Fiera di Bologna: Le domande più frequenti

La fiera si tiene a marzo  ma la prima cosa che un illustratore impara è che i mesi passano velocissimi. La scadenza per cui bisogna spedire la tavola per il pass/la mostra è di solito a fine settembre- primi di ottobre.

Nota: questo post è stato scritto nel 2011 ma lo tengo come valido perchè le regole restano sempre le medesime; in caso di variazioni lo scriverò qui.

Ora, siccome sia il marzo passato sia in questi giorni le domande su Bologna sono tante, ne ho riportata qualcuna da tenere come “frequently asked question” in modo che funzioni da mini vademecum.
Alla fine del vademecum ho allegato delle immagini che spiegano come vanno compilate le etichette perchè in molti mi avete chiesto leggermente impanicati, come va fatto. :)

Vediamo un po’:

  • Cos’è la fiera di Bologna?

La fiera di Bologna è un evento per gli addetti del settore editoria per ragazzi, il che significa: editori,
bibliotecari, agenti, illustratori (grossomodo queste figure).
Anche studenti di illustrazione sono accettati.
Occorre la maggiore età per entrare come professionista.

  • Quando si tiene?

In marzo, annualmente. Per le date, sempre consultare il sito ufficiale. Normalmente a giugno/luglio vengono rese note le date della prossima edizione.

  • Cos’è questa storia delle 5 tavole? Un concorso?

Sì, è un concorso.
Devono essere necessariamente 5, non di più e non di meno. Possono raccontare una storia scritta da voi, oppure già esistente ma non coperta da copyright.
Quindi non spedite tavole che raccontano Harry Potter, per esempio, ma siete liberi di partecipare con Raperonzolo.
Qui trovate le regole per partecipare.
Qui trovate info sulla mostra.
Ad ogni modo, parliamoci chiaro: la maggior parte degli illustratori le spedisce per avere il pass gratuito alla fiera. Dopo aver spedito le tavole vi viene recapitato o per email o cartaceo (dipende, ogni anno una storia diversa!); non spaventatevi se a fine febbraio non vi è ancora arrivato. Vi dico subito che arriva all’ultimo. Certo se la settimana prima ancora non l’avete, provate a telefonare.
Se non avete tempo di mandare le 5 tavole, il pass può essere acquistato agli sportelli all’entrata (di solito costa 25 euro o giù di lì) a patto che siate del settore: potrebbero chiedervi il tesserino della vostra accademia o scuola di fumetto/illustrazione o potreste far vedere la vostra cartella. Fuori questione andarci con amici o parenti, tanto probabilmente non li farebbero entrare.
Nota: le tavole devono essere inedite, significa non pubblicate. Non pubblicate da case editrici, si intende. Se le avete messe su internet non vale come pubblicazione ;)
Nel caso voleste partecipare con progetti di libri già pubblicati dovete far inviare le 5 tavole dall’editore che ha ottenuto i diritti. Un po’ macchinoso, vero? (temo che quest’anno mi toccherà farlo.)

  • Che genere di illustrazioni?

Per bambini o ragazzi.
Se siete soliti disegnare tavole tipo graphic novel con elementi violenti o disturbanti, la fiera di Bologna non è posto per voi.
Ma è vero anche che è una fiera del libro per ragazzi, per cui finchè arrivate fino alla fascia 14, va bene.

Portfolio 2011 di Anna Mattiuzzo
  • Ficion o non fiction? Questo è il dilemma.

In realtà non bisogna essere spaventati da questa distinzione. Si tratta solo di due categorie stabilite convenzionalmente per la partecipazione.
Sembra una cosa pazzesca solo perchè sono termini anglosassoni.
Denudiamoli e facciamola finita:
Fiction: narrativa.
Non-fiction: il resto.

Esempi di fiction: le fiabe, le favole, storie di bambini con elementi fantastici o non, che vivono eventi.
Esempi di non-fiction: libri didattici su svariati argomenti

Titoli Fiction di esempio:

1234

Titoli di Non-Fiction di esempio:

1234


Lo stile fiction e non fiction

“Ma quando si sceglie l’una o l’altra categoria di narrazione, devo adattare lo stile?”

No, fiction e non fiction si riferiscono al soggetto della storia, non allo stile con cui è illustrata.
Posso decidere di disegnare un racconto fiction in stile iperrealistico quasi fotografico, oppure un libro non fiction con un look giocoso e colorato. Anche perchè se dovessi per esempio fare un libro che insegna il nome dei fiori a un bambino di 5 anni, non mi metterò certo a illustrarli con un look di illustrazione botanica!

Ricapitolando fiction e non fiction sono distinzioni convenzionali basate sul soggetto delle 5 tavole e null’altro.

UNA NOTA SUL COPYRIGHT:
Il copyright scade dopo ottant’anni. Questo significa che per fiction si possono illustrare fiabe di qualunque tradizione, classici della letteratura per ragazzi (“Il giardino segreto” , “Moby Dick”, “Peter Pan”, “Alice nel Paese delle Meraviglie” ecc) ma non opere recenti.

  • Ma cosa si fa alla fiera di Bologna?

Bella domanda. Questa è una delle più gettonate e la questione è assai controversa.
Cominciamo col dire cosa NON è. Non è una convention. Non è una fiera per appassionati. Non solo, almeno. Per intenderci non è assolutamente come un Comicon, tipo la fiera di Lucca.
E’ un posto per professionisti o aspiranti tali.
E’ anche il motivo per cui l’ingresso è soggetto a selezione, del resto.
Non è un posto di divertimento; qualcuno resta deluso da questo. Il fatto è che andare a Bologna significa affrontare un giorno (o più) di lavoro.
Editori, agenti, librai, illustratori, si trovano a Bologna per contrattare. Sissignori, la fiera di Bologna è un mercato. E’ un evento internazionale, enorme, pieno di stand.
Per cui le possibilità sono 2 o massimo 3:
– Ci si va per dare un’occhiata all’ambiente. L’impatto può essere forte, vi avverto. Nel senso che tornati da
Bologna potreste avere due reazioni. La prima è “WOW E’PROPRIO L’AMBIENTE CHE FA PER ME! Voglio fare l’illustratore a vita!” permeato da entusiasmo che vi arriva fino alle punte dei capelli. Oppure “Oh mio dio che grigiore e che ansia. Non potrò mai farlo.” Conosco persone che vista la fiera hanno deciso di aprire una partita iva e buttarsi come freelancer, ma ne conosco anche alcune che dopo Bologna hanno deciso che seppure amano disegnare, l’idea del mercato e del lavoro di illustratore non fa per loro. E’ soggettivo, senz’altro.
Una cosa è certa: se andate la prima volta, non portate la cartella. E’ solo un ingombro inutile. Tanto non sapreste con chi parlare e non avreste nessuno a cui farla vedere. Evitatevi lo stress, perchè è uno stress girare con la cartella sottobraccio, garantito.
– Ci si va per parlare col proprio agente o cercarne uno e proporsi. In tal caso si porta la cartella. Consigliato
dalla seconda volta in poi. Sulla questione cartella ci torniamo tra poco.
– Ci si va per proporsi a case editrici. Tasto dolente: negli ultimi anni quasi nessuno vuole mettersi a vedere i
lavori di artisti emergenti. Alcuni vi dicono “lasciateci un CD” e probabilmente non li sentirete mai più.
– Ci si va perchè si lavora già nel settore ma è un’ottima occasione per dare un’occhiata agli stand delle case editrici, vedere cosa c’è di nuovo. Quando si lavora nell’illustrazione è indispensabile capire che piega sta prendendo il mercato. Non crediate che un libro del ’78 o degli anni Novanta sia uguale a un libro di oggi. L’infanzia è diversa, e nelle arti visive le mode ci sono come in tutti gli altri settori. Aggiornarsi è importante. In genere chi ci va a questo scopo ne approfitta per vedersi con gli altri talponi asociali che sono i colleghi. (Colgo l’occasione per salutare i miei: spero di vedervi stavolta! ;D)

  • Oh mio Dio, che ansia, ma cosa metto nella cartella? E che cartella porto?

Meglio avere l’ansia che non averla. Mi spiego, meglio metterci cura che raffazzonare il tutto.
Nella cartella lavori non ci va messo tutto alla rinfusa come in un minestrone per far fuori gli avanzi del frigo. La fiera di Bologna è un evento FORMALE. Professionale.
Arrivare con la cartella pasticciata e piena di adesivi dell’accademia o quella omaggio dei fascicoli dell’edicola è deleterio. Lo so che sembra snob, non piace nemmeno a me, che se potessi andrei ovunque in pigiama.
Però Bologna è come un colloquio: ci andreste coi bigodini o la camicia sporca di caffèlatte? Bene: la vostra cartella dell’accademia rappresenta i bigodini e la camicia sporca di caffèlatte. Fuori dalle scatole, almeno per quegli ultimi giorni di marzo.
Pensate con anticipo a comprarne una buona. Niente colori pacchiani: una bella cartellina nera, minimal ed elegante.

Vi avverto che materiale simile costa un po’. E’ anche il motivo per cui vi ho detto prima, che se è la prima volta

che ci andate non vale la pena spenderci un patrimonio fra treno, materiale e fatica di portarsela appresso.
Un’altra nota: cartelletta CON MANICO: ore e ore a camminare con la cartella sottobraccio significa mal di schiena assicurato.
Veniamo ai contenuti: se ritenete di non avere abbastanza materiale di qualità da far vedere, non andate a Bologna, o andateci senza cartella per gli altri scopi che vi ho menzionato nella risposta sopra.
Un buon portfolio contiene dei progetti di libro (cioè tavole con uno stile coerente,che fa vedere come lavorate su
una storia) non tavole volanti di 300 storie e progetti diversi. Anche lo stile deve essere omogeneo. Dovete dare
l’impressione di essere professionisti solidi, che hanno trovato la loro identità stilistica.
Detto ciò, le tavole devono essere organizzate e ordinate. Trovate più dettagli sull’articolo interessantissimo di Anna Castagnoli, che in merito ha spiegato molto bene il concetto.


Una cosa è certa, non è un evento in cui lasciare tutto al caso.

  • Cosa porto a Bologna? Come mi vesto?

Sfatiamo il mito per cui ci si vada eleganti. Non è una sera a teatro, ci si va decorosi ma comodi.
Non passate da un estremo all’altro: non andate in pigiama o vestiti da punkabbestia, ma nemmeno con la cravatta o i tacchi.
Primo sareste ridicoli e goffi, secondo se non siete più che comodi a Bologna ve ne pentirete amaramente. A Bologna si sgambetta parecchio. Mettere i tacchi o camicie soffocanti significa masochismo. Bologna è già un’esperienza stressante: non peggiorate la situazione o vorrete solo sedervi in un angolo a piangere.
Dentro la fiera FA CALDO, lo so che è marzo, ma vestitevi a cipolla. Dentro si muore in mezza manica.
Nel caso voleste far razzia di calendari , libri e gadget, portatevi un piccolo trolley vuoto. Non farete la figura dei pazzi: vedrete quante persone in giro col trolley!

  • Quanto prima bisogna organizzarsi?

Per il portfolio anche un anno prima se volete farlo bene e non avete molto materiale. Io di solito tornando dalla fiera penso già alle cose da fare per l’anno successivo.
Per quanto riguarda l’alloggio… muovetevi al massimo a dicembre, dopo è tardi. Bologna è un evento internazionale, i posti letto vanno via come il pane.

ORGANIZZAZIONE:
LE ETICHETTE
Le etichette vanno poi ritagliate e incollate dietro ogni tavola

Esempio di etichette per Fiction :

Esempio di etichette per Non Fiction:

SPEDIZIONE

Raccomandata se non avete fretta
Raccomandata 1 se siete agli sgoccioli (la raccomandata normale è tracciabile ma molto più lenta!)

IMBALLO:

Nel caso di stampe state attentissimi a come le imbustate! Sempre disporre un cartoncino molto rigido dietro per evitare che la busta vada piegata e le stampe irremediabilmente rovinate. Non avete idea di come trattano le buste Poste e alcuni corrieri.
Io per scrupolo le metto persino in busta trasparente, in caso piova e me le bagnino, ma ammetto di essere molto scrupolosa, ai limiti della maniacalità! :D

NOTE:

Ricordatevi la vostra foto e il modulo da allegare!

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    25. Francesca Zanotto 3 agosto 2014
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