CreativitàProfessione DisegnoVarie
Asterisk Concorsi
18/12/2012 Morena Forza in Creatività / 9 responses

Chi si occupa di illustrazione per l’infanzia e partecipa a delle selezioni, se ne sarà accorto… :D
(Guest star, uno dei miei gatti)

Condividi su:

Dai un'occhiata anche qui:

Commenti

commenti

Separator

9 comments on “Concorsi

  1. Pensa che per propormi alla Fiera di Illustrazione per l'Infanzia ho patito parecchio: avevo paura che i miei disegni erano troppo forti per dei bambini finendo che mi sono ridotta proprio negli ultimi giorni.
    E anche a me sono capitati casi particolari. il tema di un concorso di pittura era "Corpo a corpo" e ha vinto il premio massimo un quadro raffigurante la scatoletta di una crema corpo esistente perché era un esempio di pop art.
    Poi in un altro concorso il tema era "luoghi dimenticati" e io mi sono fatta un viaggio immaginando un'Alice vecchia che ritornava con la mente nel Paese delle Meraviglie con il Bianconiglio venuta a prenderla e in una finestra c'erano lo Stregatto, la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto.
    Vado lì e vedo un'infinità di persone anziane. Solo io e un mio amico eravamo gli unici giovani. Niente da dire, ma tutto quello che avevano portato era campagna, campagna e campagna. Mi è sembrato di ritornare al concorso di Telethon che ho fatto alle medie dove molti disegni erano scandalosamente simili.

  2. Poco tempo fa ho contattato un editore inglese, una gran brava persona. Lui pubblica delle riduzioni di classici, e tra l'altro è da poco uscito l'Inferno di Dante illustrato da un'illustratrice italiana. Io gli ho mandato un'immagine per un ipotetico "I Promessi Sposi", con Renzo e Lucia. Ho fatto un paio di prove, ma lui voleva qualcosa di più "duro" e angosciante, che esprimesse le tante cose brutte del periodo in cui è ambientata la storia. Per lui le mie immagini erano troppo "bambole". Non gli ho dato torto. Ho cercato di cambiare stile ed ho provato a rappresentare il pezzo più toccante del romanzo: quando una mamma esce di casa e va a deporre la sua bimba morta di peste su di un carro che raccoglieva i cadaveri! A momenti rovinavo la tavoletta grafica con le lacrime per la tristezza! Lo schizzo l'ho lasciato lì…non sono riuscita a finirlo. Non so. Mi sento un po' come se avessi perso una sfida. Magari prima o poi ci ritornerò sopra. Questa cosa però mi fa riflettere molto. Io sono Gaia di nome e di fatto, sento il bisogno di rappresentare le cose buffe, le cose divertenti. Vuol dire che non sono completa come illustratrice? Vuol dire che tutti mi prenderanno sempre come una vispa teresa vuota e superficiale perché non me la sento di rappresentare il dolore? Non sono professionale? Oppure, visto che mi riescono meglio le cose buffe…devo semplicemente prendere un'altra strada? Un caro saluto e Buone feste a tutti!

  3. Ciao Morena, propio vero!Non riesco a capire però la motivazione, sopratutto nei concorsi. Cerco di spiegarmi..se può avere un significato all'interno di un libro, fare si che il lettore, anche se piccino, possa porsi dei quesiti, compiere un percorso…per i concorsi non ne vedo il motivo. Se per alcuni temi, delle illustrazioni macabre, possono sembrarmi un "gioco geniale" nella maggior parte dei casi mi sembrano solo di cattivo gusto. Non so, probabilmente mi sfuggirà qualcosa.. ;)

  4. L’ho vista adesso….dopo 5 anni… :) ma è meravigliosa!!!! Lo penso da tanto di quel tempo! Si tratta di uno di quei fenomeni che mi abbattono e al tempo stesso mi stimolano a non mollare: sarà una raffinata tecnica motivazionale per illustratori?!?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *