scoprono sicurezze e fragilità condivise, il che aiuta a ridimensionare le une e le altre con una certa grazia.
A Ilaria non è permesso mangiare il suo gelato al forno in pace,
io e Toko vogliamo prima fotografarlo!
Quando vivo esperienze di questo tipo, così arricchenti, intense ed appaganti mi rendo conto che 4 anni ho fatto la scelta giusta, questo è ciò che
voglio fare nella mia vita. Questo è ciò che mi piace di più al mondo.
Ho passato dei mesi molto duri prima dell’autunno, che hanno messo a dura prova l’amore per ciò che faccio. Ma si sa, gli amori più forti non sono scevri da prove da affrontare.
Essere arrivata a questo workshop e averlo vissuto con questo spirito mi ha confermato che tenere duro ne è valsa la pena: il disegno è la mia dimensione. Una vocazione? Marc Boutavant lo definisce tale. Non riesco a dargli del tutto torto.
Mi è già capitato di esortare chi si avvicina all’illustrazione e al disegno in generale a non estraniarsi, e sono qui a ribadire lo stesso concetto.
Il disegno vive in due momenti: la solitudine al tavolo da disegno e quello in cui ci si confronta e conosce. Non sottovalutate nessuno dei due.
Anche del buon vino bianco non va sottovalutato
in una cena fra illustratori :)
Siate curiosi, guardatevi attorno.
La creatività è qualcosa che scorre di persona in persona: non bloccatela. Fatela fluire. Vi tornerà indietro tutto. :-)
Due giorni passano in fretta…
Saluto i miei preziosi compagni; spero di rivedere molti di loro presto, magari pronti per qualche nuova avventura nel nostro percorso artistico. Le strade si separano, per poi incrociarsi di nuovo prima o poi.
Ringrazio Teresa Alberini per aver organizzato questa bellissima esperienza per tutti noi!
La malinconia mi investe già il lunedi mattina chiudendo la valigia e partendo alla volta di Grosseto, dove mi aspetta una città di cui mi sono innamorata lo scorso maggio tenendo il workshop sullo storyboard nel libro illustrato.
Ho ancora negli occhi le bellissime
immagini di Paolo, le nozioni che non vedo l’ora di sperimentare a casa.
Ma ritrovo il calore di una città che sa sempre farmi sentire a casa.
Castiglione della Pescaia, Grosseto – Maggio 2013
E’ una Toscana un po’ meno famosa (tutti pensano sempre istintivamente a Firenze: per quanto sia magnifica la Toscana non finisce lì, per fortuna) ma meravigliosa con le sue colline aspre, le mura medicee che non hanno nulla da invidiare a quelle della cugina più famosa Lucca, le palme nel centro storico, i balconi Liberty e le persone che girano quasi sempre in bicicletta.
L’aria è pulita; da milanese non ci sono abituata; mi stupisco di sentire i grilli la notte, in ottobre, del profumo dei pini marittimi che si sprigiona dopo i forti acquazzoni.
Sembra impossibile sia un cielo di ottobre dopo un temporale :)
Una mattina sono in albergo a lavorare e mi consegnano delle splendide rose: non mi era mai capitato in 29 anni.
Me le manda una signora che segue da tempo i miei lavori e vorrebbe farsi dedicare un mio libro illustrato uscito in Francia.
Mi si stampa in faccia un sorriso incredulo per tutta la giornata e la fragranza di rose riempie interamente la mia camera.
Grazie Elena!
Non posso fare a meno di
guardarle mentre scrivo il materiale per i prossimi corsi. Ogni tanto ci immergo la faccia…
E’ veramente un’emozione grandissima.
Sono una perfetta signora Nessuno, ma quelle rose mi fanno capire che qualcuno sente i miei disegni, che sono
riuscita a dare qualcosa. E’ impagabile.
Sono a Grosseto per incontrarmi con
Marco Cappuccini e sua moglie Susanna di Arte Invisibile, Roberto
Ricci, Laura Iorio e Andrea Alemanno.
Facciamo quello che preferisco:
pianifichiamo corsi (e parliamo di illustrazione ovviamente!) davanti
a del buon cibo, in un’atmosfera rilassata e a questo
giro con la straordinaria partecipazione di un bel caminetto
crepitante. Fuori una leggera pioggerella inumidisce la
dolcezza di un vitigno. Sono quei momenti in cui capisci che basta
poco per stare bene: i 5 sensi ci regalano cose
straordinarie, non vanno sottovalutati.
Ieri mattina prima di partire sono tornata a visitare una libreria nel centro storico di Grosseto, che trovo deliziosa: Madama Doré.
Olivia e Petra sono appassionatissime di libri per l’infanzia e hanno un gusto sopraffino, tanto che non esagero se dico che ogni volta che torno in quel
negozio mi sento un po’ in Francia: albi di grandissima qualità e articoli per l’infanzia che spesso mi trovo ad acquistare io stessa (come un bellissimo caleidoscopio coi vetrini, che non si trova in giro da parecchio tempo!) il tutto immerso in un mare di colori.
Come dicevo l’occhio vuole la sua parte, e loro lo sanno molto bene.
Esposizione di originali al Comix Café di Grosseto
Prima della partenza faccio un salto al Comix Cafè, fumetteria e coffee shop in Piazza San Michele, dove Giulio si ricorda sempre di me e dove i panini portano i nomi dei fumetti. Prendo un Ranma senza prosciutto e purtroppo scappo in stazione per tornare a Milano. Ad aspettarmi c’è un bel temporale.
Ma sono talmente saziata di cose belle e buone che i miei sensi rimangono deliziati ancora a lungo.
Non vedo l’ora di sperimentare tutte le cose nuove che ho imparato, di rivedere i miei compagni, di tornare in Toscana nonostante un anno con la valigia perenne mi abbia decisamente provata.
E mentre stendevo questo articolo non ho potuto fare a meno di pensare quanto sia fortunata a fare un mestiere che amo, anche se costa tanti sacrifici
rispetto a un lavoro canonico, e fortunata anche a conoscere persone così interessanti e spesso umanamente ricche.
L’effetto farfalla ha portato la mia vita su strade impervie, ma in cima la vista leva il fiato.
E ho anche delle belle persone con cui condividerla. Il che è ancora più importante.

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    1. AlmaCattleya 11 ottobre 2013
    2. Susanna Fierli 12 ottobre 2013
    3. Maria Elena Gonano 12 ottobre 2013
    4. Nino Acoto 12 ottobre 2013
    5. Ila 14 ottobre 2013

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