Se c’è la passione. Il disegnatore che non deve chiedere… mai!

Se c’è la passione, tutto il resto passa in secondo piano.
Questo vale per le persone, gli interessi, gli eventi della vita.
Ma la vita costa.
E ci fanno credere da subito, da prima che iniziamo a farci idee strane, che con la passione non si vive. Anzi, se fai un mestiere che ti piace e che è persino la tua passione, hai qualcosa che non va, non è giusto, devi sentirti in colpa.
Si tiene spesso una sorta di cilicio morale nel caso qualcuno sia contento di ciò che fa.

Inoltre, se per mestiere sei disegnatore non devi chiedere mai.
Ti piace disegnare? Sì. Quindi se ti dico di farlo gratuitamente, dovresti essere comunque contento dell’immenso onore di cui ti ricopro.

Ultimamente poi c’è una moda (non credo tutta italiana, ma per quel che vedo qui sta prendendo molto piede e non mi stupisce) per cui chi cerca lavoro gratuito non si fa nemmeno in quattro per trovare chi REGALA il proprio tempo e il proprio operato, le proprie idee e i propri sforzi.
Troppo faticoso anche cercare.
Allora, diciamo, possiamo indire un e-recruitment, perchè di questo si tratta, e dargli il nome di concorso.
Chiamiamolo concorso e fingiamo che lavorare gratis per noi sia la vincita! Senza pagamento, ma con il credito del proprio nome sulla locandina/copertina/viadiscorrendo.”

E arrivano come le galline all’ora della distribuzione del grano, le avete mai viste?

La gente sgomita in nome di non si sa bene cosa.
Le galline sono ghiotte di grano e hanno la pancia piena. Un disegnatore a regalare un proprio lavoro cosa ci guadagna?
La visibilità, forse qualcuno che legge l’ha appena pensato.

Va bene, ve la dò buona: analizziamo la visibilità.

Alexandra Arango

 

Esce un libro autoprodotto, diciamo con una distribuzione di massimo 500 copie.
Mal distribuite, probabilmente. Comprate da amici e parenti, ancora più probabilmente.
Esce la locandina di un evento. Un concerto, una piece teatrale, un salone, un mercatino…
Vi fanno disegnare la vetrina di un negozio gratis. Ma la vetrina è proprio grande, sai quante persone vedono il disegno!

Ok.
E dopo, chi si chiede chi ha disegnato questo prodotto?
Ve lo dico io: nessuno.
Lo so, lo so che suona amaro, cattivo, cinico, spietato. Ma non frega niente a nessuno.
Lo sapete che persino nell’albo illustrato, sono pochi gli acquirenti che statisticamente si interessano a chi ha disegnato la storia?
E parliamo di libri comprati. Di illustratori pagati.

Chi si mette a chiedere chi ha disegnato una copertina gratuita o una vetrina gratuita?
E quand’anche qualcuno lo chiede, si aspetterà un lavoro gratis.
L’ho sentito io stessa dire da un negoziante (un negozio di Belle Arti, tra l’altro!) “L’ha fatto xyz, ho ancora il suo biglietto da visita. Me l’ha fatto gratis, chiamalo!”
Secondo voi chiameranno quel disegnatore per un lavoro retribuito?
Non ci crede nessuno.

A me come disegnatrice è capitato di lavorare per beneficienza. Ho donato delle stampe per delle cause che sentivo vicine (bambini con handicap, gattili, ecc) ma mai nessuno ha sindacato su cosa e quanto dovessi donare.

Se vi danno un sacco di coordinate su cosa stanno cercando, non è un concorso, è un e-recruiting. Aprite gli occhi.
Per un lavoro che NON intendono pagarvi.
E sapete che c’è oltre a questo?
Che pagheranno autori, editor, impaginatori, letteristi, tipografi, distribuzione, ma poi vengono a dirvi che “non è stato previsto un budget” e quindi no, l’illustratore o il fumettista non possiamo proprio pagarlo.

Su un famoso blog antibufala (che seguo da anni) stanno promuovendo proprio un e-recruiting, con tanto di immagini reference.
Quando io e altre persone facciamo giustamente notare che è ora di finirla di risparmiare sempre sul disegnatore, mi viene risposto “Allora qui non ci venire più”. Devo dire che da un giornalista di 50 anni mi aspettavo un’argomentazione e una comprensione un po’ più ricche. Un vero peccato.
Qualcuno obietta “Ognuno del suo lavoro fa cosa vuole”. Ci mancherebbe.
Ma non si favorisce certo la mentalità per cui chi si occupa di Arti Visive è una persona che lavora. Per cui se poi non riuscite a farvi pagare per ciò che fate, non andate a piangere e accendere ceri votivi, è quello che avete voluto.

Ci tengo inoltre a fare sapere che ci sono immagini free da utilizzare, e banche immagini stock con prezzi davvero abbordabili, se si vuole qualcosa a basso costo.
Ma chiedere lo studio di un’immagine è ridicolo, e non si pretenda poi di non fare infuriare chi si occupa di questo mestiere.

Sempre questo giornalista, commenta che anche lui in prima persona redige diversi blog senza essere retribuito, quindi per coerenza non dovrei neppure leggerli.
Sorrido.
Sorrido perchè…
Anche io non vengo retribuita da nessuno per scrivere i miei articoli, recensire libri, informarmi sui concorsi (e a volte scrivere anche email richiedendo informazioni che non sono utili a me in prima persona) andare alle mostre, cercare collaboratori per recensire saloni, fiere, workshop.
Però non mi è mai passato per la mente di incentivare il lavoro gratuito solo perchè per passione io redigo articoli gratuitamente.

La coerenza a tutti i costi può risultare con l’essere qualcosa di molto stupido.

Con passione e amore per questo mestiere,
Morena.

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    1. Strix 12 marzo 2013
    2. Daniele 12 marzo 2013
    3. Zanoni Elisa 12 marzo 2013
    4. piccikka 12 marzo 2013
    5. Piero 12 marzo 2013
    6. AlmaCattleya 12 marzo 2013
    7. Gaia Marfurt 13 marzo 2013
    8. Monica 25 marzo 2013

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