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Asterisk Questione spinosa: i materiali da disegno
02/08/2011 Morena Forza in Disegno / 10 responses

Area di lavoro di Martina Cecilia! :)

Croce e delizia, i materiali da disegno costituiscono una tra le più grandi incognite del disegnatore, soprattutto se ha scarsa dimestichezza con le tecniche tradizionali e/o non ha mai frequentato un corso.
Ieri mattina chiacchieravo amabilmente con mia zia che è pittrice da una quarantina d’anni e di marche e supporti ne ha provati a iosa e le raccontavo dell’incredibile difficoltà e del blocco emotivo che ritrovo davanti a una tela bianca.
Lei mi chiede “Ma come te la cavi con gli acrilici?” le dico mah bene finchè si tratta di un disegnetto, ma non saprei replicare la stessa tecnica due tavole di seguito e quindi non posso ancora mettermici a fare tradizionale per illustrare un albo.
Lei ride e mi spiega che quello che mi blocca non è la mia incapacità ma il supporto. I pennelli da 20 euro, la tela, i manuali. Sacrosanti i manuali ma sommati ai materiali che mi sono scelta per iniziare, è stata grossa crisi. Mi ha invitata caldamente a iniziare a dare l’acrilico sul cartone. O quello marrone o quello della scatola da scarpe, di modo da imparare e imparare, sperimentare, senza dispiacermi di aver “sprecato una tela” (che poi può sempre essere riciclata, ma questo è un altro discorso,perchè quando ti trovi li a curare una tavola non è che pensi a priori “tanto poi questa me la riciclo” insomma non è che sia un buon proposito). Così la mia mente è corsa a Martina Cecilia, che seppure si desterggia bene sia nel tradizionale, sia nel digitale, del tradizionale ha provato gran parte dei medium, e le ho chiesto di redigere questo articolo sui materiali da disegno.

Dopo questa barbosa premessa: buona lettura!

La questione dei materiali
Quando entri in un negozio di Belle arti ti ritrovi un’infinità di strumenti diversi, di carte, di pennelli di ogni tipo e marca e ogni volta che ci entro ripenso al consiglio di mio padre, commerciante di abbigliamento, il quale quando mi mette al bancone nel suo negozio a dare una mano mi dice “se un cliente ti chiede un consiglio, proponigli AL MASSIMO 3 cose tra cui scegliere. Alla quarta già gli  hai mischiato le idee”.

La verità è che l’enorme proposta commerciale confonde chiunque: sopratutto se si è alle prime armi.

Non vi preoccupate però. Ognuno ha la sua da dire! Se giri internet trovi infiniti tutorial con ottimi strumenti consigliati! Se vai in libreria i manuali si sprecano con consigli su come comprare i materiali perfetti! Se vai a chiedere al professionista A ti verrà a dire “comprati la carta Shoeller, se vuoi diventare fumettista è la migliore”, il professionista B “no ma non puoi acquerellare senza la carta Arches!”, il professionista C se ne uscirà dicendo “ricordati di comprare il pennello serie 7 numero 2 della W&N!”.

Per carità: il meglio del meglio.

Ma tu, da studente, te la senti veramente di spendere 35€ per un blocco da 20 fogli? Un pennello da 11/12€ che se PER CASO ti dimentichi nell’acqua devi ricomprare seduta stante?

La verità è che si, i materiali sono importanti, ma colui che è alle prime armi non nota assolutamente la differenza, se non nel portafogli.

Agli inizi è bene non aver paura di uno strumento. E lo strumento costoso ti mette un terrore e un timore reverenziale che all’inizio sono dannosissimi.

E pensare che a ogni sbaglio corrisponde una spesa di 1,50€ a foglio buttato è un blocco psicologico in più di cui non hai assolutamente bisogno.

D’altra parte è bene non comprare neanche cose da 2 lire come gli acquerelli del cinese o le tempere per i bambini delle elementari perchè di solito contengono zero pigmento ed è più lo sforzo per riuscire a fare una passata di colore che tutto il resto. (senza contare che un colore di cui non si conoscono gli ingredienti è un colore che rischia di schiarire col tempo, o addirittura di cambiare il colore, una marca decente specifica sempre sulla confezione il pigmento usato)

Il trucco è prendere materiali di una marca medio-buona, ma della gamma economica.

Tutte le marche hanno la gamma da studenti, economica rispetto a quella da artisti. Si fa poi sempre in tempo a ricomprare i singoli colori nella qualità veramente strafiga!

*_* E allora si che noterete la differenza!

Perchè sarà passato del tempo e sarete migliorati, saprete come si comporta il medium, saprete cosa aspettarvi, ne conoscerete i problemi e i pregi. E dopo che vi siete finiti quel godet di ceruleo Winsor&Newton Cotman e sarete tornati dal negozio di belle arti con il nuovo ceruleo Winsor&Newton Artists vi renderete conto di quanto il colore è più denso, più pieno. più bello. Noterete le particelle di pigmento che pesanti si depositano sul fondo della carta ruvida creando una texture strana, vedrete come il colore fa perfettamente quello che hai intenzione di fargli fare.

Ma che senso ha spendere 5€ per singolo colore invece di 1.50€ se tanto ancora non si sa far andare il colore dove lo si vuole far andare? Se ancora non si notano le minime sfumature di comportamento tra i diversi pigmenti? Se non sapendo ancora mischiare bene i colori (perchè magari non si ha ancora capito alla perfezione la teoria del colore) non si sa mantenere il ceruleo bello e pieno e brillante e si è creato un colore “fangoso”?

Secondo me proprio nessuno.

E chi dice il contrario e insiste sulla necessità di avere il pennino importato dal Giappone, la china che trovi solo nel negozio online che ti fa spendere 15£ di spedizione e la carta che trovi solo da quel negozio di belle arti che ha il proprietario bastardo che aumenta sempre i prezzi quando non te ne accorgi non ha proprio a cuore il tuo interesse.

Mia nonna diceva: Pè pagà e pè morì se fa sempre a tempo.

Nota di Morena: non ho mai riso così tanto come quella volta in cui in un negozio di Belle Arti ho trovato dei comuni vasetti di vetro, che li ho uguali dal miele o dai sottaceti, alla modica cifra di 5 euro. Ho controllato se magari era inclusa nel prezzo della buona confettura di more, ma no, erano proprio comuni vasetti di vetro VUOTI! Ma vuoi mettere che chic pagarli 5 euro in negozio invece che dover lavare il barattolino dei cetriolini?

——–

Alcuni nomi di gamme economiche delle marche buone e famose:
La Winsor & Newton ha la gamma “Cotman” per l’acquerello. sotto cui ha carte, pennelli sintetici e acquerelli. Gli acrilici economici sono i Galeria, gli olii i Winton.

La Maimeri ha i colori “Venezia” per l’acquerello, i “Polycolor” per l’acrilico, i “Classico” per l’olio.

La Talens ha i “Van gogh” per tutti e 3 i media di cui sopra.

La nostrana Fabriano ha ottima carta da studente della gamma “Studio”

La Wacom ha un’ottima tavoletta di nome “Bamboo fun”, che costa infinitamente di meno della intuos o della cintiq.

Ma in generale, la richiesta “mi dai la gamma economica di una marca buona” è una richiesta che ogni negozio di belle arti riesce a soddisfare.

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Commenti

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10 comments on “Questione spinosa: i materiali da disegno

  1. Ottimo post Morena! Provvidenziale direi, visto che sto faticosamente tornando alla colorazione manuale dopo anni di stasi ^^!
    Approfitto, visto che non li ho visti menzionati nel post, per chiedere a te ed a tutti qualche opinione e dritta anche sui Pantoni.
    Mi spiego, quando ero più piccola ho scoperto questi incredibili pennarelli e ci ho lavorato (ok, giocato) tantissimo, ma purtroppo senza nè un esempio da seguire, nè qualcuno che mi indicasse il corretto uso per ottenere con essi quello che volevo, con il risultato che nonostante adorassi tutti i pigmenti che offrivano ed il modo in cui scorrevano sulla carta, ottenevo sempre a malapena un disegno con tinte piatte o al massimo ombre sfumate ma senza una grande profondità o atmosfera. Forse la colpa è anche del fatto che non davo troppa importanza alla carta, che invece poi mi hanno detto che è indispensabile..
    Insomma, siccome mi sono resa conto che non li usavo a dovere, se qualcuno li conosce bene mi potrebbe gentilmente dare qualche dritta?
    Grazie Morena e grazie a tutti!!

  2. Post stupendo!
    E' proprio vero che ad andarci di mezzo sono sempre i nostri poveri portafogli…ricordo ancora quando volevo comprare un album per l'acquerello (che so usare pochissimo) e per uno di buona qualità, da 10 fogli, volevano 22 euro. No, cioè, 22 EURO.
    Alla fine ne ho preso uno da 6, con più fogli, e su cui non ho paura di pasticciare :)
    Mi trovo perfettamente d'accordo sul vostro discorso: è inutile comprare materiali ipermegasuper all'avanguardia se poi li sai usare a malapena. Rischi appunto di lasciarli intatti dove sono e alla fine chi è che piangerà per i soldi spesi?
    E' anche vero che comunque l'industria se ne approfitta, eh, l'esempio dei vasetti è lampante…

  3. uh! MoMo. Non ne parliamo. Sto preparando un altro "articolo" (per carità, mi vergogno a chiamarli così) appunto sulle vaccate che si trovano in giro che vengono spacciate per "materiale da artista".

    Anna, Gianluca e Silvia: :D grazie!!

    Ritam: non sono proprio la persona a cui dovresti chiedere sull'argomento pantone (Morena poi mi pare che li usi pochissimo) perchè credo che sia probabilmente uno dei medii più sopravvalutati, costosi e mal-interpretati che ci siano in giro.
    Sfatiamo questo mito che si usano per le illustrazioni: i pantoni sono nati per gli schizzi di grafica e le prove di colore. Li usano bene i professionisti per fare gli schizzetti veloci agli stand delle fiere o per dare una botta di colore alle pinup. E lì sono perfetti. Ma per le cose più complicate in realtà i pantoni danno un'aria plasticosa e finta che puoi togliere solo se ci fai un mixed media con acquerelli e acrilici.
    So che è un'opinione controversa la mia, ma devo ancora trovare un'illustrazione fatta a pantoni/copic che abbia un'atmosfera. Sembrano sempre finte.
    L'unica che abbia mai visto che usa i pantoni a gusto mio è Kmye-chan, ma ci fa un tale miscuglio di acrilici, gouache e acquerelli sopra che il pantone neanche si vede più alla fine.

    Comunque deviantart è strapienissimo di tutorial per i copic e i pantoni.
    Per la carta… in realtà c'è quella apposta della letraset, che è una sorta di carta plastificata ed è effettivamente perfetta. Purtroppo da quando l'ho provata 5 o 6 anni fa a quando l'ho riguardata la settimana scorsa in negozio il prezzo è, inutile a dirlo, triplicato.
    Qualcuno mi aveva suggerito il retro della Arches ma io l'ho usati felicemente anche sugli F4 lisci che mi sono rimasti dai tempi di disegno tecnico al liceo.

  4. Questi tipi di post sono utilissimi!
    Qualcuno mi sa consigliare qualche buon sito dove poter comperare Acquerelli Winson&Newton (Artist, finalmente dopo anni *.*), non quelli a tubi! Purtroppo la mia città è poco fornita! :(

    @Ritam: Io i Pantoni (che adoravo anni fà) li usavo su un album particolare per essi, della Letraset, è una carta liscissima e molto leggera. E posso dirti che la tinta era uniforme! Non era proprio economico, ma ce ne sono di varie dimensioni, anche piccini o cmq puoi iniziare scarabocchiando su fogli lisci normalissimi!! :D

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