Fumetto
Asterisk Elena Mirulla ci racconta del nuovo Crazy Tribe a Torino Comics 2012
25/03/2012 Morena Forza in Fumetto / No comments

Elena Mirulla è una giovane fumettista genovese, autrice di uno dei fumetti che tengo sempre in bella vista su una delle mie librerie per i momenti tristi: Crazy Tribe. 
Esilarante, leggero, un western ciccioso e ricco di anacronismi, è un fumetto per tutti.
Torino Comics 2012 (13-14-15 aprile) la vedrà presentare l’ultimo volume della saga, dove, parola sua, ne accadranno delle belle.
Vediamo cosa ci racconta.

RDD: Ciao Elena, conosco bene i tuoi lavori, ma per chi ancora deve scoprirli, presentati e parlaci un po’ di come è nato Crazy Tribe tra i tuoi progetti.

E.M: Ciao a tutti! Sono una fumettara genovese di 29 anni, ho lavorato per diverse case editrici ma la mia maggiore fonte di collaborazione è l’associazione culturale Alex Raymond (Cronaca di Topolinia)… Crazy Tribe nasce nel 2006 inizialmente come parodia di un vero e proprio fumetto western realistico, nato da un’idea di Salvatore Taormina, “Than Dai”. Poi però, a parte alcune tracce, Crazy Tribe si è discostato quasi completamente da Than Dai, ottenendo una vita e una storia propria.

Quali sono le tue maggiori ispirazioni nel fare fumetti e in particolare in Crazy Tribe?
Senza dubbio il genere umoristico demenziale… Per esempio film tipo “Balle spaziali”, “Una pallottola spuntata”, “Fantozzi”… Il West in Crazy Tribe è solo uno sfondo, ma il genere è senz’altro umoristico…

All’interno delle storie appaiono sempre delle “Partecipazioni speciali” spesso contemporanee, che aiutano il lettore a sentirsi in qualche modo parte delle esilaranti avventure dei protagonisti di Crazy Tribe.
Hai deciso questo metodo o è stato il risultato naturale della tua narrazione?

Di solito sono piuttosto istintiva quando faccio una cosa, quindi direi che è un risultato naturale della narrazione che ho voluto proporre. Trovo che mettere elementi o personaggi anacronistici dia un senso di assurdo e quindi di divertente all’interno del mio fumetto.


Non posso fare a meno di notare la somiglianza con Belle, carina, simpatica, grintosa e pasticciona. E’ volutamente il tuo alterego in un non troppo lontano Far West?

Ahah, me lo dicono tutti! Belle probabilmente mi somiglia di più fisicamente (anche se non ho un testone gigante, lo giuro!) e un lato del suo carattere probabilmente mi rappresenta, cioè quello più spontaneo, istintivo, forse anche un po’ ingenuo. Ma ritengo che ogni personaggio mio abbia qualche cosa di me perché ogni autore mette del proprio nel suo lavoro… Almeno, io sì! Belle è più facile da identificare in me ma è solo un mio lato… Anche la stessa Lin Sei ha degli aspetti del mio carattere (non certo la cucina, in quello sono negata proprio come Belle, ahah)!

E cosa ci racconti degli altri protagonisti? Sono in verità ispirate a persone della tua vita?
Qualcuno si, in parte… Come tutti i miei personaggi sono dei “Frankenstein”, dei puzzle di persone che conosco, di me, di pura invenzione e di personaggi famosi, magari… Il buon Brad Figus, per esempio, è sfacciatamente nato per essere una parodia dei “belloni”, come il (gnam) bel Brad Pitt.


Ti piace il genere Western in fumetti e film di solito?

Sì, anche se non tutto. Mi piacciono molto i cowboy e gli indiani pellerossa però, sbav! Un film che adoro è “L’ultimo dei Mohicani” e il nostro Than Dai è abbastanza ispirato al protagonista (oltre che a Fonzie)!


Quanto ti prende in termini di tempo la fase di ricerca e referenze rispetto al resto della lavorazione dei tuoi fumetti e di Crazy Tribe in particolare?

Molto poco, ahime. Sono pigra! Certo, come tutti mi faccio la mia minima ricerchina e mi salvo nella mia cartella le immagini di riferimento, ma purtroppo generalmente parto come un carro armato e disegno a naso, mentre dovrei di certo soffermarmi di più su del buon materiale di ricerca…

Come vivi il mestiere di fumettista? O di fumettara, come ami chiamarlo tu? Pro e contro di questo affascinante mestiere?

Io dico “fumettara” invece che “fumettista” perché quasi sempre il “ara” viene visto come dispregiativo, come se fare fumetti fosse una cosa per dementi e bambini, senza un briciolo di connotazione artistica. Io invece sono fiera di fare fumetti. Quindi, proprio per un atto di ribellione mi auto-nomino fumettara, e ne sono orgogliosa!

I Pro: fare il lavoro che ami, che è la tua passione fin da bambina, che ti permette di esprimere te stessa, che ti fa viaggiare nella fantasia e che ami visceralmente. Anche poter lavorare a casa non è male, eheh! Specie se fuori piove e tu sei a casuccia con un the caldo e disegni in pigiama! Essere libera di gestirti il tempo…

I Contro: il tempo se non lo gestisci bene è un’arma che ti si rivolta contro e spesso io finisco per sprecarne troppo e poi dover fare le maratone per recuperare il ritardo fotonico nei periodi di consegna. Lavorare a casa è bello ma spesso è alienante, così si finisce per cazzeggiare su internet o uscire e si perde ancora altro tempo… Siccome il tempo è denaro anche nel fumetto qui nascono i casini… E poi considerato che è  dura campare da signore col fumetto, spesso non si ha la stabilità economica, le ferie, mutua, ecc, ecc… e quasi sempre ti senti chiedere lavori a gratis o ti senti dire “Beata te che non fai niente e passi il tempo a disegnare pupazzetti”… Quante volte un fumettista pensa di mollare tutto e andare a lavorare alla Coop?!?

Domanda inevitabile: quali sono i tuoi fumetti e fumettisti preferiti?

Una sfilza, ovviamente! Di solito prediligo lo stile umoristico perché lo trovo più espressivo ed io adoro l’enfatizzazione nelle espressioni dei personaggi… La mia Dea, infatti, è Silvia Ziche, che con poche linee riesce a far recitare estremamente i suoi personaggi. Poi abbiamo Barbucci&Canepa, Guarnido, Boichi, Massimo Bonfatti,  Yamatogawa, Arthur De Pins, Jill Thompson, Campbell,  Dean Yeagle, Uderzo, Leo Ortolani, Leone Frollo, Kayono,  Go Nagai, Toffolo, Fernando Caretta, ecc, ecc…  E ovviamente il mio maestro (colui che mi ha insegnato le basi del fumetto): il disegnatore Disney Andrea Ferraris.

Cosa troveremo di nuovo in questo nuovo Crazy Tribe?

In questo nuovo cartonato di Crazy Tribe (ovvero il quarto fumetto… I primi due sono del 2006-2007, spillati. Poi c’è il cartonato del 2010) ho voluto finalmente sviluppare i vari mastruzzi amorosi fra i protagonisti. Infatti, per tre fumetti abbiamo assistito all’incessante lotta per le attenzioni del beota Than Dai da parte delle due rivali in amore, la bionda Belle e l’indiana Lin Sei. Purtroppo però finora era stato fin troppo scemo e nessuna delle due era riuscita a prevalere sull’altra. Invece, in questo quarto capitolo ne succederanno di tutti i colori, e si aggiungerà un quarto elemento, l’indiano Vento nero per creare altro scompiglio in questa demenziale telenovelas del cactus! Per altre info, mi raccomando sbirciate la pagina ufficiale su facebook (https://www.facebook.com/crazytribecomics ) oppure il mio blog (http://vitadafumettara.blogspot.it/ ). Se volete vedere anche qualche tutorial di colorazione potrete fare un salto su Kinart.


Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere il mestiere di fumettista? E cosa invece sconsigli apertamente?

Consiglio di essere onnivori: leggete anche ciò che non vi piace al massimo, cercate di carpire più segreti possibile dagli autori più bravi. Naturalmente poi leggete molto degli autori che preferite, ma non fermatevi solo al vostro genere favorito se volete essere dei disegnatori. Imparate dagli altri ma rielaborate il tutto nel vostro stile, non copiate, ma interpretate a modo vostro, fate vostra ogni cosa che vi piace, ma senza diventare delle fotocopie di altri! Poi sappiate che non basta avere il talento, bisogna avere anche moooolta pazienza e determinazione, fare molta gavetta, disegnare tantissimo perché solo così si migliora. Se credete nel vostro sogno e avete le carte giuste ce la farete!
Grazie ♥

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