Una svolta al mio blocco creativo: potrebbe servire anche a voi?

La creatività non si ferma mai ad una sola via di espressione.
Trovato un mezzo ne cerca un altro e un altro ancora.
Quante volte abbiamo padroneggiato qualcosa e la soddisfazione è durata quel tanto da dire “evviva” per poi voler subito fare qualcosa d’altro perchè ormai ci si annoiava?

Quante immagini abbiamo ritagliato dalle riviste o salvato da internet sapendo che ci avrebbero ispirati, per poi scoprire che non bastavano? O che tempo dopo non ci trasmettevano più molto.

Quante volte abbiamo avviato una playlist o comunque delle tracce in cerca di quella sensazione che ci permettesse di spiccare il volo più che alto che la nostra immaginazione riuscisse a concepire? Per poi scoprire che nonostante avessimo 200 tracce, nessuna era adatta.

Quando non c’è la scintilla non c’è.
E arriva il momento di fare ricerca. Di esplorare.
Di provare nuove strade non conosciute.

Ultimamente a me piace scrivere.
O meglio, ho ricominciato a scrivere: in effetti da bambina la seconda cosa che preferivo era scrivere (dopo disegnare) e la terza era suonare e cantare.
Senza accorgermene mettevo via le mie storie, non avevo il coraggio di mandarle in giro. Poi mi sono detta: ma perchè? Non è quello che io dico sempre di non fare con i portfoli? Qual’è la differenza?
E così ho mandato qualche storia in giro e una per ora è piaciuta. Pare verrà pubblicata. Il mio secondo sogno di una vita: essere autrice.
Ma mi piacerebbe raccontarvi cosa c’è dietro la svolta: un libro.

Un libro che ho poi scoperto essere famoso (almeno di nome, non tutti l’hanno letto) e io non avevo mai sentito nominare.
L’ha consigliato Anna Castagnoli durante la conferenza alla Fiera di Bologna di quest’anno e per me è stata una manna dal cielo.
Il blocco creativo che mi attanaglia da gennaio ce l’ho ancora (sono sei mesi sì, sono tanti sì, sto lavorando sì, ma è ancora lì, assolutamente sì) e sto iniziando a capire soltanto ora come risolverlo.
Prima ho finito di leggere questo libro, poi ho cominciato il programma.
Ero scettica, del resto è la mia natura e chi mi conosce lo sa bene (per esempio quando mi consigliano un film o un telefilm: prima che io pensi di guardarlo passeranno mesi, non perchè non mi fidi ma perchè sono scettica, appunto) e infatti con scetticismo ho detto “hm vabbè, tanto cos’ho da perdere, tanto ormai sono bloccata.”

Visto che a me è così utile ho pensato non solo di recensirlo ma di commentare il programma e come lo sto affrontando, sperando di aiutare altre persone bloccate con la propria creatività.
La creatività è un’energia fortissima, enorme, è il potenziale per eccellenza, è tutto ciò che può fare e diventare, il problema è che si inceppa, o meglio si inceppano i meccanismi interiori mediante i quali la si fa funzionare.

Siccome come dicevo, io sono un San Tommaso e volevo prima sperimentare che funzionasse, ho fatto degli esercizi in disordine ma posso già dire che alcuni funzionano anche senza rispettare cronologicamente il programma dato dall’autrice.

Uno di questi è ascoltare una traccia assolutamente strumentale (le parole distraggono, e così la voce) e riuscire a immaginare una situazione su cui calzerebbe.

Ve ne propongo una che ritengo essere eccezionalmente meravigliosa, ma potete farlo con tutti i tipi di strumentale che volete ovviamente, questo è solo il mio esempio.

Eccola:
riuscite a cogliere come nel corso di quei minuti cambino i mood?
Provate a pensare cosa vi suggeriscono. Io ho VISTO nella mia testa delle scene talmente particolareggiate che ad un certo punto mi sono messa a scrivere. Non stavo più “inventando”, ma raccontando qualcosa che in qualche modo accadeva. C’è una bella differenza. Scrivere così è inebriante. Lo auguro a tutti e così vale per il disegno.

ai prossimi post! :)

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    1. AlmaCattleya 23 giugno 2012
    2. Ila 23 giugno 2012
    3. Elisa Moriconi 23 giugno 2012
    4. Fabrizio Guerrini 24 giugno 2012
    5. Bogdan Lewandowski 24 giugno 2012
    6. Gaia Marfurt 24 giugno 2012

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