Creatività
Asterisk Talento VS Tecnica: I corsi servono?
14/07/2011 Morena Forza in Creatività / 35 responses

Dal sito dei corsi di Sarmede

Un argomento che mi ha sempre colpita è proprio la diatriba “Talento contro Tecnica”. In qualunque ambito prima o poi salta sempre fuori, tipo carta jolly da litigio.

Ora, come sapete io pubblico spesso comunicati stampa di ottimi corsi di illustrazione e fumetto (soprattutto dei primi, ma non perchè i secondi non siano interessanti: semplicemente sono meno informata riguardo a quelli, lo ammetto) per cui vorrei spendere due parole in merito.
In seguito all’articolo di Anna Mattiuzzo sui corsi a Sarmede, sono fioccati dubbi e domande sull’utilità di corsi.
Ho visto anche spuntare una frase che mi ha lasciata davvero perplessa e onestamente anche un po’ seccata (per la supponenza nel tono, non tanto per l’idea, che per carità ognuno può avere la propria, ci mancherebbe.)

“Chi è bravo davvero non ha bisogno di scuole!”
Io proverò a essere più delicata possibile nel dirlo:
non ho mai sentito una vaccata più eclatante di questa.

Seguiva un cervellotico ragionamento secondo il quale i corsi non sono fatti per fare imparare, ma per insegnare.
Cioè esistono per dare soldi agli insegnanti.

Non mi dilungherò tanto su questo aspetto, visto che credo che siamo tutti mediamente d’accordo sul fatto che un buon insegnante che impartisce lezioni costruttive con solide nozioni e tecniche va pagato e mi sembra il minimo.
Vengono pagati: il suo tempo, la sua disponibilità, la sua esperienza, la sua capacità di trasmettere le sue conoscenze.

I corsi servono.
Non lo dico per alimentare il giro delle scuole: del resto non me ne viene in tasca niente, visto che non ci insegno.

No, io sono di questa convinzione per motivi molto più concreti.
Tanto per cominciare il talento non è che una gemma… una debole, piccola gemma nel terreno.
Può anche essere spazzata via dal primo temporale e sicuramente non cresce senza le condizioni adatte.
In secondo luogo, credo che dietro il talento si nascondano molte persone pigre ed insicure.

E’ vero, il talento per alcune persone è bastato, ma cosa c’entra?
Esistono anche le persone e gli animali albini: non per questo l’albinismo è geneticamente la norma.

Tecnica e talento sono come due parti di un panino: non sono un granchè, da soli.

Il talento regala alla persona che ci è nata uno sguardo, un modo cioè di vedere la realtà attorno a sè. Le regala delle percezioni, a volte un gusto per il bello, o una capacità di apprendimento molto alta.
Che è molto, ma non è tutto.

Con questo non voglio dire che senza una scuola non si possa disegnare.
Pensate che io lo faccio di mestiere e sono una ragioniera. Non ho mai fatto l’artistico nè Belle Arti, nè i 3 anni di Illustrazione o Fumetto.
E qui uno potrà dirmi “Beh, visto? La tecnica non è tutto.”

Invece io ribatto che se avessi potuto, se potessi tornare indietro, lo farei. Mi iscriverei a Illustrazione.
Ancora oggi io penso “Chissà come disegnerei ora se avessi frequentato un corso di 3 anni.”
Certo non tutti possono, come non ho potuto io del resto, ma da qui al nascondersi dietro il “I corsi non servono a niente” ci passa un oceano.

I corsi brevi poi non è affatto vero che non possono essere utili, quelli intensivi sono studiati per potenziare delle capacità.
Potenziare. Nessuno, tantomeno io,verrà a dirvi che un corso di una settimana vi trasformerà in un Luzzati o in una Nidasio, in un Moebius o in un Toppi.
Ognuno di noi parte con delle capacità diverse, le accresce nel tempo, le aggiusta e le rielabora.
Non crediate che quando uno per mestiere fa l’illustratore o il fumettista abbia raggiunto le alte vette della conoscenza perpetua.
Croce e delizia di questo lavoro è che ci si aggiorna continuamente; ci si mette in discussione, si rielabora il proprio stile, si diventa sempre più esigenti e si sperimentano nuove soluzioni.
I corsi sono un modo per prendersi del tempo e dire “Ok, miglioriamo questo.” “Ok, proviamo a imparare questa tecnica.” è un darsi una possibilità.
Io per esempio mi sono presa un corso di qualche mese per anatomia e ne ho tratto grande beneficio. Le nozioni specie quelle di disegno, non sono delle parole campate in aria: sono uno strumento che vi consente di esprimervi.
Se avete in mente e nel cuore dei concetti e delle immagini è bellissimo poterli esternare; altrimenti è come dover parlare in una lingua straniera. L’espressione ha bisogno di mezzi. Anche quella figurativa.

E’ chiaro che non interessa a tutti, ma i corsi non sono per chi non ha talento: sono per chi ne possiede e vuole farlo fruttare.

Per quanto riguarda l’essere autodidatti è quello che io sono per la maggior parte al momento. E’ vero, ci si può informare, si possono leggere libri, guide, tutorial, ed è vero che su internet c’è tutto a cercarlo bene.
Ma il supporto di un insegnante, il confronto con una classe è tutta un’altra cosa. Non dico sia indispensabile attenzione: non lo è, ma è sicuramente qualcosa che velocizza e potenzia i vostri mezzi in maniera più decisa e rapida.

La tecnica non è tutto, ma non attribuiamo nemmeno troppo valore al talento, perchè cadremo in una presunzione davvero poco costruttiva.

Just my two cents, come dicono gli anglosassoni. :)

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Commenti

commenti

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35 comments on “Talento VS Tecnica: I corsi servono?

  1. No vabbè… ma è assurdo. IO corsi tutta la vita, non voglio smettere di aggiornarmi e di confrontarmi. Non si vive di solo talento. Magari uno ha un'intuizione ma poi non la sarappresntare bene sulla tavola… ma cerdo ke sia il 2+2= 4
    cioè corsi + talento= professionista

  2. Buonasera Morena.
    Grazie per quest'articolo molto interessante.
    Sono completamente d'accordo con te. Tanto tempo fa (purtroppo) suonavo il pianoforte, e credo sia lo stesso per ogni forma d'arte. Per me, non può esistere la tecnica senza il talento, e vice versa… Anch'io rimpiango di non aver preso corsi di disegno : prima per la relazione con gli altri, i consigli del prof e degli altri alunni, la condivisione delle conoscenze e dell'esperienza, e poi perché prendere corsi ti obbliga a lavorare a un modo intensivo anche se manchi di auto disciplina (che è un po' il mio caso…).

  3. la tecnica non è tutto ma la non-tecnica totale non è niente. personalmente sono stufo di illustratori minimali che disegnano usando cerchi e quadrati, e il dovermi adattare a questo standard perchè è l'unica cosa per fare due lire ma proprio due.

  4. assolutamente d'accordo. l'uno e l'altra (talento e tecnica) da soli valgono poco, sicuramente però non ci può essere tecnica senza talento e, credimi, non c'è liceo artistico che tenga, senza un dono (io lo chiamo così) alla base.
    chi ha talento è autodidatta dalla nascita, quasi incosciamente. ma è anche vero che un talento senza un buon insegnamento rischia di essere sprecato: il liceo artistico per me è stato fondamentale ed ho avuto la fortuna di avere insegnanti bravissimi che mi hanno trasmesso tutti gli strumenti per potermi esprimere al meglio. ma poi è stata mia la "scelta" (piuttosto direi necessità biologica) di continuare ad imparare (non si smette MAI, guai anche solo a pensarlo) e a migliorarmi. non a caso, però, il liceo si fa a 14 anni, quando la nostra mente è una spugna e le cose che ho imaparato allora non le ho mai più dimenticate, anzi, molte le ho rielaborate a modo mio e rimodellate a misura della mia mano.
    d'altra parte mi fido molto poco dei corsi (spesso costosi) ultraspecifici ed intensivi "post-età" perchè è come voler insegnare a scrivere ad un bambino che non sa ancora parlare. e le lacune si vedono, ahi come si vedono!

  5. Alessandro, cosa intendi? (quel tipo di immagini: per capire se ho inquadrato bene il genere che dicevi tu)

    hellobea: non sono d'accordo. Ok che non si hanno 14 anni ma dopo non è che uno diventa un rimbambito eh :D
    Poi comunque sta pur certa che ti insegnano di più i corsi di illustrazione che non l'artistico, che ti dà un'infarinatura di tutto ma non specifico per qualche settore lavorativo, e persone che hanno fatto l'artistico ne ho conosciute.
    Io ho fatto la ragioneria e vai tranquilla che disegno ben meglio che un diciannovenne appena uscito dal liceo artistico :D di molti di loro almeno.
    Poi non voglio dire non ti abbiano preparata bene ma in genere l'artistico non ti prepara per lavorare, altrimenti nessuno andrebbe a questi "corsi post età" come li chiami tu" ne' a Belle Arti nè a Fumetto.

    al corso breve e serale (post-età? :D) che ho fatto allo IED c'erano molti che avevano frequentato l'artistico: onestamente non ero dietro a loro per preparazione, anzi vederne il livello è stato un gran sollievo ("Ah meno male, non mi sono persa niente!") e c'era un ragazzo sulla trentina che era il più bravo ripeto IL PIU' BRAVO di tutti noi. Faceva il magazziniere e aveva un diploma professionale. Era come me autodidatta e dava la polvere a una classe di 15 persone.

    quindi
    1) è improbabile che solo chi ha fatto l'artistico sia pronto per fare per dire, illustrazione o fumetto (capita, ma non sempre)
    2) i corsi brevi (settimanali o distribuiti su delle ore) non sono "malfidati" sono intensivi cioè concentrati. Non ti rendono Quentin Blake il giorno dopo che torni a casa, dipende dalle capacità. Ma non hanno questa pretesa; di solito ci va chi già dispone di buone conoscenze e vuole approfondire. ;)
    quindi secondo te dopo i 19 anni uno è spacciato, haha per carità!
    Conosco personalmente illustratori sulla sessantina che vanno a dei corsi di aggiornamento e credimi sono lontani dai rimbambiti incapaci che ti immagini :D
    3) ti auguro di aver sempre voglia di imparare: non ti riesce meno a 40 anni che a 14 se ci sono la volontà, la fortuna di una mente agile, e gli strumenti necessari :)

  6. Io sono una grande "fan" dei corsi e molte delle mie iscrizioni vengono dalle segnalazioni di questo sito, che quindi ringrazio… cerco di farne il più possibile e i più diversi possibili, cerco solitamente grandi maestri che NON fanno quello che faccio io… anzi, a cui probabilmente la mia inclinazione per l'illustrazione fantasy faccia storcere il naso.
    Se si pensa di sapere già dove si vuole andare, di volere solo migliorarsi sulla propria strada, beh… si può andare da autodidatta con tranquillità, a mio parere. I corsi possono dare una mano per migliorare la tecnica, ma non credo che da quel punto di vista siano essenziali.
    La parola chiave per me è il confronto.
    Al contrario di HelloBea io invece sono molto dubbiosa nei confronti di scuole artistiche e corsi "giovanili", spesso tenuti da professori senza alcuna passione e che non fanno dell'arte un mestiere… è quando ti rendi conto di aver bisogno di stimoli, di vedere le cose in maniera diversa, di arricchirti culturalmente e umanamente, oltre che visivamente, e soprattutto di metterti molto in discussione, che il corso viene assolutamente utile.
    Questo è solo il mio modo di viverla, si intende.

  7. evidentemente mi sono spiegata male. non ho mai detto che a 19 anni uno è spacciato, non lo penso minimamente. ci mancherebbe altro. l'artistico è era solo un esempio per rafforzare il concetto che il talento va coltivato, perchè da solo, ahimè, non va molto lontano. e non ho mai detto che l'artistico da solo può preparare al lavoro, tantomeno ha preparato me (che, dopo, "ne ho dovuti mangiare dei panini!"). il fatto che si faccia a quell'età e che a quell'età si assorba moltissimo è un dato di fatto, non l'ho deciso io e, avendolo vissuto, so quello che sto dicendo.

    ma sia a 5, a 8, a 15, a 20 o a 60 se non hai talento, puoi fare tutti i corsi che vuoi, imparare a dare l'acquerello come una macchinetta senza neanche una sbavatura e magari troverai anche chi ti pagherà per farlo, ma ti mancherà sempre quel qualcosa in più. se poi stavamo parlando di ambizione e capacità di organizzarsi e vendersi (che non sono meno utili per lavorare) è un'altro paio di maniche: ho conosiciuto e conosco talenti altissimi che non riescono a lavorare perchè non sono in grado di gestirsi. e li prenderei a schiaffi!

    ma lungi da me discriminare: quando ho detto che non mi fido dei corsi non mi riferivo a chi li frequenta, ma a chi li mette in piedi.
    sono assolutamente certa e mi fa piacere che il più bravo del tuo corso era un ragazzo che faceva il magazziniere e aveva fatto una scuola professionale: è la prova di quello che dico, il talento ce l'hai o non ce l'hai. ma non sarà certo un corso di qualche mese a farlo venire fuori.

    e, ripeto, senza una base solida (disegno dal vero, anatomia, un minimo di educazione visiva), appresa a qualsiasi età (ma meglio se da piccoli, e per una questione puramente "naturale"), è improbabile che poi durante il proprio percorso le lacune non vengano fuori e, se ti mancano certe nozioni o certi passaggi, sono lacune pesanti. ovviamente escludendo le eccezioni che, comunque, sono poche.

    detto questo, passo, mi scuso per l'equivoco e chiudo.
    ciao!

  8. sono d'accordo. non so se sei mai passata sul mio blog, è nuovo nuovo e ci sto ancora lavorando, comunque li ci sono alcuni miei disegni. io non ho mai fatto una scuola artistica e nessun tipo di corso sul disegno. sto imparando a tentativi. potrei avere tutto il talento del mondo, ma non avere la tecnica mi limita parecchio. Fino poco tempo fa ero fermo all'uso della matita. Pensa che avevo solo una 2H e una HB! sperimento sempre nuove tecniche, ma penso spesso che se avessi fatto studi artistici avrei potuto esprimermi molto di più. Anche se sono contrario al vendere il proprio sapere…ma questo perché sono strano io! :) Mi piace il tuo blog! te l'ho già detto??

  9. Mah, questo e' un discorso che ho affrontato anni fa facendo quattro chiacchiere con un autore di fumetti incontrato a Lucca Comics (non faccio nomi, visto che magari puo' non far piacere vedere spiattellate le proprie opinioni..), e mi ha chiarito in pochi minuti come stanno le cose…
    Ovvero…
    Imparare e tenersi aggiornati serve ovviamente come in tutte le cose, ma, IN PRIMIS, se non ci sono PASSIONE e TALENTO, che poi verranno sviluppati imparando, si va poco in la. E come non dargli ragione…
    E questo vale per tutto !! Poi per quel che riguarda i corsi come strumento per tenersi aggiornati, ragazzi, siamo nell'era digitale, di tutorials, guide, e articoli interessantissimi ne e' piena la rete; ovviamente poi frequentare almeno un corso, o comunque avere la fortuna di poter sostenere qualche workshop non puo' far che bene, certo pero' non e' sinonimo di successo e di professionalita'. Anche perche', nell'italico suolo, c'e' sempre la 'cattiva abitudine' di privilegiare poi come emergenti, magari pupilli di questo o quel nomone, che hanno frequentato per anni corsi , lezioni, scuole e quantaltro, e che non sempre sono meglio di autentici sconosciuti, che solo in Italia non notiamo (non VOGLIAMO notare..) ma che magari all'estero fanno parlare di loro…

  10. @ Morena Forza:
    concordo con quello che scrivi al 100% !!!
    I corsi possono solo migliorare cio' che pero' c'e' gia' come passione o talento… ho visto tanta gente uscire dall'artistico o frequentare questo o quel corso, saper disegnare molto peggio di persone cresciute, come me (e mi par di capire come te) come autodidatte, ma che per la loro passione hanno investito tempo, risorse, e pratica.
    Purtroppo pero' siamo nel paese del 'pezzo di carta' dove , non voglio dire sempre, ma spesso, conta di piu' sventolare il 'diplomino' che la tua reale capacita' di fare… -_-' .. non per niente autori italiani con i contro*****, magari pubblicano o sono famosi, si, ma all'estero, dove la meritocrazia decreta il successo!!
    E poi ,come dicevo nel precedente mio commento, i corsi come siamo abituati ad intenderli, erano l'unica risorsa di apprendimento, specializzazione od aggiornamento fino a 10-15 anni fa… oggi penso si impari di piu' con la pratica, sul campo, confrontandosi quotidianamente, magari iscrivendosi alle svariate community online, che trattano di illustrazione e fumetto (ad esempio deviantART, alla quale mi iscrissi nel lontano 2004..).
    Poi ben vengano i talenti partoriti dalle scuole di Fumetto, ma ti garantisco che di gente che SA FARE, senza avere frequentato istituti dedicati, in giro ce n'e' parecchia…

  11. http://milano.repubblica.it/multimedia/home/20604572/13/3

    parlo di cose del genere (spero funzioni il link qui sopra). per carità non vorrei essere frainteso: non ho nulla contro questa ragazza (anzi alcune cose mi piacciono, si vede che sa come accostare i colori e ha il gusto della composizione), ma ce l'ho contro questo tipo di disegno, e il fatto che purtroppo ormai sia diventato uno standard, soprattutto nell'illustrazione. sarà dovuto alle mie pesanti influenze dal mondo del fumetto, ma illustrazioni simili per me non hanno nulla a che vedere con un De Seve o un Guarnido (lo so che ho scelto due mostri sacri ma è per intenderci), in cui il talento esplode grazie a una conoscenza perfetta della tecnica.

  12. si, il talento è una vera benedizione, ma beato chi ce l'ha! :D io personalmente conosco pochissime persone che posso reputare "di talento", che hanno , come dici tu Morena, facilità nell'apprendere e una mano felice da farti pensare al suicidio. ma sono poche. il resto di noi viene fuori più per testardaggine e voglia di imparare ed applicarsi, che per il talento in sè (che anche quando c'è deve essere comunque alimentato!!!),e la prima sono io!

    amo il mio lavoro e lo faccio con passione,ma niente mi è stato dato in dono alla nascita, tutto quello che so (ed è ben poca cosa ve lo posso garantire) l'ho imparato studiando , provando, sbagliando e rifacendo. quindi non è vero che i corsi non servono! io ho frequentato il liceo artistico e poi uno dei famosi corsi triennali di fumetto e devo ammetterlo,NON MI SONO BASTATI! i corsi servono, ma solo nel caso in cui hai la testa e la serietà di affrontarli con impegno e dedizione! conosco persone che hanno frequentato lo stesso corso e mentre una è migliorata sensibilmente l'altra se possibile è anche peggiorata! tutto sta in COME si affrontano i corsi!
    di contro ho conosciuti pochissimi insegnati veramente capaci e che mi hanno saputo insegnare qualcosa (e di certo questo non è avvenuto al liceo ;)),ma,allo stesso tempo e con il senno di poi, mi dico che avrei potuto apprendere ancora di più se avessi lavorato con maggiore impegno!

    non si finisce mai di imparare, il nostro lavoro è uno studio continuo e benvengano i corsi brevi,quelli lunghi, quelli estivi o quelli invernali, se fatti da professionisti seri e capaci (e non sempre è così purtroppo).

    ci sono dei corsi fatti da persone come George Pratt o Kruger, diretti esclusivamente agli addetti ai lavori, dove puoi entrare solo se sei un mostro di bravura già di tuo (e la gente che frequenta quei corsi lì, non ha di certo 14 anni !)…bhè ci potete scommettere che se io ne fossi in grado ( ed avessi abbastanza soldi per la quota d'iscrizione) li frequenterei TUTTI! :D

  13. Allora, un momento.
    Venendo per punti:

    – NON ho detto che senza i corsi non ci possa essere bravura, l'ho scritto chiaramente nell'articolo. Non sono indispensabili, ma volevo sottolineare che è altamente ingiusto, qualunquista e superficiale affermare che i corsi servon per chi "non è bravo davvero"
    Anche i "bravi davvero" fanno corsi, e i corsi anche se possono durare poco sono studiati per chi ha già delle basi solide di quella data tecnica :)
    Quindi non sono malfidati, sono MIRATI.
    Io stessa che non ho mai preso in mano delle ecoline non sarei tanto cretina da iscrivermi a un corso avanzato di ecoline (per fare un esempio! :)) )

    – Di solito chi si iscrive ai corsi è perchè ha sia il talento sia la passione giusta per fare quel sacrificio; ragazzi sono corsi costosi e portano via tempo, che sia tanto o poco, dalle proprie vite.
    Io per esempio per fare un corso estivo credo sacrificherei tranquillamente le mie vacanze al mare o all'estero e vi garantisco che adorando viaggiare sarebbe un sacrificio non da poco :)

    – Venendo al tipo di illustrazione di Alessandro: a me personalmente non piace, ma è un'illustrazione di tipo editoriale e ci sta.
    Io la trovo comunque molto espressiva. E' minimal, ma è studiata, ha una ricerca dietro, come tutte le stilizzazioni.
    Non è nemmeno il genere più cervellotico che credevo; conosco altri artisti che mi stanno molto più sulle scatole in merito :D

  14. @Alessandro Santoro:
    anche io la penso esattamente cosi su questi nuovi tipi di illustrazione.. voglio dire, a parte l'accostamento di colori in alcune sue opere, e ci puo' stare, ma queste possono secondo me essere catalogate come 'composizioni' non certo come 'illustrazioni' (od artworks che dir si voglia..).
    Ed invece le riviste (poche) di grafica ed illustrazione (forse lo mettono solo sul titolo pero'…) fanno a gara a pubblicare portfolio di generi simili, che nulla hanno a che vedere con una illustrazione vera e propria come puo' essere un'opera di Rojo, Sorayama, Vallejo o mille altri del genere. E' un po' come se volessero giustificare il 'cambiamento' che , sempre secondo loro, dovrebbe esserci. Forse ragiono anche io cosi, perche' , come te, ho un'influenza dal mondo del fumetto e degli anime, ma opere come quelle che hai linkato sul tuo commento, a me proprio non dicono nulla…

  15. Si però ragazzi, scusatemi, ma basta con questi luoghi comuni da italietta, per favore!!
    Cose come:
    "Anche perche', nell'italico suolo, c'e' sempre la 'cattiva abitudine' di privilegiare poi come emergenti, magari pupilli di questo o quel nomone"
    oppure:
    "Purtroppo pero' siamo nel paese del 'pezzo di carta' dove , non voglio dire sempre, ma spesso, conta di piu' sventolare il 'diplomino' che la tua reale capacita' di fare… -_-'"

    Frasi del genere non fanno che alimentare lo stesso meccanismo e circolo vizioso che criticano…e QUESTO SI che è tipicamente italiano, purtroppo.

    Fortunatamente il nostro è uno dei pochi mestieri dove "essere figlio di" o "avere il pezzo di carta" non conta proprio un bel niente di niente.
    Che all'estero si lavori meglio è vero (io son la prima a lavorare per la Francia), ma le motivazioni sono altre, si tratta della situazione del mercato editoriale italiano e di un nostro retaggio culturale differente, ma anche qui da noi illustrazione è meritocrazia. bisogna "saper fare" e basta, ovunque e comunque.

    Detto questo, il discorso del talento è lungo e spinoso, anche nei casi come quello citato da Alessandro Santoro…Le capacità di un illustratore devono includere sia la tecnica esecutiva che la capacità comunicativa, e non sempre queste cose si dividono al 50% e 50%…Ci sono casi in cui l'efficacia di veicolare un messaggio sopperisce del tutto alle capacità nel disegno, funzionando anche meglio, se è per questo.
    Non sempre ciò che è bello e ben fatto è anche "funzionale".

    In linea di massima, tornando alla definizione di talento, non si tratta di altro che della "attitudine ad eccellere in qualcosa". Punto.
    Non è un dono divino, non è qualcosa di trascendentale, e non è fondamentale. Anzi…E' qualcosa di largamente sopravvalutato.
    A mio avviso, un illustratore di talento ma privo di displina non andrà mai da nessuna parte…Mentre ci sono buone probabilità che un illustratore con poche doti di disegno alla nascita ma con un'ottima capacità di impegnarsi ed applicarsi vada molto lontano…

    Quindi viva i corsi, l'apprendimento ed il migliorarsi ad ogni età!! Ed evviva il corso estivo che farò ad Agosto, con 5 anni di lavoro in questo campo e 5 libri pubblicati alle spalle ;)

  16. Non sono d'accordo sul discorso Royo, o vallejo.
    Saltando a pie' pari il fatto che credo siano tra gli artisti più sopravvalutati (come molti fantasy, del resto) e che è dagli anni Novanta che fanno sempre le stesse cose ritrite cinquecento volte e personalmetne mi hanno un po' rotto, come si fa a mettere a confroto un'illustrazione di Royo con una editoriale?
    A questo punto mettiamola a confronto con dei figurini di moda e con delle illustrazioni per l'infanzia… sono due prodotti diversi, studiati per target diversi.
    Anne yvonne Gilbert o Christian Birmingham fanno realistico per fiabe, ma se glieli dai in mano a un bambino di 3 anni lo trova noioso anche se loro sono degli artisti mostruosamente bravi.

    Il bello dell'illustrazione è che la stilizzazione permette messaggi differenti.
    Che il cielo mi scampi dal vedere lo stile di Royo su una rivista…

  17. Ah, dimenticavo una cosa :)
    Il grafico non presuppone la mancanza di una bravura o di un'espressività: sono semplicemente generi diversi.
    Poi può piacere o no, ma ricordatevi che dietro una stilizzazione, perchè questa sia efficace, ci vogliono le stesse conoscenze di anatomia, composizione ecc, che conoscono Royo o affini.

    Anche a me il minimal non piace, ma da qui a dire che i veri illustratori siano solo quelli che fanno fantasy o realistico ,ce ne corre.
    Mi sembra un giudizio molto superficiale.

    Come quando dicono che l'illustrazione per l'infanzia è facile perchè è per bambini. Tutti preconcetti.

  18. Mai fatto un confronto fra 'minimal' e fantasy, ho solo tirato fuori due nomi che secondo me centrano con la parola illustrazione: a me il minimal non piace, e, scusatemi se urto qualcuno, senza offesa s'intende, ma il minimal lo vedo come una composizione, come detto. Illustrare e' altra cosa, non certo solo in stile Rojo o Vallejo, ne sono consapevole, ma una ILLUSTRAZIONE e' un discorso, un artwork minimal e' un altro. Il discorso delle illustrazioni per i libri dei bimbi presuppone ovviamente il disegnare per un target definito dall'eta', ma non di rado ho avuto modo di ammirare piccoli capolavori anche in questi volumi.

    @Alessandra Fusi:
    purtroppo i luoghi comuni, come li chiami tu, non sono luoghi comuni ma tristi realta'. Non ho detto che nel mondo del fumetto e illustrazione si vada avanti per 'conoscenze', ci mancherebbe, era un discorso inteso a identificare il come vanno le cose in generale, e di come a volte, dico, a volte , l'aver frequentato quella scuola piuttosto che un'altra possa portare piccoli vantaggi.
    Tornando al tema 'illustrazione VS minimal', saranno i miei gusti, pero' per me e' cosi.. e' come quando ti vogliono far passare per capolavoro il classico pezzo di tela, col puntino in mezzo, che , siccome e' stato disegnato dall'autore famoso, DEVE per forza avere una valenza psicologica, una teoria, uno studio, ecc.ecc.
    Se vedo un quadro con un puntino ed un cerchio, per me rimane quello, ovvero una tela con 2 scarabocchi… se vedo un disegno, magari fatto da un giovane studente dell'artistico, con anatomie, o paesaggi in chiaroscuro, luci ed ombre ben studiate,magari non perfetto, ma che trasuda impegno, ecco , quello potra' magari non essere del genere che preferisco, ma non posso dire che non sia fatto bene. So che cosi dicendo urto chi ama le distinzioni, il non 'mischiare' stili, a me pero' , come detto, il minimal, pare tanto una ciofeca… (senza offesa se a qualcuno piace..IMHO)…

    I corsi servono, certo, non ho mai detto che a priori non servono.. dipende pero' da CHI li tiene e COSA vuole insegnare. Cercando sul web ce ne sono a migliaia, a pagamento, e anche un bel po cari… penso che 3-4 di questi siano validi, tutto il resto e' roba che se uno vuole, ed ha passione e costanza, se la impara, e forse meglio, tramite la pratica e lo scambio di idee fra altri (e per scambiare idee, pareri ed opinioni, torno a ripetermi, internet e' rapido, perfetto e soprattutto gratuito!!).

    A me piace disegnare , sono autodidatta, se potessi (in termini di tempo libero..) frequenterei volentieri un corso specifico per illustratori… ma purtroppo lavoro, non come illustratore, quello lo faccio come passione, e ,spero un giorno, possa diventare la mia unica occupazione.
    Mi sono informato per corsi, ma, sia come orari di frequenza, sia come luoghi dove si tengono le lezioni, non possono essere compatibili con la mia attuale occupazione . Inoltre con i costi che hanno, sfido chiunque non lavori a potersene permettere uno (a meno che non paghi babbo, ma questa e' un'altra storia…), quindi va bene cosi. Se in futuro, tempo e salute mi permetteranno di frequentarne uno, ben venga, senno' pazienza… magari ci mettero' un po di piu', ma con passione e quel poco che so fare, qualche piccola soddisfazione spero di cavarmela… :)

    Buon lavoro a tutti voi !!

  19. @ Alessandra Fusi:

    queste righe che scrivevi poco sopra:

    "In linea di massima, tornando alla definizione di talento, non si tratta di altro che della "attitudine ad eccellere in qualcosa". Punto.
    Non è un dono divino, non è qualcosa di trascendentale, e non è fondamentale. Anzi…E' qualcosa di largamente sopravvalutato.
    A mio avviso, un illustratore di talento ma privo di displina non andrà mai da nessuna parte…Mentre ci sono buone probabilità che un illustratore con poche doti di disegno alla nascita ma con un'ottima capacità di impegnarsi ed applicarsi vada molto lontano…"

    le condivido appieno, alla fine e' quello che cercavo di dire anche io… impegno e capacita' di applicarsi, non le insegnano nei corsi pero', o uno ce li ha, o nada. Se uno non e' costante, cosi rimarra' anche dopo mille corsi.
    Diversamente se uno e' caparbio, zuccone, ostinato, sara' sempre spronato a fare meglio, a curiosare fra cio' che producono gli altri, e questo con o senza corsi.
    Che NON vuol dire che non sia bello migliorarsi ad ogni eta' ,anzi, ci mancherebbe !! ;)

  20. Non è che io voglia difendere il minimal a ogni costo; le illustrazioni postate non mi piacciono nemmeno un po', ma un'illustrazione del genere è destinata a prodotti diversissimi, non ha senso confrontarle con Royo e dire "non è illustrazione" invece sì, è illustrazione.
    E c'è della ricerca dietro.
    Per il pallino nella tela , è un'altra questione,attenzione a non confondere illustrazione con il discorso arte contemporanea: quella nemmeno a me piace,ma sono due piani diversissimi :)

  21. @Fabrizio Guerrini: "purtroppo i luoghi comuni, come li chiami tu, non sono luoghi comuni ma tristi realta'. Non ho detto che nel mondo del fumetto e illustrazione si vada avanti per 'conoscenze', ci mancherebbe, era un discorso inteso a identificare il come vanno le cose in generale, e di come a volte, dico, a volte , l'aver frequentato quella scuola piuttosto che un'altra possa portare piccoli vantaggi."

    Caro Fabrizio, i luoghi comuni sono luoghi comuni e basta, dà retta ;)
    Io ho frequentato lo Ied a suo tempo (quando era ancora economicamente accessibile per me) ed ho imparato molte cose di cui ho fatto tesoro…Ma il titolo non figura fra queste, il titolo non serve a NIENTE DI NIENTE.
    Figurati se ad un editore importa qualcosa della scuola che hai fatto…E' pressochè inutile perfino inviare il proprio curriculum, che interesse dovrebbero avere a leggerlo?
    Ad un art director importa cosa fai e come lo fai, non chi te lo ha insegnato nè dove lo hai imparato, nè tantomeno che tu sia "pupillo di questo o quel nomone", come dici tu.

    Ho imparato molto, ma non abbastanza -non è MAI abbastanza-, proprio per questo, con i soldi guadagnati con i primi lavori (e non con quelli del BABBO, occhio!), ho iniziato a pagarmi i primi corsi intensivi di aggiornamento…
    Il nostro è un lavoro maledettamente difficile e competitivo, bisogna saper stare al passo.
    E i tutorial su internet possono spronarti ed essere fonte di ispirazione…Ma non possono essere neanche lontanissimamente paragonati a quello che ti dà un corso intensivo, anche e soprattutto a livello di confronto con i colleghi.

    "impegno e capacita' di applicarsi, non le insegnano nei corsi pero', o uno ce li ha, o nada. Se uno non e' costante, cosi rimarra' anche dopo mille corsi."
    In realtà sono l'impegno e la capacità di applicarsi che spingono qualcuno a frequentare dei corsi…Chi ne è privo si guarderà bene dal frequentarli, come è logico che sia.

    Per il discorso del quadro col puntino o della tela col il graffio, quoto Morena: l'arte contemporanea concettuale è tutt'altra cosa con tutti altri intenti e meriti rispetto all'illustrazione, con si possono proprio mettere a confronto.

  22. @ Alessandra Fusi:

    L'arte concettuale, quella del puntino o delle tele con i graffi, non so che intenti o meriti possa avere… secondo me e' solo una 'invenzione', una moda, idee con cui qualcuno fa soldi facendo credere (a chi ovviamente ci vuol credere..) che un puntino in mezzo ad una tela rappresenti chissachecosa…
    Sicuramente ci sara' chi l'apprezza (a 'sto mondo c'e' gente a cui piace di ogni..basta che sia 'in' ), pero' vorrei proprio che mi spiegassero in primis l'impegno profuso dall'artista nel realizzarla, e poi di seguito dove vedono tutto questo significato.
    Di artistico per me non ha proprio nulla…

    Quando parlavo dei soldi di babbo ovviamente non intendevo riferirmi a nessuno di voi , sono
    cose che pero' in giro succedono…

    Riguardo al corso intensivo: puo' andar bene per alcuni argomenti, per altri e' obsoleto nel momento in cui viene redatto.. sulle 'materie' informatiche legate all'illustrazione per esempio (vedi Painter, Photoshop e simili..) ti garantisco che il materiale che si trova in rete, sui siti specializzati, sui forum, sui tutorial online, dalle esperienze di altri illustratori che quotidianamente sviluppano nuove tecniche o nuovi 'tips & tricks' nei loro lavori, e' di gran lunga piu' utile di un qualsiasi corso … ripeto, il confronto con i colleghi di un corso e' sicuramente utile, ma non c'e' paragone con il confronto con illustratori ed artisti da tutto il mondo (via web) che possono davvero darti consigli, commenti, esperienze.

    Buona serata e buon lavoro a tutti/e voi !! ;)

  23. @ Alessandra Fusi:

    Mi sono permesso or ora di andare a dare un'occhiata al tuo sito web… le tue illustrazioni sono bellissime, particolarissime, hanno un che di fiabesco, belle davvero, complimenti !!

  24. D'accordissimo sul fatto che non si possa dire "questo o quello non è illustrazione", ma ripeto un'illustrazione "minimale", tecnicamente eseguibile da chiunque, nella mia "scala di gradimento" o di considerazione verrà sempre molto dopo di chi invece sa disegnare. a questo punto bisognerebbe aprire un discorso troppo ampio su cosa sia il disegno per ognuno di noi. per me è ricerca del segno e scoperta, stilistica si, ma innanzitutto tecnica, ottenuta col sudore della fronte (che non fa mai male in ogni caso) e (se possibile) grazie a dei buoni maestri.

  25. Dato che è stato menzionato diverse volte, a questo punto mi permetto di dire la mia sullo IED: sono diplomato ormai da un anno e, dato per scontato che è ormai inaccessibile a quasi chiunque (quando mi iscrissi costava già un 3mila euro in meno), varrebbe anche la pena per la qualità di professionisti che ci insegna. per il resto sede bella e caratteristica si (parlo della sede di roma), ma materiale didattico assente (un intero corso di animazione classica con unici strumenti foglio e matita), in generale una pessima gestione dei (nostri) soldi e in più la beffa di essere additato come figlio di papà. perchè si, i figli di papà ci sono e sono anche parecchi, che stanno li solo perchè appunto hanno i soldi della retta. tutto ciò per ricollegarmi al tema del post: potrai anche diplomarti allo IED (perchè anche non facendo un cazzo va detto che il diploma te lo prendi), ma sta ALLA SINGOLA PERSONA impegnarsi e assimilare il più possibile, e uscirne professionalmente formato. tutta questa manfrina per dire: non sono gli studi a fare la differenza (o lo sono in parte) ma alla base c'è comunque FARSI UN CULO COME UNA CASA.

  26. E' qui che ti sbagli, secondo me; in realtà non è vero affatto che è eseguibile da chiunque.
    Il minimal richiede una capacità estrema di sintesi, e non è da tutti.
    Poi può benissimo non piacere (a me infatti, non piace) ma sputarci sopra come fosse l'ultima cacca di piccione e poi per cosa? per affermare che Royo o Vallejo sono grandi illustratori, mi sembra davvero fuori dalla decenza. :D

    Da che mondo e mondo è molto più facile imparare a copiare dal vero e fare realistico e ritrattistica che non a trovare un proprio stile, una sintesi attraverso cui filtrare la realtà.
    E' li che sta la bravura. Oltre il fatto che il minimal deve rispettare dei requisiti: delle forme pulite e ordinate, e le composizioni devono essere molto più bilanciate che in qualunque quadro kitsch di Royo strapieno di roba.

    Tornando ai corsi, io sono autodidatta e ripeto non ho nessun interesse a dire "andatevi ad iscrivere" ( non è quello che sto dicendo, infatti) ma Photoshop l'ho insegnato e posso dire (perchè insomma, ho avuto degli allievi!) che stare in un corso è comunque diverso.
    Prima di tutto perchè le lezioni vengono strutturate, mentre se tu cerchi qualcosa su internet cerchi solo argomenti che tu sai gia' esistono: i software di foto ritocco e disegno digitale sono talmente estesi che contengono funzioni che nemmeno immagini; sia quando sono stata a unc orso sia quadno ho insegnato, mi sono accorta che molte cose non erano così scontate; oh, poi forse sei più avanti della media, che ne so, ma la mia esperienza è questa.
    Senza contare che i software puoi anche averli ma possono essere usati per vari prodotti: io per esempio lo insegnerò per illustrare ma a modo mio.
    Non credere che un software si usi solo in un modo.
    Secondo me sottostimi molto le conoscenze che si possono prendere da altre persone.
    Se non ti interessa mi va benissimo, ma se lo fai per presunzione sappi che è un atteggiamento davvero poco arricchente.
    Io dagli altri ho imparato moltissimo, non ci sputerei sopra così.

  27. @Morena:

    non so se nell'ultimo commento ti riferisci a quel che ho scritto io nella seconda parte, quando parli di Photoshop, nel caso comunque sia cosi, guarda che proprio perche' non sottostimo per niente le conoscenze che si possono prendere da altri, anzi, proprio per questo vedo molto piu' 'produttivo' l'essere inserito in community online piene di disegnatori, coloristi, illustratori, e ben strutturate in categorie, dove se vuoi puoi confrontarti con migliaia di pareri, esperienze, consigli. Il corso quanti inscritti potra' avere? 10? 20? e a che livello? e' un corso che presuppone di insegnare qualcosa partendo piu' o meno da persone che sono allo stesso livello ? ok , e allora che confronto vuoi poter avere ?
    Forse invece pubblicando un lavoro 'acerbo' su qualche sito dedicato, ed ottenendo consigli (tanti consigli, non dico qualche suggerimento) da chi e' magari gia' professionista, da chi gia' ha esperienza, quello puo' essere un confronto costruttivo !! Poi per carita', non ho mai detto di essere contro i corsi (forse non ti riferivi al mio commento, ma chiarisco comunque..), solo che ce ne sono davvero pochi di validi.
    Uno su tutti ti dico che se vuoi, Photoshop lo impari tranquillamente da solo, senza frequentare alcunche.. proprio se si vuole esagerare, ci sono anche corsi 'su dvd', ottimi (ne comprai uno, da una ditta specializzata, non faccio nomi, non mi pare il caso..).

    Che il software non si usi in un solo modo, beh, ecco, questo penso di saperlo bene, visto che volente o nolente, sono cresciuto con i primi Commodore Amiga, usanto gli allora avanzatissimi Photon Paint e Deluxe Paint , questo per dire che sono vecchio del mestiere, se si parla di utilizzo di software di fotoritocco e disegno/colorazione. Certo che ognuno lo usa a modo suo, infatti, diversamente dalla maggioranza dei digital illustrators, per esempio io Photoshop lo uso pochissimo, in favore dell'ottimo Corel Painter, vero software natural media, ottimo sia per sketch che per colorazione. Photoshop lo uso pochissimo, lo vedo ancora come strumento dedicato piu' al ritocco fotografico, ma questi sono solo gusti personali, conosco una marea di persone che ci disegnano e ci colorano , e anche bene.

    Non penso che nessuno di coloro che non considerano i corsi essenziali, lo faccia per presunzione, sarebbe stupido quanto inutile.. pero' credimi che per quanto siano utili (quelli seri, non certo tutti..) non sono al giorno d'oggi indispensabili. Sono complementari a cio' che si puo' fare da autodidatti, e a volte, in presenza di materiale di ottima qualita' reperibile online, sono addirittura superati. ;)

  28. @Morena:
    PS: Royo puo' piacere o no, gusti personali, ma preferire forme 'pulite ed ordinate' ad uno dei suoi disegni, ecco, questo mi pare un paragone proprio da non fare. Potranno sembrare kitch, pieni di roba, ma cavolo, che siano peggio di un minimal questo proprio no… che poi possa piacere l'illustrazione 'editoriale', fatta di linee e cerchi, anche questi sono gusti, che questa sia studiata per il target che deve 'colpire' ok, ma parlando di realizzazione tecnica pura e semplice, il paragone fra i due generi lasciamolo stare…
    Poi, ho nominato Royo perche' stavo per caso guardando verso la mia libreria ed ho preso il primo nome fra i volumi che colleziono, ovviamente come illustratori validi ce n'e' a bizzeffe, anche fra disegnatori di comics (Frazetta, Adi Granov, e mille altri…), manga, o disegnatori di pinup (Elvgren, Huerta).
    Tutti artisti che comunque, a parte il messaggio o il significato che dovra' dare l'artwork, il disegno lo realizzano in maniera SPETTACOLARE, altro che linee e cerchi che simboleggiano chissachecosa…. :)

    Buon weekend (per chi se lo fa… -_-)

  29. @Fabrizio: Grazie mille per il bellissimo complimento!!! :)

    …E così hai sgamato l'inghippo: io son tutto fuorchè minimale! Hahahaha!
    …Ma sai cosa?
    Non so davvero cosa darei per essere in grado di sopperire alla mia attidudine decorativa con un pò di capacità minimal, pulite, fresche ed essenziali!

    Tornando all'arte contemporanea, il discorso è pressochè infinito, troppo per poterlo fare qui (senza contare che sarebbe del tutto fuori tema), e capisco benissimo che possa non piacere…Però non credo sia assolutamente giusto liquidarla con definizioni come "solo una 'invenzione', una moda, idee con cui qualcuno fa soldi"…Ti assicuro che non è così.
    Anche se ci sono dei casi (parecchi) in cui davanti a un'opera d'arte contemporanea viene istintivo domandarsi seriamente "ma che roba è??" "ma che mi significherebbe???"…
    Ed io sono la prima a dire che, nel momento in cui lo spettatore non recepisce il messaggio, vuol dire che l'artista ha miseramente fallito nel suo intento di comunicare.

    Ma non è SEMPRE così, assolutissimamente no.
    E se hai voglia di ricrederti e goderti un pò di meraviglie ti consiglio di fare un salto alla Biennale di Venezia (c'è quest'anno, fino a Settembre, se non sbaglio) e vedrai che tra tanti punti interrogativi e cose incomprensibili, troverai altrettante meraviglie incredibili: arte con cui giocare, arte in cui entrare fisicamente e perdersi, ambienti magici e video interattivi, cose in grado di stupire ed emozionare tantissimo anche il più "digiuno" d'arte contemporanea…Parlo seriamente.
    L'arte non è più solamente olio su tela e manierismo, per quello ci sono già stati i Great Masters del passato…Sarebbe inutile e noioso fossilizzarsi cercando inutilmente di eguagliarli, no?

  30. D'accordo con te Morena
    Il dibattito sul minimal mi ha fatto venire in mente Mondrian.. Con il suo albero che da realistico diventa un insieme (ragionato!) di linee ci insegna che non può succedere il contrario.Può essere che il problema dello stile geometrico-minimal o come lo si voglia chiamare venga dal fatto che molti disegnatori saltano i passaggi e diventa tutto un pò uguale a se stesso? Niente contro le capre eh ^^ ma di sicuro ci vuole talento anche per il minimal.

  31. "Tecnica e talento sono come due parti di un panino: non sono un granchè, da soli."
    Questa frase sintetizza tutto il discorso, condivido con te Morena tutto quello che hai detto.

  32. Salve! anche io sono illustratrice autodidatta e anche io se potessi spendere soldi farei qualche corso, eccome se lo farei!! Credo che nulla sia inutile se può insegnarti a migliorare.
    Essere autodidatta è possibilissimo per carità soprattutto se disegnare, illustrare, dipingere è una passione radicata nell'anima, ma si rischia di perdere molto tempo prima di capire quali siano gli errori commessi senza un confronto diretto con un'insegnante.

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