Vincere piace a tutti

E’ un fatto assodato: vincere piace a tutti.
Al creativo medio, poi, piace pure di più che agli altri.
E’ semplice e lineare: ciò che facciamo è ciò che amiamo, su ciò che produciamo artisticamente proiettiamo noi stessi.
E quando si vince ad una selezione la soddisfazione è tanta perchè il nostro prodotto artistico ci riflette.
E’ lo stesso motivo per cui una critica a un disegno ferisce, spesso, chi l’ha realizzato.

Non c’è nulla di sbagliato.
Fino qui.

L’anno scorso sono stata selezionata per tre concorsi diversi. Ovviamente è stato piacevole e balsamico, specie per il periodo di stanca che attraversavo.
Uno dei lavori con cui ho vinto una selezione aveva anche un’impronta emotivamente molto personale ed intima, quindi la soddisfazione è stata tanta.
Vincere piace a tutti: ma non vincere non è perdere. E’ solo non vincere, in molti casi.
I concorsi costituiscono uno di questi casi.

Mi rendo conto che alcune persone danno ai concorsi un peso eccessivo.
Affrontano cioè i risultati delle selezioni con troppo stress e dando un’importanza spropositata ed esasperata alla partecipazione a un concorso.

I selezionati 2012 per la Mostra di Bologna
foto di Lianne Harrison

Infatti ogni anno, e dico ogni anno per dire proprio “ogni anno”, non “ogni tanto in senso figurato”, la dinamica post selezioni per i concorsi è questa:
1) Partecipazioni in massa (fin qui, tutto bene)
2) Attesa spasmodica dei risultati della selezione (Io di solito non mi ricordo più dell’esistenza del concorso finché non esce la selezione…Ma vedo che molti stanno li e fremono, nemmeno stessero aspettando un premio di venti milioni di euro)
3) Polemica post selezione!
SEMPRE. SEMPRE POLEMICA.
La polemica è sempre incentrata sugli stessi punti cardine:
– “Premiate sempre solo la tecnica”
– “Non è giusto, si deve premiare il talento” (peccato che il talento sia qualcosa di ineffabile. Parlare di talento è come discutere di quanti angeli possano danzare su uno spillo: nel Medioevo ci passavano le ore a discuterne seriamente!. Se ne straparla davvero troppo, giustificando magari una tecnica ancora acerba con “però io ho talento!” “dovete premiare il talento!”)
– “Vincono sempre gli stessi!”; Dove “gli stessi” non sono colossi dell’illustrazione, anche perchè quelli di solito fanno parte, sorpresa!, delle giurie.
Gli “stessi” sono persone che magari hanno vinto un paio di anni prima. Ma anche io sono rientrata nella categoria de “gli stessi” come se avere Roba da Disegnatori mi desse non so quale notorietà come artista e quindi mi dovrebbe far sentire in dovere di non partecipare ai concorsi. Vaglielo a spiegare a quelli che commentano sotto la mia illustrazione che io sono una perfetta signora nessuno.
– “Ce n’erano di più belle!” (è soggettivo. E comunque per esempio, SCOMMETTO che tra le più belle c’era la vostra? Un minimo di autocritica: ne siete davvero sicuri?)
– “Avete scelto quelli di livello altissimo, a questo punto non aprite le partecipazioni anche ai non professionisti”. E perchè mai? Ci sono disegnatori che non esercitano la professione ma sono molto più bravi di tanti professionisti, è giusto partecipino anche loro. Quale sarebbe il problema? Che vincono prodotti artistici qualitativamente alti? Ma tu guarda, in teoria a un concorso funziona così.

Un concorso andrebbe intrapreso come uno spunto.
Che so, quando non si ha in mente nulla e si ha bisogno di un tema, per esempio.
Oppure, quando si è fermi sulla stessa tecnica da molto e si vuole sperimentare qualcosa, fornisce un buon pretesto.
O ancora, se un tema tocca così tanto nel profondo che fa venire l’ispirazione.
In parole povere, non partecipate per vincere, partecipate alla leggera: divertitevi.
DIVERTITEVI.
Vi prego. Divertitevi.
Se vi scelgono, congratulazioni.
Se non vi scelgono, non è cambiato nulla.
Avete davvero bisogno di sentirvi il “bravo bravo” per disegnare?
Il disegno è qualcosa che parte da dentro, non da fuori.

Vincere piace a tutti.
Ma la prima cosa che deve piacere è disegnare.
E le selezioni invece che darvi l’ulcera potrebbero insegnarvi qualcosa, invece che tirare fuori lo sfigato polemico che alberga in ognuno di noi.
Guardate chi ha vinto: chiedetevi DAVVERO il vero PERCHE’ che l’ha portato a vincere.
Che non sia “sempre i soliti” “è solo fortuna” “non premiano il talento” (ah per favore, ‘sta scusa del talento è talmente da sfigati!).
Magari scoprite che quelle persone hanno vinto perchè, guarda un po’, SONO BRAVE! :D

Magari vi rendete conto che per voi in questo momento, è più importante sentirsi dire “bravo bravo” che disegnare. Avete perso di vista la cosa importante. La vostra attività creativa.

Riporto un paio di frasi a sostegno di questo mio punto di vista in merito:

“Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la nostra paura di sbagliare.”
J.C. Pearce

“Prendi in mano la tua vita, e che cosa succede? Una cosa terribile: non c’è più nessuno da incolpare.”
E. Jong

Le ho stampate e tenute a portata di mano per settimane finché non le ho assorbite.
La seconda è difficile da digerire, però sì: è veritiera.

Tornate a disegnare invece che farvi il sangue amaro perchè non si parlerà della vostra illustrazione per quella settimana “di gloria”: spenderete meglio il vostro tempo!
Ve lo dice una che ha già vinto delle selezioni: fanno piacere, e nulla più.
Non cambiano la vita. :)
Buon disegno.

P.S
Anche Davide Calì per RDD aveva scritto un post sui concorsi, dateci una letta. ;)

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    1. moon 20 settembre 2012
    2. IllaT 20 settembre 2012
      • ilbassottochedigitadal762010 20 settembre 2012
    3. Clyo 20 settembre 2012
      • ilbassottochedigitadal762010 20 settembre 2012
    4. Tenaga 20 settembre 2012
    5. MEG 21 settembre 2012
    6. Ila 21 settembre 2012
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    7. Gaia Marfurt 21 settembre 2012
      • ilbassottochedigitadal762010 21 settembre 2012
    8. Raffaella Ciacci 22 settembre 2012
    9. Pipa 23 novembre 2012

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