Fumetto
Asterisk “Vintagismi” una piccola graphic novel sulle dolcezze dell’infanzia
21/05/2013 Morena Forza in Fumetto / 4 responses

“Piccole grandi emozioni”: così io intitolerei la raccolta di ricordi contenuti in “Vintagismi” di Ilaria Urbinati edito da Compagine in uscita al Salone del Libro di Torino 2013.
Un libricino leggero e arioso come l’atmosfera che si crea pensando, in genere, alla propria infanzia.

Ilaria Urbinati è nata come me nel 1984 e i ricordi che ha raccolto in questa piccola graphic novel partono dal 1987, passano per le audiocassette registrate dalla radio, i divani a fantasie psichedeliche degli anni Settanta (con quei temibili arancio e marrone che erano una costante in qualunque casa del tempo), i pantaloni con le toppe e i sandali con gli occhietti, ma anche per certe piccole enormi conquiste in mezzo alla natura.

Io e Ilaria abbiamo tenuto un workshop a Roma la scorsa settimana; così, finalmente in relax, ospiti a casa di Elisa, ci siamo messe a parlare di questo libro che sarebbe stato presentato al Salone del Libro di Torino.
Quindi ho pensato di farle delle domande su questo progetto, nato totalmente dalla sua matita.
Chiunque abbia provato a disegnare le proprie storie, di qualunque tipo siano, sa che c’è tanta carne da mettere al fuoco quando si concretizzano i propri pensieri su carta in parole e disegni.
A me viene sempre una voglia irrefrenabile di fare domande per sapere “cosa c’è dietro” a un progetto artistico. Nasce spontanea.
Oltretutto in alcuni spaccati, questo libro mi ricorda la freschezza di Stefi di Grazia Nidasio che io adoravo proprio da bambina, e a tratti si riesce a percepire che Ilaria è stata ghiotta di storie illustrate da Quentin Blake.

M: Ilaria, quando hai cominciato a pensare che i ricordi della tua infanzia potevano costituire un potenziale libro? Com’è successo?
I: E’ successo in modo particolare: da più di un anno, ogni tanto, pubblicavo dei “vintagismi” sul mio blog e mi ero accorta di quanto i lettori condividessero questi ricordi, nello stesso periodo molti colleghi e amici mi spronavano a scrivere, a realizzare qualcosa di più personale… é stato così che ho preso coraggio e ho proposto all’editore la raccolta.

M: Il tuo primo libro da autrice. Quanto è stato difficile, in termini creativi ed emotivi, pensare di essere anche autrice di un libro? Hai avuto incertezze nel pensare di rivestire anche questo ruolo?


I: E’ stato difficilissimo! Non mi sentivo un’autrice e non sono mai stata una persona col ”romanzo nel cassetto” e questo mi ha frenata tantissimo. Ho avuto una marea di incertezze e dubbi e ho pensato molto al libro prima di metterlo su carta, ho risolto il blocco cercando di non pensare troppo che era il mio esordio come autrice, lavoravo come sempre, anche se sapevo che questa volta c’era qualcosa di più in ballo.

M: Impossibile non sorridere sfogliando le pagine di “Vintagismi”. Molti di noi che sono stati bambini e ragazzini alla fine degli anni Ottanta e negli anni Novanta si riconosceranno nei pantaloni con le toppe, le orrende felpe con colletto e bottoncino, le ciabattine con l’elastico al tallone.Hai percepito una forte necessità di condividere questi ricordi in un libro. 
Fino al giorno in cui hai pensato di creare questa raccolta, ti è capitato spesso di parlare della tua infanzia?

I:  In realtà non mi capitava spesso di parlare di queste tematiche, anzi! Di solito sono cose personali che non si condividono molto “a parole” molte persone dicono di non ricordarsi molto di quando erano bambini, forse davvero, forse per pudore. Io ricordo moltissime cose con nitidezza e non mi sento così diversa dalla bambina che ho raccontato nel libro: sono sempre io!

M: La nota più bella di tutto il libro, che crea un vero e proprio leitmotiv secondo me, è il modo in cui mischi ricordi legati alla realtà e quelli legati più a certe avventure “immaginarie”.
Da bambini poi molte avventure sono tali solo nella propria testa: ostacoli insormontabili, piccole e grandi vittorie di tutti i giorni.
Che ruolo ha l’immaginazione nel tuo quotidiano come adulta?

I: L’immaginazione continua ad avere una grande ruolo nella mia vita: nel quotidiano continuo a trovare soprannomi a cose, animali e persone ad avere ostacoli insormontabili del tutto personali e a vivere a volte le cose banali come una grande avventura, raccontando episodi minimi e “scemi” con grande epica: son fatta così! Nello stesso tempo però continuo ad essere una “brava bambina” essere fantasiosi per me non è un alibi per essere superficiali o inaffidabili, anzi!

M: “Rimasi lì, terrorizzata ed euforica stupita dal mio stesso ardire”. Questa è sicuramente una delle mie pagine preferite.
I consigli dei genitori iperprotettivi (spesso e volentieri le mamme) tendono a renderci titubanti da bambini come da adulti.
Quanto nella tua vita “da grande” (scusa, “adulta” mi metteva un brivido poco piacevole) e da disegnatrice in particolare, ti sei trovata ad affrontare salite azzardate come la roccia nel tuo libro?

I: Sempre. Sopratutto nella mia vita di disegnatrice e persona grande! Questa è una cosa che mi ha stupita di me stessa, con un carattere abbastanza tranquillo e una profonda paura di tutto quello che è nuovo e imprevisto, nella mia vita ho fatto scelte abbastanza coraggiose e controcorrente: una su tutta perseguire la mia carriera di illustratrice nonostante gli inizi durissimi e le molte perplessità di quasi tutte le persone che mi circondavano. Ora sono felice delle mie scelte (stupita dal mio stesso ardire!) ma qualche anno fa ho Dovuto trovare molto coraggio per perseguirle.

M: Se dovessi scegliere il tuo ricordo preferito all’interno di questa raccolta?

I: Almeno due! La mitica Nonna Catterina e le sue mirabolanti avventure e l’allevamento di lumache in giardino.

“Vintagismi – Detti anche ricordi”
di Ilaria Urbinati, Edizioni Compagine Torino
in tutte le librerie!

(La mia copia autografata :) )

Condividi su:

Dai un'occhiata anche qui:

Commenti

commenti

Separator

4 comments on ““Vintagismi” una piccola graphic novel sulle dolcezze dell’infanzia

  1. a torino non ci sono stata, ma ho visto la copertina di questo libro in alcune foto sui blog che seguo, dei fortunelli che hanno avuto modo di andare al salone del libro, e me ne sono innamorata. e poi, visto che il tratto mi ricordava qualcosa, ho capito pure cosa mi ricordava.
    questa breve e bellissima intervista mi ha messo ancora più voglia di procurarmi il libretto prima possibile, sembra davvero molto molto bello e delicato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *